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Autore: ChrisAndreini    28/12/2021    0 recensioni
Una raccolta di momenti di vita della Corona Crew. Comici, tragici, introspettivi. Bocconi di vita, dai momenti più gioiosi a quelli più tragici. Un gruppo di amici e la loro semplice e allo stesso tempo complessa storia, nel corso degli anni.
Le piccole avventure di una matchmaker, un ansioso, un aspirante mago, un giovane imprenditore, un gran lavoratore, un'ereditiera tsundere, un'altra tsundere ma meno ereditiera, un artista iperattivo e il resto della loro allegra brigata di gente matta.
È collegata alla storia "Corona Crew", nella sezione romantica, ma molti capitoli potranno essere letti anche singolarmente... spero.
Cap. 1:
"...spesso in momenti come questo si chiedeva se si nascondeva perché era minuto, o se la natura gli aveva concesso l’essere minuto per dargli la possibilità di nascondersi.
Purtroppo non era un ottimista, e solitamente il dibattito filosofico si concludeva sempre con un sicuro “se fossi grande e grosso non avrei di certo bisogno di nascondermi” dopo il quale si lamentava con madre natura matrigna per non avergli dato questa possibilità"
Genere: Introspettivo, Sentimentale, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash, FemSlash
Note: Missing Moments, Raccolta, What if? | Avvertimenti: Tematiche delicate
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Corona Crew'
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Cronache dell’accademia di Agaliria: Primo giorno

 

Nota iniziale: Questa one shot è la prima di una serie, probabilmente, e si svolge dopo la fine della storia principale, quindi è sconsigliato leggerla se non si è completata Corona Crew.

Inoltre tutte le parti in corsivo sono teoricamente dette in tedesco.

Quelle in grassetto sono in francese.

 

Borsa di studio: presa.

Approvazione del re: conquistata.

Trasferimento: completato.

Jet leg: quasi del tutto superato.

Profilo: molto molto basso.

Ansia ed eccitazione insieme: alle stelle!

Max era già stato all’Accademia di Agaliria per finalizzare i dettagli della propria iscrizione e per sostenere il test di ammissione e quello per la borsa di studio, ma quello sarebbe stato il suo primo giorno di lezione ufficiale, e non stava più nella pelle.

Non che fosse uno studente alle prime armi, dato che aveva conseguito sia una laurea breve che una magistrale in archeologia, ma arte e politica erano due cose molto, molto diverse.

Anche se non era solo politica che avrebbe dovuto studiare, ma politica, economia, lingue e un triliardo di altre cose tra cui etichetta.

L’accademia di Agaliria era un’istituzione di elite. Probabilmente l’unico motivo per cui Max era riuscito ad ottenere una borsa di studio, era la sua relazione con la principessa del regno di tale scuola d’elite, ma non gli piaceva pensare che fosse raccomandato, solo con una preparazione avvantaggiata.

L’esame per la borsa di studio, dopotutto, l’aveva conseguito con le sue sole forze, studiando per più di nove mesi senza neanche un secondo di respiro.

Pensate che su Duolingo aveva raggiunto la lega Diamante ed era al primo posto da così tanti giorni che il gufetto omicida gli faceva addirittura i complimenti quando entrava nell’applicazione, e non gli mandava notifiche per ricordargli di studiare con inquietanti messaggi del calibro di “Come si scrive “MORIRE” in spagnolo? Entra nell’app e scoprilo”.

Quando aveva un po’ di tempo libero per entrarci dato che lo studio del tedesco, del francese e dello spagnolo erano riservate al suo tempo libero quando non era impegnato con storia, politica, economia eccetera.

Insomma, ora che finalmente era entrato all’accademia, sperava che quantomeno il primo giorno sarebbe riuscito a respirare, e imparare con l’aiuto dei professionali insegnanti.

Non aveva idea che la sua sofferenza era solo all’inizio.

Ma andiamo con ordine.

Il primo appuntamento della giornata fu l’orientamento, con il rettore e tutti gli insegnanti.

Come si confaceva ad un futuro re di Agaliria, Max si diresse nell’aula principale con ben quaranta minuti di anticipo, e fu piuttosto rassicurato nel rendersi conto di essere stato il primo.

Aprì il fedele (solo a lui) Duolingo per ripassare un po’ il suo tedesco, nell’attesa che la sala si riempisse.

E gli studenti non tardarono ad arrivare.

