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Autore: Antony_    27/08/2012    5 recensioni
La mia storia inizia da una sfida.
Sfida che, stupidamente, ho accettato una noiosa mattinata di scuola.
Con la mia compagna di banco.
Ora che ci penso, quasi tornerei indietro. Quasi.
Avevo promesso qualcosa di pericoloso, estremamente pericoloso e avevo giurato che avrei combattuto per ciò in cui credevo, quello che propriamente, la maggior parte delle persone chiama il proprio ideale, comunque, avrei combattuto e, se fosse stato necessario, sarei morta.
Promessa da coglioni, vero? Me ne accorgo ora, ma ora è troppo tardi.
Genere: Azione, Romantico, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Capitolo 3

Quel giorno uscimmo da scuola entrambe tranquille e serene. Un patto tra adolescenti che sarebbe andato presto sfumato, o così pensava la prof. Ma nessuno di noi, tantomeno io e Cloe avevamo preso alla larga quella sfida. Io dovevo vincere, nonostante fossi il capo della minoranza.

Negli animi più forti si nascondono i cuori più caldi.

Che vuol dire? Coloro che sono visti da tutti come delle rocce, come qualcuno che non può essere abbattuto con le parole sono coloro che hanno più a cuore le loro cause e che com­batterebbero fino alla morte per quelle.

Le persone che paiono deboli è, invece, perché dei loro pensieri non gli importa granché.

Io e Guido eravamo i cattivi, l'idea sarebbe cambiata.

 

Intanto una storia d'amore stava per nascere e niente l'avrebbe intralciata. Niente.

-Usciamo oggi? I compiti ancora non ce li hanno dati, fortunatamente- mi chiese Guido.

-Certo, senti secondo te gli potrei piacere?- chiesi io scrutandolo

-A chi?- Dovevo dirglielo? Avevo quella stupida cotta dai tempi della fine della prima su­periore e ora ero a inizio della quarta. Ero uscita con altri ragazzi, ma li lasciavo veloce­mente, ora però, sembrava che lui mi notasse finalmente. Sì, glielo dico.

-Parlo di Diego...-

Mi guardò come se avesse appena ingoiato un insetto.

-Fai un po' pena con quella faccia- dissi io alzando un sopracciglio.

-Cazzo... beh, sì che gli puoi piacere...- dalla sua espressione notai che sapeva qualcosa. Sono sempre stata molto brava nel cogliere anche i più piccoli particolari. Cosa che non mi dava eccessive soddisfazioni per via di tutti i film mentali che mi facevo su uno sguardo troppo lungo o un occhiolino troppo amichevole. Ma che mi avrebbe fatto molto comodo in futuro.

-Cosa sai?-

-Ma come...-

-Parla!-

-Non posso... ma ti prometto che presto saprai-

-Gli piaccio?!- domandai tutta eccitata.

-Non è sempre come la pensi tu, Ronny...-

-Guido!-

-Non ti dirò niente!- e scappò via. Probabilmente andava a prendere la sua ragazza dell'u­niversità, eh eh.

Vidi una cresta colorata allontanarsi e scomparire subito dopo l'altissimo e magrissimo cor­po.

Con la coda dell'occhio notai Diego.

Quanto era... affascinante. Incredibilmente. Quanto ero cotta. Il mio orgoglio non permet­teva simili sballate per un ragazzo che non mi filava da anni.

Mmm... alto, vestito con all star, un paio di jeans e una T-shirt, allenato come mai il corpo asciutto e quasi adulto era per me un'attrazione irresistibile.

I capelli scuri tenuti un po' su con il gel e gli occhi neri... ah quegli occhi, sembrava di esse­re catturati dalla notte guardandoli. E lui, sempre pronto a scherzare, a prendere in giro, a ribattere. Un carattere difficile, molto. Uno stronzo l'avrebbero definito molte. Uno che usa le ragazze. Mi ero irrimediabilmente innamorata di uno stronzo.

-Ronny!!- mi venne incontro con un sorriso. Le farfalle cominciarono a svolazzare nella mia pancia.

-Ciao, Diego, come va, sempre fidanzato o te la sei presa una pausa da quelle puttanelle?- (notare il mio marcato sarcasmo e il mio scattare sulla difensiva)

-Non sono puttanelle e Francesca era molto simpatica- ribatté.

Ah caspita, ma chi se ne frega di Francesca, io amo te, ma quando lo capirai?

-E tu? Quanti ragazzi hai trovato che svenivano per te quest'estate?- la sua era ironia, non sarcasmo e per mio eterno rimpianto sembrava seriamente interessato.

-Un po'... ma non me ne piaceva nessuno-

-Da quando ti sei lasciata con Fabio è sempre così- Stupido! O non capisci che di quello non ricordo nemmeno il cognome o sei stupido davvero.

-Perché ci siamo messi a parlare dei miei ex tutto d'un tratto? Com'è andata l'estate?-

-Niente di che e tu?-

-Niente di che-

Tutti e due volevamo dire 'perché non c'eri tu', ma nessuno dei due lo fece in quel momen­to.

-Oggi la classe esce, ti va di venire?-

-Dove andate?-

-Ai pontili, fuori città, è bellissimo-

Lo so, ci ho passato tutta l'estate con Guido...

-Allora vieni?- mi stava invitando? Oddio! Calma, Ronny, finto disinteresse.

Ma prima che aprissi bocca mi disse.

-E potremmo anche andare al parco e mangiarci una piadina, poi ci andiamo insieme con la mia moto... se vuoi!- si affrettò ad aggiungere.

Aveva tenuto gli occhi bassi per qualche secondo? Ero rimasta imbambolata. Mi riscossi.

-Sì, certo- stavo sorridendo troppo, coprii i denti con le labbra in un pudico sorriso.

Stavo finalmente uscendo da sola con lui, dopo 2 anni e un'estate!

Non mi ero mai sentita talmente felice, mai, con nessuno. 

   
 
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