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Autore: Dolly Lamour    02/11/2022    0 recensioni
“Mi scusi, Mrs Hobbes. Posso farle una domanda un po' particolare? Ovvero… potrei vedere il suo seno?”
Genere: Comico, Erotico, Generale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: Lime | Avvertimenti: nessuno
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Boobs and Naked
 
 

Country Club. Orlando, Florida. 1987
 
“Mi scusi, Mrs Hobbes. Posso farle una domanda un po' particolare? Ovvero… potrei vedere il suo seno?”

Samantha Hobbes, 47enne, capo editrice di una importante rivista di moda di Chicago, girò la testa verso al suo interlocutore, credendo di non aver capito bene.

“Come, scusi?”

“Potrei… vedere il suo seno?” ripeté, con la voce tremolante e il volto nervoso: “Non qui, davanti a tutti… ovviamente.”

Si trovavano nella sala ristorante dell'elegante e prestigioso country club di Orlando. Era costruita imitando lo stile classico, con la grande finestra a vetri che permetteva la vista della impressionante piscina.

Lei, come molti altri ospiti del club, stava consumando un aperitivo alcolico, alle quattro del pomeriggio. Da sola, con la compagnia di un Martini secco e di un catalogo di mobili di lusso.

Ma poi, all’improvviso, era sopravvenuta questa voce tremante, accompagnata da quella domanda, completamente inaspettata.
Lo guardò, scoprendo il suo volto: un ragazzotto alto ma magro e secco quanto un chiodo, due lunghe braccia incrociate dietro alla schiena, spalle larghe, faccia pallida e lentigginosa, occhi piccoli occhi verdi e dei disordinati capelli ricci e rossi.

Indossava la maglia a maniche corte color viola del country club, i pantaloni color caki e delle dozzinali sneaker rosse. Appuntata al petto, la targhetta con il suo nome: Derek.

Appariva teso, lo sguardo nervoso, la fronte imperlata di sudore, e tremava leggermente mentre aspettava la sua risposta.
“Mi scusi, ma in che senso ‘vuole vedere il mio seno’?”

“Ecco… mi piacerebbe vedere il suo seno, senza la camicetta addosso” cercò di spiegare nervoso, mentre lo guardava con volto inespressivo.

Samantha era una donna in carriera. Una cliente fissa del club, sempre elegante in situazione formali.
Indossava una larga camicia di seta bianca, coperta da una giacca blu scuro con le spalline ampie, una lunga gonna nera a tubo che arrivava fino alle ginocchia e delle calze color carne semitrasparenti; ai piedi portava scarpe dagli alti tacchi neri lucidi. I suoi capelli ramati erano acconciati e cotonati. E, nonostante indossasse vestiti così ampi, si notava l’abbondante seno, messo in risalto dal suo costume intero nero, che aveva indossato per prendere il sole a bordo piscina.

“E per farci che cosa?” chiese la donna con tono tagliente.

Derek iniziò a sentirsi sotto pressione; non era semplice sostenere l'inquisizione di quegli occhi grigi, sottolineati da un velo di trucco che ben armonizzava il volto lungo e affilato e le labbra carnose, coperte da un leggero rossetto color ambra. Un naso alla francese e una pelle dorata liscia e curata completavano il quadro, rendendo quella donna matura una tra le più belle che avesse mai visto.

“Ecco… io… vorrei solo vedere un bel seno e… palparlo. E toccarlo…” rispose, aggiungendo quasi subito con serietà: “Ovviamente, con il suo consenso e permesso.”

Samantha lo guardò, provando un po' di pietà per quel ragazzino e intuendo molte cose su di lui.

“Sei vergine? Non è vero?”

“Sì…” ammise a testa bassa e con un velo di tristezza.

“E non hai mai visto un paio di tette dal vivo, in tutta la tua vita. Non è così?”

“Una volta ho chiesto ad una delle mie compagne di scuola di mostrami il suo seno dietro al cortile della scuola, per cinque dollari. Si diceva che per molti ragazzi l'avesse fatto. Ma, a quanto pare… era solo una voce” raccontò il ragazzo, mettendosi una mano sulla guancia, che gli bruciava ancora come se avesse appena ricevuto quello schiaffo.

