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Autore: mat46    19/11/2022    0 recensioni
Che succede quando due sventurati annoiati decidono di prelevare, in discutibile buona fede, un reperto archeologico, in pieno centro di Roma e alla luce del sole?
Genere: Avventura | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: AU | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Oggi a riprova del mio stato mentale non particolarmente affidabile, è accaduto qualcosa di davvero interessante.

Convinto del mio assurdo e malevolo proposito di impadronirmi di un pezzo di colonna romana, incastonata nelle Mura Aureliane decido di contattare un partner in crime al fine di estrarre il suddetto reperto archeologico, muniti di appositi attrezzi.

Mi reco sul posto, l’agognato pezzo di storia si trova incastonato su una parete delle mura, adiacente a non una, ma a due caserme delle forze dell'ordine, il cui corpo di appartenenza non sto qui a specificare. È domenica mattina, la strada non è particolarmente affollata, ma neanche completamente deserta. A questo punto penso che il mio iniziale proposito, quello di commettere il misfatto nottetempo, mi pare più ragionevole, ma mi faccio prendere dalla frenesia: voglio quella pietra. Salgo sulle mura e constato che la colonna è saldamente inchiodata alla parete del muro, non sarà affatto facile compiere la malsana operazione. Nel frattempo, non doveva essere di poco conto lo stupore di chi, passando di sotto mi abbia visto smucinare contro il reperto. Decido di contattare lo sfortunato amico affinché mi raggiungesse. Egli malauguratamente accetta. Nel frattempo mi reco a casa e mi munisco di martello e scalpello, messi nello zaino, sono ormai inarrestabile, o per lo meno, lo credo. Dopo mezz’ora il collega giunge. Quasi noncuranti dei passanti e delle auto ci mettiamo a martellare e scalpellare, in pieno giorno, davanti le due caserme. Martella e scalpella, la polvere ci copre occhiali e capelli, l’avrebbe vista persino la coppia di volanti della municipale che ci è passata di fianco, se solo avesse avuto più raziocinio nel voltare di 45 gradi la testa. Nel frattempo sale il terrore di essere colti in flagranza di reato, possibilità niente affatto remota da che stiamo cercando di rubare un reperto archeologico in pieno giorno, in centro città, davanti due caserme. Torniamo all’operazione, è passata già mezz’ora da quando ci accorgiamo di aver completamente distrutto l'opera cementizia che teneva incollata il pezzo di colonna romana sul lato sinistro. Altre martellate e altre scalpellate, riusciamo a sgretolare anche il lato inferiore del materiale collante. Avvertiamo la stanchezza e la paura di essere sorpresi. Ancora martellate e scalpellate, ma non riusciamo a distruggere la parte sinistra del materiale che inchioda al muro il pezzo di colonna. Nel frattempo ci siamo accorti che il reparto è inaspettatamente pesante e non sarà affatto facile estrarlo e metterlo integro nella busta dell’Eurospin, che il mio collega ha gentilmente portato, la quale anche se rigida, è troppo piccola. Mi accorgo che una mia martellata inavvertitamente colpisce la colonna e ne distruggo una parte, il suo futuro acquirente non ne sarà felice. Bisogna passare allo scalpello e cercare di fare leva. Intanto il mio povero collega mi supplica di lasciare perdere e di riprovarci, al massimo, di notte. Ma io non ne voglio sapere, lo invito a nuove martellate e scalpellate. Lo estrarremo.

Intanto la gente che passa di sotto ci guarda con fare sospetto... e lo fanno a ragione. Si fanno sempre più pressanti gli inviti del collega ad abbandonare l’operazione. Ma, per Dio, ce la faremo. Martellate e scalpellate, gente che passa e gente che ci osserva, non sono pochi i testimoni oculari del misfatto. Nel tentativo di distruggere la parte destra del materiale, propongo al collega, sempre più reticente di operare in diverso modo. Lui avrebbe tenuto lo scalpello sul materiale da sgretolare e io avrei colpito con il martello. Proviamo questa nuova strategia, al primo tentativo sbaglio colpo e rischio di distruggere la tabacchiera anatomica del poveretto che teneva saldo lo scalpello, al secondo tentativo centro l'obiettivo e soddisfatto guardo il materiale frantumarsi.

Purtroppo non sono il solo a guardare l’operazione, di sotto vi è una signora non troppo paga di quello che sta vedendo e ci chiede cosa stessimo facendo. Colti in flagranza cerchiamo di dissimulare. Continua chiedendoci se stessimo cercando di rubare la colonna, noi, con gli attrezzi impolverati in mano, neghiamo. La teste diventa minacciosa, dice che sta per chiamare le autorità se non fossimo immediatamente scesi, con rammarico prendo lo zaino impolverato e metto a riposo gli attrezzi. Do un’ultima occhiata alla colonna e constato tristemente che non avrò neanche la possibilità di arredarci casa. La signora intanto ci segue e ci invita a trovarci un’altra professione per sbarcare il lunario, considerando non dignitoso il lavoro di chi, procurandosi indebitamente gli attrezzi da carpentiere, tenta di sottrarre alla comunità beni culturali. Grazie, signora, faremo tesoro di questa esperienza, io e il mio collega.

Purtroppo abbiamo dimenticato la busta dell’Eurospin sul luogo del reato, spero non ne ricavino le impronte digitali.

   
 
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