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Autore: ArrowVI    11/10/2021    0 recensioni
Gli umani regnano su Gaia, ma le pietre di questo continente trasudano memorie di creature ben più antiche e potenti.
Sono passati circa diciassette anni da quando l'imperatore dei Dodici Generali Demoniaci è stato imprigionato nel mezzo di questo e un altro mondo... Ma, ormai, il sigillo che lo teneva rinchiuso sta cominciando a spezzarsi.
Cosa accadrà quando Bael sarà libero? Verrà fermato o porterà a termine il piano che, diciassette anni fa, gli è stato strappato dalle mani?
Quattro nazioni faranno da sfondo a questa storia:
Mistral, Savia, Asgard ed Avalon.
Io vi racconterò di quest'ultima......
Come? Chi sono io? Non ha importanza, per adesso...
Umani contro Demoni... Chi sarà ad uscirne vincitore?
Se volete scoprirlo allora seguitemi... Vi assicuro che non rimarrete delusi dal mio racconto.
Genere: Avventura, Comico, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
Capitoli:
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Capitolo 12-2: Notte Cremisi [2-3]

 


Nonostante insistette intensamente, nessuno in quella stanza si degnò di dare a Xane le risposte che stesse cercando.
Ne suo padre, ne sua sorella sembrarono avere alcuna intenzione di spiegargli nulla.

"Non è il momento, Xane!"
Esclamò suo padre, mentre aiutò Andromeda a distendere una donna, che non riuscì a riconoscere, su uno di quei letti.

Nel mentre, anche Iris li raggiunse: la sua espressione era pallida, e stava sanguinando da una spalla e le sue ali sembravano coriandoli fatti a brandelli da un coltello. 
La donna-demone posò il suo sguardo su Michael: sorrise, ma ben presto le sue gambe cominciarono a tremare.

Ansimando dal dolore e visibilmente provata dallo scontro a cui prese parte, Iris si sedette in un angolo della stanza, intenta a curare le sue ferite per conto suo, sotto gli occhi attenti di Xernes Ravier.


"Non riesco a sopportarlo!"
Pensò Xane, stringendo i pugni e digrignando i denti.
Ancora una volta, decisero di tenerli all'oscuro di ciò che stesse accadendo.

Era, forse, perché non si fidavano di loro?
Suo padre era davvero così diffidente, verso di lui?


Non riuscì ad accettarlo.
Si mosse con passo pesante e deciso verso suo padre e sua sorella, ruggendo e pretendendo che dissero loro tutto quello che stesse accadendo.

"Non potete tenerci all'oscuro!"
Esclamò, attirando l'attenzione di Sarah, ma non quella del padre.

"Siamo coinvolti anche noi in tutto questo, maledizione!"



<< Capisco perfettamente le vostre preoccupazioni, Xane. >>
Fu Ehra, con la sua classica voce gentile a richiamare su di se l'attenzione dei ragazzi.
Eppure, tutti notarono che ci fosse qualcosa di malinconico sia nel suo tono, che nel suo sguardo. I suoi occhi erano ancora lucidi e rossi.

<< Non abbiamo tempo, al momento, per spiegarvi tutto... Sono però sicura che, se tutto va nel verso giusto, nei prossimi minuti riuscirete a capire ciò che sta succedendo. >>
Quelle parole, all'inizio, non ebbero alcun senso, per Xane.

Ehra, una donna che fin dall'inizio decise di tener nascosto ciò che sapesse riguardo all'assalto all'istituto, mettendo a rischio le loro stesse vite... Xane non voleva fidarsi di lei.

Eppure qualcosa, nello sguardo della donna, sembrò metterlo più a suo agio.
Prese un profondo respiro, poi si sedette su una sedia che prese da un angolo della stanza, attendendo intensamente di vedere ciò che, a detta di Ehra, avrebbe potuto rispondere alle sue domande.

<< Se dovessi avere comunque dei dubbi. >>
Disse il ragazzo, con uno sguardo infastidito.

<< Ho intenzione di fare altre domande. >>
Concluse subito dopo.



Non appena Iris notò che il demone disteso su quel lettino fosse Astarte, non riuscì a fare a meno di nascondere la sua curiosità e preoccupazione.
Nonostante fosse una nuova arrivata, Astarte rimaneva comunque una dei suoi compagni.

<< Che avete intenzione di farle? >>
Domandò agli umani, con un tono preoccupato.

