Recensioni per
Il giorno in cui l'infanzia è caduta dalla Mensola del Tempo
di _Il colore del vento_

Questa storia ha ottenuto 3 recensioni.
Positive : 3
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior

Mia cara Ele, eccomi qui finalmente <3
Ti confesso che questa storia - diciamo meglio poesia perché è così che è arrivata a me e non solo per la formattazione - mi incuteva un po' di timore. Solo il titolo mi ha impedito per un paio di volte di procedere, perché solo il suo contenuto era bastato a far riemergere sensazioni e ricordi della mia, di infanzia, e in questi ultimi giorni erano proprio alcuni ricordi della mia infanzia che cercavo di evitare, perché troppo dolorosi. Alla fine ce l'ho fatta e sono davvero felice di averla letta perché è davvero qualcosa di superlativo, rispetto a ciò che hai scritto finora. Alcuni mesi fa se non sbaglio, avevi pubblicato un'altra poesia ma forse l'hai cancellata perché non la ritrovo più, spero davvero che non cancellerai questa perché si merita uno spazio qui, dove altri occhi possano leggerla e vederci cose che parlano di te ma anche di loro. Sei riuscita a partire da immagini oniriche così particolari, così vivide come pennellate di un quadro impressionista, e hai raggiunto sensazioni ed emozioni che tutti abbiamo vissuto, chi in modi simili chi in modi del tutto diversi. Ho sentito mia la sensazione di straniamento, quasi traumatica, che arriva quando qualcosa finisce - in questo caso l'infanzia - e tutto, la casa, le strade, le città, cambiano. Quando hai scritto "la Casa è cambiata" ho risentito quella delusione, quell'amaro in bocca che avevo sentito quando mi ero resa conto che da piccoli sembra tutto più grande, una dimensione quasi senza fine che quando cresci torna alla normalità, noiosissima. 
Questa poesia che hai contrassegnato come "nonsense" per me ha dei motivi tutt'altro che senza senso. In alcune immagini, quella dell'Annegato soprattutto, ma anche in quella del fabbro, o dello stesso orologio ho ritrovato alcune vicinanze con l'horror. Non so se hai letto/visto the Haunting of Hill House (anche se il libro è del tutto diverso dalla serie tv), qui ci sono molte cose che me lo hanno ricordato; per cominciare, la Casa che tu scrivi giustamente in maiuscolo e che qui sembra provare emozioni contrastanti, cangianti forse dipendenti dallo stato d'animo di chi la abita, ma che una volta al di fuori dalle persone sembrano assumere sfumature del tutto personali, di lei soltanto. 
L'annegato mi ha fatto pensare a The Haunting of Bly Manor, serie tv sempre dello stesso regista di Hill House, le sue sfumature che si perdono a contatto con l'acqua, volersi allontanare dal dolore, e quindi dalla vita, da cui consegue l'annegamento stesso che porta pace seppur per brevi istanti, e l'acqua, i pesci, nel loro moto incessante ricordano metaforicamente i movimenti oscillanti della memoria.
Per non parlare del pagliaccio che ci aspettava per farci prendere parte a qualcosa che forse non è chiaro nemmeno a lui, che cerca di rivestirci ed essere qualcuno solo per il fuori, in netta dissonanza con ciò che invece c'è dentro e che risponderebbe alla vera domanda, chi vogliamo essere? E chi, se non noi stessi? 
Bellissima, sono davvero senza parole, forse di nonsense c'è solo questa recensione :D
I miei complimenti Ele, ormai non so più come dirtelo che sei brava brava brava brava.
un abbraccio e spero a presto <333

 
(Recensione modificata il 06/05/2022 - 09:37 pm)
(Recensione modificata il 06/05/2022 - 09:37 pm)

Nuovo recensore

Heylà, è la prima recensione che sento il bisogno di scrivere, e sì che non sono una che commenta poi tanto nelle storie altrui.
Mi sono fiondata a leggere questa oneshot perché mi ha incuriosito un sacco il titolo. Sono facilmente impressionabile da cose introspettive, parallelismi e cose di questo genere. Ho trovato molti significati possibili in questa storia che hai scritto, mi è piaciuta moltissimo per questo. Di certo scuote e fa riflettere, molte parti mi hanno fatta trattenere il respiro dallo splendido uso delle parole e dal possibile significato che potevano trasmettere.
Sono una patita di simbologie e queste futili cose arcane, quindi la scena dei pastelli gialli vicini all'essere del tutto consumati mi ha fatto stravedere per il tuo stile. Il giallo è uno dei pochi colori che non possiede tanti aspetti negativi nella sua simbologia (almeno da quanto ne so io), mentre il grigio e il nero rappresentano tristezza o il male. Quella scena, secondo me, rappresenta perfettamente com'è crescere. La gioia finisce e il mondo adulto ti accoglie con regole, obblighi e molta altra roba che ti immobilizza.
La scena del fabbro con la lapide che chiede tutti i giorni il nome alla protagonista mi ha inquietata enormemente. Ma dopotutto la vita da adulti viene vissuta quasi costantemente con la paura della morte e della fine in generale, l'ho trovata una similitudine davvero azzeccata, mi ha fatto venire la pelle d'oca.
Il pagliaccio che chiede "chi puoi essere?" alla protagonista mi ha invece riportata alla realtà. Non sempre si può essere chi si vuole ed è una cosa importante da sapere nel mondo adulto.