“Oh, Gesù Cristo…” commentò Samantha, alzando gli occhi al cielo.

“Perciò… ho pensato di riprovarci di nuovo. Ma… con qualcuno che non sia una della mia scuola…”

Derek girò la testa dall'altra parte, con gli occhi a terra e l’aria vergognosa. Si stava già pentendo di quella sua geniale idea ed era ormai pronto a ricevere un altro schiaffo o una sfuriata umiliante, davanti a tutti.

Ma Samantha lo fissò, giudicandolo dalla testa ai piedi con aria inespressiva; bevve un sorso di Martini.

“E dimmi… Derek… perché vuoi vedere proprio il mio seno?" chiese con tono piatto, cercando di nascondere la sua curiosità: “E perché vuoi vedere un paio di tette di una sconosciuta? Non riesci a toccarti con ‘Playboy’ come fanno tutti?”

“Beh… non sarebbe la stessa cosa” spiegò. “Ho visto un mucchio di foto di seni e di donne nude, di ogni genere, di colore e forma. Tutte bellissime. Ma sono due cose diverse…” continuò, trovando il coraggio per alzare lo sguardo con aria timida: “Ma… vorrei vedere un paio di bellissime tette dal vivo. Davanti ai miei occhi... solo per me... e perdermi nella loro bellezza, forma e morbidezza…”

E, lasciandosi trasportare dai suoi pensieri, proseguì, con espressione serena: “E toccarle per vedere che cosa si prova, ad avere tanta bellezza nelle proprie mani…” e fece un sospiro, perdendosi nei suoi sogni, tutto sotto allo sguardo paziente di lei.

“E giuro che impazzerei… se non riuscirò mai a toccare o vedere un paio di tette nude davanti a me… e credo che questo sia l’unico modo per riuscirci. Visto che non sono molto bravo con le ragazze. E… sono costretto a lavorare qui, per tutta l’estate…”

Abbassò di nuovo la testa con aria triste. Provava un po' di vergona per le sue azioni e per quel gesto, davvero disperato.

“Gesù Cristo, ragazzo. Mi fai davvero pena” commentò Samantha con tono acido. Questo fece provare al giovane ancora più vergona per se stesso.

“E non mi hai ancora detto perché, vuoi vedere proprio il mio seno” soggiunse, con una certa perplessità: “Di certo, non sono l’unica donna in questo Country Club. Perciò, a quante donne l’hai chiesto, prima di me? Eccetto la tua compagnia di scuola.”

“Nessuna” rispose timido. “Solo a lei. Anzi, è la prima volta che faccio una cosa del genere…”

“E si vede.”

“Ma ci ho voluto provare. E ho chiesto a lei, perché penso che sia una bellissima donna… l'ho pensato fin da quando l’ho vista per la prima volta in costume…”

Raccontò di quanto fosse bella, con indosso quel semplice costume intero nero, che metteva in risalto il suo seno baciato dal sole e i suoi capezzoli sempre turgidi, lasciando ben poco alla sua immaginazione…

“E da quel momento, non sono più riuscito a togliermi dalla mente quel bel paio di tette. E ogni volta che ci penso, mi mette gioia nel cuore…”

Samantha ascoltò un po' annoiata quella visione adolescenziale sul piacere del corpo femminile. Ma, la sua parte più vanitosa, apprezzò molto le sue parole. Si sentì immediatamente bella e si vide come la vedeva lui, simile a una splendida dea.

“E sarò un folle. Ma se sono arrivato fin qui a chiederlo, è perchésono decisamente pazzo!” E ridacchiò, cercando di sdrammatizzare la situazione.

Solo che, a giudicare dall'espressione glaciale della donna, lei non sembrava né divertita né compiaciuta.

“La prego, non mi schiaffeggi, e non faccia reclami al mio capo…” aggiunse, sentendosi invadere dalla disperazione: “Ho promesso a mio padre che sarei riuscito a tenermi questo lavoro per tutta l’estate… e ho iniziato solo da due settimane…” e buttò gli occhi a terra, sentendosi addosso tutto il disagio del mondo.

