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Autore: eddiefrancesco    27/09/2021    0 recensioni
Costretta a cercare un impiego come dama di compagnia per mantenersi, Juliana è ormai rassegnata a vivere senza amore, quando le innocenti attenzioni di Nick, un caro amico di infanzia incontrato dopo molti anni ad un ballo, le fanno perdere il lavoro.
Per rimediare, il giovane gli offre un matrimonio di convenienza allorché al ricevimento di nozze uno degli invitati viene assassinato, deve aiutare il marito, principale sospettato, a risolvere il mistero.
Genere: Erotico, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
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Londra, giugno 1824 Juliana non si aspettava di rivederlo. Apprendere che Nicholas aveva ereditato il titolo ed era tornato in Inghilterra era stata una sorpresa, perché aveva sempre pensato che il legittimo erede fosse lo zio di Nicholas, non lui. Di certo nessuno l'aveva mai trattato come il futuro conte. Era convinta che le loro strade non si sarebbero più incrociate. Dopo tutto, adesso lui era un conte e lei solo la dama di compagnia di una donna che viveva ai margini della cerchia ristretta cui ora apparteneva Nicholas. C'era stato un momento, quando aveva sentito parlare del suo ritorno dall'America e della sua improvvisa ascesa in società, in cui aveva provato un'eccitazione quasi dolorosa all'idea di rivederlo. Ma il tempo e la ragione le avevano fatto capire che si trattava di un'eventualita' assai remota. Benché durante l'infanzia fossero stati molto vicini, erano trascorsi ormai molti anni da allora, e ammesso che ancora serbasse memoria dell'amica di un tempo, il suo sarebbe stato solo un ricordo sbiadito, legato a un luogo e a un'epoca che senza dubbio non rimpiangeva. Juliana non era stata felice a Lychwood Hall, ma per Nicholas era stato persino peggio. Probabilmente aveva fatto del suo meglio per lasciarsi alle spalle il passato. Non sarebbe venuto a cercarla. Solo una sciocca fanciullina sentimentale poteva sperare che l'avrebbe fatto. E c'erano scarse probabilità che si imbattessero casualmente l'uno nell'altro. Per quanto le piacesse pensare di appartenere ai livelli più alti della società londinese, la sua datrice di lavoro, Mrs. Thrall, era in realtà solo un piccolo pesce che nuotava ai bordi di quella pozza vorticosa. Veniva da una famiglia della piccola nobiltà di campagna che solo di recente si era trasferita nella capitale, ed era solo grazie all'innegabile bellezza di Clementine, sua figlia, se ricevevano qualche attenzione. Quella sera avrebbero partecipato al ballo di Lady Sherbourne, un ricevimento così imponente da includere anche i membri meno importanti della società. Mrs. Thrall, tuttavia, sembrava non volersi rendere conto che era solo grazie al grande numero di ospiti che sarebbero stati presenti se erano state invitate anche loro, e si pavoneggiava affermando che Lady Sherbourne le aveva prese sotto la sua ala. Date le dimensioni del ricevimento, Juliana aveva sperato che avrebbe fatto la sua comparsa anche Lord Barre, ma in cuor suo non ci aveva creduto veramente. Dopo tutto, dai pettegolezzi che aveva raccolto mentre sedeva tranquilla ad ascoltare Clementine e le sue amiche, Nicholas frequentava raramente i ritrovi mondani. La sua riservatezza, naturalmente, contribuiva ad accrescere il suo fascino misterioso. Invece eccolo lì. Juliana aveva distolto per un istante lo sguardo da Clementine che volteggiava tra le braccia di uno dei numerosi ammiratori, ed ecco che in cima all'ampia scalinata che conduceva nella sala da ballo aveva visto Nicholas Barre. Il cuore le mancò un colpo e per un istante le parve di non riuscire a respirare. Era bellissimo, molto più bello di quanto ricordasse. Era un uomo maturo, ora, con spalle ampie e lunghe gambe muscolose. Guardava con distacco la folla ai suoi piedi, con un'aria di sicurezza e una traccia di arroganza dipinta sul volto. I capelli corvini, folti e leggermente scompigliati, gli ricadevano con noncuranza ai lati del viso. Gli