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Autore: MusicAddicted    09/05/2021    5 recensioni
AKA Le Avventure di JJ&KK!
Killgrave si incammina sul lungo e tortuoso sentiero della redenzione, tra uno scivolone e l’altro.
Jessica cerca di mantenerlo sulla retta via, tra un battibecco e l’altro.
Se volete farvi strada fra quintalate di fluff, situazioni tragicomiche e una spruzzata di romanticismo, siete i benvenuti ;)
Teoricamente sarebbe il sequel della miniserie ‘Stupid Christmas Time!’ … ma se volete la reader’s digest version: Kevin sta cercando di rigare dritto. Per lei. Sempre per lei.
Genere: Comico, Fluff, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Jessica Jones, Kilgrave, Malcolm Ducasse, Trish Walker
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno
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AKA: Drunk tiger
 

“Trish, da brava, te l’ho detto quando ti ho invitato da me che però avrei avuto parecchio da fare,” protesta Malcolm, seduto alla sua scrivania, tutto intento a studiare un caso, esaminando i fogli nella cartella uno a uno.

Difficile però mantenere la concentrazione se poi la sua ragazza inizia a fargli i grattini sulla nuca, uno dei suoi punti più sensibili.

“Trish…” la ammonisce lui nuovamente, “Devo capire che strategia attuare, quali sospetti interrogare prima…”

“Interroga me, posso essere io la tua sospetta,” gli si para davanti lei, con movenze feline, cominciando a slacciarsi i bottoni sul davanti del vestitino a rombi colorati che indossa. “Se fai le domande giuste, puoi estorcermi la verità… nuda e cruda.”

Dicendolo l’avvenente speaker lascia cadere l’abitino a terra, rivelando all’amato che sotto non indossa nient’altro.

Ecco la sorpresa che aveva in serbo per lui.

Davanti a quello spettacolo, la buona volontà del solerte detective aiutante va a farsi friggere, con lui che si alza dalla scrivania e famelico solleva Trish fra le sue braccia, portandola sul divano.

“Ho idea che farò un lunghissimo interrogatorio a questa sospetta così sexy!” la guarda con finta aria minacciosa lui, prima di baciarla.

“Non è che per caso hai in dotazione anche un paio di manette?” ridacchia la bionda, solleticata da un’idea maliziosa.

“Avrei dovuto fare l’aiutante di Costa per quello, non di Jessica… però posso sempre comprarne un paio di peluche per la prossima volta…” ammicca lui, sovrastandola, mentre lei fa scivolare le mani sotto la sua T-shirt attillata.

 

“Stavo o non stavo per condurre un interrogatorio? Allora, cara la mia indiziata, rispondi senza mentire,” mormora lui, chinandosi a baciarle il collo. “Quanto a lungo hai ancora intenzione di attendere prima di togliermi tutti i vestiti?”

Trish gli lancia uno sguardo carico di promesse, prima di armeggiare con i bottoni dei suoi jeans, impaziente.

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“Pare proprio che il lungo braccio della legge abbia fatto il suo corso!” commenta maliziosa una soddisfattissima Trish, rivestendosi, circa un’ora dopo.

Anche Malcolm fa lo stesso, per poterla accompagnare alla porta.

“Vieni a disturbarmi più spesso, tesoro, e la prossima volta porta delle manette,” la saluta lui con un ultimo bacio, aprendo la porta.

Proprio in quel momento le porte dell’ascensore si aprono e ai due sembra di vedervi all’interno un uomo elegante.

Sono certi che si tratti di una svista, ma quando l’uomo esce dalle porte hanno la definitiva conferma che si tratti proprio di Killgrave.

Forse non lo hanno riconosciuto subito perché una volta tanto non ha nessun indumento viola, ma ha optato per un completo nero, con una camicia bianca che crea contrasto e una cravatta nera.

Trish e Malcolm fanno la sola cosa che abbia senso: lei rientra nell’appartamento del suo ragazzo e lui chiude tempestivo la porta, a doppia mandata.

“Forse non ci ha visti.” le dice Malcolm.

“Io temo di aver incrociato il suo sguardo…” borbotta lei.

“Magari non è qui per noi.” si augura Malcolm.

Trish lo guarda scettica.

“Mia sorella ormai da mesi vive in pianta stabile da lui, è ovvio che stia cercando te, o me… o entrambi. E quel che è peggio è che tu non hai una stanza insonorizzata!”

“Forse se ci chiudiamo fortissimo le orecchie…” mugola Malcolm, facendolo mentre lo dice e Trish lo imita.