La risposta che ottenne le fece congelare il sangue nelle vene. 

<< Sei a conoscenza del fatto che questo demone sia un non-morto? >>
La domanda di Sarah colse Iris completamente impreparata.
Per qualche istante, continuò a fissarli con occhi increduli, balbettando senza riuscire a mettere insieme una frase di senso compiuto.
Quando, finalmente, riuscì a ricomporsi, non poté fare altro se non chiedere spiegazioni davanti a una notizia che non riuscì ad accettare.

<< Astarte sarebbe... Un non-morto? >>
Domandò a nessuno Neptune, attirando l'attenzione del Gran Generale.

<< Puoi dirci qualcosa riguardo alla Notte Cremisi, demone? >>
Le domandò Xernes, voltandosi verso di lei.
Quelle domande attirarono inevitabilmente anche l'attenzione dei ragazzini.

Michael, invece, sembrò avere un forte attacco di emicrania.


Iris scosse la testa.

<< Non presi parte a quel massacro, nonostante Bael ci avesse ordinato di farlo. >>
Disse il demone.

<< Ho sempre odiato la violenza, e non riuscii a trovare il coraggio per prendere parte a quello scontro... All'inizio rimasi a guardare da lontano, ma ben presto non ne fui più in grado. >>
Continuò subito dopo.
Realizzando che non stesse mentendo, Xernes rivolse la sua attenzione ancora una volta verso Ehra e il demone privo di sensi, leggermente infastidito che Iris non fosse stata di nessun aiuto.


<< Se odi la violenza, per quale motivo sei diventata un membro dei Dodici Generali? >>
Le domandò Sarah.
Aveva ancora qualche minuto prima che Ehra finisse le preparazioni, quindi decise di provare a ottenere alcune risposte extra da quella donna.

<< Non ho mai voluto diventare uno dei Dodici. >>
Rispose Iris, cogliendo Sarah e Xernes alla sprovvista.

<< Fu Bael a scegliermi. E' sempre stato lui a scegliere chi diventa un Generale, e chi non ha il talento per diventarlo. >>
Continuò.

<< Fu Lord Azael a raccomandarmi. A quel tempo ero solamente la sua servitrice, ma lui disse che avessi potuto fare di meglio, con le mie capacità. >>
In quell'istante la donna mostrò un sorriso pieno di tristezza e rammarico.

<< Azael... Lui salvò la mia vita, molto tempo fa, quando venni attaccata da un gruppo di umani e mi rifiutai di combatterli. Rimasi al suo servizio da quel momento, giurando che avrei ripagato la sua gentilezza. Per questo motivo, quando mi chiese di accettare il ruolo come membro dei Dodici, accettai la sua richiesta. >>
Concluse subito dopo.



Sentendo quelle parole, Vermilion non fu in grado di fare altro se non esplodere in una grassa e genuina risata.

<< Gentilezza? Salvare la vita? >>
Esclamò, riuscendo a malapena a trattenere le lacrime da quanto avesse trovato quelle parole divertenti e, allo stesso tempo, prive di senso.

<< Parliamo dello stesso demone? >>
Le domandò subito dopo.
Quella domanda fece infastidire Iris, che ricambiò il tono di scherno della ragazza con uno rabbioso.

<< Lord Azael non è decisamente un santo, ma se sono viva lo devo solo a lui! >>
Esclamò la donna.

<< "Lord Azael" è un mostro. >>
Aggiunse Andromeda, attirando l'attenzione di Iris.

Il suo sguardo freddo e cupo era fisso sulla donna demone, talmente intenso che sembrava avrebbe potuto farla a pezzi senza neanche sguainare la sua arma.
Uno sguardo pieno di rabbia e rancore che spaventò perfino lei.

<< Quel bastardo ha ucciso due persone a cui tenevo più di chiunque altro! Quell'infame è la causa principale della disfatta di diciassette anni fa! Quel mostro ha fatto un massacro che non ha rivali in tutta la nostra storia! >>
Disse il soldato, ringhiando con una furia che a malapena fu in grado di controllare.

<< Se devi parlare bene di quel fottutissimo animale, non permetterti di farlo davanti a me o giuro su ogni cosa che mi rimane che ti farò a pezzi esattamente come ho fatto con lui, sgualdrina da quattro soldi!!! >>
Il silenzio cadde all'interno di quella stanza, dopo che Andromeda disse quelle parole. Iris evitò rapidamente lo sguardo del soldato, mentre i suoi occhi si fecero lucidi, riprendendo a curare per conto suo le ferite che subì durante lo scontro con Belzebub.


