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Autore: killian44peeta    08/06/2022    0 recensioni
Da Capitolo 28
- Ha provocato l'effetto farfalla. Un unica scelta che ha già scombussolato l'intero sistema-
-Scusami- faccio, abbastanza seccato, davanti allo stregone albino -Ma di cosa cavolo stai parlando? Effetto farfalla? E come mai anche tu sai e non hai mai fatto niente?-
-Non ho mai potuto. Ma ora tutto è cambiato.-
-Io non vedo nessun cambiamento, se devo dirlo- asserisco con stizza, facendo ruotare nella mia mano il coltello di riserva che avevo, fin dall'inizio, nascosto nella tasca.
"Avrò mandato al diavolo il fucile, la pistola e molto altro, ma almeno questo c'è ancora"
- Te le cedo-
-Cosa mi cedi? Potresti essere leggermente più chiaro invece di farmi scannare la testa con le tue frasi da... Visionario? No, cioè, seriamente! Non sono stupido, magari un po' giù di testa, ma non stupido... Però non ci capisco un fico secco di quello che stai dicendo, davvero. Perciò, vorresti farmi cortesemente il piacere di tradurre?-
Genere: Azione, Fantasy, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yaoi
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Violenza
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Nicholas

- Nicholas!-

Allungai un braccio disperatamente, mentre mi dimenavo sentendo il mio nome che veniva urlato.

-Nicholas!... Las...Lasciatemi andare... Nicholas! -

Una figura non troppo lontana si dimenava esattamente come me, cosa che mi portò ad aumentare la violenza nel mio agitarmi pur di liberarmi dalle braccia che mi tenevano fermoseppur inutilmente.

Vedevo maniche bianche, bottoni semplici di un color argento, ma soprattutto vedevo la mano del biondo davanti a me, tremante, quasi presa da degli spasmi, non nascosta dai corpi di altri uomini che lo stavano trattenendo come il resto invece era.

-Philip! Philip!- mi ritrovai ad urlare a mia volta con tutto il fiato che avevo in corpo mentre il mio cuore improvvisamente sembrava esplodere, risuonando con i suoi battiti dispersi ed incomprensibili.

Vidi un uomo davanti a me, uno di quelli che tenevano fermo Philip che semplicemente andavano ad atterrarlo con forza, facendolo cadere al suolo mentre lui scalciava e ancora urlava come una persona priva di senno.

E chiunque avrebbe potuto pensarlo a vederlo, chiunque, tutti e due sembravamo pazzi isterici che semplicemente cercavano di scappare via, ma senza risultati.

Ma decisamente non eravamo noi i pazzi qui.

-Nicholas- urlò ancora, con il tono che sembrava sull'orlo delle lacrime, tono che mi fece stringere la mascella e provare a mollare un pugno sul naso ad uno dei tanti accalcati che cercavano di trattenermi, frenato in precedenza da delle manette che mi vennero messe all'istante, portandomi dunque a spingere via chiunque con spallate.

Riuscii ad intravedere l'azzurro dello sguardo di Philip in quell'intralcio di braccia e di mani: fu solo per un secondo o due, abbastanza da mozzarmi il fiato e da aumentare la rabbia che già mi stava sconvolgendo all'udire le sue urla senza poter fare niente.

Gridai a mia volta nuovamente il suo nome, vedendo qualcosa di alquanto preoccupante pararsi davanti ai miei occhi.

Di colpo, mentre si agitava, vi fu un tonfo netto, il quale portò il silenzio.

Ma soprattutto, mentre tutto sembrava immobile, riuscii a notare una macchia rossa che si allargava sul suolo.

-Philip!- il mio urlo divenne strozzato, così strozzato che sembrava più che altro il lamentarsi di un cane.

Ed il suono assordante di una campana distrusse il resto.

Aprii gli occhi di scatto, ansante, scivolando fuori dalle coperte con le mani che andavano ad intermittenza mentre cercavano gli occhiali, faticando parecchio per trovarli sul comodino.

Inghiottendo a vuoto e lasciando che le lenti mi si posassero sul naso, portai la mano alla t-shirt zuppa di sudore che indossavo, cercando di assimilare le immagini che il sonno mi aveva portato alla mente.

"Philip..."

Non riuscivo a calmare i fremiti, il mio essere era gremito di nervosismo che non voleva assolutamente sciamare, anzi, più le immagini mi balenavano davanti agli occhi e più mi sembrava così... Reale... Impossibile da eliminare dalla mia testa.

Riuscii a riprendere me stesso solo ad un tratto, rendendomi conto che molto probabilmente era solo un sogno... Dopotutto come poteva essere vero? Nonostante tutte le emozioni cosí... Cosí veritiere... Non poteva essere vero, giusto?

"O lo è? Potrebbe?" mi suggerí una piccola voce nella mia testa che mi ritrovai a spingere via scuotendo la testa.

Non aveva senso, Philip era morto da bambino, il ragazzo del sogno doveva avere sui diciotto anni almeno, quindi non poteva proprio essere fattibile come cosa.

