Recensioni per
Young Writers' Chatroom
di Vanya Imyarek

Questa storia ha ottenuto 12 recensioni.
Positive : 12
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
24/03/21, ore 15:44

Ciao. Ho trovato questa storia per caso nel mio girovagare e devo dire che mi ha sconvolto. Più che altro per la raggelante familiarità e normalità della vicenda. Chi non ha mai avuto una chat del genere? Chi non ha mai ricevuto messaggi spam e dal contenuto pornografico? (qui su EFP a volte succede, per dirti). Ho avuto l'ansia insieme a Sofia man mano che le cose precipitavano, e poi questo stalker che non si sa chi sia, dove sia, se è umano o meno, perfino, è davvero inquietante. Eh, mai andare sul deep web...

Felice che qualcuno sappia ancora scrivere gli horror.

Recensore Master
16/03/19, ore 11:15

Ehi, ciao!
Caspita, con gli horror ci sai proprio fare!!!!
Insomma, sono rimasta incollata alla tua storia finché non è finita, e devo ammettere che sì, mi ha inquietato...
E sono anche rimasta sorpresa che alla fine non si sia scoperto che cosa stava realmente succedendo a queste ragazze.
Cioè, abbiamo potuto vedere gli effetti di qualcuno - o qualcosa? - che le faceva dannare, rovinava loro la reputazione e poi le faceva sparire... ma chi era? Perché lo faceva? E come sono morte/scomparse le altre ragazze?
E Sofia? Alla fine anche lei è stata presa da quest'entità sconosciuta?
Sai, sono io che mi faccio troppe domande, ma ero tanto curiosa ç_ç
Però credo che la tua scelta di lasciare un finale aperto sia stata ben studiata, lascia a noi lettori la libertà di interpretare il tutto come meglio crediamo... ed è ancora più inquietante perché non si sa cosa sia effettivamente successo.
Certo che queste ragazze però hanno dei genitori e dei fratelli dinosauri eh... se ne fregano completamente di loro, e danno importanza solo alle apparenze!
Chi se ne frega dei voti e della reputazione che i tuoi figli hanno nella società? L'importante sarebbe stato capire se queste ragazze stavano bene con loro stesse, rendersi conto che per loro quella era solo una piattaforma in cui rifugiarsi e sfogarsi, non avendo nessun altro posto dove sbattere la testa.
Sicuramente tante persone usano social, scrittura, giochi online ecc per questo motivo, persone che non si sentono parte del mondo reale che le circonda.
E queste cinque ragazze chiedevano soltanto un po' d'attenzione, un po' d'aiuto... volevano un po' d'amore, non gliene fregava niente del parere altrui.
Sono situazioni difficili...
Hai ragione quando nelle note finali parli dei profili EFP abbandonati. Non si può effettivamente sapere che cosa succede a chi li ha creati, a meno che non si conosca davvero la persona che ci sta dietro.
Complimenti, davvero un racconto avvincente, inquietante e coinvolgente, molto attuale!
Ci risentiamo presto ♥