Samantha non rispose, squadrandolo dalla testa ai piedi con il volto annoiato, e provando solo pena. Ma capiva anche la sua situazione, dovuta alla timidezza. Almeno, era educato.

“Quanti anni hai?”

“Diciassette…”

“E qual è il tuo lavoro?”

“Sono una specie di tutto fare. Mi occupo dei giardini, dei magazzini e delle pulizie delle piscine…”

Rimasero in silenzio, un breve silenzio che parve protrarsi all'infinito. Entrambi immobili nella medesima posizione, come in attesa che succedesse qualcosa.

Finché…

“D’accordo” annunciò Samantha, come se stesse approvando una cosa di tutti i giorni.

Derek alzò la testa di scatto, con gli occhi spalcanti dalla sorpresa per la sua risposta.

“Davvero?”

“Sì,” disse Samantha, guardando il suo bicchiere ancora mezzo pieno: “Puoi vedere il mio seno e palparlo.”

Derek aveva la bocca aperta e il cuore che gli batteva all’impazzata contro la gola.

“Ma,” aggiunse lei con tono serio: “Sia chiaro: niente sesso. Io non scopo i ragazzini che puzzano ancora di latte materno.”
“Okay,” rispose Derek accettando le sue condizioni.

“E niente baci sul corpo e in bocca. Non voglio avere questi contatti intimi con un minorenne. Non sono una adescatrice.” Rifletté un secondo, poi aggiunse: “Puoi solo toccami il seno. Ma solo quando te lo dico io. E quanto ti dirò di smettere, tu la smetti. E quando ti dico che è finita, tu te ne vai dalla mia vita, e non dirai mai a nessuno dei tuoi bavosi amici o colleghi di quello che è successo tra noi. E, dopo oggi, non chiedermi mai più un’altra cosa del genere.”

Alzò gli occhi con aria dura, facendogli capire che non stava affatto scherzando.

“E, se infrangi anche solo una di queste semplici regole… ti denuncerò per molestie sessuali. E ti farò licenziare in tronco! E ti assicuro che non riuscirai mai a trovare un altro lavoro per il resto della vita!”

Derek ritornò a guardarla con timore. Si sentiva intimorito e spaventato dalla sua minaccia, perché sapeva che sarebbe stato davvero in grado di fare quello che diceva. Per un istante, valutò l'idea di lasciar perdere tutto.

“Intesi?”

“Sì, sì” rispose velocemente “Tutto chiaro.”

“Bene.”

Samantha si girò verso il suo bicchiere, continuando: “Ci incontreremo dentro alle docce delle donne dietro alla piscina. Porta le chiavi con te. E dì al tuo capo che ti serve una pausa o qualsiasi altra scusa. Fra un quarto d'ora. Chiaro?”

“Sì…" ripeté Derek, "tutto chiaro.”

“Bene.”

Rimasero di nuovo in silenzio.

Derek continuò a guardare Samantha che finiva il suo drink, finché lei non si sentì il suo sguardo addosso e lo allontanò con un cenno della mano. Il ragazzo si affrettò a obbedire, contando già i secondi che li separavano dal loro incontro segreto. Tremava dall'emozione all'idea di poter presto vedere il suo più grande sogno tramutarsi in realtà.

Samantha lo guardò allontanarsi. Alzò gli occhi in alto e sospirò pazientemente.

“Beata gioventù alle loro prime volte” disse a sé stessa, guardando il suo bicchiere vuoto del suo Martini e facendo cenno a un cameriere di passaggio perché gliene portasse un altro.

In ogni caso, era soddisfatta. Non solo si sentiva ancora più bella e desiderata di come si sentisse a Chicago, ma stava anche facendo una buona azione per un povero ragazzetto che, di certo, la prossima volta che avesse visto un'altra volta un paio di tette dal vivo, avrebbe sicuramente passato i vent’anni.

Perlomeno, stava aggiungendo un po' di pepe a questa vacanza…
 
****
 
Trascorse il famigerato quarto d'ora, che al ragazzo parve durare quanto un pomeriggio intero. Per fortuna aveva trovato il capo impegnato a chiacchierare con delle ragazze, per cui la pausa gli era stata concessa con un rapido cenno di assenso e senza domande.

