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Autore: AlbAM    27/12/2022    6 recensioni
Abaddon è sparito da un paio di giorni senza dare spiegazioni e Christie è molto preoccupata. Decide così di chiedere aiuto ad Azazeal, il crudele gemello di Abaddon. Ma purtroppo, o forse per fortuna, qualcosa non va come Christie aveva previsto!
Questa storia è dedicata a Yurippe e partecipa all'iniziativa "Regali di inchiostro" indetta da "L'angolo di Madama Rosmerta"
Genere: Commedia, Sovrannaturale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: Cross-over | Avvertimenti: nessuno
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Cara Yurippe questa storia la dedico a te

che hai creato una ship simpaticissima!

Abaddon e Christie!



L'amuleto di Azazeal



Christie rigirò tra le dita l'amuleto a forma di dado ottagonale che aveva appena acquistato nella Bottega di Maga Miryam. (A dire il vero la vecchia Miryam non era una affatto una maga e il suo in realtà era un negozietto di paccottiglie pseudomagiche e oggettistica New Age che esisteva ormai dai lontani ottanta).

Era molto preoccupata perché Abaddon era sparito da un paio di giorni senza avvertirla e senza più dare notizie. Così aveva deciso di provare a contattare Azazeal, il fratello gemello, per chiedergli se per caso sapeva dove fosse finito Abaddon, ma non sapendo come fare aveva deciso di chiedere aiuto a Miryam.

La Maga le aveva assicurato che l'amuleto era davvero in grado di richiamare Azazeal, perché le rune che vi erano incise erano esattamente quelle che formavano il suo nome.

Rientrata a casa, si diresse immediatamente in salone e come le aveva spiegato la “Maga”, accese alcune scaglie di incenso all'arancia all'interno della ciotola brucia incenso, ci poggiò sopra l'amuleto affinché si scaldasse e cominciò a passeggiare nervosamente in attesa che succedesse qualcosa.

Purtroppo però l'ansia e l'emozione dovute al timore di incontrare Azazeal ebbero la meglio, così finì per inciampare sul tappeto finto persiano che arredava il pavimento e cadere rovinosamente sul tavolino dove era poggiata la ciotola brucia incenso, rovesciando e spargendo la cenere sul pavimento.

Christie sospirò, per l'ennesima volta aveva dimostrato di essere terribilmente impacciata. Rimise ogni cosa al suo posto e dopo aver riacceso l'incenso, poggiò nuovamente l'amuleto sulla ciotola senza accorgersi che un po' di cenere si era insinuata nelle incisioni delle rune, coprendone alcune.

A scanso di ulteriori incidenti, decise di sedersi a gambe incrociate davanti al tavolino e aspettare che succedesse qualcosa. Dopo pochi minuti le rune si illuminarono di rosso. Christie notò che c'era qualcosa di strano nella scritta, si avvicinò per osservarla meglio ma le rune sfrigolarono facendo partire alcune scintille che le fecero emettere un gridolino di sorpresa. Dopodiché si spensero.

«Bé, tutto qua?» Si domandò delusa. «E Azazeal dove sarebbe?»

«Non sono sicuro che questo Azazeal di cui parli sia lo stesso che conosco anche io, ma so per certo che non si tratta di me!» Le rispose una voce dal tono perplesso.

Christie sobbalzò. In mezzo al suo salone era appena comparso un demone non molto alto, vestito di nero, con un cappello da marinaio poggiato sui riccioli neri.

«Ma tu chi sei?» Domandò intimorita.

«Mi chiamo Azaele e tu invece chi sei? Sai com'è, visto che mi hai evocato sarebbe carino che ti presentassi!» Rispose il demone con un sorriso leggermente canzonatorio.

«Io mi chiamo Christie e… veramente volevo evocare Azazeal, il figlio di Lucifero!»

«Ah, allora intendevi proprio quel fighetto slavato e sadico? Non vorrei essere scortese ma francamente hai gusti piuttosto discutibili in fatto di uomini!»

«Ma no, cosa ti viene in mente? Volevo solo chiedergli se sa dove sia finito Abaddon. É sparito da due giorni senza avvertirmi e sono preoccupata!»