occhi brillavano scuri come i capelli, resi più intensi dalla linea decisa delle sopracciglia. Era diverso dagli altri uomini. Nemmeno l'elegante abito da sera nero e la camicia candida erano in grado di nascondere l'aria un po' selvaggia che lo caratterizzava. Ovunque andasse si sarebbe trovato al centro dell'attenzione, pensò Juliana, chiedendosi se lui ne fosse consapevole. Forse si era ormai abituato. Era sempre stato un tipo solitario. L'avevano definito pericoloso e dissoluto, e Juliana sospettava che quella fama l'avesse seguito. Rendendosi conto di essere rimasta a fissarlo più di quanto fosse ritenuto accettabile, distolse rapidamente lo sguardo. Degluti' e strinse le mani In grembo. Ricordava fin troppo bene l'ultima volta che l'aveva visto: le linee del suo volto si stagliavano alla luce della luna e i suoi occhi sembravano grandi pozze scure. Nicholas aveva solo sedici anni a quell'epoca, e aveva un fisico asciutto e muscoloso che lasciava intuire l'uomo forte e virile che sarebbe diventato. I capelli erano lunghi e incolti, arruffati dal vento e dalle dita impazienti. C'era una certa durezza nel suo viso persino allora, una diffidenza che la diceva lunga su ciò che aveva passato. Juliana si era aggrappata a lui, con il cuore infranto, e gli aveva stretto le braccia come se potesse impedirgli di andare. «Ti prego» l'aveva implorato. «Non andare via...» «Non posso, Jules» le aveva risposto Nicholas, cupo in volto. «Non posso più restare qui.» «Ma io che cosa farò? Sarà terribile senza di te. Sola con 'loro'...» concluse pronunciando l'ultima parola con disgusto. «Andrà tutto bene. Ce la farai. Non ti faranno del male.» «Lo so» aveva mormorato lei con le lacrime agli occhi. Sapeva che nessuno avrebbe potuto ferirla quanto avevano ferito lui. Non ci sarebbero state bacchettate o giorni interi senza cibo né compagnia, confinata nella stanza, com'era stato per Nicholas, tuttavia il pensiero di una vita senza di lui le era quasi intollerabile. Da quando Juliana era arrivata a Lychwood Hall con la madre, all'età di otto anni, Nicholas era stato il suo unico amico, il suo compagno inseparabile. Si erano trovati spontaneamente, due estranei nella tenuta dei Barre, disprezzati da tutta la famiglia, accolti solo per carità, come veniva spesso ricordato a entrambi. Avevano formato subito una solida alleanza, più stretta di quella che sarebbe esistita in circostanze normali tra un ragazzo di dodici anni e una bambina di otto. E anche in seguito, quando Nicholas era ormai quasi un adulto e i suoi interessi si erano giocoforza allontanati da quelli di Juliana, tra loro era rimasto sempre quel legame speciale. «Posso venire con te?» gli aveva chiesto, pur sapendo che le avrebbe risposto con un rifiuto. Lui aveva scosso il capo. «Se ti portassi con me, mi inseguirebbero di sicuro. Così, forse, ho una possibilità di fuggire da loro.» «Tornerai? Ti prego...» Allora le aveva rivolto uno dei suoi rari, meravigliosi sorrisi. «Ma certo. Farò un sacco di soldi e poi tornerò a prenderti. Sarai ricca e tutti ti chiameranno 'signora'. E Seraphina dovrà farti la riverenza. Così va meglio?» «Perfetto.» Si era sentita il cuore gonfio d'amore per lui, anche se dentro di sé sapeva che probabilmente non sarebbe tornato mai più, che sarebbe sparito dalla sua vita come aveva fatto suo padre. «Non dimenticarmi» gli aveva detto, inghiottendo le lacrime e cercando disperatamente di non comportarsi da bambina di fronte a lui. Si era tolta il cordoncino di cuoio che portava al collo e glielo aveva dato. Vi era appeso un anello d'oro con un sigillo. Nicholas l'aveva guardata, sorpreso. «No, Jules... questo era di tuo padre. Non posso prenderlo. So quanto significhi per te.» «Voglio che lo tenga tu» aveva replicato lei in tono deciso. «Ti porterà fortuna. Accettalo, ti prego.» Alla fine l'aveva preso dalla sua mano; poi, con un ultimo sorriso, era svanito nella notte, lasciandola sola nel giardino al buio. Da allora erano trascorsi quindici anni.
   
 
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