Recensioni per
Colpevoli
di _itsfrannie

Questa storia ha ottenuto 6 recensioni.
Positive : 6
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
12/05/22, ore 07:44
Cap. 2:

Ho letto la poesia con godimento, lo stesso godimento estetico con cui si guardano le pennellate di un quadro o la fotografia di un film. Hai messo molto dentro ai tuoi versi, ci hai giocato dentro con la fantasia.
La prima strofa è un continuo ripetere, lento, come un tergiversare prima di venire al dunque. Tieni gli occhi bassi, mare e terra. Hai paura di guardare verso l'alto, al cielo o alle stelle, hai bisogno di stabilità. Ma il meccanismo non va avanti a lungo, si inceppa sull'anima.
E qui cambia il ritmo, parte uno sfogo fatto di rime serrate. Versi sempre più veloci e più lunghi fino al pianto.

Interessante quello scambio di ruoli fra anima e corpo. Il corpo che a me suggerisce imperfezione, degrado, godimenti troppo improvvisi e troppo fugaci, contrapposto all'anima che mi parla di eternità e immensità e felicità. Anche il titolo sembra suggerire lo stravolgimento della preghiera.

L'ultima parola non lascia spazio ad interpretazioni ottimistiche: "pianto". Talmente interiorizzato che viene fuori dalla bocca.
Mi sfugge, malgrado l'intensità dell'acquazzone, un lieve sorriso.
Oggi espiri, domani inspiri.
Siamo bambini sull'altalena, i nostri umori esposti agli alti e bassi della vita.
L'importante è proprio quel "sentire sempre troppo tutto quanto". Fa male e fa bene allo stesso tempo.
Non vogliamo che l'altalena si fermi, no?
Oggi spingo io per farti andare più su, domani spingi tu. Nella poesia.
Un abbraccio.

Nuovo recensore
11/05/22, ore 19:34
Cap. 2:

Questa volta il dito è puntato sull'anima. È un dito particolarmente minaccioso.
Al tempo stesso c'è però il riconoscimento di quest'anima – per quanto «stronza e prepotente» – che a mio avviso non è scontato.
L'anima che non ti risparmia nessuna sensazione e anzi alimenta il tutto, rendendolo insopportabile. Forse gli elementi citati nella prima strofe possono conciliare un animo ipersensibile, l'animo del poeta, con la loro pace e stabilità; quanto al corpo, esso ti sorregge ed è sempre in collegamento e in simbiosi con il tuo io.
L'anima lo sa quando è il momento di cambiare, perché le crisi sono questo, l'impellente bisogno di un cambiamento. Per questo è importante ascoltare il suo grido.

Come sempre una poesia intensa e suggestiva. Complimenti!

Un abbraccio

Nesia

Recensore Veterano
05/05/22, ore 09:17
Cap. 1:

Ciao Francesca.
Le poesie ermetiche sono le mie preferite.
Si prestano anche a differenti interpretazioni, che è una cosa bella a mio parere.
Io credo che tu ti trovi in quella situazione in cui un piccolo contatto con un altra persona (o altre persone) ti rende particolarmente felice, al punto da consentirti di evadere mentalmente da alcune difficoltà che distraggono la tua serenità.
Ma ciò che vede qualcun altro non è ciò di cui stai beneficiando in questo momento ma ciò che non hai ancora perseguito e/o ottenuto fino ad ora, che magari ti consentirebbe di spezzare il ruggine catenaccio.
Invidia.
Invidia di non essere capaci di gioire, come invece tu stai facendo.
I miei complimenti.
A presto
Roberto

Recensore Master
05/05/22, ore 07:03
Cap. 1:

È sempre difficile, quando si butta giù una poesia, scrivere l'inizio e la fine.
Qui te la cavi egregiamente.
Scrivi qualcosa di circolare, una sorta di festone a forma di ghirlanda: bello "una festa l'abbraccio".
È fatta con poco ("poco mi basta") ma di grande effetto.
I primi due versi decidono le due rime: "testa" con "lesta", "abbraccio" con "catenaccio".
Ed ecco che gli occhi della fantasia si spostano dal fresco addobbo alla porta su cui sta appeso con equilibrio precario.
È una porta invecchiata, ormai incapace di girare sui cardini, incancrenita dalla presenza degli "altri".
"Giudizio da un esercito di paraocchi", tre parole, tre concetti: voler classificare a tutti i costi, voler fare opposizione e violenza, non sforzarsi di uscire dall'ottusità.
Non avrei voluto leggere le ultime due parole: "chiusura eterna".
Coraggio! Le porte decrepite si abbattono spesso facilmente con una spallata!
Poesia piaciutissima.
A chiusura, "una festa l'abbraccio" 😊

Recensore Master
04/05/22, ore 22:03
Cap. 1:

Ci ho visto delle note prima felici, come in quel ''in una festa d'abbraccio, poco mi basta'', una sorta di contentezza. Poi quell'esercito di paraocchi, il che emana un immagine davvero interessante e singolare, che ''fissa la porta alla chiusura eterna.'' Forse, io l'ho interpretata così, chiusura eterna nel senso che il pubblico giudicherà sempre quello che facciamo, nonostante tutto.

Ma, nonostante tutto, questa è comunque una grande poesia, da leggere e rileggere;

AP.

Nuovo recensore
04/05/22, ore 19:27
Cap. 1:

Mi piace quando una poesia inizia con una 'E': offre un senso di continuità, è come se portasse con sé qualcosa, un vissuto.
Soprattutto, amo molto la sonorità che risalta il contenuto del testo. Mi riferisco ai numerosi suoni forti e duri, enfatizzati dalle rime e dalla consonanza. Poi, quell'esercito cieco paragonato a un «catenaccio»; infine, la sentenza, che rimbomba proprio come una porta che si chiude lentamente, in una sala immensa... Questo è ciò che immagino quando leggo quell'ultimo verso, veramente affascinante.
Ma credo sempre in un'apertura, malgrado qualunque colpevolezza, altrui o personale.

Complimenti! Una bellissima poesia.

Nesia