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Autore: Francyzago77    23/09/2022    2 recensioni
Amicizia, amore, famiglia, sfide, passione. E un pallone.
Quanto basta per raccontare una storia semplice ...
Genere: Introspettivo, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Genzo Wakabayashi/Benji, Kojiro Hyuga/Mark, Nuovo personaggio, Sanae Nakazawa/Patty Gatsby, Tsubasa Ozora/Holly
Note: OOC, What if? | Avvertimenti: nessuno
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-Sei incinta? – ripeté Patty stupita e allo stesso tempo sconvolta mentre Chris con gli occhi rossi dal pianto cercava conforto in lei.

-Entra dentro, sono sola in casa, vieni – aggiunse con delicatezza facendo strada alla ragazza che, appena chiusa la porta, si gettò fra le braccia dell’amica.

-Aiutami, ti prego – la implorò Chris – non so proprio cosa fare!

Patty la fece sedere poi cercò di capire qualcosa in più, le domandò:

-Sei proprio sicura di essere incinta?

-Ho fatto il test – rispose immediatamente.

-A volte – tentò di rassicurarla Patty balbettando – quei test non sono attendibili! È meglio andare da un medico così avrai la certezza assoluta. 

Intanto le porgeva un bicchiere d’acqua, Chris bevve a piccoli sorsi poi disse:

-Non so che fare, mi sento persa e sola.

-Sola non lo sei! – affermò con forza la sua amica – Io ti sarò vicina e poi hai Mark. A lui lo hai detto?

Il tono di Patty era ora più dolce, attendeva una risposta che poteva anche essere devastante.

-No, non lo sa – asserì Chris a bassa voce – vorrei prima esserne certa.

-Per questo – aggiunse l’altra – devi andare a farti visitare.

Chris annuì mentre Patty le chiese:

-Hai un medico di fiducia dove poterti recare?

-Lascia perdere! – rispose la ragazza demoralizzata – L’unica dottoressa che conosco qui è la stessa di mia madre, sarebbe imbarazzante!

-Allora potremmo prendere appuntamento in ospedale – propose Patty che, parlando al plurale, rese Chris forse più tranquilla, aveva capito di non essere affatto sola.



Si misero sedute attendendo. 

Erano arrivate in ospedale con l’autobus, l’ascensore le aveva condotte al terzo piano dove avevano raggiunto la stanza numero centoquattro. 

-Io ti aspetterò qui – propose Patty all’amica che per tutto il tragitto aveva detto solo mezza parola da quanto era agitata.

La porta dello studio si aprì, un’infermiera esortò la prossima paziente ad entrare. Era il turno di Chris.

Le due si diedero un’occhiata d’intesa poi una sparì dietro quella porta mentre l’altra rimase fuori in una lunga attesa.

Con le gambe un poco distese e le braccia incrociate al petto, Patty si guardava intorno aspettando notizie dalla sua amica.

Tutta quella storia la stava vivendo quasi in prima persona, voleva molto bene a Chris, ormai erano diventate amiche inseparabili e il pensiero che lei stesse soffrendo la rendeva agitata e soprattutto inerme. 

Aveva telefonato lei in ospedale prendendo l’appuntamento per quel pomeriggio, aveva saltato gli allenamenti e non aveva detto nulla né a Susie, né a Evelyne e né tantomeno a Holly.
Non aveva più neppure pensato ai suoi problemi, Barcellona, la partenza del capitano, i suoi silenzi erano passati in secondo piano.

In quei due giorni la sua priorità era Chris, con il suo enorme dilemma e i suoi grossi dubbi.

-Patty, che ci fai qui? – si sentì chiamare, voltandosi vide la signora Hutton.

-Maggie! – era imbarazzata, divenne tutta rossa – Ho accompagnato un’amica.

La mamma di Holly, avendo letto sulla porta il nome e il titolo della dottoressa, domandò con discrezione alla ragazza:

-Stai bene? 

-Certamente – farfugliò Patty – benissimo! Sono qui per un’amica e tu?

Sperava in quel modo di sviare il discorso.

-Sono venuta a trovare la mia vicina – spiegò Maggie insospettita – è stata operata lunedì e oggi le faceva piacere vedermi.

Patty annuì non sapendo più cosa dire, la signora Hutton la salutò e si diresse verso le scale guardandola ancora con la coda dell’occhio.

-Ci mancava la mamma di Holly! – pensò la giovane alzandosi dalla sedia e iniziando a muoversi per calmare la tensione.

Intanto era arrivata una donna in evidente stato interessante accompagnata dal marito. I due si erano seduti, attendendo insieme, emanavano felicità soltanto a guardarli.

Patty pensò allo stato d’animo di quella futura mamma, nettamente differente da ciò che provava la sua amica Chris. Sperava fosse solo un falso allarme e che da quella sera sarebbero potute tornare a parlare di interrogazioni, compiti in classe, campionato e sogni. 

E invece, quando si riaprì la porta, dal volto della sua migliore amica, Patty capì che le conversazioni future sarebbero state ben altre.

