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Autore: aki_penn    21/01/2023    2 recensioni
[IwaOi - Superheros!AU]
Oikawa è un avvocato che sta cercando il nipote scomparso misteriosamente. Iwaizumi è l'unico supereroe che Oikawa possa permettersi.
Genere: Azione, Fantasy, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Yaoi | Personaggi: Hajime Iwaizumi, Takeru Oikawa, Tobio Kageyama, Tooru Oikawa, Wakatoshi Ushijima
Note: AU, Lime, OOC | Avvertimenti: Contenuti forti, Violenza
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Eccomi con un nuovo capitolo! Non sono morta, non temete!

Ultimamente faccio un po’ fatica a scrivere, quindi sono un po’ in ritardo, ma spero di rimettermi presto in carreggiata. Come sempre, grazie per aver dato una possibilità a questa storia! <3 

How to hire a superhero on a tight budget

Sedicesimo capitolo

Iwaizumi

 

“Non avevamo detto che se ne sarebbero andati prima del nostro arrivo?” sibilò Tsukishima a Ushijima, abbastanza forte da essere sicuro che Iwaizumi e Oikawa sentissero. Quella notte indossava la divisa e non la mise da crossdresser involontario con la quale l’avevano visto alla discarica. Il cipiglio era però lo stesso. 

“Qualcosa è andato storto; risolveremo con Sawamura, è un uomo comprensivo.”

Tsukishima arricciò il naso “Ci vuole un po’ di più della comprensione per risolvere questo casino”. Incrociò le braccia e si allontanò per andare a visionare il lavoro della scientifica. 

Oikawa e Iwaizumi lo guardarono allontanarsi mentre Ushijima si dirigeva verso l’ambulanza dov’erano fermi Oikawa e Iwaizumi.

“Come stai?” chiese l’agente, mettendo una mano sulla spalla di Iwaizumi. Lui fece un mezzo sorriso per tranquillizzarlo, ma il guanto in lattice del medico scostò bruscamente la mano di Ushijima “E lei non tocchi! Sto cercando di lavorare qui!”.

I tre si raddrizzarono di colpo e lanciarono un’occhiata al dottor Sakusa che brandiva le sue pinze. “Deve stare fermo se vuole che le tolga il proiettile che ha nella schiena!”

“Sì! Scusi, dottore” Iwaizumi sembrava impagliato, non mosse neanche gli occhi mentre rispondeva al medico che alle sue spalle lambiccava con garze e spruzzino di disinfettante.

“Si allontani, accidenti!” e così dicendo spruzzò in faccia Ushijima che si era avvicinato di nuovo per guardare la ferita. Ushijima si ritrasse come un gatto scontratosi con un idrante.

“Come se quei poveretti non fossero stati messi già abbastanza male, dovevate mettervi in mezzo anche voi supereroi! Credete sempre di poter fare tutto e poi tocca a me ricucirvi!”

Iwaizumi si schiarì la gola “Mi spiace, dottore, non volevo fare un torto specifico a lei”.

Il dottore Sakusa non lo ascoltò neanche e continuò “Prima quel cretino di Wild Flame è arrivato al pronto soccorso e per poco non perdeva un occhio, appena ho finito con lui mi è toccato venire qui ad aiutare con questa carneficina!”.

Sbuffò e infilò la pinza nella schiena di Iwaizumi con un po’ troppa forza, ma lui preferì non dire niente e limitarsi a stringere le labbra. 

“Male?” domandò il medico mentre si apprestava a cucire.

“Un po’ di fastidio.”

“Bene, che le serva da lezione: non si faccia più sparare.” Iwaizumi non fiatò.

Un cellulare squillò e il dottor Sakusa si infilò le mani nel camice alla spasmodica ricerca dell’apparecchio “Giuro che se è di nuovo Wild Flame la prossima volta che lo vedo gli somministro tre ceffoni, non si può essere dei supereroi e non essere minimamente in grado di badare a se stessi”.

Il medico si allontanò dall’ambulanza, lasciandoli da soli a guardarsi negli occhi, Iwaizumi a petto nudo iniziava a sentire freddo. Ushijima, visto che non sembrava più esserci pericolo di venir spruzzato, si avvicinò di nuovo “Credo che abbia finito con le medicazioni. Forse ti puoi coprire…”.

“Correrò il rischio di farmi sgridare di nuovo, si gela…” disse Iwaizumi afferrando la felpa intrisa di sangue e infilandosela dalla testa. Il cotone era gelido e puzzava, ma era meglio di niente. 