Il demone si grattò il mento perplesso e si avvicinò al tavolino davanti al quale era ancora seduta Christie.

«Abaddon è sicuramente molto più simpatico di suo fratello, ma per un'umana non è salutare avere una storia d'amore con un demone, fidati, so di che parlo! Comunque, posso chiederti perché non hai evocato direttamente lui anziché quel sadico di suo fratello?»

«Bé, se lo conosci dovresti sapere che Abaddon è un po' scontroso. Non volevo rischiare di essere invadente!»

«Capisco. Ora però, perdonami, ma visto che non era me che cercavi, se non ti dispiace tornerei a farmi i fatti miei!» Concluse Azaele.

«Certamente anzi ti chiedo scusa, per averti disturbato!» Rispose Christie alzandosi in piedi di scatto e rovesciando nuovamente il tavolino. La ciotola brucia incenso cadde per terra spaccandosi in due.

«Oh no! Ora come farò a evocare Azazeal? Sono la solita sciocca imbranata!» Si lamentò Christie con le lacrime agli occhi.

Il demone si dispiacque nel vederla così avvilita e visto che in realtà non è che avesse un granché da fare, decise di aiutarla.

«Se ho capito bene, tu e Abaddon state insieme, giusto?» La ragazza annuì.

«Posso chiederti da quando?»

«Il giorno di Natale facciamo esattamente un mese!»

Azaele ridacchiò e appoggiò un ginocchio a terra facendo cenno a Christie di avvicinarsi.

«Credo di sapere dove possiamo trovare Abaddon, salta su!»


#


Azaele e Christie stavano sorvolando il Centro della città da più di un'ora, quando finalmente il demone individuò Abaddon mentre usciva da una gioielleria con aria soddisfatta.

«Eccolo, finalmente lo abbiamo trovato!» Esclamò Christie sporgendosi.

«Attenta, così mi fai perdere l'assetto di volo!» La ammonì Azaele.

Ma la ragazza era talmente felice di aver trovato Abaddon che si sporse ancora per richiamare la sua attenzione, finendo per far andare Azaele in stallo.

Demone e umana precipitarono davanti agli occhi di un esterrefatto Abaddon che schioccò le dita, facendo appena in tempo a far apparire un tendone davanti alla gioielleria dalla quale era appena uscito. Azaele e Christie ci rimbalzarono sopra, cadendo poi a gambe all'aria su un enorme materasso di gommapiuma che Abaddon aveva fatto apparire sul marciapiede, con un altro schiocco.

«Si può sapere che cavolo ci fai in giro con la mia ragazza?» Domandò contrariato ad Azaele che stava cercando di tirare fuori sia lui che Christie dal materasso nel quale erano sprofondati.

«Ti dispiacerebbe darci una mano ad uscire da questa trappola di gommapiuma?» Rispose Azaele altrettanto irritato.

Abaddon schioccò le dita e fece sparire il materasso rivolgendosi poi ad Azaele con aria piuttosto aggressiva. «Ti ho fatto una domanda!»

Il demone riccioluto, che si era ritrovato seduto sul marciapiede, si alzò e mettendosi a posto il cappello da marinaio rispose, per nulla intimorito. «Datti una calmata principino! La stavo aiutando a trovarti, visto che sei sparito da un paio di giorni senza dirle niente e lei era molto preoccupata per te, razza di genio!»

Abaddon si rivolse a Christie. «Davvero ti ho fatto preoccupare?»

La ragazza arrossì e mormorò. «Si, un po'.»

«Scusa, mi dispiace tanto, io... ecco stavo cercando un regalo per te e... insomma... volevo che fosse perfetto e così temo di non essermi reso conto del tempo che passava!»

Azaele alzò gli occhi al cielo mentre Christie si lanciò commossa tra le braccia di Abaddon che, un po' imbarazzato, le restituì l'abbraccio e poi la sollevò aprendo le ali. «Andiamo a casa non vedo l'ora che arrivi la mezzanotte per farti vedere cosa ti ho preso.»

«Hey principino! Io come ci torno a casa?» Esclamò Azaele vedendoli volare via.

Abaddon schioccò un'ultima volta le dita facendo sparire il demone riccioluto.

   
 
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