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Autore: Milly_Sunshine    08/11/2023    2 recensioni
PARODIA DEI GIALLI CLASSICI // Inghilterra, anni '50 - un vecchio bisbetico invita nella propria lussuosa dimora i parenti, tutti in attesa della sua dipartita per accaparrarsi l'eredità con la quale vivere di rendita per il resto dei loro giorni, con l'intenzione di comunicare loro di avere fatto testamento in favore della sua giovane moglie, recentemente sposata a loro insaputa. Quando Lord Pennington viene assassinato, Scotland Yard brancola nel buio, non riuscendo a comprendere il senso degli indizi abbondantemente sparsi sul luogo del delitto. Tutto sembra contradditorio, ma per fortuna interviene in loro soccorso Miss Crystal, la segretaria personale di Lord Pennington, che si cala nel ruolo di investigatrice per fare luce sul mistero.
Genere: Comico, Commedia, Parodia | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Nell'udire le parole di Miss Crystal, tutti iniziarono a guardarsi intorno e a borbottare. Nessuno pensò di mettersi a fumare in quel momento, un po' come se i delitti e la loro soluzione avessero il potere di calmare gli effetti della dipendenza da nicotina.
«Avanti, spiegateci tutto» la invocò l'ispettore Roberts. «Sono curioso di sapere in che modo l'extraterrestr-...»
Miss Crystal gli scoccò un'occhiata di fuoco.
«Sarete molto deluso, ispettore, nello scoprire che non ci sono extraterrestri. Veniamo quindi al primo punto da chiarire, lo sciroppo della cameriera Gloria.»
Lord Colin, a sorpresa, intervenne: «Scusate, ma a noi cosa dovrebbe importare del peperoncino e del pepe messi nello sciroppo per la tosse di quella ragazza?»
«Appunto» convenne suo figlio. «Il personale di servizio ha il solo scopo di fare tutto ciò che non siamo in grado di fare noi, ovvero cucinare, servire a tavola, lavare, stirare, spazzare, spolverare...»
Mademoiselle Pauline non disse nulla, ma fu la prima a tornare ad accendersi una sigaretta, subito imitata dalla madre Lady Perla.
Miss Crystal ne aveva abbastanza di non essere più presa sul serio, quindi puntualizzò: «Finora abbiamo sempre lasciato da parte il fatto che qualcuno avesse manomesso lo sciroppo di Gloria, perché ci focalizzavamo sul delitto, ma vi voglio far notare che Lord Archibald è stato assassinato proprio mentre tutti i presenti, eccetto il Lord stesso, si recavano in cucina a vedere che cosa stesse accadendo. Di conseguenza ho iniziato a valutare se le due faccende potessero incastrarsi e ne ho detto che, assolutamente sì, l'assassino doveva avere in precedenza messo il peperoncino nel medicinale proprio per crearsi la possibilità di agire indisturbato. Ipotizzava che tutti fossero incuriositi al punto tale da andare a vedere cosa stesse succedendo nelle cucine, ma non Lord Pennington, che se ne fregava sempre di tutto e di tutti, quindi non avrebbe mosso un passo e, se anche Gloria fosse stata in punto di morte, si sarebbe limitato ad assumere un'altra ragazza al suo posto. Di conseguenza, veniva spontaneo un dubbio: chi poteva avere accesso alle cucine sia il giorno del delitto, sia la mattina seguente, per andare nuovamente a contaminare lo sciroppo di Gloria? Quest'ultima azione è stata commessa al solo scopo di depistare, per farci credere che fosse proprio la cameriera l'obiettivo dello "scherzo" del giorno precedente, e non un escamotage per commettere il delitto in tranquillità. La risposta era molto semplice: sia la moglie sia i parenti di Lord Archibald, nessuno escluso, potevano essere entrati in cucina.»
«Tuttavia» precisò Lady Katherine, «eravamo presenti tutti quanti in cucina, quando Lord Archibald è stato assassinato. Nessuno di noi è tornato nel soggiorno prima degli altri.»
