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Autore: Hideto Takahashi    11/06/2024    1 recensioni
Cleila, il centro dell'impero Ajens gira placidamente nello spazio governando con supremazia tutte le proprie colonie.
Il mondo di Cleila non è un mondo giusto.
C'è chi vive agiato, chi invece al contrario nella povertà più assoluta e sfruttato nel mondo del lavoro pesante. Fra questi, oltre alla gente comune, si trovano i mezzi androidi e gli androidi.
Vivono un'esistenza dedita solo al lavoro e sono da sempre nel mirino di crudeltà fisiche e verbali, discriminazioni pesanti.
Yukio, il Primo Ministro, è un mezzo androide e nessuno sa' il perché sia il secondo dell'Imperatore per la sua natura di declassato. È un mistero che si protrae da anni e anni, che nessuno è mai riuscito a risolvere.
Aiden invece è un giovane ragazzo, di ceto medio, che vive insieme a sua madre e che porta con sé il ricordo del padre deceduto quando era piccolo.
Ma c'è un legame tra lui e Yukio, un legame impossibile e molto profondo.
Tutto sembra andare perfettamente, i giorni passano l'uno dopo l'altro, ma una nemesi lontana si annida dall'altra parte dell'universo, che forse non è poi così tanto distante...
Genere: Avventura, Azione, Science-fiction | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yaoi, Yuri
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate, Violenza
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Era da molto tempo, oramai, che era in contatto con Yukio e spesso avevano avuto modo di incontrarsi più volte per discutere di qualsiasi argomento. Erano diventati, sempre più confidenti e ciò soprattutto da parte sua. All'inizio aveva avuto delle difficoltà nel superare il fatto che era il Primo Ministro, non doveva dargli del "voi" e che soprattutto si potesse fidare di lui. Questo perché era il secondo dell'Imperatore e non sempre quell'uomo, che governava numerosi pianeti, era pulito. Aveva tutti i suoi piani, che non erano mai ottimali o pubblici.

Grazie a Yukio, che gli aveva passati dei libri non censurati, aveva conosciuto un po' meglio la natura dei mezzi androidi. Come questi riescano a essere creati, anche quando perdi metà del corpo e con ciò una parte dei tuoi organi.

Soprattutto aveva studiato bene anche il Syx99, dove comunque nessuna di quelle pagine diceva la vera origine di quel liquido e c'erano soltanto teorie. Era un segreto ancora vivo, difficile da scoprire.

Erano state giornate tranquille però, tutto era nella norma e qualsiasi essere vivente stava vivendo la sua vita come suo solito. Di certo, spesso c'erano coloro che andavano contro al governo, cosa non nuova, le manifestazioni erano piccole e facili da sopprimere. Non vi era molta gente, anche se Aiden sapeva che sicuramente vi erano più persone contrarie e che solo si nascondevano. Se eri antimperialista la tua vita era un inferno, dovevi nasconderti e se venivi beccato eri trasferito direttamente nelle prigioni... dove non sempre ne uscivi vivo.

Quel giorno però, se era normale per tutti, per una persona non lo era e questa non era altro che il Primo Ministro. La sua macchina imperiale sfrecciava nella sua strada, dove non c'era assolutamente nessuno; quindi, ci mise effettivamente davvero poco a raggiungere il posto in cui era stato chiamato.

Quando il mezzo fu fermo, scese di fretta.

Era seguito dai suoi due militari di fiducia, le sue guardie del corpo.

Quella chiamata improvvisa aveva totalmente stravolto i suoi piani per la giornata.

La strada era stata transennata da barriere, che impedivano a chiunque di passare tranne per i poliziotti o i militari, oppure per chi come lui era addetto a seconda voce dell'Imperatore.

La strada era gremita di agenti della polizia, sia umani che androidi ed entrambi lo salutarono con rispetto, facendolo passare.

Yukio arrivò alla strada secondaria, dove prima di entrarci ci trovò il Ministro della Sicurezza, un uomo basso e tarchiato. Con pochi ciuffetti di capelli neri-grigi sulla testa.

Appena lo vide, i suoi occhi castani scuro si accesero e poi corse da lui. -Primo Ministro! Non dovevate venire- disse allarmato.

