Recensioni per
Tra sempre e mai (parentesi)
di blackjessamine

Questa storia ha ottenuto 56 recensioni.
Positive : 56
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
22/07/21, ore 12:27
Cap. 6:

Ciao!
Approfitto di una piccola pausa per passare da questo nuovo capitolo.
Il fresco della pioggia di quel temporale estivo lo si poteva quasi avvertire, lo considero come uno stop a quei giorni frenetici dell’Estate che obbliga Homer e Ole a riconsiderarsi, quando il tempo è bello e ci sono infinite cose da fare, è facile nascondersi nella quotidianità ma quando si è costretti a stare, più o meno, soli fra le mura di casa, il presente diventa improvvisamente reale e meno sfuggente. Oh certo, ci provano di brutto a non rimanere soli, a rimandare l'inevitabile - aiutando i genitori, passando del tempo con loro dopo cena (mi è piaciuto moltissimo il quadro della famiglia che tira fuori il servizio delle occasioni importanti e il calore di vederli tutto assieme a guardare la tv) - ma il momento di ritirarsi nelle proprie camere arriva, inesorabile.
E anche se non parlano di quello che sono – perché sono giovani, inesperti e due inguaribili testoni – c’è sempre questo cercarsi che dice molto di più di tante parole. Mi è particolarmente piaciuto come tu abbia sottolineato il momento in cui Homer recupera la coperta dalla cima dell’armadio, con quella sedia malandata dove però lui si azzarda a salire perché la conosce e sa dove poter mettere i piedi (è una cosa che mi fa crescere una malinconia incredibile per quei posti che, nonostante passino gli anni, sono sempre casa tua, in cui puoi fare cose che non ti azzarderesti a fare da altre parti) e, poi, quella confessione sulla madre prima stringe il cuore e poi lo allarga, riempiendolo di commozione: Ole si apre in un modo che, forse, tutti i baci del mondo sarebbero nulla al confronto. Io nemmeno ci voglio pensare a cosa possa significare perdere un genitore così presto e quei ricordi di bambino, siano essi reali oppure no, sono di una dolcezza infinita e mi ha fatto piacere che Homer abbia chiesto se il suo gesto abbia in qualche modo sporcato questo ricordo, è un gesto di affetto e puro rispetto che non sempre ci aspettiamo dalla sua personalità scoppiettante. E, forse, proprio perché si rende conto di aver varcato la soglia dello spazio emotivo di Ole che, inaspettatamente, gli chiede il permesso di dormire con lui come per avere il suo consenso e confermare che dormono insieme perché lo vogliono e non perché capita.
Il mio bozzolo è il tuo bozzolo è una frase che mi è piaciuta moltissimo e, considerando che avviene l’incredibile miracolo di Ole che per primo cerca il contatto con Homer e lo stringe in un abbraccio, non fatico a crederci che sulle labbra gli sia salito il sorriso delle occasioni perfette.
Al solito ti faccio i complimenti per le letture piacevoli che sai sempre regalarmi con le emozioni che esse comportano.
Alla prossima
Cida

Recensore Master
18/07/21, ore 00:29
Cap. 6:

Oddio, ma qui... ho quasi pianto.
Ciao carissima, come sempre ci metto un secolo, colpa anche del lavoro questa settimana... ma ci tenevo a leggere e recensire prima dello scoglio della domenica, anche se il nostro non è uno scambio ufficiale per me la domenica è sempre uno spartiacque.
Diciamo che la pioggia di inizio capitolo, che non è un temporale estivo, mi ha subito fatto scattare un campanello d'allarme: l'estate sta finendo? E se l'estate sta finendo, sta finendo anche il loro tempo insieme. No dai, no, diciamo che è un caso, un banco di aria fredda dalla Russia o qualcosa del genere. Che ansia l'idea dell'estate che finisce.

Hai descritto molto bene il disagio e il sottile sospetto di Homer: per tutto il giorno non si sono evitati, ma hanno evitato di stare soli che è quasi la stessa cosa perché hanno evitato i discorsi profondi, disagio, quelli in cui ci si deve aprire e fare il punto della situazione, una cosa che terrorizza Homer mi pare e con cui forse anche Ole non è a suo agio. Quindi nonostante le scenette di vita famigliare molto tenere e serene, qualcosa non è al posto giusto.
Mi è sembrato molto significativo questo passaggio: "perché tutto questo non significa combattere la distanza. Significa solamente ignorarla"
Quanto lo capisco, da persona procastinatrice ed evitante.