“Apritemi!” urla Killgrave dall’altra parte… e non c’è orecchio tappato che possa resistergli.

Sia Malcolm, sia Trish si precipitano a girare la chiave.

“Se sopravviviamo a questo, mi trasferisco da te,” le sussurra Malcolm, prima di aprire.

 

“Così come tempo fa io ho aiutato voi, voi dovete aiutare me a conquistare Jessica, e non lo dico come un comando,” sentenzia Killgrave, varcando la soglia senza troppi preamboli.

“Dobbiamo aiutarti a conquistare Jessica.” ripetono con voce unanime e monotona i due innamorati.

“Okay, può darsi che mi sia sfuggito come comando!” borbotta il persuasore fra sé e sé, alzando gli occhi.

“E comunque non è vero che non vuoi ricorrere ai comandi, ci hai ordinato di aprire la porta.” sottolinea Malcolm.

“Quello è perchè non amo essere lasciato da parte e voi due siete piuttosto maleducati,” protesta lui, prima di porre rimedio ai suoi pasticci. “Ad ogni modo, dimenticate la mia richiesta di aiutarmi a conquistare Jessica.”

“Si può sapere perché sei qui?” gli chiede Trish, a riprova che il suo comando annulla-comando è andato a buon fine.

“Perché gradirei molto se voi mi deste qualche consiglio su come conquistare Jessica.” riformula Killgrave, in procinto di andarsi a sedere su quel divano un po’ sfatto.

“No, stiamo alla mia scrivania, è più professionale!” lo ferma in tempo Malcolm, memore di quello che ci hanno appena combinato su quel divano.

“Perché mai dovresti rivolgerti a noi? Ai tuoi occhi dovremmo essere insulsi, banali essere umani senza uno straccio di potere, no?” riprende il discorso Malcolm, dopo che tutti si son seduti alla scrivania.

“Non avrei potuto dirlo meglio io stesso, ma siete anche gli amici di Jessica, gli unici che ha. Una specie di sorella e un dipendente che in realtà le rallenta solo le indagini.” espone le sue opinioni senza filtri Kevin.


“Hey!” si stizziscono gli altri due in perfetta sincronia.

“Io sono sorella di Jessica a tutti gli effetti, non lo sarò di sangue, ma in tutto il resto sì.” puntualizza la speaker.

“E io non rallento un accidenti di niente, Jess più volte si è congratulata per la mia arguzia!” ci tiene a precisare Malcolm.

Per la seconda volta da quando è lì, Killgrave alza gli occhi.

“Okay, d’accordo, come dite voi, fatto sta che siete i suoi due unici amici. Dà del sociopatico a me, ma non mi sembra che lei sia esattamente Presidentessa del Club dell’Amicizia!”

Malcolm si lascia sfuggire una risatina.

“Jessica ha ragione: un po’ sei divertente!” gli riconosce.

Killgrave pare illuminarsi.

“Jessica mi trova divertente!”

“Zitto, Malcolm, non devi dare queste informazioni al nemico!” gli dà una gomitata nel costato Trish.

“Disse quella che una volta mi ha consigliato di non perdere le speranze con Jessica,” le ricorda Killgrave. “E comunque avevi ragione!” sfodera un sorriso a trentadue denti.

 

“Chi è che non doveva coalizzarsi col nemico?” la rimprovera Malcolm. “Come quando hai detto a Jessica che non c’è nulla di male se le piace baciarlo!”

Se prima era contento, dopo quell’informazione Killgrave va completamente in estasi.

“Malcolm!” ringhia Trish, fulminandolo con gli occhi. “E dire che non sei nemmeno sotto il suo controllo, sei proprio così idiota di tuo!”


“Ma allora, se è come dite voi, perché lei fatica tanto a lasciarsi andare con me?”

Non è chiaro se Kevin lo stia domandando a loro o a se stesso.

“Non saprei, ma abuso fisico e psichico, disturbo post traumatico e scia di morti innocenti che ti sei lasciato alle spalle sono le prime ragioni che mi vengono in mente!” lo affronta Trish, stando ben attenta a come gli si rivolge.

“Ma poi sono cambiato, sto cambiando, voglio cambiare!” argomenta lui.

“Ed ecco perchè Jessica non ti odia più come prima, o forse non ti odia più e basta.” ammette la speaker. “Volevi consigli su come conquistarla, non è così? Beh, sii gentile con lei, tanto per cominciare!”

