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Autore: ChiiCat92    22/10/2021    0 recensioni
[...] "Sentì lacrime pizzicargli gli occhi ma non scendere sul viso. Era troppo disidratato per piangere. La lingua, impastata, aveva la consistenza e il sapore della sabbia.
Cercò di evitare di pensare all’acqua, ma inevitabilmente quella riempì i suoi pensieri. Se si fosse addormentato avrebbe sognato laghi salati impossibili da bere, e la sua sete sarebbe peggiorata appena sveglio." [...]
Questa storia partecipa al Writober indetto da FanWriter, lista pumpINK, prompt #11 "Gentilezza"
Genere: Angst, Thriller | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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13/10/2021


Le dita, le mani, i polsi, le braccia: tutto doleva pietosamente. Ai margini del suo campo visivo sfarfallavano immagini di conforto. Casa sua, il suo letto, il cuscino più morbido, quello con la federa di velluto. Incredibile come in quel momento quelle fossero le cose che desiderava di più. 

Incredibile, e stupido anche. 

Di tutte le cose, e le persone, di cui avrebbe potuto sentire la mancanza, proprio quelle. Non sua madre, non i suoi amici, neanche il suo cane, no, la stanza da letto e il cuscino con la federa di velluto. 

Sentì lacrime pizzicargli gli occhi ma non scendere sul viso. Era troppo disidratato per piangere. La lingua, impastata, aveva la consistenza e il sapore della sabbia.

Cercò di evitare di pensare all’acqua, ma inevitabilmente quella riempì i suoi pensieri. Se si fosse addormentato avrebbe sognato laghi salati impossibili da bere, e la sua sete sarebbe peggiorata appena sveglio. 

Cercò di rimettere in ordine le idee.

Un attimo prima era al centro commerciale, flirtava con un ragazzo carino in caffetteria, si appartava con lui in bagno, e un attimo dopo il ragazzo gli conficcava una siringa nel collo.

Tutto il resto era un ricordo confuso, drogato, dolorante.

Non sapeva da quanto tempo era ammanettato a quel letto, aveva perso il conto dopo la prima volta che si era pisciato addosso. Giorni, forse una settimana. Gli davano da mangiare a malapena, da bere ancora meno. 

Tutta colpa di suo padre e dei suoi maledetti soldi. Era per quello che l’avevano rapito. Il figlio di un magnate può fruttare qualche spicciolo a quattro zeri, no? 

A giudicare dal fatto che era ancora vivo e ancora prigioniero, la contrattazione non doveva essere andata a buon fine.

Se conosceva bene quel taccagno di suo padre avrebbe preferito perdere un figlio: d’altronde un bambino si può fare in nove mesi, per un milione di dollari ci vuole di più.

Avvertì nuovamente il bisogno di piangere, ma non una goccia lasciò i suoi occhi. 

Sentì la serratura scattare e la porta della stanza aprirsi. Una luce bianca illuminò lo squallido ambiente, il letto (se così poteva definirsi) lordo su cui era sdraiato. I polsi erano gonfi e rossi sotto le manette, e lui indossava ancora gli stessi abiti di quando l’avevano portato via, ora sporchi e con vergognosi aloni di sudore e urina. 

Se avesse avuto la forza per ringhiare l’avrebbe fatto.

Riconobbe nel ragazzo che si stava avvicinando a lui il tipo che l’aveva abbordato al centro commerciale. Quel faccino d’angelo, gli occhi blu, bastardo maledetto.

Avrebbe preferito non vederlo mai più, avrebbe fatto meno male. 

Si sentiva un idiota per esserci fidato ed essersi fatto prendere in giro in quel modo. Se solo non fosse cascato alle sue avances…

« Che cazzo vuoi? » gli chiese, meno aggressivo di quanto avrebbe voluto. Era stanco, e doveva aver gridato un bel po’ perché la voce era rauca. Non ricordava neanche di averlo fatto. Forse nei primi, concitati momenti, era stato più un animale che una persona. 

Il ragazzo gli mostrò una bottiglietta d’acqua.

Immediatamente il desiderio di berla gli riempì la bocca. Riuscì a produrre saliva, una sensazione che quasi fece frizzare la lingua.

Fu rapido, però, a volgere la testa, l’unico gesto di diniego che poteva permettersi di fare dato che era ammanettato mani e piedi.

« E quindi? Sarà drogata o qualche altra stronzata del genere? Pensi di lavarti la coscienza con dell’acqua? Mi hai rapito, cazzo. » 

« Non sono stato io a rapirti. » 

« Mi hai aggredito in un bagno e poi mi sono risvegliato qui, secondo me basta per accusarti di rapimento e farti finire in prigione. » 

Il ragazzo apparve davvero dispiaciuto per un attimo, come se un criminale potesse provare emozioni del genere.

« È solo una bottiglietta d’acqua, okay? » 

« Non voglio la tua cazzo di acqua. » 

« Allora...la porto via? » gli sventolò davanti la bottiglia.

Lui sentì il suono del liquido sballottato dentro il contenitore, la immaginò scivolare tra le labbra screpolate, si vide annegare in una pozza d’acqua, diventare parte di essa, sciogliersi come una compressa effervescente.

Chiuse gli occhi, prese un profondo respiro, cercò di tornare cosciente e lucido.

Anche se stava morendo di sete, anche se quello era il primo, vero gesto di gentilezza che riceveva da quando si era svegliato in quell’incubo, non doveva dimenticarsi che quel ragazzo aveva contribuito al suo rapimento, era responsabile tanto quanto chi l’aveva organizzato.

E poi era l’unico di cui conosceva il volto. Una volta uscito di lì l’avrebbe fatto rinchiudere a vita.

« No. » disse quindi, pentendosi quasi subito del tono supplichevole. « No. » ripeté, più piano. « La voglio. » 

« Okay. » 

Il ragazzo svitò il tappo e gli avvicinò la bottiglia alle labbra. Ian, aveva detto di chiamarsi Ian. Sicuramente era un nome falso, perché vedendolo da vicino non avrebbe detto che aveva la faccia da “Ian”. 

Bevve fino all’ultima goccia, sentendosi meglio e peggio ad ogni sorso, meglio perché il suo corpo guadagnava forza, peggio perché ere ancora chissà dove, legato ad un letto.

« Grazie. » sbottò, succhiandosi le labbra per non perdere le ultime gocce d’acqua. 

Il ragazzo abbozzò un sorriso, ma non disse niente.

Non c’era niente da ringraziare, in fondo.

Chissà per quanto l’avrebbero lasciato senza acqua adesso.

Cercò di assaporare il momento, mentre il ragazzo lasciava la stanza. 

Aveva il timore che avrebbe pagato caro il prezzo della sua gentilezza.

 
   
 
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