Chris si fece da parte per far entrare quella coppia che discuteva piacevolmente su quale nome dare al loro bambino mentre Patty si avvicinò con molta discrezione.

-Allora? – domandò con voce tremula, rimaste ormai sole.

-Tutto confermato – rispose l’altra – sono incinta.

Si infilò il giubbotto e iniziò a camminare per dirigersi all’ascensore.

-Aspettami Chris – la chiamò Patty prendendo in fretta la borsa – non ti lascio da sola!

Essendo affiancate da altre persone non parlarono, poi, uscite dall’ospedale tornarono inevitabilmente sull’argomento.

-Ora devi chiamare Mark – affermò Patty con delicatezza ma ben decisa.

-No, prima devo capire cosa fare – asserì Chris guardando avanti, verso la strada, camminando senza mai fermarsi.

-Ma non puoi pensare di escluderlo, è una scelta troppo importante! – esclamò Patty fermando l’amica afferrandole il braccio e fissandola negli occhi – Non decidere tutto da sola.

Chris si bloccò, erano davanti la fermata dell’autobus, nel piazzale dell’ospedale.

-Tu lo vuoi questo bambino? – le chiese Patty a bassa voce ma con fermezza.

-Lo voglio? – quella domanda la rivolse soprattutto a se stessa – Non lo so se lo voglio, devo ancora compiere diciotto anni, devo terminare gli studi e devo definire il mio futuro. Mi ci vedi a fare la mamma? Tra qualche mese, non fra dieci anni! Cosa ne so di bambini io! E la mia famiglia poi non accetterebbe nulla di tutto ciò. Non doveva capitare Patty, non doveva proprio capitare!

-Sono d’accordo – tentò di sostenerla l’amica anche se con difficoltà – ma ora è capitato! Io però insisto che devi subito andare da Mark.

-A dirgli cosa? – Chris era rassegnata e amareggiata oltre che spaventata – Non abbiamo mai parlato di figli, non ho idea di come reagirebbe.  

-Ti prego, vai da Mark – insistette l’altra – forse lui lo desidera il bambino. 

Chris, a quelle parole, provò stupore e incredulità, poi sentenziò:

-Stai dicendo un’eresia, come pensi possa volere un figlio, ora!

 In quel momento arrivò l’autobus, Patty continuò, prima di salire:

-Se mai glielo chiedi, mai lo saprai!

Così iniziarono il viaggio di ritorno, loro due in silenzio, tra le chiacchiere dei passeggeri e il rumore delle automobili sulla strada.




- Ben arrivato! – esclamò la signora Hutton in cucina, vedendo tornare il figlio.

Stava preparando la cena e, mentre armeggiava tra i fornelli, disse con piglio sicuro:

-Devo parlarti, Oliver.

-Quando si rivolge a me – pensò Holly – chiamandomi con il mio nome completo, c’è sempre qualcosa di cui preoccuparsi.

-Ascolta – esordì Maggie lasciando la pentola sul fuoco e avvicinandosi a lui – volevo dirti che se hai qualche problema, di qualunque tipo, puoi tranquillamente confidarti con me. Non devi aver timore, anche se ovviamente su alcuni argomenti preferiresti confrontarti con tuo padre ma io sono pronta a comprenderti.

Holly rimase stupito da quelle parole, sua madre continuò:

-Per esempio, come va con Patty?

Sempre più meravigliato da quelle affermazioni, il ragazzo chiese:

-Cosa c’è mamma? Perché mi stai facendo tutte queste domande?

-Oh così – rispose imbarazzata la donna – è che sono un po’apprensiva ma ti ripeto che puoi parlare liberamente con me. Sai, ultimamente, vedo Patty molto strana o comunque preoccupata. 

Sì, pensò Holly, Patty era sfuggente e inquieta soprattutto in questi ultimi giorni.

E lui doveva decidersi ad affrontare il discorso circa la sua partenza per Barcellona, non poteva rimandare ancora a lungo.

Il suono del campanello lo distolse dai suoi pensieri mentre Maggie annunciava:

-Holly, c’è Patty!

Lei entrò e, volendo evitare la signora Hutton, domandò subito al capitano:

-Ti dispiace se ci spostiamo in salone?

Si gettò sul divano e, visibilmente angosciata, esclamò:

-Forse non dovrei parlartene, sono combattuta!

-Invece è bene affrontare l’argomento – disse con sicurezza Holly, riferendosi alla sua proposta di ingaggio.

Patty sembrò sorpresa mentre Maggie entrò inaspettatamente nella stanza esordendo:

-Ragazzi, non dovete avere paura. Vi sarò vicina e, sono convinta, che anche i tuoi genitori saranno comprensivi Patty. Non devi aver timore di confessar loro la verità.

-Ai miei genitori? – la ragazza sbarrò gli occhi e la signora Hutton si fece forza asserendo:

-Quando ti ho incontrata l’altro giorno in ospedale ho capito subito cosa stavi facendo lì. Bisogna ammettere che siete entrambi molto giovani per crescere un bambino ma io sono con voi!