Recensore Master
09/02/19, ore 11:46

Carissima!
Ma io non ci credo… decido finalmente di farti visita e trovo una storia da fine del mondo, costruita in maniera ineccepibile, con un crescendo che incatena i lettore e non lo lascia più andare… davvero originale questa storia: spesso se si pensa a un horror vengono in mente i classici fantasmi, morti viventi, assassini psicopatici e via dicendo. Qui invece abbiamo una storia che, come sfondo, ben potrebbe avere il nostro EFP, e questa prossimità così quotidiana rende il tutto ancora più agghiacciante. Abbiamo azioni di disturbo e persecuzioni avviate tramite i social, questa terribile arma a doppio taglio. Sappiamo dalla cronaca quanto possano essere terrificanti, quali effetti possano avere sull’equilibrio di un individuo queste angherie telematiche, quanta ansia possano scatenare perché l’interlocutore resta invisibile, inafferrabile, potrebbe essere chiunque… e si finisce col terrore di aprire Facebook, la propria cartella di posta, una chat qualsiasi che fino al giorno prima era luogo di ritrovo e di scambi pacifici.
La tua storia affronta molti temi attualissimi: c’è la solitudine vissuta all’interno della propria famiglia, dove ove componente fa storia a sé e si limita a condividere soltanto il tetto: la madre di Sofia è la prima a cercare una via di fuga alla solitudine tramite i social, il padre vive isolato nel suo lavoro, la sorella si barrica dietro agli impegni universitari. Nessuno condivide con gli altri membri qualcosa di più che non sia la superficialità della routine quotidiana (“com’è andata a scuola”, classica domanda che ci si scrolla di dosso con l’altrettanto classica risposta: “bene”). I componenti della famiglia di Sofia sono, per rifarsi a una famosa citazione contenuta nel testo, precisamente tre isole separate da un mare d’indifferenza, di noia, di incapacità di trovare un terreno comune con l’altro. Di fatto, non si incontrano mai, vivono sotto lo stesso tetto come emeriti sconosciuti. Questa situazione è peraltro condivisa dalle amiche virtuali della protagonista, che dietro ai nomi fantasiosi nascondono la stessa solitudine.
Io ho frequentato il liceo ormai molti anni fa: i telefonini non esistevano ancora, non esisteva Internet, gli intervalli erano tutto un capannello di chiacchiere e di voci. Mi domando come siano adesso i corridoi del mio liceo: probabilmente silenziosi in maniera inquietante, con tutti gli studenti a testa in giù chini sui loro telefoni cellulari… spero di sbagliarmi, ma chissà.
Un altro punto vincente della storia: da dove nasca l’azione di disturbo, quali siano (e se vi siano effettivamente) le traversie subite dalle ragazze non è dato saperlo: i loro nickname descrivono figure virtuali, per definizione sfuggenti, che possono sparire o cambiare volto da un momento all’altro. Non si sa con precisione da dove venga l’attacco, fino all’ultimo si è tentati di pensare ragionevolmente allo scherzo, di fatto le ragazze scompaiono ingoiate dal web, ovvero tornano da dove erano venute. Potrebbero anche non essere mai esistite: non hanno un volto e di loro Sofia non conosce nulla, solo quando ormai è troppo tardi riesce ad afferrare un nome, ma un nome è in fondo anch’esso una convenzione, il nome indica qualcosa ma se quel qualcosa non si fa carne ed ossa, di fatto è come se non esistesse.
Altro motivo d’inquietudine e altro spaccato molto realistico sulla vita dei nostri giorni: queste ragazze sono sole, non hanno nessuno che le possa aiutare né, ancor prima, ascoltare. Genitori, polizia, scuola: sono tutti dei semplici nomi, pure e semplici astrazioni. Alla protagonista non resta che vagare per una città che in fondo neppure conosce, pur essendoci probabilmente vissuta da prima. Espulsa dalla vita virtuale, incapace di trovare un proprio spazio in quella reale perché anche il reale appare come una costruzione di cartapesta, senza significati e incapace di offrire appoggio e sentimenti. Non sappiamo chi la segue, chi l’ha seguita fino ad ora, abbiamo solo davanti agli occhi un copione inesorabile che prima o poi colpirà anche lei: il tutto inizia con una recensione negativa e finisce per perdersi in un orizzonte colmo d’incertezze, dove la protagonista, ormai incapace di reagire, si ritrova a vagare come su un pianeta sconosciuto. Di fatto rifiutata da tutti, inseguita da una misteriosa entità inafferrabile che può essere uno, possono essere molti: questo sì che è l’orrore puro, questo crescendo di ansia, angoscia, smarrimenti e infine rassegnazione.
Una storia magistrale, che segue la ricetta classica e sempre valida dell’horror nel mostrare i segnali anomali e disturbanti ad uno ad uno, in un crescendo sempre più claustrofobico e destabilizzante. Bravissima, davvero complimenti, una storia da manuale che offre non solo molti spunti di riflessione, ma fa anche paura nel senso più preciso del termine perché nulla esclude che qualcosa del genere possa capitare, prima o poi, a chi è disposyo a correre i rischi del deep web o a chi semplicemente naviga per conto suo in santa pace. O meglio, crede di navigare in santa pace. Ottimo lavoro che entra a pieno titolo tra i miei preferiti. Complimenti e alla prossima.

