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Autore: stardust94    20/06/2022    2 recensioni
Il compleanno è un occasione che avviene una volta sola ogni anno. Komuri non sa che voglia dire festeggiare la propria nascita, ma qualcuno di speciale, glielo insegnerà.
(Oneshot per il mio compleanno)
Genere: Fluff, Introspettivo, Slice of life | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: Missing Moments | Avvertimenti: Spoiler!
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Tra il profumo dei lamponi e dolci ricordi
 

Il santuario del Drago ancestrale Divino della luce, era sempre stato un luogo molto accogliente e ospitale per chiunque, desiderasse fermarsi a ristorare il proprio spirito. Komuri ci viveva da quasi sei mesi ormai, ma non si sentiva ancora troppo a suo agio. Il ragazzino, si sentiva terribilmente fuori posto. come se quella luce per lui fosse troppo luminosa, come se non sentisse minimamente di meritare il calore e la gentilezza che aleggiava in quel luogo meraviglioso.

Camminò fino al giardino interno, in quel luogo sembrava che ogni cosa dovesse esprimere il concetto di equilibrio e perfezione. Dalla strada di ciottoli bianchi che portava alla grande fontana di quarzo, dalla quale sgorgava acqua talmente pura, da scintillare sotto i raggi del Astro Prismatico che in quella mattina d’estate, era ancora più luminoso. Sfumature di giallo e oro lasciavano posto a scarlatto e rosso intenso, come i lamponi nel giardino e le rose del roseto.

Il ragazzino si sedette al bordo della fontana, la calma che regnava in quel luogo, il vento fresco che passava tra le fronde degli alberi, dandogli sollievo dalla arsura estiva e perfino il cinguettio degli uccellini, conferivano a quel luogo una calma quasi irreale. Una quiete che riusciva sempre a calmarlo.

Improvvisamente, udì una voce era un canto delicato e soave che accarezzò con dolcezza le sue orecchie. Capì immediatamente di chi si trattasse e alzandosi, si avvicinò subito al luogo dove la fanciulla si trovava.

Hope era inginocchiata a terra sul manto di fiori bianchi, i capelli solitamente legati in due codini erano sciolti lungo le sue spalle esili, delicati come seta, scossa solo leggermente dal vento. Gli occhi della fanciulla erano socchiusi in quel momento e le sue mani dalle dita sottili giunte in preghiera.

Seppur non conoscesse il reale significato di quelle parole, seppur nemmeno consapevole di ciò che stava vedendo, Komuri rimase in ascolto, in silenzio osservando la fanciulla.

Sembrava come se al suo canto, il mondo rallentasse e come se lui fosse in grado di apprezzare a pieno il suono del vento tra i rami, lo scrosciante rumore del acqua che spruzzava dalla fontana, il profumo inebriante ma delicato dei fiori di Elysium. Komuri chiuse gli occhi e restò in contemplazione, quando il canto si interruppe e il ragazzino aprì gli occhi.

Hope era voltata verso di lui, ancora in ginocchio sorrise gentilmente.

“ Buongiorno Komuri come ti senti?’ domandò

Il ragazzino si portò una mano alla testa. Dal suo risveglio non aveva mai avuto un momento di calma, dopo aver aiutato Hope a proteggere il santuario infatti, era rimasto a vivere con la fanciulla, ma molte domande assillavano ancora la sua mente. Domande che gli facevano perdere il sonno e che lo preoccupavano al punto, da renderlo cupo e quasi insensibile ad ogni cosa. fatta eccezion per la ragazzina. Da quando si erano rivisti dopo la battaglia contro Red, il ragazzo non aveva fatto altro che starle accanto. Quella che inizialmente, gli era sembrata semplicemente una scelta guidata dal non sapere che fare e non avere ricordi che potessero, indicargli un luogo o una persona che conosceva e gli era famigliare. con il passare del tempo, aveva assunto sempre di più la sfumatura della sua prima decisione come individuo. Restare al santuario proteggere quella ragazzina…era stata la prima scelta fatta dopo il suo risveglio. Sentiva di avere con lei un qualche tipo di legame che non sapeva assolutamente spiegarsi. Esattamente come non riusciva a spiegarsi, le parole che egli aveva pronunciato quel giorno quando aprendo gli occhi, si era ritrovato davanti il mondo e con esso, proprio la fanciulla.

Come un pulcino che riconosce nella prima persona che vede la propria madre, così Komuri aveva riconosciuto in Hope il proprio punto di riferimento per cominciare la ricerca dei suoi ricordi.

Quei pensieri vennero interrotti dallo sguardo della ragazzina che sembrava confusa dal suo silenzio.

“ sto meglio. Ti ho sentita cantare “

Hope annuì e alzandosi quasi rincuorata dalle sue parole sorrise nuovamente. Si avvicinò al ragazzo sollevando delicatamente i lembi del abito bianco con ricami dorati, un regalo di Seyra.

