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Autore: stardust94    06/07/2022    2 recensioni
Nel mondo di Elidon, molte leggende vengono raccontate. ma nessuna è come quella del Regno del Crepuscolo. esso è un mondo a parte, situato ad est della città di Arkana ove si estende una misteriosa foresta. Secondo le leggende, essa è la culla della stirpe degli Ayakashi. nessuno osa avventurarvisi e i pochi che l'hanno fatto e sono sopravvissuti, non sono più stati gli stessi.
ma che cosa nasconde realmente questa foresta dei misteri? chi sono i suoi misteriosi abitanti e soprattutto che cosa succederà quando il popolo del Regno del Crepuscolo si ritroverà a scontrarsi con quello del regno confinante?
potranno le lacrime e le preghiere, il coraggio e la forza di una giovane principessa, riuscire a riportare la pace o tutto verrà tinto del rosso del sangue e del nero della morte?
( storia facente parte della Infinite universes and eternal adventures Elidon Saga e Collision of World)
Genere: Avventura, Fantasy, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai, Shoujo-ai
Note: Lemon, Lime | Avvertimenti: Non-con, Tematiche delicate, Violenza
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Ayakashi Souls
Prologo: il regno del crepuscolo

I passi erano lenti, controllati ma eleganti, mentre si muoveva in cerchio e danzava leggiadra nulla occupava la sua mente. La fanciulla socchiuse gli occhi, portò in avanti la mano che teneva il ventaglio, lo aprì facendo alcuni movimenti leggiadri poi fece un’altra giravolta leggera. I suoi piedi si muovevano, ripetendo quei passi che conosceva ormai a memoria, da quanto li aveva provati e riprovati fino allo sfinimento. fino a quando si era completamente abituata e ora le venivano in automatico, appena il suono della musica degli Shamisen cominciava a risuonare nella sala del Gran santuario.


Shirayuki compì gli ultimi due passi e l’ennesima giravolta, concludendo la coreografia in ginocchio a testa bassa. Si aggiustò I capelli trattenuti dietro in una elaborata acconciatura dopodiché si alzò.

“ Non cambi mai eh? Quando ti perdo di vista ti ritrovo sempre qui”

Lo sguardo di Yuki si mosse verso la figura alle sue spalle. appoggiato a un mobile, il fratello le fece un lieve cenno di saluto. Il kimono era lercio di sangue che picchiettando. spargeva un nauseante odore che ben conosceva. Era sangue umano e a giudicare dal sorrisetto decisamente soddisfatto dipinto sul volto del fratello, era uscito vincitore dal ennesimo conflitto contro l’esercito del imperatore.

La ragazza afferrò delicatamente il fermaglio e con un gesto leggiadro. lo sfilò facendo scivolare sulle spalle esili una cascata d’argento.

“ …vorrei evitassi di sporcare il pavimento del santuario, Masa-nii”

Masaru fece davvero molta fatica a soffocare una risata a quella risposta. Scivolò verso la sorella. con un movimento tanto fulmineo quanto elegante e prendendole delicatamente il fermaglio con la camelia dalle mani glielo sistemò nuovamente tra i capelli.

“ Gomen’nasai imōto“
Le sussurrò al orecchio facendola sospirare leggermente. La ragazza sfiorò il fermaglio di cristallo poi si avvicinò al fratello e ne fronteggiò lo sguardo. osservando al contempo il suo corpo.

Ferite, troppe ferite alcune ancora non del tutto rigenerate. Yuki dovette reprimere la spiacevole sensazione che stava provando, alla vista del corpo di suo fratello così ridotto. Allungò la mano e la passò dentro il kimono di lui a contatto con la sua pelle fredda, sembrò tornare calma. Il suo battito cardiaco rallentò e il respiro si fece più stabile. Masaru poggiò la mano su quella della sorella comprendendo quanto ella fosse in realtà preoccupata e quanto poco tatto avesse usato lui.