Recensore Master
01/02/19, ore 13:47

OMG
come ho fatto ad ignorare questa storia fino adesso??
Ti dirò, declinavo un po' per la lunghezza del testo, pensando stupidamente che mi sarebbe servito un momento di vera calma e tempo perso per leggere, invece mi sono letteralmente bevuta il racconto.
Più che un horror direi che si tratta di un thriller, in cui una vena splatter è lasciata all'immaginazione del lettore riguardo le immagini inquietanti e pornografiche che coprono di dettagli d'orrore la narrazione, gestito magistralmente con questa tecnica famigliare nei film di paura, in cui si vedono tutti i propri compagni cadere uno alla volta quindi aumenta l'ansia all'idea di ciò che ti succederà quando toccherà te, ultimo sciagurato.

Ammetto che forse il finale mi ha soddisfatto a metà.
Proprio perché scritto benissimo, in tutta la storia c'è un crescendo di tensione, ad ogni ragazza rapita/scomparsa, in cui ci si chiede cosa stia succedendo di preciso, fino all'ultima ragazza il ritmo è ansiogeno e tracciato perfettamente, ma alla fine, mi aspettavo si risolvesse il mistero, o si vedesse il volto di questo fantomatico hacker (vero e proprio killer, proveniente dalla deep web? O la storia deviava nel paranormale, e si trattava di un fantasma?), insomma, volevo che si capisse cosa aveva bollito in pentola tutto il tempo, che si capisse cosa c'era dietro le apparenze, invece lo schema di Sofia è stato ripetitivo di quello delle altre ragazze, frasi strane, graffiti, scuola e buio finale.
Il finale aperto ci sta, credo che sia una chicca nei thriller psicologici proprio perché le nostre stesse paranoie ce le creiamo noi basandoci sugli elementi che abbiamo... ma qualche risposta l'avrei voluta.

In ogni caso, è una storia così affascinante e inquietante che avrebbe tutti i presupposti per essere la sceneggiatura di un horror, o trasformarsi in un romanzo.

Ho assolutamente apprezzato, ciliegina sulla torta per rendere tutto perfetto e vicino ad un vero lavoro di letteratura, come sia condito anche di metafore, tematiche, messaggi.

"Qui non si trattava di avere poca vita sociale o non parlare con i propri genitori, si trattava di non avere contatti umani punto"

Non è alla base della nostra epoca? Il nostro demone è il virtuale e tutto ciò che si porta dietro, solitudine, silenzio, noi diventiamo pseudonimi, dati impazziti, pensiamo di essere meno soli ma la verità è che stiamo perdendo i contatti umani.
Bellissimo.
Ci sarebbe da scrivere un poema su tutti i cripto-significati che ho trovato nascosti nel testo (oltre che una velata critica/polemica ad alcuni meccanismi del popolo di Efp, che personalmente ho adorato, amo la polemica sottile, furba, intelligente) ma dovrei rileggere il testo almeno due volte.

Mi piace questo tuo costruire la storia, come si fa con un vero romanzo, sia sul piano superficiale (la trama, l'intreccio), sia su un piano più nascosto (i cripto-significati), affiancato da uno stile molto consapevole.

Bravissima, mia migliore amichetta di Efp lol
un bacio,
Karen.

P.S: cjdjnsn dmnf.non..kkdkd..chiamodikdnf....io.dmjmfjdf...humbert.d,mdkndjhfdf..aiutami!

Recensore Veterano
10/01/19, ore 21:47

Ehilà!!
Premessa: ho letto poco fa la recensione che mi hai lasciato, di solito io spulcio gli account dei miei recensori e con te mi ero resa conto di non averlo ancora fatto...ho rimediato subito, e ne sono molto felice.
Innanzitutto, perché adoro leggere storie horror, è più facile che mi tengano incollata allo schermo queste, di quelle romantiche. Complimenti, deve essere stato un lavorone con tempo, pazienza e gran fatica spesa a simulare gli errori di battura, che peraltro, ti sono usciti molto bene perché nonostante le difficoltà il senso era far intendere comunque al lettore cosa ci fosse scritto e complimentissimi, neanche mezza parola sembrava finta o forzata. Good job, girl! Oh, poi quando hai citato il Deep Web. Allora...apro una piccola parentesi, perché io e questi argomenti siamo una cosa sola, tanto per darti un'idea, ho una long in corso (tema centrale: Dark Web) da anni, che parla proprio di quest'argomento, che per quanto macabro e pericoloso sia e siamo tutti d'accordo, l'ho sempre trovato affascinante. Inizialmente credevo che la storia avrebbe senza ombra di dubbio preso questa piega, poi la mia attenzione si è spostata su questa povera protagonista, il cui gruppo virtuale sembra essere l'unica cosa più vicina ad un gruppo di amiche che ha, perché come viene spesso dimostrato, le persone e soprattutto i ragazzini si rifugiano in questi luoghi per sfuggire alla realtà, spesso vuota e tristemente più oscura...
Complimenti, bell'idea e bel lavoro!!
Un abbraccio,
LL