Derek adesso era dentro al locale delle docce delle donne, dietro alle piscine. Stava facendo avanti e indietro davanti ai lavandini, teso come una corda di violino ed emozionato come se fosse arrivato il Natale in anticipo.

Finalmente, dopo averlo immaginato numerosissime volte, non solo avrebbe potuto vedere un seno nudo davanti ai suoi occhi, ma lo avrebbe anche potuto toccare in tutta la sua morbidezza, tenendolo tra le dita, accarezzandolo, scoprendo quanto fossero duri i capezzoli femminili al contatto delle proprie mani! Ancora non riusciva a crederci! Sembrava tutto un sogno.

Il rumore della porta che si apriva lo riportò alla felice realtà. Il suo sguardo corse a Samantha Hobbes, che veniva avanti accompagnata dal suono dei suoi tacchi, questa volta senza la giacca blu addosso.

Derek prese fiato, ammirandola in tutta la sua bellezza. Nonostante fosse alto un metro e settantacinque, per via dei tacchi che portava le arrivava all'altezza petto. Proprio l’altezza perfetta per lui.

“Hai le chiavi?” chiese subito lei, con le mani sui fianchi e il volto inespressivo.

Il tuttofare si era perso a contemplare la camicetta di seta, che metteva in risalto le curve del suo seno. Ma sentì ugualmente la domanda, fece un cenno affermativo con la testa e prese il mazzo dalla tasca.

“Dammele” ordinò lei con tono duro.

Il ragazzo non se lo fece ripetere due volte; le diede il mazzo e indicò quale chiave fosse quella che chiudeva la porta delle docce.
Samantha chiuse la serratura con due mandate. Poi gli si avvicinò, riponendo le chiavi sopra al lavandino e appoggiandosi con il sedere al bordo bianco di ceramica,

Derek era davanti a lei, scostato solo di due passi. Non riusciva a staccare gli occhi dal suo seno. Il cuore gli batteva a mille e l’emozione di pura felicità gli esplodeva dentro nel petto. In silenzio, Samantha mise le mani sui bottoni della camicia. Iniziò a sbottonarla fin sotto al petto, scostando i lembi per mostrare meglio il seno, ricoperto del reggiseno.

Il diciasettenne sgranò gli occhi e rimase con la bocca mezza aperta di fronte a quella visione: portava un reggiseno di pizzo bianco a balconcino, le lunghe spalline dritti e sottili che tenevano alto il seno rotondo e abbondante. Le sue morbide curve erano esaltate dalla profonda scollatura. Da perderci la testa.

Era tutto quello che aveva sempre voluto vedere. Ed era solo a pochi centimetri da lui! Non riusciva a distogliere lo sguardo da quella visione celestiale. Non riusciva neppure a muoversi.

“Su forza” lo esortò Samantha, tono fermo, mettendo le mani sul bordo del lavandino per appoggiarsi meglio: “Toccale.”

Derek fu più che felice di ricevere quel comando. Ma si sentì anche un po' titubante, perché non sapeva che cosa fare di preciso. E, per l'emozione, gli tremavano le mani. Sperava con tutto il cuore che fosse davvero tutto vero, e non un brutto scherzo.
Ma si fece coraggio. Sollevate le dita tremolanti, con lentezza, le appoggiò sopra l'ampio seno.

All’inizio restò senza fiato, incredulo che le sue mani fossero realmente sopra il seno di una bellissima donna. Provò un'immediata sensazione di piacere e desiderio fisico. Il cuore gli batteva sempre più forte, pompando il sangue che, inesorabilmente, andò a concentrarsi in una zona ben precisa del suo corpo, facendola inturgidire. Ma Samantha non lo stava guardando e non notò il bozzo nella parte alta dei suoi pantaloni. Poi, con un po' di curiosità, iniziò a muoverlo, a toccarlo, sentendo la morbidezza della carne attraverso il tessuto dell'indumento. E vedere i movimenti del seno seguire il ritmo dei suoi movimenti della sua mano, sentire i capezzoli diventare leggermente duri al tatto, era una sensazione che lo faceva emozionare ancora di più.