Guardai dunque nel letto affianco a me, vedendo il bambino di otto anni con la pettinatura azzurro scuro scarmigliato che andava a coprirgli gli occhi e la punta della lingua serpentina che usciva e rientrava nella sua bocca mentre il piccolo russava.

Mi rilassai leggermente al vedere la sua espressione calma, una tale rarità sul suo volto, contando che Joshua era quasi sempre imbronciato, andando a sistemargli leggermente la coperta sfatta e che crollava verso il terreno in un disordine totale.

E subito mi riscossi mentalmente, più che sicuro di dovermi mettere a lavoro.

Avevo bisogno di darmi una lavata, cambiarmi, cercare un libro nuovo tra la lunga pila che dominava la scrivania delle mie future letture, anche perché avevo finito l'ultimo da poco, poi sarei andato al bar.

Ancora prima, questo mi appuntai, mi dissi di raggiungere rapidamente la cucina e prendere qualche ciliegia dal frigo: non potevo farne a meno, davvero, le ciliegie e in generale fragole o frutti rossi erano una dipendenza difficile da superare.

Anche di più però una punta della mia testa mi chiedeva di mettere da parte il lavoro e di raggiungere la spiaggia.

Non capivo perché, davvero non ci riuscivo.

Perché? Perché la spiaggia? Io ed il mare non andavano più d'accordo come una volta, anzi, anche solo pensare ad esso mi metteva addosso un ansia tremenda.

Perché avrei dovuto raggiungere la spiaggia? Mi avrebbe portato solo sofferenze e molto probabilmente saltando il lavoro mi avrebbero potuto licenziare.

Però... La voce continuava. La voce insisteva, insinuandosi nella mia mente senza permettermi di dubitare troppo o di pensarci troppo.

Scivolai fuori dalla stanza, cercando il cibo e portandomene due alle labbra, per poi lasciarle lì e quasi correre in bagno.

"Libero, fortunatamente" pensai, tornando a rimuovere le lenti e ad appoggiarle sul mobile poco lontano, sapendo che poi dopo le avrei attirate a me con il mio potere per evitare di scivolare eventualmente a terra per problemi di piastrelle bagnate.

Mia "sorella" Paysha ci avrebbe messo un ora e mezza ad uscirne se ci fosse stata dentro: probabilmente in quel caso avrei dovuto evitare la doccia mattutina, rimandandola al pomeriggio.

E nel mentre che mi pulivo, il mio cervello viaggiava ancora in direzione delle immagini che a mattina presto mi avevano già stravolto in maniera tremenda, abbastanza da lasciarmi in un totale affanno.

Riuscivo a rivedere l'azzurro perfino ad occhi chiusi, rimanendo sotto l'acqua corrente cercando di recuperare la lucidità che quel solo sguardo riusciva a strapparmi via, accelerandomi il respiro ed il battito cardiaco in contemporanea.

"Basta, Nicholas. Basta . Mettilo da parte, é impossibile sia reale. Cancellalo e basta"

Un respiro, due, andando ad accarezzarmi un ciuffo di capelli con una mano, per poi sentire un brivido.

- Dovrei tagliarmi la frangia. Quasi mi copre gli occhiali-

-A me piacciono i tuoi capelli- ridacchiò il biondo, alzandosi leggermente e mostrando cosí il petto nudo, andando a giocherellare con essa prima di posare un bacio sulle mie labbra - Al massimo te li mettiamo in delle mollette. Ma per favore non tagliarli-

-E perché?-

-Perché li amo. E sinceramente ti vedrei bene con i capelli anche più lunghi-

Ma con i capelli lunghi sembrerei un barbone e ci metterei un anno e mezzo per pettinarli! Non sono come te. A te donano- protestai

- Beh, allora saresti il mio barbone e tutti smetterebbero di guardarti con gli occhi dolci-

-Geloso ancora, Phil?-

-Come sempre sono e sempre sarò- rise per poi fare l'occhiolino, alzandosi e mandandomi una bellissima visione del sedere e delle gambe lunghe, nude, che coprí con una camicia bianca che a malapena gli raggiungeva le cosce, cercando il proprio orologio -Vuoi che ti prepari io il tuo solito? Caffè e latte con spruzzata di panna e ciliegina sopra?-

-Ovvio. Adoro le colazioni fatte da te.-

- E mi meriterò più di un bacio- asserí malizioso, scostandosi i propri di capelli, di lato, mostrando il collo già segnato di morsi e marchi in ogni dove.

-Anche subito se vuoi- risposi con una risata, vedendolo però muovere leggermente la testa a negazione con un -Devi aspettare- sussurrato sensualmente per poi scivolare fuori dalla camera a piedi nudi.

Nicholas- una mano batté contro la superficie della porta ripetutamente -Nicholas, esci dal bagno? Sono un essere umano e ho bisogno di pisciare- quasi urlò Paysha dietro alla porta, risvegliandomi completamente dalla mia momentanea trance, portandomi a mollarmi i capelli e chiudere di netto l'acqua, guardandomi attorno come mai avevo fatto prima, rendendomi improvvisamente conto della tela di ragno che mi aveva frenato fino ad ora.

  
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