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Autore: Rosmary    25/04/2018    15 recensioni
{Prima classificata e vincitrice dei premi Pathos Mary, Universal e Katatonia al contest “Flashiamo! – Mary Special Edition” indetto da Mary Black}
S’erano sorrisi prima ancora di guardarsi, come mossi da un istinto primordiale che non conosceva ragione. Questo era stato il loro peccato più grave e, al contempo, il più grande dono che il Fato aveva offerto loro.
“Sei Dorcas Meadowes, non è così?”
“E tu sei Rosier... quel Rosier.”
“Evan. Per te sono Evan.”
Genere: Drammatico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Dorcas Meadowes, Evan Rosier
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate | Contesto: Malandrini/I guerra magica
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I personaggi presenti in questa storia sono proprietà di J.K. Rowling;
la storia è stata scritta senza alcuno scopo di lucro.




 

Come mulini a vento

 

S’era sempre considerata immune a tutto – sensazioni emozioni follie –, finché non s’era imbattuta in lui, un costruttore di mulini a vento.
In tanti ne avevano decantato le gesta, dicevano fosse un mostro – amorale cinico spregiudicato –, e lei aveva bevuto quei poemi certa che fossero intrisi di verità.

Sei Dorcas Meadowes, non è così?”
E tu sei Rosier... quel Rosier.”

Evan. Per te sono Evan.”

Evan aveva lo sguardo di una lupa affamata e il sorriso obliquo di una iena, Dorcas lo aveva temuto sin dal primo istante – un incontro fortuito: lei affaccendata tra le scartoffie del Ministero, lui annoiato dalle moleste missive di Alastor Moody. S’erano sorrisi prima ancora di guardarsi, come mossi da un istinto primordiale che non conosceva ragione.

Moody sospetta di te.”
È un insetto tra i tanti.”

Dice di avere delle prove.”
Non può provare ciò che non esiste.”

Dorcas possedeva lo sguardo glaciale di una mantide insoddisfatta e il sorriso pretenzioso di una lonza, Evan l’aveva scorta in un branco di Auror – uno scrutatore indesiderato: lei dritta e indolente, gli altri scuri in volto e angosciati. Aveva maturato da subito la convinzione che Dorcas fosse un gioiello splendente gettato inavvertitamente tra i rifiuti.

Non credi che io sia innocente?”
Si dicono molte cose di te, Evan, ma non che tu sia innocente.”

Questo accade perché presti orecchio alle fandonie degli stolti.”
Moody non è uno stolto, la stolta sono io che spero nella redenzione di un assassino.”

S’erano amati senza chiedere il permesso a nessuno – notti albe tramonti giorni –, dimentichi che il dazio di un amore insano potesse essere quanto mai elevato.
Evan, disgraziatamente per Dorcas, s’era rivelato ben diverso dal mostro dei poemi. Non era il sangue ad animarlo, ma un folle ideale di libertà per la razza dei maghi, da secoli costretta a vivere in incognito a beneficio dei babbani, gli impuri egoisti. Dorcas rabbrividiva di terrore quando lui le parlava – repulsione e amore guerreggiavano strenuamente, e annientavano lei.

Dovrei denunciarti, io ho davvero le prove di quello che sei.”
Il Marchio non brucia quanto il tradimento, attenta a ciò che dici, Dorcas.”

Non minacciarmi.”
E tu scegli me.”

Trecentosessantaquattro giorni e due ore di relazione clandestina – un’eternità. Dorcas s’era così abituata agli occhi diffidenti dei giusti che aveva tinto i propri di gelo. Una mattina, però, la maschera s’era sgretolata tra le sue dita, perché Moody aveva finalmente le prove della colpevolezza di Evan.

Dobbiamo fuggire.”
No, non posso.”

Invece puoi. Avvisandomi hai già tradito, hai già scelto i Mangiamorte.”
Ti sbagli, amore mio. Io ho scelto te.”

Un ultimo bacio, abbraccio, respiro prima di ingannarlo con un assenso bugiardo, in cui lui – innamorato – aveva creduto.
Evan l’aveva rivista riversa in terra ai piedi di Voldemort, che divertito gli aveva raccontato di come la folle lo avesse apertamente sfidato – una suicida. Evan era allora caduto in ginocchio dinanzi a quello che di lì in avanti sarebbe stato l’assassino da distruggere o lo sporco pretesto per chiamare a sé la morte.

*

Evan, cosa faresti se Tu-Sai-Chi mi uccidesse?”
Ti vendicherei.”

E se questo non fosse possibile?”
Mi farei uccidere e tornerei da te.”






 


NdA: la storia è stata scritta per il contest Flashiamo! – Mary Special Edition indetto da Mary Black. Si è classificata prima a parimerito nella classifica dei partecipanti.
Ho ambientato il racconto durante la I guerra magica, Evan e Dorcas sono già adulti e rispettivamente Mangiamorte e membro dell’Ordine. In più, in questa storia ho voluto che Dorcas fosse anche un Auror al servizio di Moody (che come sappiamo sarà colui che ucciderà Evan), il quale nel mio racconto ha subodorato il coinvolgimento di Evan nei Mangiamorte ed è alla disperata ricerca di prove a sostegno della sua accusa – tutti sanno, infatti Dorcas conosce Evan “di fama”, ma nessuno è ancora riuscito a provarlo, un po’ come accade con Lucius Malfoy. La conclusione è un richiamo alla sorte di Evan, che preferirà morire piuttosto che arrendersi e farsi arrestare. Lei, invece, sceglie la morte perché non può più vivere: abbandonare lui o tradire i propri ideali? La mia Dorcas “sceglie di non scegliere”. In tal modo ho cercato di incastrare il fanon nel canon!
Ho inserito nel testo dei riferimenti letterari: i mulini a vento sono un richiamo al Don Chisciotte di Cervantes, che da un lato simboleggiano l’ineluttabilità del destino, che non può essere né cambiato né fermato, e dall’altro una sfida idealizzata ma persa in partenza – i protagonisti sono quindi Come mulini a vento perché sono in balia del Fato che li ha voluti innamorati, malgrado questo amore sia “insano” considerando gli schieramenti reciproci; ed Evan è un costruttore di mulini a vento perché il suo ideale in fin dei conti non è quello di Voldemort, e quindi a suo modo combatte una battaglia persa in partenza, un sogno irrealizzabile. Altri riferimenti sono alla Commedia di Dante: la lupa e la lonza, associati rispettivamente a Evan e Dorcas, a simboleggiare i peccati che li conducono alla rovina: cupidigia e lussuria, che tramutano poi in un amore senza futuro. A Evan associo anche la iena perché è un animale incompreso, stereotipato come negativo e approfittatore; mentre a lei associo la mantide per ossimoro: appare ciò che non è, ossia padrona del gioco in amore.
Questo è quanto! Generalmente non inserisco note così corpose, alle volte sono del tutto assenti, ma in questo caso le ho ritenute utili. Grazie a chiunque ha letto la storia (e magari anche le note), spero che la lettura sia stata all'altezza delle vostre aspettative.
Alla prossima

 

 
   
 
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