“Per l’inferno maledetto, io sono gentilissimo!” sbotta Kevin, rovesciando fogli, lampada e tablet dalla scrivania di Malcolm, in un impeto d’ira.

“Oh sì, gentilissimo, lo vedo!” replica sarcastico l’aiutante detective.

“Voglio dire, non le impongo niente e non solo perchè non posso, non le metto alcuna pressione, lascio che sia quasi sempre lei a darmi un bacio e le pochissime volte che prendo io l’iniziativa sono perfettamente consapevole che sia a mio rischio e pericolo.” si calma lui, alzandosi per raccogliere quel che ha fatto cadere.

“Qualche occhio nero?” indaga Trish.

“Finora no… ma una volta ha minacciato di rompermi tutti i denti, ma è colpa mia, stavo andando troppo oltre.”

“Non avrei mai pensato di sentire la frase: ‘ è colpa mia’ dalla bocca di Killgrave un giorno!” commenta Malcolm, esterrefatto.

“Ve l’ho detto che sono cambiato.” ribatte il persuasore.

“Tu, vedi di non provocarlo,” si raccomanda Trish col fidanzato. “Tu invece, Killgrave, dicci un po’, come vanno ultimamente le cose con Jessica?”

“Non sono mai andate meglio. Tanto per cominciare abbiamo una serata alcolica a settimana da passare insieme, ve lo ha detto?”

“Ci ha raccontato solo della prima, non sapevo che la cosa si ripetesse…” borbotta Trish.

“Invece è così, solo che ovviamente non posso reggere i suoi stessi quantitativi di alcol, ci ho provato una volta e ancora me lo ricordo quell’ hangover micidiale…” brontola lui. “E oltre a questo, mi affida dei casi minori da risolvere e le sto dando un sacco di soddisfazioni, sapete? E lei continua a lanciarmi chiari segnali, voglio dire…, accetta di uscire a cena con me, mi ha fatto un massaggio sensuale, abbiamo dormito insieme… intendo proprio dormito. Ha cucinato per me e lo ha fatto pure bene… e le foto osè che mi ha regalato?”

“Foto osè? Non è che sei riuscito a controllarla di nuovo?” si insospettisce Malcolm.

“No, non la controlla, è stata Jessica a chiedermi di scattargliele.” gli confessa Trish.

Malcolm è ancora più sconvolto.

“Non è che stai controllando entrambe?”

“Zitto! Io non sto più controllando nessuno!” sbotta Killgrave, prima di accorgersi che un ordine lo ha impartito. “Scusami, Patsy, ora lo faccio parlare di nuovo.”

 

“No, aspetta, lascialo così per un po’, forse è meglio!” gli propone la speaker, facendolo sorridere.
 

Un po’ meno divertito è Malcolm, che la guarda come se si sentisse tradito.

“Okay, è evidente che non sei indifferente a Jessica, ma lei non si fida ancora… serve quel passo in più.”

“Farei qualsiasi cosa per lei!” spergiura Kevin.

“Sorprendila.” lo consiglia la speaker. “Sì, credo che questa sia la strada giusta. Fa’ qualcosa che lei non si aspetterebbe mai da te...”

Malcolm si limita ad annuire con un cenno del capo.

“Sorprendere Jess…” si fa pensieroso Kevin, alzandosi.

“Non dimentichi niente?” lo blocca Trish prima che lui esca dalla porta.

“Ah già, Tossico, ora puoi riprendere a parlare!”

“Non sono più un tossico!” rivendica Malcolm, furente, mentre Kevin è già sul corridoio, tutto assorto nei propri pensieri.

- Qualcosa che stupisca Jess. Ci vorrà un po’, ma ho capito cosa fare.-

 

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Ingrid si sta intrattenendo in cucina con Daniel, mentre lui pensa alla cena da preparare, ma si affacciano verso il salotto quando sentono rientrare il padrone di casa.

“Bentornato, Mr. Kill…” lo salutano in coro, ma non riescono a finire la frase, impegnati a soffocare una risata.

“Bene, temo che incontrerete lo stesso infelice destino del mio autista, della mia guardia del corpo e del giardiniere: non azzardatevi a dire una sola parola!” ringhia Killgrave, azzittendoli.

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All’incirca un’ora dopo, quando ormai è sera, rientra anche Jessica e Kevin scende dalle scale per accoglierla.


Jessica scuote la testa e si stropiccia più volte gli occhi.

-Cazzo, sto lavorando troppo e ora ho pure le traveggole! Devo ridurre lo stress.-

“Dimmi che ami i miei capelli,” le va incontro lui, dandole modo di avere una visuale più nitida di quei capelli che ora sono tinti di viola, con striature nere.