Samantha, invece, non ci faceva molto caso. Aveva le braccia appoggiate sul bordo del lavandino, con la testa piegata all'indietro, il collo teso e gli occhi chiusi. Si stava godendo quei dolci e ingenui tocchi. Dolci come le prime volte con i ragazzi. Per qualche momento, poté dimenticare tutti gli uomini d’affari e gli squali della finanzia che frequentava di solito, che praticavano il sesso solo per distrarsi dai loro lavori e per non pensare a fare soldi giusto per qualche minuto. Uomini dal colletto bianco, che forse avevano dimenticato come si dovesse davvero toccare una donna e quale fosse il modo migliore per farla godere di piacere.

Certo, quei tocchi non erano minimamente erotici o eccitanti per lei. Non più, ormai. Ma non erano nemmeno male. Anzi, si rilassò, facendo felice quel ragazzino; un momento di noia per lei, e uno di piacere per lui. Derek continuava a muovere il seno ricoperto dall'intimo. Presto però ebbe voglia di spostare le spalline e scoprire di più. Così, continuando le sue carezze attorno al seno, iniziò a spostarsi verso le spalle. Raggiunte le spalline le tirò giù con decisione, facendo scivolare le coppe dell'intimo e scoprendo le sue grazie in tutto il loro splendore. Il giovane andò in estasi, restando senza fiato: le mammelle, tonde e docilmente appesantite verso il basso, erano sode e abbondanti, coronate da due magnifici capezzoli rosei, a punta.

Notò subito che la pelle del suo petto era bianca e liscia come quella di una perla, sottolineata dal segno del costume lasciato dall'abbronzatura. Si senti emozionare ed eccitare ancora di più, pensando che anche le altre parti nascoste del suo corpo dovessero essere color del latte. La sua erezione, sotto i pantaloni, crebbe ancora di più. Non avrebbe saputo come descrivere quella visione, Quel seno sodo, abbondante, bianco e rosso, che sporgeva dalla camicetta slacciata... sembrava una modella in posa per un servizio fotografica.

Restò impalato. Nessuna delle modelle che aveva visto era tanto bella. La sua eccitazione ormai era sul punto di esplodere.
“Allora?” disse Samantha, aprendo gli occhi e fissandolo. Notò la sua espressione inebetita: “Che te ne pare?” chiese con tranquillità: “È soddisfacente, come prima volta? Ti piacciono, le mie tette?”

“Sì, sì…” rispose con un po' di fatica: “Davvero stupende! Le cose più belle che io abbia mai visto in tutta la mia vita…”

“E pensare che, da giovane, erano più sode.”

“A me piacciono anche così”

Samantha ridacchiò per le sue parole. Anche se era consapevole della propria bellezza, apprezzò molto tutte quelle attenzioni da parte del ragazzino.

“Su forza, toccale. Non ho tutto il giorno” lo invitò, tornando a piegare la testa all'indietro e chiudendo di nuovo gli occhi.
Pur con qualche timore, Derek avvicinò di nuovo le mani al suo seno, infine libero da ogni costrizione di tessuto.

La sua pelle era liscia e calda, i capezzoli morbidi e allo stesso tempo turgidi. Non aveva mai toccato niente di simile. Si sentiva sciogliere. Samantha, invece, si stava rilassando. Quei tocchi erano davvero appaganti. Se il ragazzino avesse continuato a fare pratica, un giorno avrebbe fatto impazzire qualsiasi donna avesse toccato. Derek continuò a palpare, stringere, muovere. Scoprì di adorare di spingere il seno verso l'alto, per poi lasciarlo andare e farlo tornare ad adagiarsi nella sua posizione naturale.
Toccò i capezzoli, li strizzò, li spinse. Quasi non riusciva a credere di ciò che stava facendo. Le sue dita scivolavano lungo quelle curve soavi, tornavano a stringere quelle rosee punte. I suoi palmi si aprivano, avvolgevano, lasciavano andare, stringevano di nuovo.

Dopo qualche minuto, Samantha iniziò ad annoiarsi.

“Okay, ragazzino. Ora puoi smettere.”

