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Autore: ArrowVI    20/07/2021    0 recensioni
Gli umani regnano su Gaia, ma le pietre di questo continente trasudano memorie di creature ben più antiche e potenti.
Sono passati circa diciassette anni da quando l'imperatore dei Dodici Generali Demoniaci è stato imprigionato nel mezzo di questo e un altro mondo... Ma, ormai, il sigillo che lo teneva rinchiuso sta cominciando a spezzarsi.
Cosa accadrà quando Bael sarà libero? Verrà fermato o porterà a termine il piano che, diciassette anni fa, gli è stato strappato dalle mani?
Quattro nazioni faranno da sfondo a questa storia:
Mistral, Savia, Asgard ed Avalon.
Io vi racconterò di quest'ultima......
Come? Chi sono io? Non ha importanza, per adesso...
Umani contro Demoni... Chi sarà ad uscirne vincitore?
Se volete scoprirlo allora seguitemi... Vi assicuro che non rimarrete delusi dal mio racconto.
Genere: Avventura, Comico, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
Capitoli:
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Capitolo 11-4: Ultimo sforzo



L'aria sul campo di battaglia si fece ancora una volta arida e pesante, il silenzio avvolse quelli che ben presto si sarebbero trasformati in feroci avversari mentre entrambi si osservarono attentamente.

Entrambi avevano i loro motivi, entrambi avevano perso qualcuno a loro importante.
Ma, su quel campo di battaglia, nessuno dei due si sarebbe mai fatto domandato quale fosse il motivo dietro alla determinazione del loro avversario.


Senza esitare neanche un istante di più, fu Asteroth a dare il via a quello scontro: scattò con una forza dirompente verso il soldato devastando il terreno ai suoi piedi durante il tragitto. Quella velocità colse perfino Andromeda alla sprovvista, che si preparò all'impatto imminente, bloccando a malapena il pesante attacco da parte del suo avversario che mandò in frantumi il terreno sottostante a causa dell'impatto.
Se non fosse stato per il potere donatogli da Susanoo, Andrew sarebbe stato spazzato via come foglie al vento.


Il demone afferrò con forza la lama che il soldato usò per bloccare il suo attacco, fissandolo dritto negli occhi con uno sguardo rabbioso, per poi calciarlo dritto nel ventre e obbligandolo a indietreggiare.
Andromeda partì rapidamente al contrattacco non appena si riprese, sferrando un rapido affondo in pieno petto verso il suo avversario... Ma la sua spada non fu in grado di penetrare quell'armatura: gli sembrò quasi come se avesse provato a infilzare un muro.

Digrignando i denti, continuò con un rapido fendente orizzontale che Asteroth evitò agilmente piegandosi verso il basso. Quei movimenti erano fin troppo flessibili, per qualcuno ricoperto da cima a fondo da quella che sembrava una spessa armatura fatta di squame dure come l'acciaio. C'era sicuramente un punto debole che Andrew avrebbe dovuto localizzare se avesse voluto uscire vincitore da quello scontro.

Asteroth non diede neanche un istante al suo avversario per passare al contrattacco un'altra volta: si preparò a infilzarlo in pieno ventre con le sue dita affilate, ma il soldato fece in tempo a evitare quell'attacco scattando all'indietro, preparandosi subito dopo all'offensiva, rivolgendo la sua lama all'indietro, con la punta rivolta verso il basso.


Ruggendo, evocò il nome del suo Spirito: una intensa energia nera avvolse ben presto la lama del soldato che subito dopo si lanciò verso il suo avversario, bersagliandolo con una raffica di precisi e violenti fendenti che Asteroth non poté far altro che non bloccare.

Dopo essere stato messo in difficoltà dal demone durante l'inizio dello scontro, finalmente Andromeda sembrò passare in vantaggio obbligandolo a indietreggiare più e più volte in un disperato tentativo di tornare di nuovo sull'offensiva, senza però lasciargli neanche il tempo di pensare.
Nonostante fosse in vantaggio, sapeva che si fosse già spinto più volte oltre il limite: continuare a sfruttare i poteri di Susanoo per troppo tempo lo avrebbe stancato troppo e non sarebbe riuscito a vincere... Doveva localizzare il punto debole del demone e colpirlo con un preciso e devastante fendente, finendo l'incontro in un singolo colpo.