I primi furono due fratelli dagli abiti estremamente eleganti e la carnagione scura. Entrarono entrambi, soprattutto la sorella, con energia e sicurezza.

-Visto, siamo i pri…- ma la voce della ragazza, che parlava francese, si spense e il suo volto si incupì quando notò Max seduto in prima fila, che fece loro un sorriso e un cortese e formale cenno di saluto.

Oltre a lui, c’era solo un’altra persona tra gli studenti a non essere di nobili origini, quindi era meglio comportarsi a modo con tutti quelli che vedeva.

-Ah, sei stata battuta- ridacchiò il fratello, prendendola in giro. Lei lo guardò storto, e si sedette lontana da Max, sempre in prima fila, e a braccia incrociate.

Max valutò l’idea di fare conversazione, ma il linguaggio del corpo di entrambi era piuttosto chiaro, e imponeva di non disturbare, quindi tornò alla propria lezione di tedesco su telefono.

Molto presto giunsero anche un gruppo compatto di nobili che parlavano amabilmente tra di loro, e si misero da un’altra parte ancora della sala, senza degnare i presenti né di uno sguardo, né tantomeno di un saluto.

Forse i due fratelli erano isolati anche tra i nobili. Poteva essere un’occasione per avvicinarsi a loro. Max sapeva di aver bisogno di conoscenze e alleati in quella giungla. Non poteva sopravvivere solo con le sue forze.

Ma prima che potesse provare ad approcciarli, un altro paio di persone entrarono, tra cui una ragazza con stile preppy e lunghissimi capelli, e un ragazzo con gli occhiali e i capelli rossi, e si aggregarono a loro, come se li conoscessero da sempre.

Un gruppo era molto più difficile da approcciare rispetto ad una coppia.

Quando mancavano circa dieci minuti all’orientamento, arrivarono anche i professori, e il rettore, che controllarono la stanza, e sorrisero verso le persone in anticipo. Iniziarono a preparare il materiale. Max decise di mettere da parte il telefono perché era irrispettoso usarlo, e tirò fuori un libro di economia, per portarsi avanti con lo studio.

Era l’unico che si stesse dando pena per studiare. Forse era irrispettoso anche leggere davanti a professori e al rettore, ma non poteva perdere ben dieci minuti a girarsi i pollici, e a differenza di quasi tutti gli altri lì dentro, lui non aveva avuto una istruzione nobile, e non si preparava alla politica da tutta la vita.

A cinque minuti dall’inizio dell’orientamento, finalmente gli ultimi due studenti arrivarono. Entrambi biondi, entrambi che Max conosceva per motivi diversi, ma completamente opposti sotto ogni punto di vista.

Uno di loro arrivò trafelato, vestito elegante ma malmesso, salutò con profondo rispetto, e si sedette nel primo posto disponibile riprendendo fiato e cercando di asciugare il sudore palese sulla sua fronte. Max non conosceva il suo nome, ma l’aveva visto al test di ammissione per ottenere la borsa di studio, e gli aveva fatto una buona impressione.

Il secondo sembrava annoiato, vestito estremamente elegante, salutò quasi distrattamente e si avvicinò al gruppo dei nobili irrispettosi, che era dall’altra parte della stanza, ignaro di essere sì, in anticipo, ma in ritardo per i tempi richiesti da quel luogo. Era Bastien Borsche, duca, ex promesso sposo della principessa Veronika e unica persona al mondo che provava per Max un senso di profondo odio, dato che il ragazzo era piuttosto amabile in generale.

Un’insegnante, che aveva un blocco per appunti tra le mani, segnò un paio di informazioni, e poi fece cenno al rettore, che si alzò in piedi.

Max si affrettò a chiudere il libro e a mettersi in ascolto.

-Bene, ora che siamo tutti, è il momento di cominciare con l’orientamento. Innanzitutto devo ammettere di essere piacevolmente colpito dall’anticipo che avete dimostrato. Come sapete tutti quanti, la puntualità è dei gentiluomini, mentre l’anticipo è dei re. E non tutti voi diverrete dei sovrani, ma se siete qui di certo non escludete l’idea. E sarà questo il nostro compito: farvi diventare dei perfetti pilastri per il nostro piccolo ma florido regno- iniziò il discorso. 

Un basilare discorso di inizio anno, solo leggermente più pomposo e formale.