Insomma, non voglio stare qui a spiegarti il tuo stesso scritto, ma davvero mi ha scossa positivamente nel profondo. Presto o tardi leggerò altre tue opere perché questa l'ho enormemente apprezzata in ogni sua parte. Continua a scrivere perché sei davvero una maga in questo ^^

Nuovo recensore

Come promesso, ho sfruttato il primo momento utile per gettarmi nella lettura di una delle tue storie…e c’era solo l’imbarazzo della scelta. Alla fine, ho deciso di affidarmi al buon saggio metodo “quale titolo è più bello”? E dunque, stilando una classifica sulla cui professionalità ti intimo di non dire nulla, ho aperto questa piccola MERAVIGLIA.
Sarà che mi era mancato leggerti, sarà che quello che ho letto mi ha fatto salire un brivido su per la schiena, sarà che arrivata alla fine ho scrollato lo schermo con il dito e speravo ci fossero altre duecentomila-e-un-numero-che-vuoi-tu-basta-sia-infinto parole, sarà che ho letto tutto daccapo due volte di fila…non lo so perché, so solo che è stata un’esperienza di lettura davvero, davvero bella. E dunque, grazie.
Non sapevo se la malinconia e le lacrime che permeavano le tue storie un po’ di tempo fa si fossero esaurite, ma sono stata schifosamente felice di sapere che non è andata così. Ok, in realtà se ci pensi bene è un discorso leggermente inquietante e disturbante, dal momento che, essendo già la vita così pesante di suo, forse sarebbe meglio dedicarsi alla lettura di qualcosa di leggero e spensierato nel “tempo libero”. Però, le cose tristi mi affascinano troppo e quando si va a scavare a fondo nelle esperienze più dolorose dell’esistenza…mi hai presa all’amo. Ecco, con una premessa del genere sono subito rientrata nel target di questa storia. (Vabbè, se poi volessi scrivere una roba super comica sappi che, già solo per il fatto di essere uscita dalla tua tastiera, io la leggerei e amerei sicuramente).
Forse dovrei inserire la storia tra le preferite e aspettare domani, a mente fresca, per fare una recensione più seria, mettendo in ordine i pensieri e le parole, ma sono ancora troppo stregata da ciò che hai scritto e boh, sento che non potrei farcela a rimandare di ventiquattro ore. Quindi, perdona questa cosa in stile flusso di coscienza che James Joyce levate proprio.
 
Inizierò con il dire che, molto probabilmente, ho interpretato il testo in modo sbagliato o meglio, magari non nel modo che intendevi tu. Affermazione strana, te lo concedo, ma credo che abbia un suo senso. Infatti, una storia come quella che hai scritto, con i sottotesti e le cose dette e non dette e gli accenni a situazioni ed eventi, si presta per natura a interpretazioni diverse rispetto a quelle dell’autore. Poi non so, magari non è affatto vero, tutto questo discorso è inutile e siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Ma mi sembrava corretto fare una piccola premessa del genere, dicendoti che quando questo accade per me è sempre bello. Cioè, per me come autore, quando scrivo qualcosa e chi la legge ne ricava emozioni e significati a cui non avevo neppure pensato, è una cosa che mi piace; sono riuscita a entrare nel cuore di qualcuno con parole in cui si è trovato alla perfezione anche se per me volevano significare altro. È tutto molto contorto, ne sono pienamente consapevole, ma ti avevo già avvertita di una tale eventualità e spero lo stesso che il nocciolo del discorso sia arrivato, almeno un poco.
 
Tornando al testo, la tua è una scrittura che ti afferra e ti costringe a guardare e leggere. Ti tiene incatenato alla pagina, insomma, fino alla fine. In questo caso, poi, l’andamento delle frasi con questo poetico ha aggiunto un pizzico di vera magia. Quasi come se si trattasse di una canzone in sottofondo alle scene che venivano presentate, di volta in volta.
 
Scene che ho adorato tutte, sul serio. Se dovessi scegliere la mia preferita dire la prima. O forse quella con il Pagliaccio (ed è subito stato: Pirandello, ci sei anche tu?). O forse quella con il Fabbro. O forse l’ultima. Ahhhh, che scelta difficile. Faccio prima a evitare la scelta, ho capito. Perché sceglierne una sola quando puoi averle tutte?
A parte questo, la parte finale mi ha colpita molto, con questo tempo che scorre inesorabile e la volontà di recuperare dalla memoria le Sfumature Delicate del Sole. Davvero, non avresti potuto scrivere una fine migliore, dopo esserti soffermata tanto nella prima parte su qui colori dalla punta gialla che stanno ormai per finire, mettendo in campo un artificio da narratrice provetta, non c’è che dire.
Riportarti, azione per azione, quello che ho provato e pensato leggendo credo sia inutile. Non resta che inchinarsi davanti alla tua bravura perché le parole che hai usato tu sono quelle che bastano, sono sufficienti e precise e aggiungerne altre (chiamate anche riflessioni) sarebbe del tutto dimenticabile.
 
Quindi niente, aggiungo solo BRAVA, BRAVISSIMA.
Tornare sul tuo profilo è stato bellissimo.
Giudizio: promossa a pieni voti.
 
A presto!