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Autore: BibooZeta    23/06/2022    1 recensioni
"Se lui crede che il tempo con te sia sprecato allora perché insistere perché tu vada con lui?" Dani alzò le spalle "non ha senso no? Ryan tiene a te, siete disgustosamente fatti l'uno per l'altra."
"Eppure sta per partire per il college senza di me." Sorrise, mascherando il dolore.
"Si, probabilmente è impazzito e ha bisogno che suo migliore amico gli spieghi un paio di cose riguardo al modo in cui ti sta trattando." Bevve un sorso di birra prima di parlare di nuovo. "Non ci sa fare con le donne, è proprio un coglione"
"Tu invece sai tutto no?" Dani sorrise di nuovo, questa volta l'erba stava facendo effetto, lasciando trapelare sempre meno dolore tra un commento e l'altro "Sciupafemmine..."
“Se, come no.” Trattenne una risata sarcastica “Come se qualcuno volesse uscire con Eddie Lo Svitato Munson.”
“Io uscirei con te.” Eddie si strozzò con la birra che stava bevendo, sputandola davanti a sé, cercando di fermarla inutilmente con la mano davanti alla bocca e Dani rise di gusto.
“Cazzo! Non ridere, scema, non puoi dire cazzate del genere da strafatta.
I primi capitoli sono precedenti alla 4 stagione, poi andranno in pari.
Buona lettura!
Genere: Angst, Avventura, Azione | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Altri, Nuovo personaggio
Note: Missing Moments | Avvertimenti: Spoiler!, Violenza
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“Quindi? Hai deciso di lasciare il liceo?!” Ryan la fissava con i pugni stretti lunghi i fianchi. Dio, che stronzo. Dani decise di non starlo a sentire per più del dovuto, girandosi per andare verso la sua macchina a passi distesi “Di buttare la tua vita nel cesso?” Alzò la voce seguendola. “Hey, sto parlando con te! Dove vai?!

“Tu proprio non ci arrivi vero?” Dani urlò, sbattendo la portiera dal lato del guidatore dopo averla aperta. Si voltò puntando il dito contro il petto del suo ragazzo. Il suo migliore amico, che la conosceva da prima che imparasse ad andare in bicicletta senza rotelle. Non poteva in nessun modo accettare il fatto che non capisse che non c’era niente al mondo che desiderasse di più che andarsene via da Hawkins con lui, di diplomarsi a fine anno e partire per New York per studiare sceneggiatura, per laurearsi e andare a vivere assieme in un appartamento fatiscente, con una stanza in più per ospitare Eddie per tutto il tempo che gli ci sarebbe voluto a portare i Corroded Coffin ad avere il successo che meritavano. “Tu non capisci!! Io voglio andarmene da questo buco di culo di città più di ogni cosa, ma la mia famiglia ha bisogno di me.” Deglutì il nodo che le premeva in gola. “Come posso permettermi l’università, New York e tutto il resto se non abbiamo nemmeno i soldi per la benzina?!” 

“E allora chiedete un prestito, no? Un finanziamento per gli studi, come ho fatto io!”

“I finanziamenti vanno ripagati, ci voglio presupposti, garanzie, e soprattutto un futuro, cosa che in questo momento io non ho.” Era finita, le lacrime stavano già scendendo sulle sue guance, lasciando scie di mascara nero. “Mio padre è ricoverato in ospedale di nuovo. Ieri mattina non riusciva a ricordarsi il mio nome, Ryan! Gareth non parla da due settimane, mia madre sta facendo tre lavori per mettere da mangiare sulla tavola. Devo aiutarla, e non basta un lavoretto part time, devo trovarmi un lavoro vero, uno che porti a casa uno stipendio, e sinceramente non ho idea di come fare a diplomarmi quest’anno” Si voltò tirando una manata sul finestrino della macchina “Come cazzo faccio a preparare i test finali?! Come lo organizzo un trasloco dall’altra parte del paese?! Come lo pago il volo, come preparo la richiesta di ammissione?!” Non riusciva a respirare. Le capitava spesso ultimamente, il petto le si stringeva attorno ai polmoni, le braccia e le gambe si trasformavano in ghiaccio e le sembrava di affogare nella gelatina fosforescente della mensa. “COME PUOI NON CAPIRE, RYAN!”

“Hey, dai calmati” La abbracciò stringendola per le spalle. “Calmati, non dobbiamo parlarne ora, possiamo aspettare, vedere come evolve la situazione.” Dani non ricambiò l’abbraccio, si limitò a cercare di riprendere il controllo sul suo respiro abbastanza da poter andarsene. “Puoi sempre raggiungermi l’anno prossimo! O l’anno dopo, quando tuo padre starà meglio e ricomincerà a lavorare…” La voce di Ryan era rumore bianco ormai, il sole era tramontato definitivamente durante la loro litigata. “… Ci scriveremo, verrò a trovarvi durante le vacanze… Ma io non posso rinunciare a questo Dani, è il sogno della mia vita.”

