Serie TV > Sherlock (BBC)
Segui la storia  |       
Autore: coopercroft    04/05/2021    0 recensioni
Laura Lorenzi si trasferisce Londra per specializzarsi in patologia forense. Il suo tutor Molly Hooper le farà conoscere i suoi amici di Baker Street, dove alloggerà per la durata del tirocinio.
Uno in particolare la colpirà per sua freddezza e solitudine: Mycroft Holmes.
Percepirà di condividere con lui una “solitudine elettiva”, che li legherà entrambi e li porterà a sostenersi reciprocamente, soprattutto quando Mycroft, dopo un rapimento, tornerà straziato nel corpo e nella mente. Insieme dovranno superare le ferite fisiche di lui e il passato doloroso di Laura che tornerà prepotente in superficie.
Genere: Angst, Introspettivo, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: John Watson, Mycroft Holmes, Nuovo personaggio, Sherlock Holmes
Note: Missing Moments, What if? | Avvertimenti: Tematiche delicate
Capitoli:
 <<    >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

 

La mattina seguente mi svegliai presto, con la sensazione di sentirmi bene. Indossai i miei soliti jeans e una maglietta di cotone bianca con degli inserti colorati, ma decisi d'infilarmi anche un pullover leggero azzurro, visto il tempo incerto.

Scesi di sotto e non ci trovai nessuno. Solo un biglietto appeso al frigo che mi avvertiva che erano usciti con Rosie a fare delle commissioni. John gentile come sempre, mi aveva lasciato la colazione pronta.

Entrò la signora Hudson con le borse della spesa e l'aria trafelata.

"Laura, ancora a casa? Ti credevo già al lavoro." Appoggiò i suoi acquisti in cucina e si lasciò cadere sulla sedia.

"Sono sempre in ritardo, ha ragione. Ha bisogno di aiuto?" Mi mostrai disponibile mentre mangiavo un biscotto zeppo di marmellata. Lei si avvicinò con gli occhi curiosi, mi studiò giusto un attimo.

"No, ragazza mia. Piuttosto come è andata ieri sera, con quel pezzo di marmo di Mycroft?

Sbuffai avvilita per il poco feeling che aveva con Holmes. "Via signora Hudson, le assicuro che non è un uomo freddo quando vuole." Mandai giù un sorso di tè per non strozzarmi.

"Ecco per l'appunto dovrebbe sciogliersi un po'. Ma con tutti e più spesso." Sentenziò come un verdetto finale.

Le toccai la mano che stava togliendo poche briciole dal tavolo. "Lo farà prima o poi, ma cerchi di non prendersela troppo con lui." Storse le labbra, poco convinta. "Uhm, lo farò se lui diventerà gentile."

Le diedi due colpetti sul braccio. "Vedremo signora Hudson, in tanto prendiamolo per quello che è. Ora vado, speriamo che non mi sgridino per il solito ritardo."

Uscii dandole un bacio in fronte, e mi precipitai in strada.

Arrivai al san Bart in tempo per salutare Molly, che stava uscendo. Mi anticipò la sgridata, ma la voce era gentile.

"Ti ho scritto tutto, l'ho messo sulla scrivania." Mi lanciò uno sguardo d'intesa. Laura, anticipa la sveglia al mattino."

Annuii agitando la mano in segno di scusa, poi volai in laboratorio. Naturalmente Holmes non c'era, come al solito spariva e di lui non sapevo più nulla. Non avevamo nemmeno l'abitudine di sentirci per messaggio, quindi era il buio completo.

Vidi le istruzioni di Hooper e cominciai a sbrigare il lavoro il più velocemente possibile.

Ogni tanto guardavo l'ufficio di Myc e mi dispiaceva vederlo vuoto. Mi sedetti alla scrivania e pensai amaramente che tutto il bello della serata se ne era volato via. Non capivo cosa lui provasse per me, non mi aveva dimostrato particolare attaccamento. Forse mi considerava semplicemente un passatempo da accudire di tanto in tanto.

Catalogai reperti e cartelle cliniche, e presto arrivò l'ora di pranzo.

Uscii rigorosamente sola, e andai nel bar di fronte al san Bart a mangiare il solito panino, che sbocconcellai mentre passeggiavo nei dintorni, ma sempre in posti affollati. Feci quattro passi in solitudine nella via che attraversava il quartiere, rimuginando del silenzio di Mycroft.