-Oh cazzo, allora è vero!- intuisce la detective, prima di scoppiare a ridergli in faccia.

“Col cazzo che te lo dico, che  ti è saltato in mente? Sembri una tigre ubriaca!” controbatte lei, continuando a ridere.

Kevin sbuffa, sollevandosi il ciuffo dalla doppia striatura.

“Patsy e il Tossico mi hanno dato il consiglio sbagliato!” ringhia.

“A parte che non è più un tossico!” gli fa notare Jessica.

“Per me lo sarà sempre!” insiste l’altro.

“Ok, sorvoliamo!” alza gli occhi lei. “Anzi no, non sorvoliamo un cazzo! Sei andato da loro? Li hai comandati, schizoide? Perché? Se hai fatto loro qualcosa, ti giuro che io…” lo aggredisce lei, ma solo verbalmente

“Non ho comandato nessuno, ho fatto solo una visita di cortesia … premurandomi giusto che mi aprissero la porta!” spiega lui, con aria innocentina. “E ho chiesto loro qualche consiglio, chiesto, non forzato.”

Jessica sembra credergli.

“Dubito che, qualsiasi cosa tu abbia chiesto a Trish e Malcolm, la loro risposta sia stata: ‘Tingiti i capelli di viola e nero.’!” commenta subito dopo.

“Sono i nostri colori…” mormora lui, ma lei rimane impassibile.

“Hai ragione, non mi hanno consigliato cosa fare di preciso, ma mi hanno detto che dovevo soprenderti in qualche modo. Ma con te non funziona niente,” le rivela lui, imbronciato, prima di tornare in camera sua, un po’ avvilito.

Ed è sempre in quella camera che sente bussare alla porta dopo una decina di minuti.

Preferisce ignorare, finchè chi è dall’altra parte non si palesa.

“O apri questa cazzo di porta o la butto giù, sai che posso!” lo minaccia Jessica.

Sorridendo fra sé e sé, Kevin va ad aprirle.

“Sei abbastanza riconoscibile già solo per il fatto che, a parte me, sei l’unica in questa casa che può ancora parlare.” la informa, prima che si seggano sul letto.

“In effetti la casa mi sembrava un po’ silenziosa del solito, immagino tu non voglia che nessuno rida quando ti guarda,”

“Già, e per andare sul sicuro non voglio proprio che esprimano un’opinione in merito, avranno tre giorni di tempo per abituarsi, mentre tu, a quanto pare, sei libera di prenderti gioco di me quanto vuoi…” sospira insoddisfatto.

“Sai che ti dico? Ho avuto una giornata da schifo, Hogarth mi ha stressato più del solito, il caso a cui sto lavorando con Malcolm è a un punto morto... ma tu mi hai risollevato l’umore, mi serviva una risata, quindi grazie!” gli accarezza il viso e poi anche i capelli bicolore.

Kevin alza lo sguardo verso di lei, quasi incredulo.

“Lo sai che in fondo non sono poi così male?” confessa Jessica e lui le sorride, capendo che forse può essere un altro momento propizio.

Ancora una volta prende l’iniziativa a suo rischio pericolo, posando entrambe le mani sul viso di Jessica, prima di unire la propria bocca alla sua.

Fortunatamente per lui, Jessica non solo si fa baciare, ma risponde anche in modo piuttosto partecipe, smettendo solo quando si accorge che da seduti che erano ora su quel letto ci sono sdraiati, lei sopra di lui.


“Anche questo mi ha migliorato la giornata.” ammicca lei verso di lui, tornando a sedersi.

Kevin le sorride, imitando il suo esempio.

“Dài, coraggio, prometto che non userò il taser, ma dimmi le cose atroci che avrai fatto al povero parrucchiere quando ha finito con te,” lo sprona a parlare lei, sapendo già che non gradirà le sue risposte. “Vediamo se indovino, gli avrai fatto cavare gli occhi, oppure lo avrai convinto a mettere il phon dentro il lavabo pieno d'acqua oppure..’

“Niente del genere. E non ho nemmeno cancellato la memoria a nessuno... ho solo alterato un po' i loro ricordi.” la coglie di sorpresa lui.

“Un po’ quanto?” indaga la detective.

“Credono di avere avuto lì Elton John, oppure Lady Gaga, non ricordo… ma insomma, qualcuno eccentrico abbastanza da fare una cosa del genere!’ la fa ridere lui.