Quando Homer ha avvolto Ole in un bozzolo non sapevo cosa aspettarmi, Homer ha letto nel silenzio di Ole un possibile momento di allontanamento e invece era tutt'altro; poi ci torno su quel tutt'altro ma intanto lasciami fare una considerazione: questi due non arrivano molto lontano quando parlano dei loro sentimenti, gli riesce molto meglio viverli, e dimostrarli. C'era molto più avvicinamento nel loro parlare della madre di Ole, che nei discorsi su loro due e il loro rapporto. Ok lo so che ne dovranno pur parlare, prima o poi, ma è meglio parlarne dopo aver cementato l'affetto con altre cose.
Ora parlando di quel tutt'altro: la scena in cui Ole parla di sua madre è quella che mi ha fatta quasi piangere (e se fosse il giusto periodo del mese sarei in lacrime). Lui che ha questo ricordo tattile di lei che lo avvolge, e quando dice "ma non so nemmeno se mi ricordo qualcosa di vero, o se è un ricordo che si è inventato la mia mente" io ho proprio pensato "non importa Ole, chi se ne frega, potrebbe essere uno dei pochissimi ricordi di lei, fregatene se è vero o finto" e sono stata molto sollevata quando poco dopo lui dice quasi la stessa cosa. È un ragazzo molto maturo, ma si sa, lui riflette un sacco sulle cose. Il suo descrivere come la madre lo avvolgesse in qualcosa quando era stanco (secondo me un asciugamano) è davvero tenerissimo, mi sono immaginata Ole bambino che come tutti i bambini aveva il diritto di essere accudito e amato.
E alla fine tutto il discorso sul poter dormire nello stesso letto: ricordo che anche in Surya Namaskara c'era la cosa che usavano le chiacchiere come pretesto per addormentarsi nello stesso letto e mi piace che la cosa sia ripresa qui. Ma Homer che chiede espressamente il permesso è come se per una volta fosse stato lui a fare il grande passo e parlare di loro due, tentare il riavvicinamento attraverso la sincerità. Questo è un grande passo per Homer secondo me. E quanto è tenero Ole quando gli dice "il mio bozzolo è il tuo bozzolo", aaaaaw, ok avevano appena parlato di condividere memorie delle proprie famiglie quindi accettare Homer nel suo bozzolo è un po' come ricambiare che Homer l'abbia reso parte della sua famiglia - anche se solo per un'estate - ma per me è anche di più, è come dire che Homer e Ole sono due metà della stessa persona <3

Recensore Master
12/06/21, ore 13:18
Cap. 6:

Eccomi qui, sempre in ritardo, ma sempre emozionata.
Quanto sono belli.
(No, dai, questa volta voglio provare a scrivere una recensione sensata e ordinata!)
Dicevo.
Ecco, dicevo che in realtà credo che questo sia, ad oggi, il capitolo più intimo di questa storia nonché quello che mi ha comunicato più di tutti l'idea di una svolta nel rapporto tra i due. Non sono sicura di riuscire a spiegarti quanto mi abbia emozionata il momento in cui Ole parla di sua madre, però credo che tutto l'essenziale lo abbia detto tu quando hai citato quel bozzolo, che non è di Ole o di Homer, ma è di entrambi, è un insieme (e qui devo ammettere che la mia mente è volata a Rhopalocera - Sursum Corda e alla lenta e meravigliosa evoluzione scandita dalle tue parole in poesia).
Hai sempre scritto che Ole quando è con Homer è se stesso e che Homer si è sempre impegnato perché Ole fosse a suo agio, e qui trovo che questo concetto si sia concretizzato nella maniera più bella possibile, perché Ole tanto geloso di ricordi e dolore, tanto restio a esternare le emozioni più intime, non solo si lascia andare a una confidenza importante con la voglia di abbracciare emotivamente Homer così come l'amico abbraccia lui rendendolo partecipe di vita, famiglia, ricordi, ma lo fa nel momento in cui – lo intuisce – Homer ha stranamente bisogno di una conferma, una rassicurazione, di una vicinanza che deve necessariamente essere di più.
Ole tende la sua mano e questo per me significa tutto, e ho idea che significhi tutto anche per Homer, che felice di essere parte del loro bozzolo sembra dimenticare la pioggia da cui s'è fatto percuotere, i piedi bagnati forse a ricordargli l'acqua del mare che ha lavato via gli imbarazzi, il timore di aver osato troppo e di aver potuto rompere gli equilibri in negativo – questo Homer è anche quello di altre tue storie, quello che trascina Ole a casa sua senza il coraggio di dirgli di avere un figlio, quello che china lo sguardo quando Ole afferma secco che a lui un figlio non sarebbe mai potuto capitare ed entrambi sanno perché; insomma, è sempre e solo il tuo Homer, anche se in un contesto diverso, con meno freni forse, ma pur sempre con quei piccolissimi timori incastrati nei suoi sorrisi splendenti, perché con Ole o va tutto bene o lui perde la bussola.
Alla fine, quando appare il sorriso delle occasioni perfette, mi è parso che tutto andasse al suo posto, che fosse tutto davvero perfetto, e adesso sembra non restare altro che abbandonarsi l'un l'altro in questa parentesi infinita che abbraccia un sempre e un mai. Non so quale sarà l'evoluzione prossima, cosa deciderai per loro (anche se tenere a bada un Homer tutto contento credo ti sia impossibile XD), ma so che mi emozionerò tanto, perché questa storia è proprio fatta di emozioni, bellissima.
Niente, ancora una volta ti ho scritto una recensione che recensione non è, ma confido che ormai ti sia abituata. Insomma, queste pagine sono bellissime e io non posso che aspettare paziente il seguito.
Un grande abbraccio (a te e ai koala)!

