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Autore: Mixxo    07/04/2022    1 recensioni
"Aggrapparsi a un fantasma non è ciò che la riporterà indietro."
Genere: Fantasy, Hurt/Comfort, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Remnant Kaedra si ferma sulla soglia della zona relax, una ragazzina dai capelli candidi è di spalle seduta su uno dei divani. Cammina verso di lei, si sorprende nel rendersi conto di star trattenendo il respiro. La ragazzina è concentrata su qualcosa che ha per le mani, un rompicapo di legno di forma rettangolare, forse opera di Selene.
“Non è troppo diversa da Prim.”
Kaedra appoggia le mani sullo schienale dietro di lei. La ragazzina agita la scatola, qualcosa sbatte sulle pareti. Passa la mano sopra di essa e si ferma al centro del lato ispezionato, le spalle si alzano con un lieve sussulto, china la testa sull’oggetto e preme con il pollice sullo stesso punto. Un lieve click, la superficie si muove di qualche centimetro, la ragazzina cerca di sbirciare dentro il rompicapo per vedere la ricompensa, un mormorio raggiunge le orecchie di Kaedra.
Kaedra sorride. Ora ricorda come si risolve. La ragazzina alza la testa, le sue attenzioni sono sull’ombra che le sta proiettando addosso.
«Ciao.» Le si rompe la voce mentre parla. “Eppure pensavo di essere pronta ad incontrarla.”
La ragazzina la fissa con la perplessità di chi non sa con chi sta parlando o perché. «Ciao.» mormora poco convinta, gli occhi rossi alternano lo sguardo tra lei ed il rompicapo.
«Come ti chiami?»
«Hitomi.»

Hitomi apre le porte, Kaedra la guarda schizzare giù per la discesa costeggiata da faretti fluttuanti. Una delle luci artificiali sfarfalla, le lancia un’occhiata.
«Dina.» Chiama ad alta voce. Una scia elettrica si alza da una delle tante dimore del paesello, punta verso di lei. All’ultimo istante scende a terra con un angolo retto, le scariche si compattano in una figura umanoide, bassa, capelli biondi ribelli, occhi verdi, due simbolini a forma di fulmine sulle guance. I nanobot compongono il resto della figura minuta, pelle scura, polsi sottili.
Kaedra indica con il pollice il faro che ciondola a destra e sinistra sul punto di cadere.
«Riferirò a Selene.» Dina si volta.
«Aspetta.»
La bambina si volta. «Si?»
Kaedra si avvicina. «La ragazzina nuova... È importante, sii sempre a sua disposizione.»
Dina fa un passo verso di lei. «Dovrò memorizzare la sua voce.»
«Lo farai da Selene. Stiamo andando lì.»

Selene è seduta a gambe incrociate sul divano, segue con lo sguardo Hitomi andare da una parte all’altra del suo laboratorio. Kaedra nota la sua fronte corrugata, inizia a parlare prima che decida di buttare fuori la ragazzina.
«È una delle sue creature.»
Due scrivanie sbattono tra loro. Kaedra deglutisce mentre Selene stringe i pugni irritata. «Immaginavo.»
“Huh, nervosa.” Kaedra sa che Selene non ha mai sopportato granché le creazioni di Prim.
«Cosa vuoi da me?»
Kaedra abbassa lo sguardo sulle sue mani. «Credo che ci sia ancora qualche traccia in lei...»
«Hm.»
«...Potresti tenerla d’occhio quando sono via?»
Il rumore di vetri infranti fa alzare lo sguardo di entrambe. Hitomi sta trattenendo una serie di lastre di materiale cristallino con le mani, una di esse è infranta ai suoi piedi.
Selene si afferra il ponte del naso. «Ok. Portala via per favore.»

Kaedra guarda Hitomi mentre escono dalla dimora di Selene. Testa incassata tra le spalle, sguardo basso, un lieve broncio.
«C’è qualcosa che vuoi dire?» Le domanda mentre scendono verso il gruppetto di case.
«Scusa,» dice abbacchiata.
Kaedra allunga la mano, le scompiglia un po’ i capelli. «Non è successo nulla di grave.»
Hitomi annuisce.
Si fermano davanti una delle casette. “Dovrebbe essere questa.” Abbassa la maniglia della porta e spinge.
Nel villaggio della Corona le abitazioni sono tutte uguali: non sono fatte perché qualcuno ci rimanga, hanno il minimo indispensabile. Un bagno, una stanza da letto, un androne con un tavolo per far appoggiare ai viaggiatori dimensionali le loro cose. Tre ampie stanze ridotte all’osso. Prim sperava sempre che qualcuno rimanesse.
Kaedra poggia la mano sulla schiena di Hitomi e la spinge oltre la porta. «Questo posto sarà la tua casa d’ora in poi.» Hitomi si guarda attorno, ha uno sguardo poco convinto, forse la sensazione di vuoto la stava disorientando. Sta per aprire bocca, ma la richiude. Il suo sguardo va oltre le sue spalle.
«Abbiamo un problema.»
Kaedra si volta. Dina la fissa neutrale.
«Un momento e arrivo.» Kaedra si avvicina ad Hitomi. Si abbassa in ginocchio e le mette una mano sulla spalla. «Ho delle cose da fare. Tornerò il prima possibile. Se ti serve qualcosa puoi chiamare Dina,» vede con la coda dell’occhio Dina salutare amichevole. «D’accordo?»
Hitomi annuisce.
«Un’ ultima cosa. Nella stanza da letto da qualche parte si trova un tastino segreto, vediamo se riesci a trovarlo?» Kaedra le fa l’occhiolino, si alza dopo averle dato un’altra carezza, si dirige verso la porta.
«Torno presto, promesso.»





Note di Mixxo:
Ancora vivo! Cerco di non dilungarmi troppo. A causa di alcune complicazioni, la storia precedente "Darkraria, Regno di Ombre" è interrotta fino a nuovo ordine.
Questa storia è l'inizio di un progetto che cercherò di portare poco a poco alla luce, non so se riuscirò ad essere costante con le pubblicazioni, ma posso assicurarvi che non è qualcosa che interromperò questa volta.
Per stavolta è tutto.
Mixxo
  
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