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Autore: Allen Glassred    01/06/2021    0 recensioni
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Ogni storia è fine a sè stessa ed eventualmente collegata ad altre long, quindi potrete decidere di recensire quella che volete senza tener conto delle altre. Spero che questo originale Writune sia di vostro gradimento e che vorrete lasciarmi un vostro parere sulle storie che più gradirete.
Genere: Generale, Sentimentale, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai, Shoujo-ai
Note: nessuna | Avvertimenti: Incest, Tematiche delicate, Violenza
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- Questa storia fa parte della serie 'Write... '
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Day 1: Miagolio
Storia: La diciottesima luna
Personaggi: Serena Hikari, Dante
 
Questo prompt è un regalo ad un'amica, che ha inserito nella serie canonica la sua pg di cui si legegrà in questa storia.
 

Dante si precipita fuori da palazzo: infatti ha sentito una voce chiamarlo e, può giurarci, era la voce della Principessa Serena, la figlia più pestifera dei sovrani. “ Chissà in che guaio si è cacciata stavolta? “. Chiede più a sé stesso, già allarmato e spaventato al pensiero di ciò che la regina, ma soprattutto la Principessa Jeanne gli farebbero se mai fosse successo qualcosa alla ragazzina: infatti lui è il responsabile della sua sicurezza, ma quando la bionda è sfuggita al suo controllo per correre fuori da palazzo non ha potuto far altro che seguirla, ma con la velocità tipica dei vampiri che ella possiede non gli è stato possibile raggiungerla. Solo il suo urlo gli ha indicato la sua esatta posizione, ed ora eccolo lì in allarme ed in panico, guardandosi intorno alla ricerca di quella piccola peste. “ Principessa, dove siete?! “. Chiede allarmato. Una voce gli giunge in risposta di lì a poco.

 

“ Qui, Dante! Sono vicina al gazebo! “. Sollevato nel sentire che comunque Serena sta bene, il maggiordomo la raggiunge a passo veloce. Appena giunto al gazebo tuttavia, qualcosa attira la sua attenzione: un miagolio piuttosto acuto. Rimane stupito: Mur si trova nella propria cuccia, lui non può certo essere.

 

“ Un gatto? “. Chiede più a sé stesso, ma in quel momento una giovane dalla chioma bionda fa finalmente la sua comparsa: il suo abito azzurro è parzialmente fradicio, dev’essersi chinata nella neve. “ Oh cielo! Principessa, cosa dirò al re e alla regina se vi vedranno così?! “. Chiede preoccupato l’arancione. Ma stavolta il rimprovero non pare turbare la giovane erede degli Hikari, nemmeno il pensiero della reazione dei genitori pare turbarla più di tanto e, deve ammettere Dante, ciò lo stupisce non poco.

 

“ Non importa: stavolta è per una buona causa “. Ammette semplicemente la ragazza. Con sorpresa del maggiordomo gli mostra ciò che tiene tra le braccia, facendogli spalancare gli occhi dalla sorpresa: non tanto per ciò che vede quanto per il fatto che, anni prima, ha già vissuto una simile esperienza.

 

“ Un gatto? Ecco dunque, la fonte di tutti quei miagolii “. Fa semplicemente, avvicinandosi. L’animale non pare spaventarsi alla vista dell’uomo, del quale probabilmente percepisce le buone intenzioni.

 

“ Si: mi piacerebbe prendermi cura di lui, l’ho trovato solo ed abbandonato in mezzo alla neve… “. Sussurra la fanciulla. L’uomo la osserva un istante e, inevitabilmente, la figura di qualcun altro si sovrappone a quella di lei per alcuni momenti. Il maggiordomo pare quasi commuoversi mentre fa un cenno affermativo con il capo.

 

“ Ma certo: ci occuperemo insieme di lui, vedrete che Mur sarà felicissimo di ricevere un nuovo amico “. La fanciulla nota tuttavia alcune lacrime scendere dagli occhi dell’uomo e ne rimane sorpresa.

 

“ Dante? Come mai state piangendo? Ho fatto qualcosa di sbagliato? “. Chiede, mentre lui scuote in fine il capo. Asciuga rapidamente gli occhi con la manica della giacca per poi chinarsi, arrivando così all’altezza della bionda e guardandola con dolcezza.

 

“ No: è che, tanti anni fa, ho già vissuto una cosa simile. E mi stupisco di quanto siate simile a colui che all’epoca trovò Mur in mezzo alla neve e decise di prendersene cura, dopo la morte della nostra amata Regina Luna “. Ammette, mentre lei lo lascia proseguire anche se forse, in cuor suo già ha capito di chi l’uomo stia parlando. “ Parlo di vostro padre, principessa: anche lui trovò e curò Mur in una fredda notte invernale, dopo la morte di vostra nonna. Credevo non si sarebbe mai più ripreso da quel duro colpo, ma l’arrivo di un semplice gatto cambiò radicalmente la sua vita. Trovo incredibile quanto voi ed il re siate simili… “. Ammette, mentre lei abbassa lo sguardo.

 

“ Malgrado lui mi odi… “. Sussurra, ricordando con quanta freddezza la tratti suo padre. Ma Dante scuote il capo e le scompiglia lievemente la chioma.

 

“ Il Re non vi odia: lo conosco sin da piccolo, credetemi: non vi odia. Dovete solo dargli un po' di tempo per abituarsi all’idea che anche voi siete sua figlia biologica, quando per anni vi ha creduta figlia di suo fratello e frutto di quell’atto crudele… “. Fa: non è mai stata nascosta la verità a Serena e lei ha compreso pienamente, tuttavia ancora è convinta che suo padre la odi. Ma le parole del maggiordomo le fanno alzare lo sguardo in un moto di speranza. “ Cosa dite? Andiamo a presentargli il nuovo amico di Mur? Sono sicuro che gli farà piacere “. Fa poi, alandosi e porgendo la mano alla ragazzina che, tenendo il gatto con il braccio libero, annuisce per poi prendere la mano dell’uomo ed incamminarsi verso l’entrata di palazzo ed il gatto, curioso, riprende a miagolare.

   
 
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