Recensore Master
09/06/21, ore 18:44
Cap. 6:

cara Blackjessamine!

Prenditi pure tutto il tempo che vuoi per il prossimo capitolo, perché questa bellissima storia merita e merita di essere scritta con tutta la cura e la pazienza del mondo. Detto ciò, io la definirei la quiete prima della tempesta per tanti motivi. Anzitutto, per la pioggia, che in una storia estiva fa comunque sempre pensare alla fine della bella stagione e di quella sospensione dal tempo che l’estate rappresenta. Homer e Ole sono apparentemente a un bivio del loro rapporto, tanto che scelgono volutamente di riempire il loro tempo nella neutralità che solo la famiglia così particolare di Homer sa offrire. Ole appare, in questo contesto, incredibilmente integrato, come se fosse lì da sempre, come se non fosse semplicemente un ospite, ma quasi la propagazione di Homer stesso. Un membro della famiglia.

La scena della coperta è estremamente importante non solo perché si conclude in modo dolcissimo con i due ragazzi che dormono insieme <3, ma anche perché Ole riesce, tra i denti, a fare una confidenza che associa il gesto buffo e divertente di Homer con un presunto ricordo d’infanzia. A rendere quest’ultimo struggente sono tanti elementi. Il fatto che Ole sia a disagio nel parlarne e che non ne voglia mai parlare, la crudeltà del suo destino (perdere la mamma a pochissimi anni, una tragedia), il fatto che, razionalmente, non sappia dire davvero se ricorda oppure no, un dettaglio estremamente umano e struggente, fanno di questo capitolo un importante tassello affinché due amici possano vivere qualcosa di più. Nel contesto scolastico, infatti, Ole e Homer parlano eccome. Sono amici. Eppure, in questa campagna italiana indicata solamente con l’iniziale puntata del nome, c’è spazio anche per dell’altro – per una confidenza/confessione che, sicuramente, a Ole costa moltissimo.

Persino la scelta della coperta non appare casuale, ma contribuisce a creare un ambiente. Viene utilizzata quando si approssima l’autunno e anche nel colore presenta le tipiche sfumature autunnali dell’arancio e dell’oro. Come se non bastasse, è qualcosa di confortevole, vecchio e caldo e tutti questi elementi contribuiscono a renderla “facente parte della casa”. Per concludere, anche questo capitolo mi è piaciuto moltissimo: in attesa di un aggiornamento, prometto che andrò a sbirciare tra le mille cose che mi mancano del tuo profilo!
Un abbraccio,
Shilyss

Recensore Junior
06/06/21, ore 15:03
Cap. 6:

Ciao! Ho aspettato con ansia questo capitolo: sai quanto mi piaccia questa storia, così lenta e sinuosa.
Ho trovato semplicemente stupenda la descrizione della giornata di pioggia che spezza la monotonia della routine estiva e ti costringe a trovare altre strade e altre vie.
Mi sembrava di essere con Homer sul balcone a osservare quel mondo fradicio e malinconico.
Mi ha ricordato, per certi versi, quella sensazione di fresco e mistero che mi regala la “Pioggia nel Pineto” di D’Annunzio.
Poetica la scena della coperta, delicata, ma forte allo stesso tempo.
Mi hai dato una bruttissima notizia dicendo che il prossimo sarà il penultimo capitolo, perché quando ti innamori vorresti che sia per sempre.
Prenditi tutto il tempo di cui il tuo animo avrà bisogno per percorrere l’ultimo tratto di questa storia meravigliosa.

Come sempre incantat*.