Dal momento che una simile dichiarazione faceva comodo a tutti, in molti confermarono le sue parole. L'ispettore, da parte sua, ci riprovò: «Quindi un extraterrestre...»
«Nessun extraterrestre» tagliò corto Miss Crystal. «Più mi interrogavo su come fosse possibile per il sabotatore entrare in cucina, più mi rendevo conto che, in realtà, è facilissimo per chiunque entrarvi. Le cameriere sono programmate per non immagazzinare alcuna informazione utile su chi fa il proprio ingresso, a condizione che non sia un uomo attraente. Ricordate cosa disse Gloria, quel giorno? Che al posto del garzone dell'ortolano era venuto un uomo molto meno affascinante, da lei definito come "insignificante". Sono certa che, se le chiedessi di descrivermelo, non sarebbe nemmeno in grado di spiccicare parola. Quell'uomo, tuttavia, non era stato mandato dal vero ortolano, che aveva la bottega chiusa, come ha confermato in una telefonata con Lady Katherine, ma deve essersi presentato piuttosto qui con degli ortaggi proprio per essere certo di potere entrare e agire indisturbato, senza che persona alcuna facesse caso a lui. Se quello stesso uomo si fosse presentato il giorno dopo con del latte sostenendo di essere mandato dal lattaio, sarebbe stato ugualmente classificato come un uomo insignificante dalle cameriere che svolgevano il turno della prima mattina, avendo modo di agire indisturbato ancora una volta, in questa occasione per depistarmi - e infatti si sono presentati due uomini a portare del latte, il solito e, in precedenza, un altro sconosciuto. Guarda caso, il primo lattaio è stato descritto proprio come un uomo insignificante dalla cameriera che ci ha avuto a che fare. La cameriera, tuttavia, ha notato che era bagnato, mentre il secondo lattaio era asciutto, avendo verosimilmente parcheggiato il proprio furgone davanti a casa. Però diluviava, e il primo lattaio non era fradicio al punto tale da avere preso la pioggia molto a lungo. Ispettore Roberts, per caso vi viene in mente quale potrebbe essere la ragione?»
L'ispettore Roberts rifletté un po', poi osservò: «Aveva l'ombrello?»
«Se avesse avuto l'ombrello, la cameriera non avrebbe colto il dettaglio fuori posto, sarebbe stato normalissimo che, durante un forte acquazzone, un uomo protetto da un ombrello si bagnasse almeno in parte, ma senza esserne inzuppato.»
«Allora ditemelo voi. Io non ne ho idea, non sono del mestiere.»
«Vedo, vedo che non siete del mestiere» convenne Miss Crystal, «Ma questo non è un problema mio, piuttosto dello Stato che vi paga. Mi sono posta molte domande sul primo lattaio poco bagnato e ne ho dedotto che si fosse presentato su un mezzo di trasporto, come per esempio un'automobile, ma che l'avesse parcheggiata non proprio sotto casa, per evitare che qualcuno affacciandosi alla finestra potesse notarla. Il cortile, tuttavia, era un pantano, quindi cosa fare per cercare di cancellare le tracce di fango dalle ruote? La mia spiegazione è che possa essere andato nel prato ed essersi messo a girare in tondo sull'erba, nella speranza di rimediare al danno. In questo modo, ne è venuto fuori il crop circle che voi, ispettore, avevate attribuito agli extraterrestri. Sono desolata, ma devo informarvi che non sono sbarcati gli alieni per costruire le piramidi in Inghilterra.»
«È un vero peccato. Sarei stato un ottimo mediatore tra la cultura terrestre e quella aliena.»
«Sarà per un'altra volta, ispettore.»
«Lo spero vivamente.»
