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Autore: AlysSilver    11/09/2020    0 recensioni
La Raimon Junior High ha appena vinto il torneo cammino imperiale, sono tutti euforici ma non sanno cosa sta per accadere, d'un tratto il calcio sparisce e toccherà alla Inazuma sistemare tutto. Due storie paralle, Alex una ragazza tutta calcio e amici, Simeon un ultraevoluto, il capo della New Gen, nate sotto la stessa stella che grazie alla Inazuma si incontreranno.
Genere: Avventura, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Mark/Mamoru
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Avevo sempre avuto addosso la sensazione di essere fuori posto, sia quando ero in famiglia che con gli altri. Come se il mio cuore sapesse che il vero luogo in cui dovevo trovarmi fosse un altro. C’erano solo due persone, però, che erano in grado di farla passare, Gabi Garcia e Riccardo Di Rigo, i miei migliori amici. L’inizio delle scuole medie era stato un toccasana da quel punto di vista. Già dal primo anno avevo cominciato ad aprirmi con i ragazzi del club di calcio della Raimon, la squadra per cui giocavo, ma il cambiamento definitivo era arrivato forse solamente con gli eventi appena trascorsi. Ricordavo ancora perfettamente quell'euforia nel momento in cui i festoni vennero giù dal cielo e Arion alzò quella mitica coppa avvolta dalla fascia da capitano. Giocavo in attacco insieme a Victor Blade ed insieme eravamo stati nominati la miglior coppia d'attacco del torneo; infatti, nessun portiere era in grado di parare i nostri tiri combinati. Dovevo ammettere che ci avevamo messo molto a raggiungere quel livello. Non avete idea di quante nottate avevamo passato ad allenarci per diventare perfetti. Però alla fine l’impegno premiava sempre e ne era valsa la pena di tornare a casa con tutti quei lividi. Quando prendevo a calci un pallone mi sentivo finalmente libera e a mio agio, come se per la prima volta fossi davvero nel posto giusto. Per tutti i quattordici anni della mia vita, ero stata semplicemente considerata o come Alexandra Wolf, la figlia dell'ambasciatore, oppure come il genio, mentre con la divisa della squadra addosso ero la "Regina del cielo", con il suo incredibile gioco acrobatico. La vita procedeva tranquilla e monotona dopo la fine del campionato. Il capitano ed io eravamo partiti da Tokyo per insegnare ai bambini di tutto il paese a giocare a calcio, mentre gli altri erano rimasti in città a godersi la vittoria. Un giorno, però, accadde qualcosa di strano, il club di calcio della scuola scomparve nel nulla come se non fosse mai esistito. Il problema era, però, che noi eravamo appena tornati dai tre mesi come girovaghi e non sapevamo niente di ciò che era accaduto.

-Non vedo l'ora di rivedere tutti i nostri amici!- Disse Arion guardando il cancello della Raimon. Cavolo se era euforico. Continuava a saltellare di qua e di là come un canguro. E, se dovevo essere sincera, iniziavo ad aver voglia di abbatterlo. Non era normale avere tanta energia in corpo e se lo dicevo io, un’iperattiva, qualcosa doveva pur significare.

-Sono totalmente d'accordo non hai idea di quanto mi manchino Riccardo e Gabi, però ora fermati un attimo.- Diede ascolto all’ultima parte della frase? Ovviamente no.

-Immagino. Su forza raggiungiamo la sede del club!- Senza concedermi la minima possibilità di ribattere all’affermazione, iniziò a correre nella sua direzione. Successivamente gli studenti assistettero all’omicidio del ragazzo. No, non era vero, lo avevo fatto solo nella mia testa.

-Ehi! Aspettami!- Spostai i capelli dietro le spalle e controllai che la ciocca bianca, messa a mode di cerchietto, fosse abbastanza salda per quello che stavo per fare. Morale della favola, finii per ritrovarmi ad inseguirlo nel bel mezzo del giardino della scuola con gli occhi di tutti puntati addosso. Che bello cominciare così la mattinata, proprio un toccasana. Si percepiva l’ironia? Io lo speravo.

-Siamo tornati!- Esclamammo insieme non appena varcato il portone d’ingresso al campo interno. La risposta, però, non fu quella sperata, bensì:

-Scusate e voi chi sareste?- Ci domandò un ragazzo alle nostre spalle. Era vestito con una divisa da basket e ci guardava come se non ci avesse mai visto prima. Ok, non pretendevo che tutti ci conoscessero di persona, ma almeno di faccia. Insomma, non avevamo vinto proprio un torneo da niente e in più avevamo compiuto una rivoluzione che era addirittura finita sui giornali.