Gli attacchi del soldato continuarono a mitragliare il suo avversario, senza però causare nessun danno anche quando riuscivano a colpirlo in pieno. Quelle squame erano troppo dure per essere sfondate da affondi, e troppo spesse per essere tagliate.
Di quel passo, avrebbe perso il suo vantaggio...


Durante un secondo di stanchezza dove la ferita che subì durante lo scontro con Belzebub tornò a farsi sentire, Asteroth partì al contrattacco: provò ad afferrarlo per il collo con una mano, ma Andrew fu in grado di evitare la morsa del suo avversario spostandosi di lato e colpendolo nel collo con un fendente, lasciando un lungo graffio nelle sue squame.
Subito dopo scattò all'indietro, respirando faticosamente, cercando di riprendere fiato. Asteroth, invece, non sembrava neanche lontanamente provato dall'assalto a cui venne sottoposto fino a quel momento.

Eppure, però, il comportamento di Asteroth sembrò cambiare.
Sotto lo sguardo confuso di Andromeda, il demone si toccò il collo esattamente dove lui lasciò quel graffio: sembrava quasi preoccupato.
Dopo essersi accertato di non aver subito alcun danno, il demone riprese a ringhiare, pronto al secondo round.


Quel comportamento, però, lasciò il soldato confuso. Sembrava quasi che fosse preoccupato di essere stato ferito... Eppure prima di quel momento, non aveva mai mostrato alcuna preoccupazione.
Fu in quel momento, però, che Andrew realizzò che le squame nel collo del demone fossero differenti: fino a quel momento, tutti i suoi attacchi non riuscirono nemmeno a graffiare l'armatura del demone... Eppure, quell'ultimo colpo, lasciò un segno visibile nel suo collo.
Quello fu il segno di cui Andrew necessitava.

Lo sguardo del soldato si fece ancora una volta serio, mentre quell'energia nera avvolse ancora una volta la sua lama. Forse aveva finalmente intuito quale fosse il punto debole di quell'armatura all'apparenza impenetrabile.


Dopotutto qualunque genere di armatura, per quanto sembrasse impenetrabile, aveva sempre gli stessi punti deboli.


Andrew evocò ancora una volta il suo Spirito, scattando verso il suo avversario e colpendolo con un fendente orizzontale che Asteroth bloccò con i suoi avambracci. Subito dopo Asteroth passò al contrattacco, cercando ancora una volta d'infilzare il soldato con le sue dita lunghe e affilate ma non realizzò che fosse caduto nella trappola del suo avversario.

Non appena lo colpì, Asteroth realizzò troppo tardi che quella davanti a se non fosse altro se non una immagine residua lasciata grazie ai poteri di Susanoo, che scomparve come fumo nero al vento.
Sorpreso, Asteroth si voltò rapidamente di scatto, intercettando per un istante un fendente ancora più potente del precedente che gli mozzò una mano di netto come se fosse burro.


A quel punto, Andrew ne ebbe la conferma.

<< Anche se sei un demone... >>
Disse il soldato, preparandosi a continuare la tua offensiva.

<< ... Anche la tua armatura segue le nostre regole. >>



<< Per quanto possano sembrare impenetrabili... >>
Disse un insegnante, durante una delle lezioni a cui Andrew prese parte.

<< ... Tutte le armature hanno bene o male lo stesso punto debole. Molte hanno provato a correggere questa imperfezione, ma il motivo per cui esiste è l'esatta ragione per cui siamo in grado di muoverci al loro interno. >>
Continuò, toccando un manichino con indosso un'armatura molto basilare alle sue spalle.

<< ... I punti deboli di ogni armatura: le giunture. >>


<< Ascelle. >>
Disse Andrew, con uno sguardo minaccioso.

<< Collo. Polsi. Dietro le ginocchia. Occhi. >>
Continuò.

<< Sono questi i punti deboli di ogni armatura, e neanche voi demoni siete in grado di coprirli a pieno. >>



<< Se le armature coprissero tutti questi punti deboli, noi non saremmo più in grado di muoverci al loro interno, non potremmo usare le spade, non saremmo in grado di guardarci intorno. Per quanto siano utili su un campo di battaglia, le armature non sono e, probabilmente, non saranno mai perfette. >>
Continuò l'insegnante.