-Un bambino? – Holly si voltò sbalordito verso la sua ragazza che intanto si era alzata gridando:

-No, Maggie non è come sembra! Non sono io ma la mia amica Chris.

-Chris è incinta? – chiese il capitano mentre sua madre, forse più risollevata, disse:

-Ah, eri veramente per un’amica! La sorella di Benji?

Patty annuì e, timidamente, anche se non si trattava di se stessa, spiegò:

-Chris aspetta un bambino e nessuno lo sa, tranne me. Ora si è chiusa in casa, non sta venendo neanche a scuola inventando delle scuse con sua madre che non sospetta niente. Il dramma è che non lo ha detto neppure a Mark. Io sono preoccupata, la vorrei aiutare ma non so come!

-Mi spiace per quella ragazza – asserì la signora Hutton andandole accanto – ma non può affrontare tutto da sola. Cerca di convincerla tu cara, siete buone amiche! 

Si gettò nuovamente sul divano affranta, Maggie tornò silenziosamente in cucina pensando fosse meglio  lasciare suo figlio e Patty da soli.

Il capitano le prese la mano domandandole:

-E’ per questo che eri così nervosa ultimamente?

Patty annuì, tralasciando tutta la storia di Barcellona, non era proprio il momento di discutere e fare inutili scenate di gelosia.

-Ho accompagnato Chris in ospedale per una visita – spiegò – lì ha avuto la conferma di essere incinta. Comprendo la paura di dirlo a sua madre ma con Mark dovrebbe parlare!

-Non sei riuscita a convincerla? – chiese Holly preoccupato anch’egli.

-Veramente qualcosa è accaduto – iniziò a raccontare la giovane – l’altro ieri. Mi ha detto di aver preso l’autobus e di essersi diretta da Mark. L’ha raggiunto sul posto di lavoro, lui dopo gli allenamenti va da un tizio che ha un magazzino dove si scarica della merce e sta lì fino a sera. Chris è arrivata ed ha atteso che Mark uscisse per parlarci. 

-E lui cosa le ha detto? – chiese Holly volendo saperne di più.

-Nulla, perché in realtà non si sono incontrati! – rispose Patty con foga – Chris è andata via senza aver palesato la sua presenza.

-Perché? – ora il capitano era stupito – E’andata fin lì e poi è scappata?

-Perché nell’aspettare – spiegò la ragazza – si è avvicinata all’ingresso del magazzino e ha visto Mark, di spalle, che parlava con un uomo mentre entrambi stavano scaricando del materiale. È riuscita ad ascoltare la loro conversazione, Mark raccontava della possibilità di andare a giocare con una squadra professionistica e realizzare il sogno di diventare un grande calciatore. Si sarebbe trasferito ma avrebbe aiutato la sua famiglia ad uscire dalle difficoltà economiche, comprando una casa a sua madre e facendo studiare i suoi fratelli.

-Ma cosa c’entra questo con Chris? – la interruppe Holly non capendo il comportamento della Price.

-Chris si è sentita di troppo – disse allora Patty con le lacrime agli occhi perché comprendeva il disagio dell’amica – ed ha preferito andarsene, senza farsi vedere da lui. Non vuole che Mark, per mantenere lei e il bambino, debba rinunciare a quello per cui lotta da anni, cioè dare una vita serena a sua madre e un futuro ai suoi fratelli. 

-Perdonami Patty – tentò di argomentare il capitano – la famiglia Price ha i soldi per poterne mantenere dieci di bambini!

-E tu pensi che la madre di Chris – replicò lei con forza – accetti la situazione così facilmente! Non conosci bene quella donna, ha fatto del tutto perché la figlia non frequentasse più Mark e anche Benji, purtroppo, ci ha messo del suo! Vedrai, dovranno cavarsela da soli i nostri Romeo e Giulietta!

-Romeo e Giulietta? – Holly era sempre più allibito.

-Non farci caso – aggiunse Patty – sono i nomi che ha dato loro la mamma di Evelyne. Piuttosto, dobbiamo cercare che non finisca tutto in tragedia.

Il capitano, serio e preoccupato, affermò:

-A Benji posso pensarci io, non mi sarà difficile farci una chiacchierata. Ma se Chris non parla con Mark e non decidono insieme cosa fare, noi non possiamo intrometterci più di tanto. 

Patty, sentendosi affiancata dal suo capitano, concluse:

-Mi è venuta un’idea, voglio provare! E se riuscirò nell’intento poi tu parlerai con Benji. Promesso?

Quindi Holly sorrise, la strinse in un abbraccio dicendole:

-Te lo prometto. La tua generosità e il tuo forte senso dell’amicizia ti rendono una persona veramente speciale. 

Patty chiuse gli occhi, stava bene tra le braccia del suo capitano.

Barcellona era solo stata accantonata.

 
   
 
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