“ Yuki…ho vinto. Ho eliminato quegli schifosi mostri“ le disse

“Lo so. Sei tornato…ma il tuo corpo è pieno di ferite“


Un sussurrò incrinato dalle lacrime imminenti fu tutto quello che lasciò le labbra di Yuki prima che Masaru la stringesse a se con decisione cingendola in un abbraccio gentile e consolatore. Yuki dovette reprimere l’istinto infantile di rifugiarsi in quel momento di dolcezza, quando due figure a lei molto famigliari varcarono l’ingresso della sala

“ Hikki, Yomi! “

Masaru osservò i due giovani che raggiunti erano immediatamente inginocchiati. Il primo, facente parte del Clan Rosso, era un Kitsune come testimoniavano le code e orecchie da volpe che svettavano orgogliose. Aveva capelli biondi trattenuti in un codino e gli occhi verdi che incrociarono quelli rosso sangue di Masaru erano colmi di rabbia.

“ Mio signore il villaggio a valle è stato attaccato. Sono stati i Tengu di Kuramayo”

A parlare stavolta era stata la fanciulla inginocchiata accanto al biondo. Era una ragazza dal aspetto elegante e delicato ma il tono che mostrava era freddo, distante e formale. Tra i capelli color petrolio si ramificavano delle corna color verde acqua e una coda da rettile bianca con dei ciuffi del medesimo colore delle corna sferzò tagliando l’aria. Si alzò quasi immediatamente e stringendo i pugni serrati in una stretta ferrea si rivolse all’albino di fronte a lei.

“ Abbiamo il permesso d'intervenire? Hanno oltrepassato ogni limite con il dovuto rispetto signore, meritano una lezione esemplare“
Masaru si massaggiò le tempie senza tradire un certo nervosismo a quelle parole. Yuki rimasta appoggiata a lui, osservò i due ragazzi in particolare il biondo.

“Mi dispiace hime. Ho fatto del mio meglio ma quando siamo arrivati erano già tutti quanti…”

Le restanti parole gli morirono in gola e non riuscì a fare altro se non ringhiare. Hikki ricordò la distruzione e i corpi dilaniati dei suoi compagni. Piume nere sparse ovunque come a sancire chi fossero gli unici responsabili.

Yuki non riuscì più a sopportare quella sua espressione sofferente. Si avvicinò e inginocchiandosi di fronte al ragazzo gli sollevò delicatamente il volto.

“ Non dirlo. Non è stata tua la responsabilità di una simile tragedia. Non hai alcuna colpa di ciò“
Hikki strinse i denti maledicendo la propria debolezza ma poi con uno scatto si sollevò da terra e porgendo alla giovane fanciulla la mano la aiutò ad alzarsi da terra. Yuki fece un cenno di assenso e guardò verso il fratello rimasto per tutto il tempo in un gelido silenzio.

“ Se attaccassimo solo per vendetta, quel branco di rammolliti piumati avrebbero un pretesto per alzare la bandiera della guerra“ cominciò il giovane principe

“ Agiremo con circospezione. Mandate al villaggio un manipolo di uomini e che aiutino i sopravvissuti, sempre ammesso che ce ne siano ancora“ aggiunse con un espressione di pura amarezza.

“Sarà fatto mio principe. Vi informeremo di qualsiasi movimento sospetto.”

Rispose a sua volta Yomi chinandosi con molta reverenza per poi seguire l’amico kitsune fuori dalla sala lasciando i fratelli soli nel santuario.

“Comprendo che agire in modo impulsivo metterebbe in pericolo tutti. Ma non è da te tollerare un simile affronto Masa-nii“
Attirato dalle parole della sorella, Masaru fece un ghigno. Yuki lo sapeva che quando suo fratello le mostrava quella espressione, c’era un motivo soltanto. Stava macchinando qualcosa che a lei almeno al momento non era dato sapere. Poteva solo avere fiducia in lui e continuare a rafforzare la barriera protettiva intorno al Regno del Crepuscolo e più precisamente intorno al palazzo di Yukishiro.

“Di recente molti umani sono riusciti a oltrepassare le difese della barriera. Mi è stato riferito che molti villaggi sono caduti…gli esseri umani hanno cominciato a rapire giovani donne ma ne ignoro il motivo“ disse Masaru creando un trono di ghiaccio sul quale si lasciò immediatamente cadere. La sorella a quelle parole sembrò impensierirsi non poco e poggiando la testa contro la spalla di Masaru riprese a parlargli.