Rientrai mentre arrivarono all'obitorio due nuovi corpi, e una chiamata di Lestrade.

"Lorenzi, so che Molly è fuori. Ho bisogno di un rapido resoconto su uno dei corpi che è arrivato da te. Una donna uccisa malamente, credo torturata. Guarda se puoi dirmi qualcosa di più."

"Va bene, me ne incarico subito, puoi venire tra un paio di ore."

Le torture mi avevano già messo in agitazione. Ma dovevo affrontare subito la cosa, altrimenti non ne sarei mai uscita. Chiusi la porta dell'ingresso come mi aveva raccomandato Myc, ero sola ed era meglio essere al sicuro.

Indossai la tuta verde e cominciai il mio lavoro.

Data, età, sesso, morte presunta per....

Il povero corpo della donna, giovane caucasica, bionda, era stato seviziato. Ampi tagli nell'addome, non mortali, bruciature sul collo. I polsi erano stati fermati con delle fascette di plastica, erano riconoscibili perché lasciavano segni precisi. Le mancavano le unghie delle mani e dei piedi.

Molti ematomi, alcuni dovuti a pugni.

Era stata picchiata da nuda, ma non aveva subito violenza. La morte per ipotermia, emorragia interna. Non si sarebbe salvata anche se l'avessero trovata in tempo. Presi un lungo respiro, non era facile vedere una morte del genere. 

Mentre le guardavo il volto, mi incuriosì una striscia di bava rossiccia che le era uscita dal lato della bocca e si era rappreso. Sembrava colore. Aprii lentamente vista la rigidità cadaverica e ci trovai dentro un pezzo di mezzo centimetro di plastica semi rigido, di colore rosso.

Mi mancò il respiro.

Dio, sembrava un pezzo della copertina che avvolgeva le cartelle di Holmes. Presi un vetrino, appoggiai il reperto e andai rapidamente al microscopio elettronico.

Tremai mentre sospettavo qualcosa di troppo difficile da digerire.

Infatti la conferma era lì. Quello era decisamente un pezzo dei faldoni tanto misteriosi dell' Mi6, che consegnavo regolarmente a Holmes.

Ora era da capire perché lo avesse in bocca, forse lo aveva ingoiato dopo averlo strappato con i denti.

Quindi? Era un indizio che ci aveva lasciato o che altro? Se fosse stata torturata per quei fascicoli voleva farcelo sapere.

Ma non sembrava una donna comune, il corpo era sodo e allenato. Tornai dentro la sala e la studiai meglio. Aveva resistito alle percosse. E ne aveva date, le nocchie delle mani erano arrossate.

Nelle braccia tagli da difesa. Era forse un agente? E Mycroft c'entrava qualcosa? Coprii il corpo, e lo rimisi nella cella frigorifera, almeno per un po'. Mi decisi piena di risentimento, a chiamare Holmes. Presi il cellulare con le mani sudate.

Rispose al secondo squillo.

"Che succede Lorenzi? Sono in riunione." Era sorpreso, si irritò per il disturbo della chiamata, si fece freddo e impersonale come sempre, così esplosi al limite dell'esasperazione.

"Vedrai che ora lascerai la tua dannata riunione! Hanno portato un corpo qui, una donna bionda, giovane e atletica, che temo possa riguardarti." Non riuscii a trattenermi, la mia voce era tagliente.

"Scusa?" Sentii il gelo dall'altro lato del cellulare.

"Una donna morta per le torture, che aveva un regalo per te." Lo sibilai furiosa, non riuscendo a trattenermi. "Vieni prima che arrivi Lestrade. Credo sia roba vostra, Holmes. Non devo dirti altro, probabilmente ci arriverai da solo."

Non lo sentii nemmeno respirare. "Bene, arrivo. Non aprire a nessuno. Bada Laura, fai come ti dico."

"Mycroft, sei un bastardo! Non capisco chi tu sia veramente. Mi fai paura." Chiusi la chiamata.

Tornai in sala, sconvolta. Quanto valevano quelle cartelle? Quanto in pericolo mi trovavo? E se la povera donna era un agente, cosa rischiavo a sapere degli intrallazzi di Holmes?   

A

   
 
Leggi le 0 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<    >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Serie TV > Sherlock (BBC) / Vai alla pagina dell'autore: coopercroft