Recensore Master
08/01/19, ore 21:42

Ciao! ^^
Ho letto davvero molto volentieri questa tua one shot, anche se l'horror non è proprio il mio genere.
L'ho trovata davvero interessante e ben congegnata. In primo luogo perché mi ci sono immedesimata come freqentratrice e scrittrice di EFP. E poi perché l'idea di un pericolo reale che viene da un luogo virtuale come la rete, che tutti frequentiamo ogni giorno, è sinceramente spaventevole.
Così come la sensazione di impotenza che ci coglie quando non riusciamo più a contattare i nostri amici di tastiera, di cui non conosciamo altro che un nick name, il più delle volte.
Mi è molto piaciuto il crescendo (o forse sarebbe meglio dire il calando) che conduce la protagonista alla solitudine e all'attesa della fine.
Forse sola lo era già nel mondo reale e mi ci sono anche un po' riconosciuta, perché ho fatto il classico di forza è non per passione. ^^'
Qui il rendersi conto del disinteresse generale di chi ci dovrebbe proteggere e tutelare è forse l'aspetto più agghiacciante.
Mi ha colpito il punto in cui descrivi il percorso di Sofia e parli di negozi e strade che non aveva mai conosciuto prima. Forse lo stare troppo chiusa in casa l'ha resa vittima e carnefice, contemporaneamente. Ma purtroppo è tardi per tornare indietro.
Spero di leggere altre tue storie.
Un saluto!

Enchalott

Recensore Master
05/01/19, ore 17:36

Ciao^^
comincio subito col farti i complimenti per questa storia bellissima, che mi ha tenuto inchiodato alla pagina dall'inizio alla fine.
Hai ragione: abbiamo un po' tutti, chi più chi meno, qualche elemento di Sofia. Siamo in un posto virtuale in cui praticamente non ci conosciamo, ma condividiamo davvero tanto di noi. A volte qualcuno sparisce, a volte qualche personaggio strano compare... ma cosa ci sarà dietro? Solo compputer guasti o gusti che cambiano?
Mi è piaciuto molto anche come hai gestito la vita di Sofia, questa ragazza che ha una famiglia apparentemente normalissima, madre, padre e sorella, ma all'atto pratico è talmente sola che persino lo stalker (che fa paurissima) diventa una compagnia attesa, di cui aspettare le mosse.
Io adoro questo genere di horror e la tua storia mi è davvero piaciuta tantissimo. Peraltro, sei stata bravissima a simulare la progressiva perdita di controllo sulle funzioni del pc e a ricreare la chat delle scrittrici. Chi di noi non è mai stato in una di queste chat?
Complimenti ancora, questa storia va dritta nelle preferite e la consiglierò a tutti perché è stupenda!

Recensore Master
05/01/19, ore 11:08

Ciao :)
Sono solita passare a recensire quando mi attira una storia di qualcuno che ha perso tempo per leggermi e lasciarmi un parere. Così, stalkerandoti un po' ho trovato questa shot horror che è davvero molto carina, anche se la long fantasy mi attirava e non poco.
Tuttavia, da patita dell'horror proprio non potevo sorvolare su questa storia, sopratutto quando ho visto che la protagonista è un'adolescente che scrive fanfic. Idea adorabile, visto che su questo sito ci trovi la medesima gente e le persone hanno modo di immedesimarsi in questa storia.
Mi è piaciuta la chat fra le amiche, che appare spontanea e coerente. 
BlackMagic l'ho adorata da subito, più che altro perché sta in fissa con deep web e hacking ed è pure amante dell'horror. La mia reincarnazione, insomma. *^*
Ed essendo anche un'amante di film come quelli di Scream, so bene che il patito dell'horror non ha mai colpe! E' solo il più facile da incolpare. 
La storia delle recensioni negative però mi ha fatta morire dal ridere, seriamente XD
Il seguito è una serie di stranezze, hacker che forse sono tali, forse no, chat sballate e che fanno salire proprio l'ansia. Quindi, complimenti davvero, anche perché sei riuscita a mixare un'ansia crescente a qualche frase qua e là ironica e davvero molto divertente.
Il finale lascia senza fiato; tutte le ragazze scompaiono e la storia lascia presagire che Sofia abbia fatto la stessa fine.
Una storia davvero macabra, una lettura veramente piacevole! Complimenti davvero, soprattutto perché - a parte gli errori nella parte della chat voluti - non ho trovato il minimo problema grammaticale, e hai usato la punteggiatura in modo perfetto. :)
Spero di rileggerti presto,
fumoemiele