Improvvisamente ogni punto di contatto tra lei e Ryan sembrava scottarle la pelle. Era ustionante. Si divincolò da lui spingendolo indietro. Lo fissò negli occhi. Si sentiva ferita, tradita e abbandonata, come se fosse già partito senza di lei, anche se doveva ancora diplomarsi. Lo vedeva appena dietro le lenti appannate e sporche degli occhiali, ma ad un tratto le sembrò di vederlo anche troppo. Si voltò, entrò in macchina e chiuse la portiera sbattendola. Ryan le stava urlando di uscire dalla macchina, di non guidare in quelle condizioni, ma lei non voleva stare lì, non voleva più sentire la sua voce, non più, non ora. Mise in moto, ed iniziò a guidare lasciandoselo alle spalle.

Guidò senza guardare la strada, aveva talmente tanti pensieri per la testa che le sembrava le annebbiassero la vista. Non sapeva quando aveva ricominciato a piangere, se ne accorse quando un singhiozzo più rumoroso degli altri le uscì dalle labbra. Accostò a lato della strada, iniziando a sbattere le mani con i palmi aperti sul cruscotto del Pick Up.

”Pezzo di merda! Brutto stronzo, maledetto, pezzo di schifo, egoista bastardo…!” Urlò fino a farsi venire il mal di gola, fino a quando non aveva più le forze di farlo. Cercò sotto al sedile del passeggero tirando fuori la sacca di stoffa piena zeppa di cassette, rovistando dentro di essa fino a quando non trovò l’album che stava cercando. Infilò la cassetta nello stereo e alzò il volume, abbastanza da non sentirsi pensare, lasciando che i Metallica la distogliessero dal casino che aveva in testa. Non sapeva quanto era rimasta li sul ciglio della strada, ma la notte era ormai calata completamente. Aveva bisogno di calmarsi, la sua mente stava ancora girando all’impazzata, così aprì il porta documenti dell’auto, tirò fuori la scatolina dove teneva gli spinelli che Eddie gli aveva lasciato “per le emergenze” e la aprì trovandola vuota. Grandioso. Lanciò la scatola sul sedile posteriore a sbuffò cercando di calmarsi senza l’aiuto dell’erba, ma era così maledettamente difficile. Chiuse gli occhi pensando a quello che Ms Kelley, la psicologa della scuola, le aveva detto di fare quando le sembrava di non avere via di scampo. Chiudi gli occhi, respira e pensa a quello che ti farebbe stare meglio.

Un concerto metal.

Il suo gatto, Gandalf, sdraiato sulle sue gambe.

Fumare.

Un bagno caldo.

L’ultimo album dei Warrants.

Un pomeriggio nella Contea a fare l’hobbit senza pensieri.

Una birra fredda.

Eddie.

Respirò di nuovo aprendo gli occhi, e seguì le istruzioni della consulente scolastica, razionalizzando le varie opzioni.

Un concerto metal e l’ultimo album dei Warrants erano infattibili, dato che entrambi non erano fruibili al momento, e in realtà nemmeno in futuro prossimo viste le sue quantomeno scarse qualità finanziarie.

Gandalf era sparito dalla circolazione ad Halloween, e non era più tornato a casa.

A casa sua aveva una doccia, non una vasca da bagno, e non poteva certo tornare indietro per chiedere a Ryan di farle usare il bagno.

Non si può fumare senza materia prima, idem per la birra, e dopo un paio di bombe magari non sarebbe finita nella Terra di Mezzo, ma sicuramente sarebbe stata una hobbit felice. 

Eddie. Avrebbero dovuto vedersi la mattina dopo per ripassare assieme, martedì avrebbero avuto un compito importante per il corso di storia, ma nel pomeriggio lo aveva avvisato che non sapeva se sarebbe andata a scuola il giorno dopo. Suo padre era ancora ricoverato, sua madre lavorava e qualcuno doveva badare a suo fratello. Eddie si era offerto di rimanere a casa con lei, potevano approfittarne per iniziare il giovane promettente metallaro al gioco di ruolo, e magari trovare un modo ingegnoso nel frattempo per copiare il compito il giorno dopo. Dani aveva sorriso al telefono e gli aveva detto di non preoccuparsi, che si sarebbero beccati nel pomeriggio. Era domenica sera ho c'erano alte probabilità che fosse a casa, e suo zio aveva iniziato al lavorare da almeno due ore.

 

E Eddie aveva sempre una buona scorta di erba in casa.

Mise in moto il Pick up, dirigendosi verso il campo roulotte di Forrest Hills.

   
 
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