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Autore: Miravel0024    31/10/2021    0 recensioni
#31 Ottobre / PumpWord / Sciaphilia
Questa storia partecipa al Writober di Fanwriter.it
Prompt: Sciaphilia
N° parole: 522
Una coppia di agenti riceve una chiamata per abusi domestici, ma al loro arrivo trovano molto di più di quanto avessero preventivato.
Genere: Angst, Malinconico, Triste | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Ciò che si trovarono di fronte quando entrarono nell’appartamento non fu assolutamente ciò che si aspettavano. Erano stati chiamati per un possibile caso di violenza domestica, ma quando sfondarono la porta capirono subito che c’era di più.
La casa era un porcile, sporco e avanzi di cibo gettati ovunque, resti in frantumi di arredamento e stoviglie, l’intonaco che si staccava a pezzi dalle pareti, ma se guardavi con attenzione si poteva notare anche qualcos’altro in mezzo a quel casino, alcuni pastelli, un piccolo calzino spaiato, un vecchio pupazzo bitorzoluto e un malconcio libro di fiabe, tutti segni che in casa ci fosse un bambino. Quando interrogarono la coppia però negarono fermamente di avere figli. Il poliziotto si passo le mani sul viso esasperato, quella situazione gli piaceva sempre meno, aveva la sensazione che sarebbe stata una lunga notte.
Si fecero strada in tutto l’appartamento trovando altre prove della presenza di un’altra persona in casa, ma nessuna traccia di suddetta persona, iniziarono a temere che stessero cercando un cadavere.
Provarono a chiamare a voce alta sperando che il bambino sarebbe uscito da ovunque si nascondesse, ma non accadde nulla.
Stavano per rassegnarsi a segnalare la casa come sospetta ai servizi sociali quando udirono un mugugno, i due agenti si zittirono all’istante, per un attimo pensarono di esserselo immaginato, ma poi udirono un altro piagnucolio, non poteva essere una coincidenza. Sembrava che il suono venisse dalla parete accanto a loro, setacciarono tutta la parete finché non trovarono un pannello a incastro che se spinto di lato scorreva e liberava un’entrata per l’incavo nel muro. All’interno trovarono una bambina, tra i quattro e i sei anni, evidentemente denutrita e con chiari segni di abuso e abbandono. Lo spazio nel muro era a malapena abbastanza grande per infilarsi e tirarla fuori, non fu facile convincerla che poteva fidarsi di loro, ma alla fine qualcosa nel poliziotto sembro convincerla.
 
La situazione diventava sempre peggio ad ogni nuovo tassello che scoprivano. La bambina rifuggiva violentemente la luce del sole e tollerava parzialmente quella delle lampade, dovette avvolgerla nella sua giacca per riuscire a portarla nella volante. Non aveva ancora parlato ed era con loro ormai da un paio di giorni, non erano sicuri che ne fosse capace. Non l’avevano mai vista mangiare, almeno non direttamente. Grazie alle telecamere si erano resi conto che prendeva un boccone ogni volta che distoglievano lo sguardo, come se non volesse essere vista mangiare, probabilmente temendo qualche ripercussione. Dopo averlo scoperto provarono a lasciare la stanza dopo averle lasciato il cibo, ci volle un po’ di tempo, ma alla fine inizio a mangiare, ma mai abbastanza da essere notato e una volta finito muoveva il cibo in modo che sembrasse di più. L’agente sì sentii male e fu costretto a uscire dalla stanza, faceva quel lavoro ormai da una decina danni, ma i casi di violenza su minori lo avevano sempre colpito particolarmente. Non riusciva ad immaginare l’arduo percorso che aspettava quella povera creatura. Si chiedeva se sarebbe mai riuscita a riprendersi completamente.
Sospirò, il massimo che poteva fare al momento era assicurarsi che i due bastardi marcissero in prigione per molto tempo.
 
   
 
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