“ Komuri ti va di mangiare qualche lampone insieme? Sono molto buoni “ disse la bionda

“ ma non è ancora ora di mangiare e il mio corpo ha già assunto tutti i nutrienti. “ le risposte confuso

“ Uno strappo alla regola si può fare ogni tanto. E poi sono davvero molto buoni, dovresti considerare l’idea di mangiare perché ti va! “

Affermò Hope facendogli l’occhiolino per poi avvicinarsi al cespuglio di lamponi cominciando a mangiarne qualcuno, leccandosi le dita con molta soddisfazione.

"considerare l’idea di mangiare perché mi va?"

Il ragazzino non sapeva cosa volesse intendere la fanciulla. L’esigenza del mangiare, gli era stata molto chiara fin da quando aveva sentito una sorta di crampo al altezza dello stomaco, così come quella di dormire per “annullare” la stanchezza. Eppure lui aveva sempre considerato mangiare un richiamo fisiologico piuttosto che uno sfizio da potersi togliere in qualsiasi momento. Ma osservando Hope si chiese immediatamente, se non vi fossero altre ragioni per mangiare oltre al naturale bisogno. Si avvicinò e colse uno di quei frutti, aveva un buon odore e quando lo mise in bocca sentì subito anche il suo sapore dolce ma non esagerato. Buffamente il ragazzino finì per leccarsi le dita dal succo, rimasto sui polpastrelli per poi osservare Hope.

“vero che sono buonissimi? Adoro i lamponi e lo sai, si possono preparare anche dei dolcetti con essi “ gli disse la ragazzina

Komuri annuì e subito prese altri lamponi mangiandoli. Non più per il bisogno di riempire il proprio stomaco ma solo perché mangiarli era ciò che desiderava e in qualche modo, farlo lo faceva sentire più umano più come Hope.

Sentì la ragazzina ridacchiare e alzò lo sguardo verso di lei, confuso ma curioso.

“ C’è qualcosa che non va? Ho fatto qualcosa di strano? “ domandò il ragazzino

Hope scosse il capo e poggiò un lampone sulle labbra del amico sorridendo e ridacchiando allegramente.

“Adesso che so che ti piacciono tanto ti chiederò di mangiarli insieme più spesso “

Komuri annuì e riprese a mangiare, sapendo dentro di se che la prossima volta e la volta ancora e quelle ancora, lui e Hope avrebbero potuto condividere quel momento insieme.
 

Komuri era nel giardino del santuario della luce, si passò una mano tra i capelli scompigliati e raggiunse la sua meta. Il prato di lamponi si estendeva a vista d’occhio. E pensare che un tempo vi erano pochi cespugli. Ora invece ve ne erano una decina tutti disposti a file ordinate, spandevano un dolce profumo che faceva venire al ragazzo l’acquolina bocca. Si avvicinò al prato quando vide Hope davanti ad uno dei cespugli con una scatolina in mano.

“ hei…che stai facendo? Non avremo avuto la stessa idea? “ domandò il ragazzo curioso con un piccolo sorriso

“ In verità aspettavo te. Ho una sorpresa! Avrei dovuto aspettare un altro giorno ma non ho resistito erano già maturi “ disse Hope porgendo la scatolina che teneva in mano al ragazzo.

“tanti auguri Komuri! “ aggiunse sorridendo con le mani dietro la schiena.

Il ragazzo che solo in quel momento aveva realizzato che cosa intendesse la fanciulla, slegò il fiocco blu notte e si ritrovò investito dal profumo di una torta di lamponi e panna. Fu allora che ricordò qualcosa che aveva dimenticato.

Hope si avvicinò e poggiando la testa contro la spalla del ragazzino socchiuse gli occhi.

“ Komuri tu sai quando sei nato? “

Il diretto interessato scosse la testa e abbassò lo sguardo, quando si sentì improvvisamente afferrare per la vita e scivolò seduto con Hope stretta al suo petto per la vita e la testa contro la sua spalla.

“ Allora ti va se rendiamo il tuo compleanno lo stesso mio? Ogni anno possiamo mangiare i lamponi insieme e passare la giornata solo noi due e ci faremo ogni anno gli auguri, proprio in questo giardino! Ti va? “ domandò la ragazzina

Komuri le poggiò la mano sulla schiena accarezzandola colpito dalle sue parole, da quell’Innocente sorriso dolce e da quella richiesta sincera.

“va bene. Ma io non so che cos’è un compleanno o che cosa si deve fare “ spiegò il ragazzo

La risata limpida e cristallina di Hope accarezzò le sue orecchie mentre la ragazzina, prendendo due lamponi ne porse uno al ragazzino sorridendo.

“devi solo dire…”

“buon compleanno”

  
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