Una volta di fronte a lui lo guardò perplesso. -Come no? Sono subito dopo l'Imperatore, devo essere il primo a sapere che sta accadendo.-

-Si, certamente. Ma non pensavo di persona, non è sicuro e lo sa', io sono incaricato alla difesa della città, del pianeta, della famiglia Imperiale e soprattutto di voi.-

-Stiate tranquillo, Den. So' badare a me stesso- annuì convinto, dopodiché entrò nella strada secondaria seguito dall'altro Ministro.

-Non lo metto in dubbio, signore.-

I suoi occhi d'oro si guardarono attorno. Ogni palazzo era rovinato e segnato da simboli strani e soprattutto da un disegno che si ripeteva continuamente. Come se ci fosse stato qualche pazzo schizofrenico...

Era assurdo, tutto arrivava fino alla fine dei palazzi, nelle parti più alte; eppure, nessuno si era accorto di nulla. Nessuno aveva visto fare tutto quello.

A un certo punto, bloccò i suoi passi, ritrovandosi a osservare la facciata di un palazzo e su cui c'era il disegno. Si trattava di un grosso occhio, che guardava verso il cielo e sopra di esso tre linee che puntavano verso l'alto e altre tre linee che puntavano al basso. Intorno simboli su simboli, che sembravano non avere nessun significato... o così pareva agli esseri umani di quel pianeta.

Era il più grande occhio che avesse visto fino ad ora e la strada era ancora lunga.

-Come è possibile che nessuno abbia visto nulla? Voglio dire...- disse Den. -È assurdo, non può essere apparso per magia, non credete anche voi?-

Il Primo Ministro guardava incredulo, più di tutti, quello che aveva intorno e non riusciva proprio a dire nessuna parola. Dentro la sua testa stavano venendo a galla troppi pensieri, molti e non riusciva a gestirli. Doveva assolutamente parlare con l'Imperatore in persona.

I due militari si accorsero della sua momentanea assenza e del fatto che non stesse dando ascolto all'altro Ministro. Ma non fecero nulla, restarono solo lì ad attendere un suo ordine.

-Cosa facciamo?- chiese agitato l'uomo basso.

Yukio deglutì. -Ascoltatemi. Dobbiamo chiudere questa strada, finché non capiremmo cosa sia successo qui e fortunatamente hanno colpito una strada secondaria. Anche se penso che sia una minaccia velata...-

-Una minaccia?- chiese. -Voi dite a... antimperialisti?-

Scosse la testa. -No, non diamo nulla per scontato e vediamo di capire prima di fare accuse senza prove.-

-Che facciamo? Come arriviamo a un colpevole se nessuno ha visto nulla di strano?- Si grattava sotto il mento nervosamente. -E poi, gli uomini e le donne che vivono qui... dove li sistemiamo?-

-Abbiamo un altro quadrante enorme praticamente libero.-

-Lo so'... ma non tutti vorranno spostarsi.-

-Questo ne va' della loro sicurezza, fate pressione su questo.-

-Ma quale sicurezza? Si tratta sicuramente di qualche delinquente con un'enorme squadra di...-

-Capaci fare questo?- disse indicando ogni simbolo con un gesto della testa. -Nessuno sarebbe riuscito a farlo in gran segreto e...- qualcosa urtò il suo piede, abbassò gli occhi e da subito si accorse di un liquido strano che usciva da sotto. Dalle fogne, dai tombini ai lati della strada.

-Si ma...- stava per dire il Ministro della Sicurezza, ma fu interrotto da un militare.

-Signore, state attento!- disse Matt, che subito riuscì a farlo allontanare da quel liquido verdogonolo con tracce nere.

-Stai tranquillo...- disse Yukio, riuscendo a liberarsi da quel suo gesto.

Stava per reclamare, ma capì che non dovette interferire.

Si piegò sulle gambe, guardando da vicino quello strano liquido e con la sua mano artificiale decise di affondare al suo interno due dita.

Le tre figure agitarono, soprattutto i soldati addetti alla sua sicurezza e guardia del corpo ma che dovettero state al loro posto, anche se con molta difficoltà.

Con il pollice passò su quel liquido, era un pochino appiccicoso e continuava a osservarlo pensieroso. Il suo occhio artificiale lo stava analizzando, cercando un risultato con quella analisi superficiale e non riuscendo per ora a trovarlo.

Niente combaciava con quello che era già stato analizzato in passato.