“E tu come stai?”.

Oikawa arrossì, evidentemente preso alla sprovvista, probabilmente non gli capitava spesso. “Sto…bene?” scrollò le spalle e infilò la mano buona nella tasca dei jeans “Mi è caduta una barella sulla schiena ma non è niente di che”.

“Non vuoi farti vedere dal dottore?”

“Sono certo che il dottore non voglia vedere me, in realtà” gli fece un sorrisetto, ma Ushijima non parve cogliere la battuta. Probabilmente stava per rispondere qualcosa sul giuramento di Ippocrate, ma Iwaizumi lo interruppe “Qual è la situazione?”

Ushijima sollevò la cartellina che teneva in mano “Quattro cadaveri all’esterno dell’edificio, Tooru dice che tre sono ordinari e uno extra-umano, il medico legale ce lo saprà dire a seguito dell’autopsia. Tutti uccisi con un colpo di arma da fuoco ravvicinato. Probabilmente erano già stati storditi al momento della morte”.

Oikawa sbuffò.

“Sì, a stordirli è stato Iwaizumi e ad ammazzarli il tizio che ha ammazzato i tre uomini in camice. Cos’altro?”

“All’interno altri tre cadaveri. In camice” Oikawa alzò gli occhi al cielo “E tre persone ancora vive. Purtroppo uno di loro è morto poco dopo l’arrivo dell’ambulanza. I medici hanno detto che gli altri due potrebbero sopravvivere nonostante le condizioni in cui sono stati trovati, pare che entrambi siano due extra”.

“Lo sono di sicuro se sono sopravvissuti a torture del genere. A uno stavano letteralmente scappando le budella” Oikawa arricciò il naso al ricordo. 

“Il dottor Sakusa ha detto che il dottor Kita è un esperto nel ricucire budella” Ushijima annuì con forza, come se questo incrementasse le competenze del dottor Kita. 

“Non c’è altro?” domandò Iwaizumi, che aveva tutta l’impressione che Ushijima e Oikawa potessero rimettersi a battibeccare da un momento all’altro. Il poliziotto si strinse nelle spalle “Tsukishima è di pessimo umore, ma per il resto nient’altro di rilevante. I miei colleghi stanno setacciando la zona, ma pare non ci sia nessun altro. Il laboratorio andrà controllato da cima a fondo, ma ci vorrà tempo; l’uomo che abbiamo fermato non ha voluto rivelarci niente di ciò che vi accadeva”. 

Ushijima si guardò in giro, poi si avvicinò a Oikawa e sussurrò “Tu invece cosa mi sai dire? Cosa hai letto nei suoi pensieri?”

Oikawa si strinse nelle spalle “Facevano degli esperimenti sugli extra. I tre tizi in camice probabilmente erano medici, ma erano prigionieri come gli altri”.

“Nessuna idea sul tipo di esperimenti, quindi?”

“No, il tizio che avete arrestato non sembrava sapere quasi niente, però sapeva esistesse un altro posto.”

Gli occhi di Ushijima si fecero più attenti. “Che tipo di posto?”

“Probabilmente un altro capannone, ho cercato di fargli pensare all’indirizzo, ma purtroppo non conosce il nome della strada, solo il percorso per arrivarci.”

“Non potremmo costringerlo a pensare al percorso e memorizzarlo?”

“Tu non hai proprio idea di come funzioni il cervello umano, vero?” Oikawa guardò intensamente il poliziotto e poi aggiunse “Mi dispiace che quel tizio ti abbia dato le indicazioni sbagliate per le terme di Yunessun nel 2010, ma sappi ti saresti perso anche avessi avuto i miei poteri. Possiamo rimanere concentrati sul caso?” 

Evidente la richiesto non venne accolta, perché Iwaizumi rimase a guardarli mentre si fissavano in silenzio, finché Oikawa aggiunse, in risposta a qualcosa che l’altro aveva solo pensato “No, un bagno in una vasca termale piena di vino non mi gioverebbe. In ogni modo, ho qualcuno che potrebbe aiutarmi a trovare questo posto”. 

Si mise una mano in tasca e ne estrasse il telefono, Iwaizumi lo vide attendere che qualcuno rispondesse dall’altra parte “Kenma, ho un altro lavoro per te: devo trovare un cartellone pubblicitario. Non sbuffare, sono certo che ti divertirai. È un cartellone rosa, con un cane bianco e la scritta ‘Fumi’, il nome era più lungo ma non ho fatto in tempo a leggerlo tutto. Non ho idea di come tu possa fare, ma sono certo che ci riuscirai in fretta. Buona notte!”

