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Autore: gio194    06/10/2021    1 recensioni
Il protagonista è Sean, un personaggio, un uomo, una coscienza immerso/a in un viaggio “interiore” alla ricerca di risposte su sé stesso/a e sulle persone che ruotano intorno alla sua vita. Sospeso sulla soglia tra sogno e realtà, sanità e follia, Sean si trova ad interagire con il ‘mondo’ circostante… e lo fa in un modo tutto suo.
Genere: Drammatico, Introspettivo, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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-“Sembra che tu sia arrivato al capolinea Sean?!”

Udii questa voce che suonava familiare ma allo stesso tempo estranea… Proveniva da un’abitazione in stato di decadimento; ero un po’ titubante ma decisi comunque di avvicinarmi giacché fui colto dalla curiosità di parlare con qualcuno che avesse delle sembianze umane. 

-“Vorresti tornare indietro vero? Rifare tutto il percorso e cambiare il corso degli eventi?” 

-“Non saprei. Vorrei, ma non saprei come!”

-“Gli eventi sono al di là della nostra portata Sean… Purtroppo non si tratta di ‘fatti’ o convenzioni narrative. Mi spiace!”

-“Io credo di avere la necessità di dire ancora qualcosa nella mia vita.”

-“Pensi che la tua esistenza sia legata alla tua voce?”

-“Io non capisco se sono ancora in vita o meno…”

-“Magari se smettessi di parlare non esisteresti più, che ne pensi?”

 

A un certo punto mi ritrovai sotto le fronde di un immenso carrubo. La persona che era con me nuovamente prese a parlare con un tono di voce incalzante:

-“Questo è il tuo luogo di mezzo e il tuo ‘frattempo’, il tempo dell’attesa… Guarda la natura che ci circonda, ci abbraccia… Cerca di mettere in discussione tutto ciò in cui hai creduto finora.”

-“Dovrei cambiare prospettiva quindi?”

-“Se cambi la prospettiva, ovvero la scala di osservazione, cambia anche la possibilità di avere un quadro uniforme della realtà!”

-“Ma il destino è contenuto ‘geneticamente’ nella più piccola cellula vivente!”

-“Il destino è qualcosa che ci precede o lo forgiamo?”

-Beh se la vita fosse totalmente razionalizzabile varrebbe la prima opzione… Se invece la vita è disuniforme e irregolare allora non si sa cosa può succedere nel momento successivo. Quindi, guardando la singola cellula, si può vedere che, data la mancanza di stabilità, l’ordine e il disordine non sono opposti… Il disordine è una fase che è antecedente all’ordine! Io non sono mai stato una persona integra, coerente, univoca, quindi non posso essere stato rotto da qualche evento della vita!”

-“Esatto! Non esiste un principio unitario ultimo perché anch’esso sarebbe ulteriormente scindibile. Le cose in realtà non combaciano del tutto, non c’è una perfetta adesione tra le cellule… c’è sempre dello spazio tra i singoli atomi…”

 

Improvvisamente il mio interlocutore svanì nel nulla e rimasi di nuovo da solo e abbandonato a me stesso… Mi adagiai sul manto erboso e mi misi ad osservare il cielo color ceruleo. Sembrava così irreale, eppure era lì… le fronde ne coprivano parzialmente la vista, creando un effetto-reticolato che era in perfetta sintonia con i cirri nel cielo. Forse non c’era più scampo, non potevo più tornare indietro. Desideravo dire un’ultima parola, dare un ultimo abbraccio, osservare negli occhi per un ultima volta le persone che avevano provato a tenermi in vita fino a questo momento. L’irresolutezza e l’indeterminatezza della mia attuale condizione provocavano in me una sensazione di intorpidimento. C’era una minima possibilità di ritornare di là?

 

   
 
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