«Adesso, tuttavia, non perdiamo di vista il delitto e l'assassino.» Miss Crystal riportò tutti sulla retta via. «Ne abbiamo dedotto che Lady Katherine non può avere ucciso Lord Archibald, così come non possono averlo fatto né Lord Colin né suo figlio. Allo stesso modo anche Mademoiselle Pauline e la madre erano in cucina, così come Lady Clarissa e la Badessa. Quindi non restava che chiedersi: c'era un'altra persona che poteva entrare in casa, alla quale nessuno avrebbe prestato attenzione? Qualcuno che potesse spacciarsi per un ortolano o un lattaio senza destare sospetti? Qualcuno che guidasse un'automobile? Quel qualcuno poteva avere appreso da una propria conoscenza qualcosa su Lord Archibald? Come ad esempio che Lord Archibald era il suo padre naturale e che, vantandosi di averlo concepito da una relazione extraconiugale, aveva provocato la sua rovina economica, perché era stato diseredato dal padre putativo? Ebbene sì: signore e signori, il figlio segreto di Lord Archibald, di cui qualcuno mi ha parlato, esiste ed è qui, seduto in questa stanza. Dopo essere stato costretto a trovare lavoro come autista presso lo stimato medico Richard Smith per mantenersi, ha appreso certi pettegolezzi tramite l'ignara Badessa, che pensava semplicemente di scambiare qualche parola con un professionista. Invece quel professionista altri non era che un pericoloso criminale, John White, l'assassino di Lord Archibald!»
Per un attimo seguì un silenzio di tomba, che fu spezzato proprio dall'autista che, alzandosi in piedi, esclamò con tono minaccioso: «Non avete prove contro di me! Vi farò causa per diffamazione! Nessuno vi assumerà più come segretaria e sarete costretta a fare la cameriera per vivere!»
Miss Crystal non sapeva cosa replicare, ma a sorpresa intervenne in sua difesa Patrick Callahan.
«Signor White, calmatevi. Non sempre la vita va come la programmiamo. Io, per esempio, sognavo di diventare prete, di trasferirmi nella cittadina italiana di Gubbio, o in alternativa a Spoleto, di andarmene in giro in bicicletta, di scoprire criminali prima della polizia e di fare loro un discorso sul senso dell'esistenza con il quale avrei convinto perfino il più pericoloso e armato degli assassini a consegnarsi di propria volontà alle autorità. Quindi, pur non essendomi mai fatto prete e non avendo mai visitato l'Umbria, proverò a calarmi in quella parte. Ascoltatemi, signor White: non importa se non siete più ricco come in gioventù, se trascorrerete molti anni in carcere e se tutti vi considereranno un uomo crudele e spietato. Ci sono cose meravigliose, nella vita, come il sole che si alza ogni giorno, come la pioggia che scende, come bere un bicchiere d'acqua fresca o come amare, in tutte le sue sfaccettature. So che siete un uomo benevolo e che avete soppresso il vecchio bisbetico pensando di fare del bene. E infatti avete fatto del bene, sono certo che tutti costoro non vi portino rancore per avere ucciso il loro familiare e che, ora che entreranno in possesso dell'eredità, saranno ben disposti a pagarvi i migliori avvocati e ad affermare che stavate mostrando a Lord Archibald il modo in cui maneggiare una mazza nel gioco del baseball, avendo tuttavia a disposizione soltanto un pezzo di legno e sbagliando clamorosamente la mossa, finendo per colpirlo. Avrete sicuramente tutte le attenuanti del caso e tra pochi anni sarete di nuovo un uomo libero e rispettabile, che può godersi il sole, la pioggia, la bellezza della Natura e che è amato da Nostro Signore non per la propria perfezione, ma perché imperfetto.» Un coro di applausi si sollevò nella stanza, ma Callahan non aveva finito. «Allo stesso modo, come tutti voi parenti di Lord Archibald potrete senz'altro perdonare l'uomo che l'ha ucciso, vi invito a mostrare clemenza anche nei confronti di Lady Katherine. Qualora sia disposta a rinunciare all'eredità, vi chiedo di lasciarle almeno i gioielli del Lord, come vostra donazione volontaria per essersi presa cura di lui negli ultimi mesi della sua vita.»
Gli applausi non terminarono. John White, frattanto, annunciò: «Avete ragione, mi prenderò le mie responsabilità di fronte alla legge.»