“Temo che stiano cercando tracce della Fonte, Masa-nii. Probabilmente hanno rinvenuto le antiche pergamene“
“Rinvenuto? Io direi piuttosto rubato. Ma potresti avere ragione. Ascoltami Yuki per un po’ di giorni se devi lasciare il palazzo, fallo con una scorta. “

Disse il giovane serio come non mai e preoccupato per l’incolumità della sua stessa razza e naturalmente della sorella.

“Si. Ma non ti dimenticare che sono una guerriera. La mia Katana la Yuki no kōsen non conosce pietà per chi osa minacciarmi“
Dallo sguardo tagliente Masaru capì subito che Yuki stava facendo sul serio e questo combinato al abilità di spadaccina della sorella lo fecero sentire sollevato.

“Domani mi recherò nei pressi del villaggio che è stato attaccato. Voglio che tu resti a palazzo. Mi raccomando scoprire come quei mostri sono riusciti a utilizzare la nostra stessa magia, sarà compito tuo“ disse secco
Yuki si limitò a una riverenza e salutato il fratello si diresse verso le sue stanze mentre Masaru rimasto da solo, si sedette fuori dal santuario osservando l’astro prismatico che da oltre la barriera sembrava quasi pallido e distorto.
*****

Correva, correva senza fermarsi nemmeno un secondo. Le facevano male i piedi e lo stomaco brontolava dai crampi per la fame. Inciampò su una radice e cadde con un tonfo rovinoso. Ansimando finì per venirle un forte attacco di tosse. Si premette la mano contro la bocca nella speranza di non farsi sentire dai suoi inseguitori. Ma i quattro le furono immediatamente addosso, uno, quello più corpulento le afferrò con forza i capelli e la sollevò da terra nonostante la ragazzina cercasse di ribellarsi, dimenandosi dolorante, l’uomo sembrava gioire di quello scalpitare e cercare di sfuggirgli. E nonostante gli occhi della piccola Han’yō fossero colmi di lacrime di terrore l’uomo la spinse costringendola contro un albero.
Gli altri suoi simili si avvicinarono, uno di loro lanciò una sorta di catena con un collare posto in fondo che aprendosi bloccò il collo della ragazzina in una morsa potente e soffocante.
“Non danneggiare la merce. Faremo un bel po’ a grana è ancora giovane“ disse l’uomo corpulento.
“Ma sarà vergine? Sai come sono i nostri clienti. Le voglio giovani e vergini così è più divertente“ ridacchiò il viscido uomo secco avvicinandosi al compare.
“Facciamo in fretta! Avanti non voglio restare qui un minuto di più! “
Gridò il terzo uomo dai capelli rossi. Sembrava particolarmente nervoso e faceva strani movimenti con le mani.
“Falla finita Kyoutaro! Non crederai davvero a tutte quelle stronzate sulla foresta maledetta?! Non ci sono spiriti è una foresta come tutte le altre! “ Rispose l’uomo corpulento dai capelli neri tagliati a spazzola.
“ Ma capo! Si raccontano storie terribili di…mostri, bestie che non hanno nulla di umano e uccidono gli incauti viaggiatori! “ Provò a spiegare Kyoutaro con il fiato corto e gli occhi sbarrati.
Ma questo fece ringhiare l’uomo più grosso che con uno strattone consegnò la loro preda tremante al quarto degli uomini presenti, l’unico a non aver ancora parlato. Poi afferrando un pugnale da sotto la logora casacca lo puntò al collo del povero Kyoutaro che tremò come una foglia alla vista della lama prossima ad affondare nella sua carne se avesse contraddetto nuovamente gli ordini del capo.
“Adesso tu ti dai una calmata. Ripeti con me: non ci sono mostri ha ragione lei Sakama-sama. Avanti ripetilo!” Gli urlò Sakama minacciandolo.
Ma Kyoutaro non fece in tempo a ripetere nemmeno la prima parte perché uno spruzzo di sangue si levò dalla sua giugulare e il corpo del uomo cadde a terra in preda alle convulsioni.
“Che diavolo sta succedendo?!” Gridò l’uomo secco guardandosi attorno in preda al panico
“calmati Kesuke! Han prendi la preda! *Gridò rivolto verso l’uomo alle sue spalle ma quando si voltò lo trovò immerso in una pozza del suo stesso sangue.
Sakama furioso cacciò un ringhio e continuò a cercare con lo sguardo il nemico. Finché non vide qualcuno in piedi accanto al albero. A prima vista doveva essere un ragazzo di circa una ventina d’anni. Indossava una mantella nera che copriva il resto degli abiti quasi come un poncho. I capelli erano neri scompigliati dal forte vento gelido gli occhi o per essere precisi l’unico occhio che era visibile e aperto, rosso come le gocce di sangue che macchiavano la Wakizashi che impugnava.
La ragazzina ancora stordita dalla mancanza d’aria a causa del collare, sollevò debolmente la testa per guardare il misterioso spadaccino, occhi imploravano aiuto era crollata sulle ginocchia ormai quasi al limite delle forze.