Den decise di interrompere quel momento. -Signore, saranno residui delle fogne e sinceramente non le toccherei così a mani nude.-

Scosse il capo dopo qualche attimo di silenzio e poi alzò gli occhi su di lui. -No, questo è al di là di normali feci umane o altre cose che fa' il suo corpo Ministro- si issò in piedi. -Non trovo nessuna correlazione con nulla, quindi ora, fate in modo di bloccare l'afflusso di acqua e mettete in quarantena tutto... nessuno se ne andrà da qui.-

-Che... cosa?- Chiese incredulo. -Voi pensate che si tratti di una qualche...-

-Potrebbe essere, ora si sbrighi! Date la notizia, questa è un'emergenza e vorrei che nulla si portasse al di fuori di qui!- Il suo occhio destro si illuminò e dopo qualche attimo si girò, dando le spalle all'uomo basso. -Pronto? Parlo con l'Università Mierke? Abbiamo bisogno della squadra speciale virologia, nel distretto B9 quadrante 10... ci potrebbe essere un allarme quarantena.-

Il Ministro della Sicurezza, capendo che fosse una situazione grave andò subito a dare l'ordine che tutto si bloccasse. L'acqua e che soprattutto le persone di quella strada venissero bloccate lì, per evitare una diffusione di quella cosa strana.

Yukio stava parlando con l'Università e cercando di far capire la gravità della situazione, per farli correre velocemente lì. -Sì sì, vi dico che è molto strana. Vi invio le foto e le mie analisi superficiali.-

Riuscì ad inviare tutto e in poco arrivarono sotto gli occhi di quei dottori, che subito rimasero un attimo interdetti.

-Si, lo so'... ma adesso veloci, ho brutte sensazioni.-

Riattaccò e guardò i due militari.

-Signore, è un allarme epidemico?- Chiese Frank.

-Non lo so', ma per ora dovete rimanere qui mentre io andrò dall'imperatore.-

-Cosa?- Chiese Matt.

-Si, avete capito... non sappiamo cosa sia e come si trasmette, se fosse via aerea?- si guardò la mano, ancora sporca. -Non potete uscire, per ora restate qui e aiutate gli altri militari a mantenere l'ordine dentro questa zona.-

-Va bene signore, ma voi?-

-Io non ho problemi... il Syx99 impedisce qualsiasi malattia, anche straniera e sconosciuta.-

I due annuirono e poi insieme tornarono sulla strada principale, recintata e impedendo il passaggio. Ritrovò Den, che subito dopo aver dato ordini e fatto diverse chiamate, corse da lui agitato. -Ho fatto, ho fatto! Militari e polizia verranno qui con le tute protettive, ho fatto chiudere il passaggio di acqua dalle fogne in questo settore e anche in quelli dopo per sicurezza... infondo ce ne siamo accorti solo ora.-

-Bene. Dovete rimanere anche voi qui dentro, insieme a questi militari finché non avremo una risposta certa.-

-Si, per evitare un qualsiasi contagio.-

-Già, io devo andare dall'Imperatore e discutere con lui di persona di questo fattaccio.-

Yukio corse veloce alla sua auto, prima di salire vide arrivare i medici ben protetti da delle tute e ne chiamò uno a sé. Si pulì la mano con il suo fazzoletto pulito e poi glielo diede, dopodiché partì velocemente.

Seduto nella sua macchina, diede le indicazioni e questa partì più rapidamente che mai.

Yukio non poteva crederci, quelle scritte e quei simboli... 

Per fortuna giunse a palazzo alla velocità della luce, Charry lo salutò amorevolmente, ma fu superata e salutata con un rapido cenno. Di fatto decise di seguirlo fin dove potesse, standogli a fianco.

-Che succede? Non ti vedevo così preoccupato da cinquant'anni!- chiese agitata. -Qualcosa di grave? Molto?-

Annuì. -Si, non puoi immaginare. Abbiamo probabilmente un attacco epidemico.-

-Cosa?- Chiese incredula.