Realizzando che il suo avversario avesse scoperto i suoi punti deboli, Asteroth indietreggiò con un enorme salto, ma Andromeda non esitò neanche per un istante: scattò nella sua direzione, rincorrendolo e bersagliandolo ancora una volta con una raffica interminabile di fendenti che il demone non poté far altro che evitare o bloccare, obbligandolo inoltre a prestare il doppio dell'attenzione per evitare che il soldato potesse colpirlo nelle sue articolazioni e ferirlo. Dopotutto, in quei punti le sue squame erano più molli per permettergli di muoversi agilmente.


<< Andrew è in vantaggio. >>
Disse Ehra, sorpresa da quanto facilmente il soldato fosse riuscito a cambiare le carte in tavola.
Xernes, però, mantenne la sua espressione cupa.

<< Non abbassiamo la guardia. >>
Le rispose.

<< Se le cose dovessero peggiorare, interverremo all'istante, chiaro? >>
Le ordinò.


Sotto quella raffica di attacchi, Asteroth non poté far altro che indietreggiare alla ricerca di qualunque apertura che potesse permettergli di riprendere il controllo dello scontro. Gli sarebbe bastato afferrargli un braccio per spezzarlo come se fosse un ramoscello, doveva solo riuscirci. Ringhiando dalla rabbia, decise d'ignorare completamente l'offensiva del suo avversario per rispondere ai suoi fendenti: di quel passo, non avrebbe comunque trovato nessuna apertura.

Si lasciò colpire nel collo, afferrando poi la lama del soldato e bloccando i suoi movimenti, lasciando il soldato confuso e incredulo davanti a quella scena.
Il sangue del demone cominciò ben presto a macchiare la lama del soldato, mentre nei suoi occhi lentamente riaffiorarono le sue pupille.

<< Sei stato tu a uccidere Nergal! >>
Ruggì.
In quell'istante le squame del suo corpo cominciarono a vibrare intensamente, come se qualcosa sotto di loro si stesse muovendo istericamente.

<< Ti ammazzo! >>
Esclamò subito dopo il demone, mentre dal suo corpo spuntarono una dozzina di spuntoni affilati fatti della stessa sostanza delle sue squame.



Nel mentre, nel palazzo di Bael, Lucifer osservò in silenzio mentre sul cielo sopra Magnus sembrò improvvisamente materializzarsi una strana tempesta.

* Questo... Potrebbe rivelarsi un problema. *
Disse, improvvisamente, attirando l'attenzione di Abraxas.


[ L'energia che avverto... Non è forse quella di Morgana Vanadis? ]
Domandò al suo superiore.
Lucifer sembrò sorpreso da quella domanda, come se non stessero parlando della stessa cosa.

* Mh? Oh, si, è lei. Non mi aspettavo fosse ancora in circolazione, tanto meno che si fosse unita agli umani. *
Rispose Lucifer, con una espressione stranamente divertita in volto.

* Se avessi saputo che si trovasse li, il giorno che sono andato a trovarli, avrei sicuramente preso più precauzioni... *
Continuò subito dopo.
Abraxas sembrò confuso da quelle parole, ma Lucifer non gli diede alcuna spiegazione.


[ Questo significa che... ]
Disse Abraxas, osservando la situazione dal palazzo.

* Belzebub è stato sconfitto. *
Continuò Lucifer, sorridendo.
Abraxas notò rapidamente l'espressione del suo comandante.


[ Non sembra essere preoccupato o sorpreso, Lord Lucifer. ]
Disse.
Lucifer ridacchiò con fare divertito.

* Beh, era ovvio. *
Gli rispose subito dopo, voltandosi verso di lui.
L'espressione sinistra nel volto del demone bastò per far congelare il sangue nelle vene di Abraxas.

* Sapevo che non sarebbe riuscito a portare a termine il suo compito fin dal principio. *
Disse subito dopo, sedendosi davanti alla sua scrivania e afferrando una coppa di cristallo da cui prese un sorso di vino rosso.


[ Cosa ne sarà di Asteroth e le Tre Bestie? ]
Quella domanda sembrò attirare l'attenzione di Lucifer, che mostrò un sorriso curioso al suo sottoposto.

