Ciao Old ^^,
per citare la pasionaria (de noantri) Zelda, "vogliamo andare alla radice dei problemi e per quanto possibile entrare nella mentalità di chi commette il male, per poterlo aiutare a non commetterlo in futuro". E allora eccomi qui, stoica e massiccia come un soldato di Kjarr di fronte a un'orda di Orchetti Cinerei a digiuno da mesi.
Venite, megere! Non vi temo! Il nemico bisogna conoscerlo!
Il mio stomaco, in verità, avrebbe qualcosa da ridire, ma ho con me una damigiana di Gaviscon. Dovrebbe funzionare.
E allora, andiamo.
"Fallocrate".
Ti prego, dimmi che hai invetato questo neologismo per rendere la storia più grottesca. Dimmi che non esiste questa parola. Più la leggo, e più sento dibattersi in me la voglia di ridere e ruggire contemporanemente. Si potrà fare, ridere e ruggire insieme?
Ad ogni modo, la succulenta notizia della famiglia di Leo finisce nelle mani di Zelda-Oprah, ed è subito festa! Vai di trasmissione!
*il dolore, dallo stomaco, si irradia al fegato*
La notizia della povera famiglia, riadattata ad arte, viene lanciata in pasto al pubblico come una bistecca a un branco di molossi affamati. Parte la solita salva di insulti, urla, proclami e proposte di evirazione, con la convinta benedizione delle aziende di sex toys, immagino.
Segue momento di altissima sensibilità, con tanto di alert per i contenuti forti.
Il disegno dell'orroreH viene mostrato sullo schermo. Sussulti fra il pubblico.
Manca solo il plastico di Bruno Vespa, ma sono certa che non mancherà nelle prossime puntate.
Io stessa, compagno di serraglio, mi sono spaventata. Soltanto che a farmi paura sono state quelle invasate.
[ “La figura paterna,” sullo schermo essa venne evidenziata da un minaccioso contorno rosso e lampeggiante, “è tirannica, incombente. È l’immagine di un padre fallico, che schiaccia e prevarica.” ]
Un padre fallico. E come dovrebbe essere, sennò? Non mi risulta che un padre possa essere vaginico.
[ “E ora la madre.” La figura paterna smise di lampeggiare, quella della madre venne circondata da un gradevole alone di un colore a metà tra rosa e lilla, che pulsava dolcemente. “Vedi com’è piccola, Zelda? Come sono evidenti i suoi caratteri femminili? ]
Magari lui è più alto di lei? Non potrebbe essere semplicemente per questo?
Ovviamente no, andiamo avanti con il carrozzone.
Ritroviamo Paula, circondata dalla demenza cosmica. Qui ci vuole un piano stile fuga da Alcatraz. Credo che il Capitano Veers, in questo momento, solidarizzerebbe con lei.
Caro Old, credevo che a "Cappuccetto rosso e la lupa grigia" il mio fegato non avrebbe retto. Poi è arrivata la "favola del principe addormentato", e ho vissuto un'agghiacciante esperienza pre-morte. Leggo: "La principessa non lo sveglia, altrimenti lui avrebbe un trauma. Si mette con la guerriera che comanda le guardie e le fa capire il valore della non-violenza, adottano tre bambine di tre regni diversi e vivono tutte felici e contente".
Sai che c'è? Gli è andata bene al principe, meglio che continui a dormire.
Leo ovviamente piange. Piangerei anche io.
"Non voglio mangiare il Satana, voglio gli hamburger di mucca del mio papà, fatti sul barba-culo.”
Questo bambino sta diventando il mio eroe!
Bravo, Leo! Gli hamburger sono quelli con la ciccia!
Comunque questa cosa della capra e del barba-culo me la devi spiegare! E' vera? xD
E andiamo da Richard, in terrificante compagnia. Detesto quel quadro. A prescindere dalle nostre idee, eh. In questo caso le idee non c'entra nulla. E' proprio che non amo quel genere di "arte". Però immagino le megere illuminarsi d'immenso al cospetto di quell'opera.
Leo in una Comune Steineriana? Ci mancava Rudolf Steiner! In mano a quelle donnacce, poi! Rabbrividisco.
Ad ogni modo, Richard è alla disperata ricerca di un avvocato. Anzi, avvocataH, perché gli avvocati maschi non ci sono più. Passa da una frigida virago a una morta di ca...
Fortuna che la terza avvocataH, almeno, è interessata alla grana.
Interessante il dialogo con Brunn, decisamente disilluso. Mi sono ritrovata in molte delle cose che ha detto, tipo che “Dire la verità può essere uno sforzo inutile, soprattutto se non c'è nessuno che vuole sentirla" e "L’uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi.”
E' proprio vero, compagno di serraglio. La società attuale delega in continuazione. Lascia sempre che siano altri a decidere. In tv passa una notizia, e quella viene data per vera, subito. Nessuno che vada ad approfondire, nessuno che abbia un minimo di voglia di farsi una propria opinione. Stesso discorso per la storia, di cui abbiamo spesso parlato. O per la cultura. Viviamo in una società spersonalizzata. Dove piace quello che piace agli altri. Dove si acquista un oggetto perché ce l'hanno gli altri. Etc etc...
Alla fine della fiera, nessuno è in grado di prendere decisioni.
La libertà fa paura, perché ormai la gente non saprebbe neppure cosa farci. Un po' come far uscire dalla voliera un canarino che ha vissuto tutta la sua vita là dentro. Il povero volatile è a mala pena capace di volare...
Comunque, Richard è determinato. Vederlo lavorare così duramente, e poi subire la costante cattiveria e discriminazione delle stronze, mi ha fatto male. So che si tratta di un racconto, ma mi ha fatto soffrire lo stesso. Non posso accettare di veder trattato così un essere umano. Un uomo, per giunta. Per me è qualcosa di intollerabile, va contro tutto ciò in cui credo.
Che poi, quell'altoparlante gracchiante mi ha proprio fatto pensare al mondo distopico di Orwell.
L'incontro con Paula è stato orribile. E' davvero bastato così poco per piegare la mente di quella donna? L'hanno soppoposta al programma MKULTRA? O.O
Sono sconvolta, specie se penso alla fatica che Richard sta facendo per mettere da parte il denaro per l'avvocato... Per fortuna almeno il bambino sembra rimasto le stesso di sempre, ma è una piccola consolazione.
Ad addolorarmi ancora di più è la decisione di Richard di vendere la bandiera, il cimelio di famiglia, sempre per questioni di denaro. E magari la moglie nemmeno vuol tornare con lui. Però, cavolo, almeno il bambino bisogna portarlo via.
"Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, lo prendiamo in prestito dai nostri figli".
Non è una frase in cui mi ritrovo, ma questo perché la mia mente è più indirizzata al passato, che al futuro. In ogni caso, ormai è stata troppo strumentalizzata.
Che schifo di società, caro Old. L'hai illustrata molto bene. Apprezzo questo tuo lavoro di risveglio di coscienze. Chissà che in qualcuno non risuoni qualche campanello d'allarme e cominci a capire...Spero sempre non sia troppo tardi.
Alle brutte, mi trasferisco in pianta stabile sulla Luna, ormai lassù sono di casa.
A presto! (Recensione modificata il 30/08/2025 - 04:53 pm) |