Recensore Junior
08/12/18, ore 13:37

Ciao!
Apprezzo le storie horror, e apprezzo ancor di più chi sa scriverle con efficacia, poichè non si tratta di un genere semplice da gestire. La mia recensione è più che positiva, poichè hai saputo trasmettermi tutte le sensazioni adeguate a ciò che ci si aspetta da una vera storia orrorifica! Al di là di questo, ho gradito anche l'analisi sociale che investe molti giovani dei nostri tempi: zero vita sociale, tutto gira in funzione di attività virtuali, genitori distratti dalla tecnologia con poco interesse nei confronti dei figli. Credo che la vera parte "horror" di questa storia stia proprio qui, dopotutto. Umanità perduta, come dico spesso. Alla prossima!

Recensore Master
07/11/18, ore 16:39

Ehilà^^
Non so sinceramente da dove iniziare a recensire questa storia, ma ti do ragione su una cosa: spesso sono le situazioni più semplici e quotidiane, le cose più insospettabili a fornire le idee migliori. Questa storia è angosciante perché ciascuno di noi che scrive su EFP si è trovato almeno una volta in una situazione simile: trovarsi in sintonia con persone di cui si sanno molte cose - anche personali - ma di cui il nome e il volto ci sono sconosciuti, gruppi di lettori e autori che si scambiano abitualmente letture e recensioni... e io, che sono una persona particolarmente paranoica, tendo a farmi un sacco di congetture mentali quando un autore/recensore scompare nel nulla senza preavviso. Per non parlare poi di quei profili-fantasma, che non pubblicano dal 2006, 2010, o magari anche solo dal 2014... verrebbe da pensare che magari si sono rotti le scatole del sito e lo hanno abbandonato, o che non hanno più tempo per scrivere perché hanno trovato lavoro o si sono fatti una famiglia... ma se davvero fossero scomparsi perché è successo loro qualcosa di brutto? Chi ci dice che magari, in uno di quei fatti di cronaca tanto angoscianti che si sentono al telegiornale, non ci fosse un autore di EFP "in incognito"?
Questa storia mette un po' in scena le paure recondite di tutti noi: è horror psicologico, non splatter, e forse è proprio per questo che mi ha inquietato da morire (e schizza subito tra le ricordate).
Complimenti, mi sono seriamente cagata sotto!

Recensore Master
05/11/18, ore 17:46

Sai, credo che questa sia la storia horror più particolare che io abbia mai letto su questo sito. Ho letto storie su fantasmi, lupi mannari, streghe, assassini pazzoidi e cazzi vari...ma giuro, mai ho letto una storia su un gruppo online di giovani scrittrici! E così simile ad EFP, per di più. Lasciatelo dire, hai creato una storia che non solo è inquietante (e vorrei ben vedere. Un pazzoide che si mette a perseguitare delle ragazzine innocenti, che sì, magari scriveranno delle storie non proprio eccezzionali, ma non meritano certo di morire. E' a dir poco agghiacciante), ma che è anche istruttiva: per quanto il mondo virtuale possa essere allettante, non bisogna mai sostituirlo a quello reale (almeno, questa è la mia interpretazione della cosa). L'ideale sarebbe trovare un equilibrio tra le due cose. E' difficile, ma penso che si possa fare.

Di nuovo complimenti per questa piccola gemma. Alla prossima!