* Sembri piuttosto affezionato ad Asteroth, Abraxas. *
Ridacchiò il demone.

Asteroth sospirò.


[ Mi ricorda fin troppo me, quando ero ancora... ]
Non fu in grado di finire quella frase. Quelle memorie erano ancora così limpide da farlo stare male.

* E' ancora vivo, se è questo quello che vuoi chiedermi. *
Continuò subito dopo, Lucifer.

* Se vuoi andare ad aiutarlo... Non devi chiedermi il permesso, Abraxas. *

Aggiunse subito dopo.




Andromeda scattò all'indietro, evitando per un soffio quegli spuntoni che l'avrebbero sicuramente trasformato in uno spiedino con una espressione pallida in volto. Sapeva che avesse evitato la morte per un soffio. Per farlo, però, aveva dovuto abbandonare la sua arma.

Quegli spuntoni cominciarono a tremare, sangue viola cominciò a sgorgare da sotto le squame del demone mentre lentamente tornarono sotto la sua pelle.
Rapidamente Asteroth afferrò la spada del soldato, estraendola dal suo collo mentre le sue squame coprirono la ferita, senza però arrestare il sanguinamento.

<< Ti farò a pezzi... Con la tua stessa spada! >>
Esclamò il demone, mentre una energia nera cominciò ben presto ad avvolgere la lama, cogliendo anche il demone alla sprovvista.


"Tu non hai il permesso di brandirmi, demone."
Disse una voce che Asteroth non sentì mai prima d'allora.

In quel preciso istante il corpo del demone venne bersagliato da una infinità di fendenti invisibili che mandarono in frantumi le sue squame, lasciando ferite profonde nella sua pelle.
Lasciò cadere la lama che rubò ad Andromeda, e il soldato approfittò di quell'istante per correre verso il demone e riprendere ciò che era suo.


In un istante raggiunse il suo bersaglio, afferrò l'elsa della sua lama con entrambe le mani e si preparò a sferrare un devastante fendente contro il demone.

Un fendente obliquo dal basso verso l'alto, Asteroth non avrebbe avuto abbastanza tempo per reagire... Le sue difese erano distrutte per aver provato a impugnare Susanoo senza il suo permesso: quello era il momento perfetto per attaccare.
Evocò il suo Spirito per un'ultima volta, venendo avvolto da una intensa energia nera.


"Blackwind Steel Tempest"
Un fendente che non avrebbe lasciato nulla nel suo cammino, l'attacco che usò per tagliare Azael a metà diciassette anni prima.


Asteroth non poté far nulla se non osservare il suo avversario prepararsi a sferrare un attacco che l'avrebbe sicuramente ucciso. Non avrebbe fatto in tempo a bloccarlo, le sue difese erano state distrutte. Difendersi, a quel punto, sarebbe stato inutile; e per evitare l'attacco era ormai troppo tardi.
Per un istante, le immagini del giorno del disastro riaffiorarono nella sua mente... La disperazione, la rabbia, la tristezza che provò... Non riuscì mai a trovare parole per descriverle.


Solo lui fu in grado di capire i suoi veri sentimenti, e quel giorno gli umani lo presero con la forza.
Gli occhi di Asteroth divennero lucidi. La trasformazione si era ancora una volta bloccata, le sue squame stavano lentamente scomparendo. Ma, stavolta, pensò che non sarebbe riuscito a tornare a casa sua.

Da quel giorno non riuscì più ad abbandonare la sua rabbia, i suoi sensi di colpa, la sua tristezza.
Avrebbe voluto incontrarlo di nuovo, ma uccidersi non avrebbe fatto altro che dare prova della sua debolezza... Non avrebbe fatto altro che vanificare il sacrificio di Barbatos.




[ Perché ti sei unito ai Dodici Generali, Asteroth? ]
Quando Abraxas gli fece ancora una volta quella domanda, Asteroth non fu più in grado di mentire.
Con le lacrime agli occhi, il demone lasciò finalmente sfogo ai suoi veri sentimenti.

<< Io voglio... Voglio solamente morire in un modo che non possa macchiare la sua memoria... >>



In quell'istante Asteroth chiuse gli occhi, pensando che finalmente quel momento fosse arrivato.


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Fine del capitolo 11-4, grazie di avermi seguito e alla prossima!


 

   
 
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