Lo sconosciuto iniziò ad avanzare verso i due uomini rimasti, sollevò il braccio che impugnava la spada e tagliò l’aria o almeno così sembrò ai due uomini
“ah! E questo sarebbe un colpo? Non hai mirato bene pezzente!” Ringhiò Sakama
“si capo fagliela vedere! “ Ridacchiò Kesuke con la sua voce gracchiante come quella di un corvo rachitico.
Ma proprio in quel momento sul collare che teneva bloccato il collo della ragazzina, si formò un lungo taglio che divise l’oggetto delle torture perfettamente a metà facendolo cadere a terra con un rumore sordo. La ragazzina si toccò la gola dolorante tossendo ancora un bel po’ ma guardò lo sconosciuto con gratitudine per poi barcollando cadere a terra perdendo i sensi.
“ Per chi lavori?! “Ringhiò Sakama
“ Non lavoro per nessuno. Tanto meno…per uno sporco umano“ Ora che si era avvicinato alla luce del Astro Prismatico, il suo aspetto era ben visibile. Quello che a prima vista era sembrato solo un ragazzo ora appariva in tutto il suo aspetto minaccioso. Aveva delle corna rosse come gli occhi e lo sguardo di chi è meglio non incontrare in un vicolo buio di notte. La pelle chiarissima quasi pallida. Era più basso dei due uomini ma aveva dimostrato di essere più veloce. Quello che però saltava agli occhi era il fatto che il ragazzo fosse cieco da un occhio che teneva chiuso.
“ Di le tue preghiere guercio roditore! “ Gridò a pieni polmoni Kesuke sguainando una katana e andando dritto verso lo sconosciuto sferrando un affondo che il corvino schivò senza pochi problemi e così fece per gli altri quattro fendenti. Ma ha sorpresa Kesuke gli lanciò una sfera esplosiva e lo fece sbalzare e rotolare indietro.
Dopo qualche minuto di stordimento, il corvino si rialzò e con un ringhio leggero che mise in risalto i lunghi canini affilati, fece cadere la mantella rivelando che sotto di essa, vi erano delle sorta di placche di armatura che proteggevano il busto e le braccia. Pantaloni neri molto semplici fasciavano le gambe e alla vita portava una cintura al fianco attaccata a essa vi era un fodero, forse proprio quello che custodiva la Wakizashi. Ma a tracolla Kesuke ne notò un altro probabilmente contenente una katana.
“ …lasciate andare la ragazzina. Prima che decida di farla finita con voi una volta per tutte“ disse il giovane. I raggi del Astro Prismatico brillavano sulle corna rosse che spuntavano dalla sua fronte leggermente macchiata di sangue come la guancia dove aveva un graffio profondo. Quelle ferite però non sembravano un problema perché avanzò e con una serie di fendenti fulminei fece sgorgare una fontana di sangue dal corpo di Kesuke che cadde a terra agonizzante.
Restava solo Sakama.
“a-ascolta facciamo così…vuoi…vuoi dei soldi? Vuoi la ragazzina?! Preditela prenditi tutto! Ma…ma risparmiami! “ Piagnucolò l’uomo che da leone era diventato un coniglietto spaventato. Il ragazzo si pulì la lama della spada sui pantaloni per poi rinfoderarla e guardando l’uomo minaccioso emise un ringhio leggero.
“ Vattene, sparisci dalla mia vista! E considerati fortunato“ disse prima di dargli le spalle per andare a recuperare la ragazzina svenuta
Sakama però era abbastanza subdolo e infame, approfitto della apparentemente distrazione del ragazzo. Sguainò la sua spada e la affondò nella schiena del ragazzo ridendo fino a quasi strozzarsi con la propria saliva.
“Questo ottieni a fidarti degli altri stupido moccioso! Non c’è pietà in combattimento! “ Lo derise Sakama affondando ancora di più la lama nella schiena del ragazzo.
Questo fece una smorfia di dolore e con una mano estrasse la katana compiendo un arco talmente veloce da non essere visto. La testa di Sakama si staccò di netto dal corpo e il suo sangue spruzzò in una fontana ricoprendo totalmente il ragazzo che crollando sulla ginocchia, stanco e Ansimante, afferrò la spada del nemico estraendola lentamente dalla sua schiena fino a farla cadere a terra. Con il fiato corto e affannato il ragazzo tentò di rimettersi in piedi e quando riuscì a riacquistare abbastanza le energie si trascinò verso la ragazzina ancora svenuta. Nonostante avesse fitte di dolore lancinante, la sollevò prendendola in braccio e si diresse verso il suo rifugio.