Derek obbedì subito, anche se a malincuore. Aveva il cuore a mille e, nelle mutande, aveva ormai qualcosa di animato di vita propria, che stillava umori nella speranza di essere soffi sfatto presto.

Calò il silenzio mentre Samantha, osservando allo specchio, si risistemava il reggiseno.

“Quindi… adesso me ne devo andare?” chiese il ragazzo con tono timido.

Samantha si diede una sistemata ai capelli, fissandolo attraverso lo specchio. Aveva lasciato aperta la camicia.

“Beh, visto che siamo già qui… immagino che non hai mai visto una donna in intimo. E… nuda.”

Derek alzò la testa di scatto, confuso da quelle parole.

“Ma, questa volta, guardare ma non toccare. Chiaro?”

Derek si sentì di nuovo invadere all'eccitazione per il pensiero di vedere una donna completamente nuda, per la prima volta.
Quasi non riusciva a credere alle proprie orecchie. Sul serio gli stava facendo quella proposta? Era più che soddisfatto per quello che era successo, e non avrebbe osato chiedere di più...

“D’accordo?” ripeté, finendo di sistemare i capelli.

Derek, con la bocca arida, si limitò ad annuire.

 
***

Samantha gli chiese di allontanarsi di un paio di passi. Lui obbedì, facendo attenzione a non allontanarsi troppo per non perdersi nemmeno un dettaglio.

Si girò verso di lui, dritta, fiera di sé stessa.Abbassò lo sguardo sulla camicetta e terminò di sbottonarla, facendola scivolare dalle braccia. Questo lasciò in mostra il reggiseno e il ventre piatto e bianco.

Derek aveva gli occhi sgranati e la respirazione a mille.

Samantha, invece, lo guardò come se non stesse accadendo nulla di insolito. Aprì la zip sul lato della gonna, mettendo le mani sui fianchi e facendola scendere giù, movendo i fianchi per farla cadere a terra.

Ormai indossava soltanto l'intimo: reggiseno bianco, mutandine slip di pizzo dello stesso colore, che mettevano in risalto l’inguine abbronzato, i reggicalze, le calze di seta e i tacchi ancora addosso. Derek la fissò come se fosse stata una dea.
Era bellissima, non avrebbe saputo come altro fare per definirla.

Samantha si appoggiò di nuovo al bordo del lavandino, dicendo: “Allora? Che ne pensi?”

Con il piede, prese la gonna e lo lanciò verso di lui.

Derek, che sentiva di essere prossimo a un collasso, non avrebbe saputo che cosa di preciso. Avrebbe soltanto potuto giurare sulle stelle che fosse la creatura più bella mai nata.

“Stupenda…” riuscì finalmente a sussurrare.

Samantha rise per quella reazione.

“Un consiglio. Alle donne piace essere ammirate, quando sono in intimo. Perché a questa roba ci teniamo.” indicò sé stessa: “Spesso è costoso e ci passiamo ore per decidere quale sia il meglio. Soprattutto per rendere al meglio il nostro corpo. Ma non lasciarti ingannare. Non ci facciamo belle per voi. Lo facciamo per noi stesse, oltre che per divertici nell'osservare le vostre reazioni…” E abbassò lo sguardo sul cavallo, come se stesse notando per la prima volta la sua erezione. Nascose a stento un sorriso compiaciuto.

Derek, capendo a che cosa si stesse riferendo, arrossì violentemente e abbassò le mani dinnanzi al pube, cercando di dissimulare l'evidenza.

Samantha sorrise, cinicamente divertita. il ragazzino era in suo potere e lei ne avrebbe approfittato per divertirsi ancora un po'.
“Perciò, prima di buttarti come un animale sul corpo di una donna per strapparle il suo intimo come se fosse carta straccia, per andare meglio in terza base… perdici qualche minuto per ammirarla e dire quanto è bella. Chiaro?” concluse il discorso.

“Chiaro…” rispose l’adolescente alzando gli occhi con timidezza e continuando a nascondere la sua erezione con le mani.

“Bene…”

Senza aggiungere altro, Samantha gli voltò le spalle, mostrando la perfezione della sua lunga e dritta schiena e la morbidezza dei suoi glutei bianchi, divisi dalla sottile linea di stoffa degli slip.