“Io non ero là a controllarti, potevi fare qualsiasi cosa... e invece non hai fatto del male a nessuno. Queste son le cose che mi sorprendono!” gli spiega lei, baciandolo un’altra volta. “Questo mi fa continuare a vedere l’uomo migliore che puoi riuscire ad essere, che hai già iniziato ad essere.”

“Per te, Jessica.” mormora lui, spostandole una ciocca dal viso.

“Dovresti cominciare a farlo anche per te, Kevin.” ribatte lei seria, alzandosi dal letto.

“Però ti rendi conto anche tu che finchè non scarica il colore e avrai questi capelli non potrò più assegnarti alcun caso. Sei fermo a sette da un po’ .. .” gli ricorda lei, prima di lasciare la stanza.
 

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La sera seguente sembra una replica della precedente, con Jessica che bussa nuovamente alla porta di Killgrave, solo che regge dietro la schiena qualcosa che non gli vuole mostrare, non subito almeno.

“Sta diventando una piacevolissima routine, mia cara.” le sorride suadente lui, aprendo la porta.

“Non ti fare strane idee, volevo solo comunicarti grandi notizie: nonostante quei vistosi capelli, a quanto pare avrai occasione di salire a otto casi risolti, se ti dimostrerai all’altezza.” lo punzecchia lei.

“Sarò all’altezza di qualsiasi cosa, di che si tratta?” si incuriosisce il persuasore.

“Indovina un pò? Oggi in agenzia è venuta a chiedere aiuto una Drag Queen che è stata aggredita e derubata al Lips Midtown East, dove lavora. Purtroppo lei non è riuscita a vedere il suo aggressore, che potrebbe tornare. Quel figlio di puttana potrebbe essere uno stalker ossessionato da lei, oppure qualcuno dei colleghi… e io ho accettato di aiutarla. Solo che mi serve un infiltrato, qualcuno che possa agire in quel locale dall’interno…” lo guarda sorniona.

Kevin capisce tutto.

“Cosa?! NO, non ci pensare nemmeno!” sbotta, stizzito.

Per Jessica è il momento di rivelare ciò che fino a quel momento ha sapientemente nascosto.

“Ci sto già pensando!” sogghigna lei, calandogli la parrucca di lunghi e ondulati capelli viola sulla testa.

“Pensavo di aver toccato il fondo a Natale , con quel costume e i mocciosi!” protesta lui, cercando di levarsela, ma lei glielo vieta, bloccandogli le mani.

“Povero ingenuotto, quello è stato solo l’inizio. La Redenzione è un percorso doloroso, che richiede molti sacrifici.” ridacchia  perfida lei.


“Ho già ottenuto un provino per te al Lips Midtown East, ti aspettano domani a mezzanotte. Quando ho detto che saresti dovuto essere all’altezza della missione, intendevo anche le scarpe tacco dodici con le quali ti presenterai allo staff!” lo informa lei, senza nemmeno provare a celare il suo sadico divertimento.

“Non stai dicendo sul serio, Jess, non puoi…” borbotta Kevin.


“Mai stata più fottutamente seria. Coraggio,  Violet, Miss Purple, Scarlet o in qualunque altro modo tu voglia chiamarti, rendimi fiera di te!” lo incentiva lei. “Guarda il lato positivo, puoi anche non usarla la parrucca, con quei capelli non darai certo nell’occhio in un ambiente del genere!” lo sbeffeggia lei, andandosene.
 

Rimasto solo, Kevin si osserva allo specchio, sistemandosi meglio la parrucca sulla testa.

“Coraggio, Miss Purple, abbiamo un lavoro da fare!”


TBC

Ve lo aspettavate qualcosa di così folle?
Ormai vi dovreste essere fatti un’idea della mia molto labile sanità mentale XD

a mio discapito posso incolpare anche questo:

funny-hair

 

e

purplehair1

 

Piaciuta la situazione porno kitch di serie C in cui Trish e Malcolm tendono a finire con una naturalezza che mi sconcerta? XD

Confesso che mi mancavano, non si vedevano da un po’ di capitoli ;P

quanto al finale di questo (spero vi abbia divertito), lascio decidere a voi: vorreste vedere questa degradante missione del povero Killy o passo oltre, lascio alla vostra immaginazione e a lui  (ma pure a me) lascio ancora un po’ di dignità? XD

Besos a chi passerà di qui, alla prossima <3

Buonanotte, che è tardino e fra una manciata di ore ho la sveglia del primo turno ^^’

   
 
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