<< So che... Azael vi abbia causato un dolore immenso... >>
Disse subito dopo.
La sua voce tremava, ma non dalla paura.

<< ... Ma non posso comunque voltare le spalle verso colui che mi ha salvato la vita. >>
Prima che Andromeda potesse risponderle, Ehra toccò la sua spalla, attirando la sua attenzione.

Scosse la testa, per poi posare il suo sguardo di nuovo su Astarte.

<< Ho finito i preparativi. >>
Disse la donna, attirando l'attenzione su di se e chiudendo quell'argomento.


Iris, nel mentre, si voltò verso Vermilion: non poté fare a meno di essere incuriosita su come quella ragazzina sapesse qualcosa su Azael.


Sulla fronte di Astarte era stato disegnato uno strano cerchio magico, con la cera di una candela, che nessuno, dentro quella stanza, vide mai prima d'allora.
Vi erano incise delle strane rune che non rispecchiarono nessuna lingua mai vista su Gaia, e nonostante il cerchio magico fosse simile a quelli usati nell'arte dell'alchimia, c'era comunque qualcosa di strano che i presenti non fu in grado di riconoscere.

<< E' la ruota del Samsara... >>
Disse Ehra, notando le espressioni confuse dei presenti.

<< ...Incisa sopra un cerchio magico che, sicuramente, avete già riconosciuto. In questo modo dovrei riuscire a far riemergere brevemente le memorie di Lilith, senza dover avvertire il necromante. >>
Quelle parole terrorizzarono Iris.

<< Li...Lilith? >>
Domandò, non riuscendo a capire di cosa stessero parlando.

<< Che ha a che fare mia sorella con... Astarte? >>
Aggiunse subito dopo.

<< Sono lo stesso essere. >>
La risposta di Ehra fece venire un attacco di panico al demone.
Si portò una mano davanti alla bocca, non riuscendo a credere a ciò che avesse appena sentito, quasi come se avesse potuto vomitare da un momento all'altro.
Le lacrime cominciarono ben presto a farsi largo nel suo volto, mentre provò in tutti modi a trattenerle e a negare che fosse possibile.

<< Che tu ci creda o meno, avrai la risposta a breve. >>
Disse Ehra, sospirando.


<< Ora... Cominciamo. >>
In quell'istante la donna poggiò due dita al centro della ruota incisa sulla fronte di Astarte: passarono alcuni secondi, e il corpo di Astarte cominciò a saltare nel letto, come se stesse avendo delle convulsioni.
Ehra chiese rapidamente a Sarah, Xernes e Andromeda di tenerla ferma, che il processo non avrebbe richiesto molto tempo, ma non poteva permettere al cerchio magico impresso sulla fronte del demone di essere alterato.

Pochi istanti dopo, Astarte sembrò tornare in se: cominciò a urlare dal dolore, ruggendo, con gli occhi completamente bianchi.
Durò pochi secondi... Poi si lasciò andare improvvisamente come se fosse morta.


<< Ha... Funzionato? >>
Domandò Andromeda.

Ehra rispose con un cenno positivo del capo.
Fu in quell'istante che la donna demone distesa nel letto cominciò lentamente a riaprire le palpebre, per poi guardarsi intorno con uno sguardo confuso e molto più calmo rispetto a prima.





Nel mentre, nel palazzo di Lucifer, il comandante dei demoni smise improvvisamente di leggere il libro che prese dalla sua biblioteca, per poi osservare l'orizzonte che si espandeva fuori dalla finestra della sua stanza, senza proferire parola.
Il suo sguardo si fece improvvisamente cupo, e chiuse con forza il libro, per poi appoggiarlo delicatamente su un tavolo vicino a se.


A quel punto si alzò lentamente dalla poltrona rossa su cui rimase seduto fino a quel momento, avvicinandosi alla finestra e fissando le montagne davanti a se.


* ... *
Continuò a fissare qualcosa in distanza, senza proferire parola, portando entrambe le mani dietro la sua schiena.


* Irritante. *
Disse, finalmente, mentre il vetro davanti a lui cominciò improvvisamente a riempirsi di crepe, come se sottoposto a una intensa pressione.


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Fine del capitolo 12-2, grazie di avermi seguito e alla prossima!




 

   
 
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