-Se sapessi da chi... probabilmente saresti ancora più incredula.-

Sgranò gli occhi e il suo cuore iniziò a battere più velocemente. -Chi è stato?-

Le diede uno sguardo significativo, che fra loro voleva dire tutto e che potevano capire solo chi avesse un'intesa come loro due. Di fatto, Charry aprì la bocca in una grossa "A" muta e scosse il capo. -Impossibile.-

-Lo era anche per me all'inizio, ma non posso fare a meno di crederci ora.-

-Che... che cosa vuoi fare ora?-

-Parlare con l'Imperatore.-

-Ma è impegnato, sta discutendo d'affari con il re Agne.-

-Penso che la nostra situazione sia più importante- disse annuendo e arrivando alla porta della stanza degli incontri, dove sicuramente c'era l'uomo più potente di quella parte della galassia.

Charry si allontanò e Yukio invece entrò senza bussare, erano in pericolo.

L'Imperatore era seduto al suo posto, mentre stava discutendo con il re Agne seduto di fronte a lui, in visione ologrammatica.

Sembrava che fosse in carne ed ossa nella stanza, ma non era assolutamente vero e questo poteva sempre meravigliare chiunque non fosse a conoscenza di quella tecnologia molto avanzata. Infondo erano a palazzo, cosa si poteva aspettare se non il meglio?

-Potremmo chiudere il nostro affare- disse l'uomo dai capelli bianchi.

-Certamente. Penso che sia giusto per entrambi così e soprattutto, potremmo allearci per una giusta causa.-

-Le abilità del suo popolo nella costruzione di androidi superlativi non potrebbero solo che esserci di grande aiuto.-

-Lo so', di certo anche noi senza voi non potremmo fare molto.-

-Figuratevi, siamo un regno piccolo a vostro dispetto.-

-Ma si sa', in un regno piccolo ci sono molte responsabilità e uomini rispettabili.-

-Vi ringrazio- disse annuendo. -Comunque, parlando ancora di affari, voi mi avevate proposto vostra figlia per...-

Era un regno si piccolo, ma in una posizione ottimale e da dove si poteva avere abbastanza visione di tutto quello che accadeva al di fuori della sua giurisdizione... quindi, avere degli alleati forti, uniti dal vincolo del matrimonio fra figli era perfetto.

-Si certo, penso che sia una grande idea che possiamo legare ancora di più le nostre famiglie per riuscire...-

A un certo punto la porta fu aperta con forza, senza che nessuno bussasse o si presentasse prima di entrare a quel modo.

Entrambi furono presi alla sprovvista.

L'Imperatore socchiuse gli occhi, non muovendosi dalla sua posizione e fece un profondo sospiro. Di solito, chi entrava così era sua moglie quando aveva scoperto qualcosa che non era di suo gusto o che le desse enormemente fastidio.

Ma fu il re seduto di fronte a sé a fargli comprendere su chi fosse realmente. -Primo Ministro Yukio- lo salutò con un po' di stupore, non era mai stato così poco educato.

A sentire con quel nome, si girò infuriato dando le spalle al re e con rabbia trattenuta lo osservava.

-Re Agne, felice di vederla- fece un piccolo inchino, fermandosi a fianco dell'uomo. -Mi scuso se sono piombato qui di fretta e non educatamente.-

-Oh, si figuri, deve essere importante.-

-Più importante della nostra riunione, Primo Ministro?- Chiese acidamente l'Imperatore.

Yukio incontrò i suoi occhi, più duri che mai e soprattutto pieni di una rabbia che per poco non riusciva a trattenere.

-Sì, ecco, lo è e mi dispiace così tanto... ma lo è.-

Il suo sguardo era fermo ora, l'imperatore parve notare che c'era forse qualcosa che non andasse ma non disse nulla.

-Se è così, ci sentiamo appena avrete risolto.-

-Vi ringrazio.-

L'Imperatore annuì. -Parleremo prossimamente, mi dispiace ma ho un impegno che si prolungherà per un po'.-

-Stiate tranquillo, risolveremo con calma.-

Dopo ciò, il re porse i suoi saluti.

L'Imperatore si alzò in piedi immediatamente, trovandosi di fronte a lui a pochi centimetri e lo osservava truce. -Si può sapere che hai?- Chiese freddo e tagliente.

-È una situazione della massima urgenza.-

-Ah sì? Allora spiegami!-

Yukio annuì, riuscendo a togliersi dalla traiettoria dei suoi occhi truci andò al suo posto del tavolone. Ai comandi, subito si collegò e trasferì delle immagini dalla sua memoria interna. Si mostrarono galleggiare nell'aria le immagini di quella strada. -Questo è il problema.-

L'Imperatore la osservò senza esprimere nulla, dopo qualche attimo alzò un sopracciglio nero e tornò a lui. -Per dei vandali? Non mi sembrano un grosso problema, sono sempre esisti...- disse confuso e dentro le sue parole si sentiva il nervoso crescere.

