Storie originali > Soprannaturale
Segui la storia  |       
Autore: Tracordelia    20/11/2021    0 recensioni
Cinque adolescenti orfani, cinque ragazzi con qualcosa di speciale che non possono condividere, rinchiusi in un mondo di catene e pregiudizi. Un uomo misterioso e buffo che appare dal nulla e dal nulla sparisce, un'incantevole casa nel cui giardino posa un grande albero e una serie di situazioni e ostacoli che permetteranno loro di crescere e, forse, diventare grandi.
Genere: Fantasy, Introspettivo, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
 <<  
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Era domenica mattina, una di quelle in cui le nonne restano in casa a preparare il sugo e i genitori escono coi bambini per portarli al parco, a prendere una cioccolata o per giocare con loro a palle di neve. La vita normale di tutti i bambini normali, ma la normalità è un lusso che non appartiene a tutti.
Cordelia riponeva le sue cose in valigia con accurata precisione, non amava le pieghe e le stropicciature, anche se in realtà la sua principale preoccupazione erano i libri, le avevano spiegato che non poteva portarli con sè e che si sarebbe dovuta limitare a portarsi via quei pochi vestiti che aveva. Non le avevano detto dove era diretta, da chi era stata adottata, si rifiutavano di dirle qualsiasi cosa, quindi non sapeva cosa aspettarsi e lei che era una pianificatrice non era abituata a quella sensazione. Se Cordelia era una persona precisa, però, Mia era l'esatto opposto.
Lì nella sua stanza il pavimento era invaso da panni, fogli di giornali, borse e gioielli sparsi, posizionata sopra il letto la sua valigia rossa già quasi piena di vestiti buttati in un ordine confuso, se la sua compagna di stanza fosse entrata in quel momento le avrebbe fatto una scenata e in caso normale avrebbero litigato, ma quel giorno era stranamente di buon umore... non sapeva perché ma aveva delle sensazioni posititive, come se qualcosa di incredibile stesse per succederle.
Christopher era seduto nello studio del direttore, lo guardava fisso negli occhi ma non spiccicava parola. L'uomo si stava raccomandando sugli atteggiamenti d'avere, il comportamento da assumere e quello da evitare, come se fosse un robottino telecomandato. Un po' lo capiva, dopo tutti i fallimenti precedenti, speravano sempre fosse la volta giusta. A Christopher non interessava, nemmeno lo infastidiva, prendeva tutto come faceva sempre: con freddezza. Quindi lo lasciava parlare e lo ascoltava, quando ebbe finito l'uomo gli chiese se aveva capito tutto o se aveva domande. - Ho capito. Non ho niente da dire.-
Si alzò e uscì dal suo studio.
Elio era contento, non aveva idea di dove sarebbe capitato ma di una cosa era sicuro: non sarebbe più stato invisibile.
Aveva pensato a tutto, non avrebbe straparlato e nemmeno sarebbe stato in silenzio. Avrebbe usato la giusta misura di parole per essere considerato normale, non si sarebbe mostrato debole e nemmeno prepotente, così da non essere vittima e nemmeno temuto, non avrebbe fatto battute stupide e avrebbe riso a quelle degli altri, così da non essere un giullare ma anche alla mano, e non avrebbe più dovuto rendersi invisibile per sentirsi parte di un gruppo. Mentre metteva le sue ultime cose nel bagaglio a mano diede un'occhiata al suo riflesso nello specchio e, per un momento, gli piacque vedersi.
Rebecca aveva mille domande in teste e mille paure, da una parte la curiosità e la voglia di capire cosa sarebbe stata della sua vita da quel momento in poi, dall'altra la paura che la sua ''stranezza'' potesse crearle troppi problemi. In qualsiasi circostanza, davanti a qualsiasi persona, poco importava se le piacesse o no, sapeva che c'era una sola cosa da fare: non affezionarsi mai. Solo così, forse, avrebbe tenuto le sue emozioni a bada e non si sarebbe fatta prendere da quelle degli altri.

L'aria di quella domenica era magica, la si respirava. La si poteva quasi vedere la magia, intorno a ognuno di loro c'era la magia, si liberava nell'aria.
Cordelia si alzò i lunghi capelli neri in un elastico rosso e mise il suo giubbotto per raggiungere l'auto che la aspettava fuori, la valigia era già in macchina. Elio era talmente speranzoso per il futuro che non ci rimase nemmeno poi così male nel constatare che nessuno dei suoi compagni era andato a salutarlo. Christopher salutò tutti con strette di mano e qualche cenno e senza tanti fronzoli uscì dalla struttura e raggiunse l'auto. Rebecca voleva solo mettersi comoda sul sedile e ascoltare la musica guardando la neve scendere fuori dal finestrino, e Mia voleva la sua uscita grandiosa quindi una volta arrivata alla porta si voltò un'ultima volta, fece un cenno e le bottiglie di latte presenti nel frigo saltarono in aria. E poi, sorridendo, salì nella macchina che la aspettava. A qualche ora di distanza rispetto alla posizione di ogni ragazzo, nella piccola e accogliente Merizia, il signor Chestern salutava per l'ultima volta gli operai. La casa era pronta.
   
 
Leggi le 0 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<  
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Soprannaturale / Vai alla pagina dell'autore: Tracordelia