Derek la fissò. Davanti e dietro, quella donna era la personificazione dell'armonia.

Samantha tolse la scarpa, sollevò la lunga e flessuosa gamba per appoggiarla al lavandino e, con mosse lente e studiate, slacciò il reggicalze e cominciò a srotolare la calza. Derek si spostò di qualche passo, notando tutta la bellezza di quella gamba che sapeva essere eccitante come uno strumento erotico. Non voleva perdersi nemmeno un secondo di spettacolo.

Dopo aver sfilato la prima calza, abbassò la gamba e passò le mani sull’altra. Buttò le calze da parte e si rimise dritta. Senza i tacchi, era di un paio centimetri più bassa di lui, ma questo non toglieva nulla alla sua bellezza. Ormai indossava solo mutande e reggiseno. Derek, immobile, la fissava a occhi sgranati, estasiato.

Samantha si tolse con un gesto veloce il reggiseno, rivelando per la seconda volta ai suoi occhi sognanti le mammelle pesanti e tonde, con i capezzoli turgidi che sembravano occhieggiare verso di lui.

Con un altro veloce gesto, portò le mani agli slip e li spinse fino al ginocchio. Da lì li fece scivolare fino ai piedi e, con un movimento fluido della gamba, li fece volare verso la porta.

Derek la fissava, incredulo. Pensava fosse un sogno. Ormai non riusciva a staccare gli occhi dal suo centro più intimo, segreto e misterioso.

La vulva era bianca, piccola, coperta da una leggera peluria rossiccia. Era la prima volta che il ragazzo ne vedeva una dal vivo. Ed era lo spettacolo più bello a cui avesse mai assistito, come gli rammentò il suo pene sempre più duro.

Si lasciò trasportare dalla fantasia, immaginando quanto sarebbe stato meraviglioso potersi avvicinare, toccarla, lambirla con le labbra, entrarci... ma tutto questo doveva restare nella sua fantasia e basta. La donna aveva parlato chiaro, e non sembrava affatto il tipo da minacciare a vanvera.

Samantha si lasciò ammirare per qualche minuto. poi, con passo leggero, si spostò verso le docce. Il rumore dei suoi piedi nudi che toccavano il pavimento fece sussultare il ragazzo.

Derek la seguì fino al cubicolo privo di porte, fermandosi contro il muro. Lei entrò, aprì il getto dell'acqua e cominciò a insaponarsi, lavandosi in tutta tranquillità, come se fosse stata sola. Anche lei si stava eccitando. Stava scoprendo che le piaceva da matti fingere che fosse tutto normale - e comportarsi come tale - mentre un ragazzino non la perdeva d'occhio nemmeno per un secondo. Insaponò il seno e si fece scivolare addosso la schiuma, sapendo che lui era ormai completamente conquistato da lei.
Samantha chiuse il rubinetto ma non smise di insaponarsi. Si lasciò scorrere addosso la schiuma e portò le mani sempre più in basso. Si voltò, mostrandogli le natiche e il sapone che si insinuava in mezzo.

Poi, con la spugna, si massaggiò la vulva, strofinandola sempre più forte, fingendo di masturbarsi. Ansimò e gemette per rendere la faccenda ancora più realistica. la mente di Derek, ormai, era scoppiata. Non sapeva più che cosa pensare. Poteva solo guardare con piena ammirazione, sentendosi scoppiare di piacere. Stava vivendo il giorno più bello della sua intera esistenza.
La donna andò avanti a fingere di masturbarsi per ancora qualche minuto. Le piaceva farlo. Infine, restando immobile, divaricò un poco le gambe e un liquido caldo cominciò a scorrere tra le sue cosce.

Derek comprese. Samantha stava urinando sotto la doccia, proprio davanti a lui! E vedere quel liquido che le bagnava le gambe lo eccitava ancora di più.

Quando ebbe finito, Samantha sospirò di sollievo per essersi liberata in quel modo. Quindi, riaperta l'acqua della doccia, riprese a lavarsi.