-No signore, non sono semplici graffiti!-

L'Imperatore non lo aveva mai visto così tanto nervoso, un po' ne fu preoccupato.

Trasse un sospiro. -Allora arriva al dunque!-

-Vedete, questi disegni dell'occhio si ripetono continuamente come quei strani simboli... ma arrivano anche nei punti più alti dei palazzi.-

-Si, allora? Avranno trovato il modo...-

-Aspettate per favore, questi simboli- li mostrò bene e poi si fece vicino, portando con sé un tablet di comando. -Non sono normali, appartengono a loro.-

Gli era difronte, a pochi metri.

L'Imperatore osservandolo negli occhi, capì cosa volesse dire e scosse la testa. -E come è possibile?-

-Lo è. La cosa strana è che nessuno li ha visti fare tutto questo, neanche i residenti stessi o le persone di passaggio in quel settore.-

-Questo che significa?-

-È una minaccia, c'è scritto unicamente una frase... "Stiamo arrivando" e hanno deciso pure di avvertirci, probabilmente, con l'infezione di un virus.-

-Che cosa??- 

-Si. È stato chiuso tutto e sottoposto in quarantena tutti i settori vicini- spiegò. -I medici e i ricercatori se ne stanno già occupando.-

-Come è possibile che ce l'hanno fatta sotto il naso? La sicurezza e le guardie dove erano? Come sono entrati nel nostro pianeta?-

-Beh, non lo so'... stiamo lavorando cercando di scoprire tutto e soprattutto per accertarci che non si tratti davvero di una minaccia virologica.-

-Quindi non si ha la certezza che sia un virus... o chissà cos'altro.-

-Io spero che non lo sia, ma la sostanza che ho trovato non era pertinente a nulla che abbiamo qui e non era conosciuta a nessuno dei nostri sistemi. Ho deciso di chiudere in modo preventivo.-

Con una mano si grattava sotto il mento, facendo rumore con la barba corta e nera come i suoi capelli. -Hai fatto un buon lavoro, meglio prevenire che curare... voglio sapere per primo la risposta.-

-L'avrete appena avranno finito di analizzare- chiuse le immagini e osservò il suolo.

-E quindi... si stanno facendo avanti, eh?- Fece un ghigno.

-Si, ho paura. Hanno una tecnologia altamente superiore alla nostra, sono riusciti ad entrare e fare qualcosa di...-

-Ci devono essere delle spie loro, è impossibile che abbiano qualcosa di così superiore.-

-Non credo...-

L'imperatore appoggiò una mano sulla sua spalla e si piegò verso il suo viso, guardandolo negli occhi con intensità. -Se ci sei riuscito tu a passare inosservato, non vedo perché altri non potrebbero farcela.-

Scosse la testa. -No, è una questione diversa la mia e...-

-Pensala come vuoi, ma fa' agire anche il corpo imperiale e fai cercare a loro spie di quelli.-

-In modo invisibile, immagino. In modo da non far preoccupare la popolazione.-

-Proprio così, falli partire da coloro che sono più sospettabili e poi anche da quelli che non lo sono...-

-Non pensate che qualcuno si farà qualche domanda?-

L'Imperatore camminò verso la porta e prima di uscire disse quelle parole. -Non con la cancellazione della memoria.-

Lo vide uscire e rimase lì da solo, poggiò le mani sul tavolo e poco distante da esse il tablet. Osservava la superficie perfettamente piatta e pulita, fece un profondo sospiro e socchiuse gli occhi.

Non poteva credere che quel momento fosse arrivato oggi, lo aspettava da molto tempo e sapeva che sarebbe stato inevitabile. Ma non poteva credere che la discesa dell'impero potesse iniziare ora, la situazione si stava facendo critica e doveva evitare una distruzione totale... ma come?

Era impossibile. Loro non si sarebbero fermati e questo lo sapeva bene, era stato uno spettatore di quei terribili avvenimenti e di cui era ancora molto traumatizzato.

Non poteva credere che stesse accadendo ancora, non voleva... ma aveva le mani legate, tutto sarebbe andato terribilmente male e non poteva fare nulla.

 

   
 
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