Iwaizumi non poteva vedere la faccia di Kenma, ma era certo che in quel momento stesse ribollendo di rabbia sulla sua sedia girevole da gamer. 

Ushijima lo guardò “Secondo me comunque alle terme di Yunessn dovresti farci un salt…” si bloccò quando Oikawa alzò la mano per zittirlo. L’avvocato si voltò e guardò il capannone. 

“C’è qualcosa, qualcuno…” disse a mezza bocca, guardandosi in giro. 

Iwaizumi si mise in allerta, ma non sentiva niente di strano. Poco distante i membri della scientifica stavano fotografando e discutendo, era difficile individuare qualcosa di specifico, quelli che aveva sentito Oikawa dovevano essere pensieri. 

“Oh merda, un altro velo!”

Ushijima di guardò in giro febbrilmente “Dove si nasconde?”. Oikawa e Iwiazumi gli risposero il coro “Sul tetto!”

Fu allora che due figure si affacciarono oltre il bordo, due figure in tuta. Quella più bassa mise il braccio attorno alla vita dell’altro e saltò. Atterrò con un tonfo sull’ambulanza e poi saltò di nuovo, portandosi dietro l’altro supereroe. 

“Iwaizumi, fermali!” la voce di Oikawa uscì molto più acuta di quanto avrebbe voluto, ma Iwaizumi non se lo fece ripetere due volte prima di scattare in avanti. 

“Tu non fai proprio niente! Ennoshita, acchiappa il mio paziente!”

Un attimo dopo due braccia fortissime l’avevano bloccato e lo trattenevano a terra mentre le due figure scomparivano nella notte. 

*

“Non posso credere che abbiano un extra-infermiere per i pazienti facinorosi!” urlò Oikawa quando furono di nuovo soli in automobile “Ce li siamo fatti scappare!”.

“Secondo te erano gli stessi del Vortex?”

Oikawa si strinse nelle spalle “Le tute sembravano le stesse, il velo mi ha dato la stessa sensazione. Tu non ne sei convinto?”

Iwaizumi storse la bocca “Quello rosso mi è sembrato lo stesso dell’altra volta ma quello blu…a proposito, sei sicuro fosse blu?”.

“Non lo so, scusa Iwa-chan, ma non faccio lo stilista” Iwaizumi avrebbe voluto tirargli un orecchio, ma tenne le mani sul volante. “Era buio, ma mi sembrava un blu più scuro, forse era nero.”

Oikawa appoggiò la nuca al poggiatesta “E questo significherebbe che si tratti di una persona diversa oppure che abbiano mischiato male i capi in lavanderia?”. 

Questa volta Iwaizumi gli tirò davvero un orecchio e Oikawa squittì. “Dai, mi fai male!”

“Mi sembrava anche un po’ più basso dello spara-fiamme del Vortex! Tu non hai sentito niente di specifico prima che calasse il velo?”

“No, se no non staremo qui a discuterne!”

Si ricomposero e Iwaizumi continuò a guidare in silenzio, con la campagna buia che sfrecciava fuori dal finestrino. 

"Allora, mi vuoi parlare di tuo padre?"

Iwaizumi sobbalzò come se quella volta fosse stato Oikawa a tirargli un orecchio. Serrò la presa sul volante "Cosa?".

"Ti ho sentito pensare a tuo padre questa notte, pensavo che avessi voglia di parlarmene, non sembrava essere un pensiero piacevole. Io leggo nel pensiero, eppure tu sai più di me di quanto io sappia di te."

Il tono di Oikawa era calmo, accomodante, ma Iwaizumi irrigidì tutti i muscoli pensando al sorriso di suo padre. 

Schioccò la lingua "Beh, l'hai visto nei miei pensieri, no?".

Oikawa si strinse nelle spalle "Avrei dovuto riconoscerlo?"

"Forse senza maschera no..."

"Quindi è un supereroe anche lui?"

Iwaizumi annuì, pensando alla propria madre, invece che a suo padre. 

"Tua madre è una gran bella donna" disse Oikawa, come se non avesse intuito il disagio di Iwaizumi. "Se non vuoi parlarne non ho intenzione di forzarti, anche perché in una gara a braccio di ferro perderei, ma sappi che se vuoi raccontarmi qualcosa puoi farlo."