Angolo autrice XD

Un nuovo tassello della Nexus Saga si fa finalmente vedere. Questa storia è ambientata nello stesso mondo di The Elidon Chronicles ovvero il mondo di Elidon ma tratterà di personaggi che non compariranno nella storia principale. Seguirete infatti due diverse storie che a un certo punto andranno a collidere e unirsi. La prima è quella del Clan Bianco con Yuki e Masaru e i loro compagni alle prese con la ricerca della Fonte Lunare, con le mire del perfido imperatore di Arkana e una strana malattia che sta contagiando Gli Ayakashi. L’altra invece seguirà le vicende degli altri due personaggi che avete visto nella parte finale del capitolo. E dei quali non anticipo nulla per adesso, visto che li conoscerete meglio nel prossimo capitolo. Il loro scopo sarà quello di fuggire dagli esseri umani e soprattutto di trovare un luogo da poter chiamare casa. Per fare questo però dovranno imbarcarsi in una grande e pericolosa avventura che li porterà a incrociare la loro strada con quella di Masaru e Yuki Okita.
Ora è il momento dei ringraziamenti. Voglio ringraziare chi legge, recensisce mette nelle scelte, preferite o ricordate la storia. Ma anche i lettori silenziosi o chi semplicemente lascia una visualizzazione.
Ma in special modo i miei più cari e sentiti ringraziamenti vanno a un amico molto speciale di nome Edoardo811. Il personaggio dello spadaccino dai capelli neri è tutta farina del suo sacco e mi è stato ceduto per questa storia. Non lo ringrazierò mai abbastanza e spero di rendere giustizia a questo personaggio che reputo meraviglioso.
Per chiunque voglia conoscere sia lui sia gli altri splendidi personaggi che ha creato. Vi lascio sia il link del suo profilo dove troverete la serie con le storie dedicate allo spadaccino (sto cercando di tenere nascosto il nome fino al prossimo capitolo XD) e altri splendidi personaggi. Vi invito in molti a leggere le sue storie e non fermatevi al fatto che sono sul fandom di Percy Jackson. Credetemi vale davvero la pena di conoscere queste storie e questi pg.
Detto ciò spero che seguirete questa storia è naturalmente anche The Elidon Chronicles. E vi invito a restare sintonizzati per il prossimo capitolo. Buona estate a tutti quanti.

Link del profilo EFP di Edoardo811


edoardo811, autore su EFP Fanfiction

 
  
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