-Il mio nome è Alexandra Wolf, mentre lui è Arion Sherwind e stiamo cercando la sede del club di calcio, visto che a quanto pare è stata spostata.- Risposi, anche se in modo molto meno diplomatico di quando volessi. Tendevo a perdere in fretta la pazienza quando cercavo delle risposte alle mie domande.

-State scherzando vero? Alla Raimon non esiste nessuna associazione del genere.- Disse in modo al quanto brusco.

-Cosa!- Urlammo di rimanda. Sfortunatamente prima di riuscire ad ottenere altre informazioni utili venimmo sbattuti fuori. Leggermente scioccati decidemmo di iniziare le ricerche di qualche viso amico. Tutto sembrò essere stato vano, finché non incontrammo Riccardo nel vialetto che conduceva ad uno degli edifici laterali. In quel momento mi parve di sognare. Non ero mai stata così felice di vederlo come in quel momento.

-Riccardo che bello ti abbiamo trovato! Senti penso che qui qualcuno voglia farci un brutto scherzo, perché dicono tutti che non esiste una squadra di calcio alla Raimon?

-Alexandra che piacere rivederti, sono anni che non ci vediamo e lui chi è un tuo nuovo amico o magari il tuo ragazzo? Comunque ti rispondono così perché è vero.- Appena pronunciò le parole tuo fidanzato noi due ci guardammo inorriditi. Ok, se questo era un piano per farci prendere un colpo, non era divertente. Mi confondeva, però, ancora di più il fatto che mi aveva chiamata con il mio nome per intero, non lo faceva mai.

-Dai piantala di prendermi in giro, ci allenavamo insieme tutti i giorni fino a tre mesi fa e comunque lui è Arion il capitano della nostra squadra, come fai a non riconoscerlo!- Le cose ora erano due o a Ricky dovevano dare il premio come miglior attore dell'anno o stava succedendo qualcosa di strano da quelle parti.

-Forse sei tu che ti stai confondendo, noi non ci vediamo da quando avevamo undici anni e tu ti sei trasferita in India per il lavoro di tuo padre. Non gioco da allora e ti ripeto che non conosco questo tipo. Io faccio parte del club di musica e ora scusami, ma non ho proprio tempo di rimanere a chiacchierare con te. Ci vediamo in giro!- E, lasciandoci così a bocca aperta, se ne andò. Avevo effettivamente trascorso l’ultimo anno delle elementari all’estero, ma poi ero tornata per rispettare la promessa che ci eravamo fatti di frequentare questa scuola ed indossare la maglia dei nostri idoli. Tutto questo non aveva il benché minimo senso logico. Armato della sua solita caparbietà, quel matto del mio compagno d’avventure decise di farmi fare tutto il giro dell'istituto alla ricerca di tutti gli altri ragazzi. Riassumendo la storia in poche parole, incontrammo ognuno di loro, però senza successo. Ci dissero infatti la stessa cosa del virtuoso, ovvero che non avevano mai fatto parte di nessun club di calcio.
Essendosi fatta oramai sera decidemmo di raggiungere il campo al fiume per fare due tiri. Esisteva davvero un motivo razionale perché un’intera squadra perdesse la memoria di punto in bianco? Secondo me no. Avevamo davvero bisogno di distrarci. Purtroppo, però, quella pace durò poco. Uno strano tipo si avvicinò porgendoci questa domanda:

- Voi siete Alexandra Wolf ed Arion Sherwind? 

-Sì, siamo noi e tu chi sei?- Rispose il mio amico senza riflettere un momento. Ma insomma la prima regola se si dovesse avvicinare uno sconosciuto, che ti chiede se sei la persona che cercava, era quella di dire di no.

-Io sono Alpha ed la mia missione e cancellare il calcio.- Proclamò in tono fermo il nostro, a quanto pare, nuovo nemico. Possibile che non ci fosse mai un attimo di quiete? Sconfiggevamo una minaccia e subito dopo ne appariva un’altra.

-Cosa e perché mai lo vorresti fare?

-Ora non ho tempo di spiegare è ora di eliminarlo per sempre dalla vostra vita.- Senza poter avere neanche il tempo di controbattere ci colpì con uno strano pallone colorato. In pochi secondi ci trovammo su una spiaggia e questa volta insieme al ragazzo c'erano altri dieci giocatori. Cominciarono a tirarci pallonate addosso, anche se non li avevamo mai visti e non avevamo la benché minima idea di cosa gli avessimo fatto. Cercammo in tutti i modi di ribattere le pallonate, ma prendemmo tante di quelle botte che alla fine non sentivamo più dolore da nessuna parte. La tortura durò diversi minuti, finché un ragazzo con i capelli verde fosforescente non bloccò un colpo e si presentò dicendo:

-Il mio nome è Fey Rune e devo proteggere il nostro amato sport. Non vi permetterò di far del male ad Arion e ad Alexandra.
   
 
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