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Autore: Emmastory    20/04/2017    2 recensioni
Dieci anni. Questo l'esatto lasso di tempo trascorso dall'ultima battaglia contro i famigerati Ladri, esseri ignobili che paiono aver preso di mira la bella e umile Aveiron, città ormai divenuta l'ombra di sè stessa poichè messa in ginocchio da fame, miseria, dolore e distruzione. Per pura fortuna, Rain e il suo gruppo hanno trovato rifugio nella vicina Ascantha, riuscendo a riprendere a vivere una vita nuova e regolare, anche se, secondo alcune indecisioni del suo intero gruppo, tutto ciò non durerà per sempre. Come tutti ben sanno, la guerra continua, e ora non ci sono che vittime e complici. (Seguito di: "Le cronache di Aveiron: La guerra continua)
Genere: Avventura, Azione, Dark | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai, Shoujo-ai
Note: Lime | Avvertimenti: nessuno
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- Questa storia fa parte della serie 'Le cronache di Aveiron'
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Capitolo VII

La spada e la freccia

La neve ci aveva dato tregua, e aveva smesso di cadere, non sostituendo più quella già presente sul prato di casa e sulla città intera, e non permettendo ad una sempre nuova e candida coltre di coprire ogni cosa. In breve, il sole era tornato a splendere, sciogliendola in modo naturale e rude al tempo stesso. Ora come ora, sono impegnata a scrivere nel mio diario. Ricordo ancora il giorno in cui lo confezionai con le mie stesse mani. Mi avvalsi solo di un ago, di un filo e della pila di fogli che lo componeva, e cucendoli insieme, l’avevo creato. La copertina era rigida, e aveva il mio nome scritto sopra. Rain, ovvero pioggia, che per pura fortuna, non vedevo da un pezzo. Al suo posto c’era il sole, e ne ero felice. Nonostante l’inverno fosse solo ai suoi primordi, aveva ricominciato a fare caldo, e Chance, da bravo cane qual era, anche se ormai piuttosto attempato, obbediva sempre, e nonostante l’età, non disdegnava mai una passeggiata o una giornata di gioco con i ragazzi. Di recente, e forse data la grande empatia che la sua razza di labrador retriever gli concede, ha sviluppato un grande attaccamento ad Isaac, figlio di Soren e Samira, imparando a cogliere i segni della sua malattia. Quando vanno a spasso insieme, per esempio, non si azzarda mai a correre, in quanto sa che anche tale sforzo potrebbe essere letale al bambino. Inoltre, e nonostante tutto, i suoi genitori sono davvero orgogliosi di lui, visto il suo gran desiderio di imparare a difendersi e tirar di spada proprio come il padre. Prendendo il figlio sotto la sua ala, Soren si sta occupando di allenarlo a dovere, e durante gli allenamenti, tenuti assieme a Rose e Terra nel giardino di casa nostra, Chance rimane fermo e seduto in disparte, così da non disturbare, ma non gli stacca mai gli occhi di dosso, sempre pronto ad avvisarci qualsiasi cosa accada. Al contrario di sua sorella Terra, che come me e suo padre ha scelto sia la daga che la spada come armi per una nuova ed eventuale battaglia contro i Ladri, Rose si è dimostrata di tutt’altro avviso. Né io né Stefan sappiamo davvero il perché, ma ha scelto l’arco. Per qualche arcana ragione, riesce a maneggiarlo perfettamente, pur non avendo mai visto nessun altro adoperarlo. È strano a dirsi, ma è così. Fianco a fianco, lei e Isaac si allenano insieme, e anche lei fa molta attenzione a quanto accade attorno ad entrambi, mostrandosi enormemente preoccupata per lui quando inizia ad ansimare e tenere una mano sul petto. Da brava coraggiosa, gli presta sempre il suo aiuto qualora lui glielo chieda, e lui ricambia ogni volta il favore. Sono poco più che adolescenti, ma nonostante questo, il mio animo romantico è già al lavoro, intento a immaginarli insieme come qualcosa di diverso rispetto a due semplici amici. Osservandoli, ho potuto notare come si guardano a vicenda, e più ci penso, più me ne convinco. Non ho creduto a Stefan sul conto di Trace e Terra, ma ora che ha avuto ragione, voglio dare retta ad un mio istinto personale. Ben presto, anche loro entreranno a far parte della nostra squadra di eroi senza macchia né paura, e benché sia Soren che Samira siano preoccupati per il loro unico figlio, affetto peraltro da una seria malattia cardiaca, faccio del mio meglio per rassicurarli. Per quanto strano possa sembrare, io sono fiduciosa. Sono diversi certo, ma ugualmente coraggiosi, in quanto si difenderanno reciprocamente e al meglio delle loro possibilità, scegliendo fra il pesante metallo di una lucente spada e il leggero, flessuoso legno di un’appuntita ma pericolosa e metaforicamente velenosa freccia.
   
 
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