L’adolescente era ancora bocca aperta: ormai poteva davvero morire felice, beato e eccitato come non mai.
Samantha continuò a farsi la doccia, ma quando notò che Derek la stava ancora guardando, assunse un'aria fredda e disse: “Ora puoi andare! Le chiavi sono sul lavandino.”

All’inizio lui sussultò per quelle parole, come se fosse stato riportato bruscamente alla realtà risvegliandosi da un sogno.
Samantha usò le braccia per coprirsi il seno e il pube, facendogli comprendere che lo spettacolo era davvero finito. Guardandolo con serietà soggiunse: “E non osare raccontare a nessuno quello che è successo! Intresi?”

“Sì, sì… intesi” rispose in fretta, cerando di tenere sotto controllo la sua erezione.

“E ora via!”

Gli diede le spalle, continuando con la sua doccia.

Derek deglutì, guardando per l’ultima volta il suo splendido corpo nudo. Già ne sentiva la mancanza. Poi, recuperate le chiavi, passò in mezzo ai suoi vestiti sparpagliati sul pavimento e raggiunse la porta, aprendo la serratura. Prima di abbassare la maniglia, però, noto i suoi slip e il suo reggiseno. Le diede un'occhiata e vide che era ancora voltata. Non si sarebbe accorta di nulla. Li prese da terra il più velocemente possibile e, presa la porta, se la squagliò in fretta.

Quando fu fuori, si appoggiò alla porta, emettendo un lungo sospiro esasperato, accompagnato da dei gemiti. Rivide tutta la scena nella sua mente. Sentì i brividi sulla pelle, il sudore sulla fronte e sulla schiena e il cuore che batteva forte fino alla gola; l’erezione pulsava da sotto i pantaloni.

E, in mano, aveva un piccolo trofeo e un ricordo indelebile, che gli dimostrava di non aver soltanto sognato: il suo splendido intimo! Slip e reggiseno insieme!

La prova che non era stato solo un sogno. Era tutto vero! Aveva visto le sue primissime tette dal vivo e la sua prima donna nuda! Ed era riuscito anche a palparle! E non gli importava se non avrebbe potuto dirlo a nessuno. Anzi, più se lo teneva per sé, più era speciale. Lo avrebbe rivissuto solo per sé stesso per tutto il tempo che avrebbe voluto. Mise l’intimo contro il naso, annusando il dolce profumo costoso di lei, emettendo un gemito di piacere. Di fronte a sé, vide la porta delle docce degli uomini.

Senza riflettere un solo istante, si buttò dentro con l’intimo in mano, pronto a sfogare tutta l’eccitazione che provava di sé…

Intanto Samantha continuava a farsi la doccia. Era soddisfatta e rilassata. Aveva notato che Derek le aveva rubato la sua biancheria intima, prima di uscire. Non le importava, anzi ne era contenta: quel ragazzino si meritava un piccolo ricordo di lei.
Chissà quanto tempo sarebbe passato, prima che potesse rivivere un’altra esperienza del genere…

E poi, doveva ammetterlo, era passato un sacco di tempo dall'ultima volta che un uomo l'aveva toccata così: delicatamente e ingenuamente.Altrettanto era passato da quando qualcuno l'aveva ammirata nuda, solo per il piacere di essere guardata. Era stato bello ed eccitante fare tutto questo davanti a lui, con la consapevolezza di essere guardata senza che nessuno le saltasse addosso brutalmente, tralasciando ogni tipo di piacevole preliminare. Aveva dimostrato che, nonostante l’età, era ancora bella, uno schianto per chiunque la guardasse.

Questo aveva aumentato il suo ego e la sua vanità personale. Una volta tornata a Chicago, si sarebbe dovuta ricordare di non dedicarsi soltanto al lavoro, ma di trovare tempo anche per un po' di vero piacere personale. Magari, con un giovane figlio di papà un po' ingenuo, che la trattasse alla pari di una dea. E avrebbe sfogato le sue frustrazioni su di lui, rubandogli tante notti di sesso frenato!

Ma, per ora, non vedeva l’ora di girare senza nulla addosso sotto i vestiti, per tutto il resto della giornata. Al mio amico e beta IndianaJones25. Grazie mille per la sua pazienza
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
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