*** 

Golfo del Messico, sei settimane dopo 

Al di là del mare, la terraferma era sempre più vicina. Dopo un lunghissimo viaggio dall'Inghilterra, erano finalmente vicini alla loro nuova vita e Patrick Callahan non vedeva l'ora di raggiungere il porto di Veracruz. Al suo fianco, sua moglie Katherine sembrava altrettanto serena.
«Non riesco a crederci che ce l'abbiamo fatta» osservò. «Non sai quante volte, quando sentivo l'intestino che mi si rivoltava, mi pentivo di avere intrapreso questo viaggio per mare.»
«Anche per me è stata una sofferenza vederti stare male, ma era necessario» le ricordò Callahan. «Fintanto che ci dedicavamo alle piccole truffe, potevamo restare in Inghilterra senza dare nell'occhio, ma con tutti i gioielli che ci siamo intascati a casa Pennington abbiamo dato sicuramente nell'occhio.»
«Lo so, lo so» mise in chiaro Katherine, «La fuga nel Messico era ormai necessaria. Siamo stati davvero un'ottima squadra. Dovresti raccontarmi come hai fatto a capire che Miss Crystal era la segretaria del vecchio, sai che impazzisco le tue narrazioni.»
Callahan sospirò. Gliel'aveva già raccontato mille volte, ma tanto valeva farlo una volta ancora. Quando aveva ricevuto la lettera che lo invitava a casa Pennington, aveva compreso che il rischio di essere scoperto era alto. Così Patrick Callahan, che non entrava in una chiesa da quando a quattordici anni era stato al funerale della nonna, si era inventato un alter ego che in passato desiderava farsi prete, lasciato dalla moglie, alla quale non voleva concedere il divorzio per motivi religiosi. Se qualcuno l'avesse collegato a Katherine, sarebbe stato molto più elegante spacciare quella storiella per vera, piuttosto che ammettere schiettamente di formare, insieme alla consorte, una coppia di truffatori che agiva in combutta per impossessarsi del denaro di uomini ricchi.
Al fine di ostentare un'intensa fede religiosa, aveva acquistato un rosario proprio poco prima di salire sull'espresso delle 15,45. Di colpo si era ritrovato a tu per tu con Miss Crystal e, da come gliela descriveva Katherine nelle lunghe lettere che gli mandava via posta, aveva intuito che potesse essere la segretaria del bisbetico vecchio. Non se la immaginava investigatrice dilettante, ma per sicurezza aveva già iniziato a recitare la propria parte.
Aveva funzionato e, se Miss Crystal pensava di averlo smascherato, che ne restasse pure convinta!
«Sei stato fantastico» si complimentò Katherine, non certo per la prima volta. «Per non parlare di quando hai iniziato quel gran pippone per convincere John White a confessare... geniale la tua idea di approfittarne per chiedere ai parenti del vecchio di lasciarmi tutti i gioielli!»
Callahan sapeva di essere stato fantastico. Era il minimo. Katherine aveva dovuto interprerare per mesi la parte di un'amorevole moglie, per Lord Pennington, ed era stato un grosso sacrificio. Era stato giusto ricompensarla con un'intuizione geniale e adesso, finalmente, avrebbero potuto godersi il frutto della migliore delle loro truffe.

*** fine ***




Siamo giunti alla fine e non mi resta altro da fare che ringraziare Swan Song, che è sempre stata qui a recensire con commenti epici e congetture pittoresche. Ringrazio anche chi ha letto in silenzio e chi leggerà, magari facendo in futuro altre epiche congetture.

Mi sono ispirata a molti cliché dei gialli classici: ricconi che non lavorano, squattrinati che si fingono ricconi, parenti nullafacenti che non vedono l'ora di ereditare, personale di servizio mononeuronico o ritenuto tale, gente vista come "insignificante" che interpreta più di un personaggio, agenti di Scotland Yard che brancolano nel buio, detective dilettante che espone la soluzione del caso, nonché oggetti con iniziali, nello specifico iniziali fuorvianti.

Ho voluto omaggiare Agatha Christie con alcune citazioni, in particolare "Assassinio sull'Orient Express", con il treno fermo a Belgrado e l'indizio con iniziale che si rivela essere in cirillico, ma anche il meno celebre "Istantanea di un delitto", in cui un'amica di Miss Marple, su un treno, assiste a un delitto che avviene su un treno che procede nell'altra direzione - a questo mi sono ispirata per Miss Crystal che in viaggio spera di assistere a un delitto.
   
 
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