Le spalle di Iwaizumi vennero scosse da una risatina mentre si immaginava di battere Oikawa a braccio di ferro e rompere il tavolo. 

"Questa cosa è già successa nella realtà oltre che nella tua immaginazione?"

Iwaizumi annuì "Tra me e Bokuto sono più forte io a braccio di ferro. L'ho proprio spaccato l'ultima volta!"

Oikawa alzò gli occhi al cielo "Siete dei bruti!"

Iwaizumi ridacchiò ancora, poi l'abitacolo si fece di nuovo silenzioso, mentre Iwaizumi valutava se fosse il caso di parlare con Oikawa di una cosa del genere. Da un lato era una notizia di dominio pubblico, dall'altra c'era la sua storia personale che non aveva voglia di raccontare, farsi compatire o farsi temere. 

"Mio padre non era... non è una bella persona. Non è stato un modello da seguire durante l'infanzia, picchiava mia madre e a volte anche me."

Tooru non disse niente e si limitò a guardarlo, mentre Iwaizumi non toglieva gli occhi dalla strada "Mia madre è ordinaria e avevo paura che..." deglutì un boccone amaro e Oikawa annuì "Ho capito".

Iwaizumi tirò su con il naso e cercò di riscuotersi "Faceva il supereroe a tempo pieno, non come me, ed era il più famoso della città negli anni novanta". La mandibola di Oikawa cedette in un'espressione di stupore quando nella mente di Iwaizumi si fece largo l'immagine di suo padre con la divisa da supereroe.

"Tuo padre è Calm Thunder?"

Iwaizumi annuì 

“Ma…ma tu non ti chiami…” Oikawa boccheggiava. “Ho il cognome di mia madre, l’ho cambiato quando è stato arrestato. E' in carcere dagli anni novanta, non sono mai andato a trovarlo". Oikawa rimase zitto aspettando che fosse Iwaizumi a parlare ancora "E' terribile da dire, ma il fatto che abbia ucciso quelle dodici persone mi ha migliorato la vita, mia madre è rinata quando l'hanno arrestato".

Si fermò incapace di continuare "E tu hai paura di essere come lui..." concluse Tooru per lui. 

Iwaizumi annuì sentendo gli occhi bagnati, mentre fuori dall'auto il paesaggio rurale lasciava posto alla città.

"Ti senti in colpa per quello che è successo a quelle persone? Perché hai rotto qualche ossa a quel tizio?" Iwaizumi tirò su con il naso "Non sei stato tu a sparargli. Il fatto che quell'uomo li abbia uccisi per non lasciare testimoni non fa di te il loro assassino".

Iwaizumi tirò di nuovo su con il naso e si passò la manica davanti agli occhi: la vista iniziava ad appannarsi. "Lo so, ma non è la prima volta che faccio male a qualcuno in questo lavoro. Sono stato sospeso perché ho rotto il naso a quel rapinatore, come mio padre..."

"Tuo padre ha fatto inginocchiare dodici ladri disarmati, che si erano già arresi, e li ha decapitati. Quella è stata un'esecuzione, infatti l'hanno arrestato. Non sei tuo padre, non credi di essere superiore agli altri perché hai i poteri. Tuo padre si sarebbe sentito in colpa al posto tuo questa sera?"

Iwaizumi scosse la testa. 

"Appunto!" La mano di Tooru sulla spalla gli riempì di calore il petto. "Non devi essere così duro con te stesso, stai facendo del tuo meglio e io non ti sarò mai abbastanza grato per quello che stai facendo per me."

Iwaizumi si voltò a guardarlo, sgranando gli occhi. "Davvero!" ribadì Oikawa, vedendo l'espressione dell'altro. Con le guance rigate di lacrime, Iwaizumi gli sorrise. 

Si schiarì la gola vedendo il paesaggio farsi familiare "Te la senti di stare da solo questa sera o vuoi un po' di compagnia, dopo quello che è successo?".

Non voleva rimanere da solo, non voleva pensare a suo padre né a tutte le morti che non era riuscito a evitare. Non aveva idea di cosa desiderasse Oikawa ma immaginava di non essere riuscito a nascondergli i suoi pensieri, Tooru per fortuna fece finta di non aver percepito niente "Sì, mi piacerebbe un po' di compagnia. Vuoi che ci fermiamo da te? Casa tua è più vicina e sono stanco". 

Iwaizumi annuì.

 
   
 
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