Recensore Veterano
03/11/18, ore 00:04

... io sono esterrefatto.
Nel senso buono del termine, ma comunque esterrefatto!
Ok no, devo cercare di spiegare meglio il mio punto di vista: questa storia è da collocare ad un livello dannatamente e mostruosamente superiore rispetto alle tue altre storie horror. E qui non fraintendermi, perché non sto dicendo che le altre siano venute male - non perdo tempo a leggere e recensire cose che non mi piacciono - però qui hai toccato e stravolto un sacco di punti mega importantissimi per rendere questa storia non raccapricciante, ma segnante!
Ma andiamo per gradi, perché devo mettere bene in chiaro quali siano i punti che rendono questa, a parer mio, la storia più horror più terrificante che io abbia letto su Efp fino ad ora: cominciamo con il fatto che hai citato una cosa che a me interessa veramente tanto - ma che per mancanza di abilità e, sopratutto, di coraggio non ho MAI voluto approfondire da solo - ovvero il Deep Web. Che qui lo hai solo citato, ovviamente, ma chiaramente masta una sola citazione della parte oscura di internet che ti viene in mente già dove diavolo andranno a parare le cose. Che comunque sia, la ricorrenza del personaggio horror non del tutto intelligiente vedo che non è cambiata dalla storia della Donna dalla Bocca Squartata, però qua posso dare un po' di credito dato che si è tra ragazzine e, generalmente, l'andare a scoprire e vedere cose che non si sanno e non si conoscono del tutto stuzzica un po' la curiosità di chiunque. però è chiaro che, una volta che entri nel Deep Web, anche se per sbaglio - sopratutto nella Darknet - qualcuno dall'altra parte se ne accorge immediatamente. E infatti qui abbiamo la classica storia terrificante di hacking, che ho apprezzato da morire dato che mi ha ricordato alcune creepypasta che lessi in passato sulle cose tecnologiche che mi hanno terrorizzato allora.
Lieto di vedere che ancora mi inquietano adesso queste cose.
Mi è piaciuto, poi, l'inesorabile sprofondare nell'oscurità: l'hacker comincia a diventare invadente e, sopratutto, a non essere più solo un'entità fondamentalmente immateriale, ed esce al di fuori, facendo scomparire e, a quanto pare, uccidendo una ad una le ragazzine. E qui mi è piaciuto anche vedere come hai reso una cosa fondamentalmente senza pericolo come la scrittura di FF e lo scambiarsi pareri sulle storie una questione di vita o di morte. Anche se ripeto, se Black Materia Grigia se ne stava a casa sua invece di andare nella Darknet a trovare il Creatore di Bambole i Noire e il Breather tutto ciò, molto probabilmente non sarebbe successo.
Ed è stato bello anche l'aspetto introspettivo, di ste povere criste che erano emarginate, con delle famiglie non proprio perfette e con una vita sociale decisamente non grandiosa. La loro solitudine nell'affrontare un problema tanto terrificante è sta davvero pesantissima da mandare giù, e me ne è decisamente dispiaciuto, sopratutto vedere come alla madre sembra non fregargliene altamente un culo di quello che succede alla protagonista.
La fine poi.... wooh, mozzafiato: alla fine cos'era davvero il nemico? Un malintenzionato? Un serial killer? O veramente una qualche entità sovrannaturale, come intuisce la ragazza prima di accettare il suo inevitabile fato (il fatto che abbia accettato la sua fine con l'apatia, tra l'altro, lo ritenuta un'idea con tanto di cappello)? Non lo sapremo mai, ovvio, ma probabilmente si trattava solamente - oddio, solamente - di un malvivente fuori di testa e sadico, anche se alcuni suoi comportamenti e abilità sembrano semntire questo fatto e ripiegare sul paranormale.
Unica nota negativa, puramente soggettiva - NON MI FALCIARE - è il fatto che alcune volte l'entità mi è suonata un po' troppo cringe e bambinesca e ma l'ha fatta scadere un pochettino come cattivo da horror. Secondo me se si fosse approcciato in maniera un po' più fredda in alcune occasioni avrebbe reso ancora meglio è avrebbe fatto gelare ancora di più il sangue nelle vene.
Ma ovviamente, questo è solo un parere soggettivo, e che è!
Infine, davvero un ottimo, ottimo, ottimo, ottimo lavoro con i controfiocchi.
I miei complimenti.
Spero di leggere presto ancora qualcosa di horror da parte tua, sempre se un killer digitale non decida di farmi sparire dall'esistenza prima XD
a depuis!

- TONIGHT, WE NON DORMIAMO! -