I professori illustrarono le rispettive materie, gli orari, e risposero a varie domande sui corsi. Non ce ne furono molte, dato che porre delle domande significava ammettere di non sapere qualcosa, ed era inconcepibile a molti nobili di alta classe.

-Bene, ora prima di salutarci, ho una sorpresa per tutti voi: direttamente dal palazzo, ho l’onore immenso di presentarvi, anche se molti di voi la conoscono già, la principessa Veronika Laura Krone di Agaliria- alla fine, il rettore si alzò, insieme ai suoi colleghi, e presentò l’ultima persona che Max si sarebbe aspettato di vedere in quel momento, e il motivo per il quale era lì in primo luogo.

Fu il primo studente ad alzarsi, mentre dalle porte entrava composta la principessa del regno, unica erede, e donna che Max amava con tutto il cuore.

Non riuscì a trattenere un enorme sorriso alla sua vista, ed era rimasto così incantato che per poco si dimenticò di inchinarsi quando raggiunse il palchetto dove era posta la cattedra.

-Prego, risedetevi- la principessa incoraggiò gli studenti con un cenno, prima di sedersi accanto al rettore.

-A dire il vero sarebbe dovuto essere mio padre a dare il via all’anno scolastico, ma l’accademia di Agaliria è un progetto che mi sta particolarmente a cuore…- la principessa cominciò il suo discorso, e fece un enorme sorriso in direzione di Max, cercando di essere comunque discreta.

-…pertanto ho insistito per essere io la responsabile del discorso di benvenuto. Ero ansiosa di vedervi tutti. Non sarà una passeggiata, ma spero vivamente di lavorare con voi un giorno. Diamo del nostro meglio per rendere Agaliria un regno sempre più prospero. Ma non solo Agaliria, ovviamente. Cerchiamo di imparare, migliorarci, e rendere il mondo intero un posto migliore: con giuste regole, privo di discriminazione, in armonia con la natura che ci circonda, e mantenendo vive le tradizioni patrimonio fondamentale della nostra cultura senza per questo restare troppo ancorati al passato. Il cambiamento e il futuro sono anche nelle nostre mani- sebbene Veronika avesse imparato il discorso a memoria, lo disse con tale convinzione e dolcezza che nessuno poteva dubitare che venisse dal cuore. Guardò tutti loro, uno a uno, dritti negli occhi, prima di continuare.

-Lo so, è un po’ utopistico, ma bisogna puntare oltre la galassia se si vogliono raggiungere le stelle. Ora, andando più sul pratico, il nuovo corso di studi dell’accademia di Agaliria è pensato per…- dopo l’incoraggiamento, Veronika spiegò il lato pratico dell’esperienza. Max aveva aiutato in parte a progettare il tutto, quindi sapeva buona parte delle informazioni, ma dalla bocca di Veronika uscivano ancora più incantevoli.

-Avete qualche domanda?- chiese poi la ragazza, rivolta agli studenti.

Max dubitava ce ne sarebbe stata qualcuna. Se gli orgogliosi nobili avevano evitato di fare domande ai professori per non risultare ignoranti, figurarsi se osavano porne alla principessa del regno, futura regina di Agaliria e possibile futura moglie di uno di loro, dato che la laurea di quel corso rendeva idonei alla corona, anche se non era venduta esclusivamente per quel motivo.

Sorprendentemente, una mano si alzò, e Max intuì da come il sorriso di Veronika si congelò sul suo volto, chi fosse colui ad averla alzata.

-Sì, duca Borsche?- la principessa diede la parola a Bastien.

-Solo una semplice specificazione: quindi chiunque si laureerà da qui potrà sposarti, giusto? Chiunque egli sia avrà il diritto di sposarti, non è così?- chiese, senza alcuna formalità, ma con tono estremamente irritato.

Max non lo biasimava del tutto, a dire il vero, dato che all’inizio dell’anno avrebbe dovuto sposarsi dopo un fidanzamento durato tutta la loro vita, ma non gli piacque comunque il tono che usò, affatto. Nessuno poteva permettersi di trattare Veronika in quel modo.

Cercò comunque di non girarsi a guardarlo e mantenere la calma come stava già facendo Veronika, che infatti non si scompose di una virgola.

-Una laurea in questa prestigiosa università certifica che si è adeguati a ricoprire un ruolo di rilievo nella politica nazionale e internazionale, quindi sì, chiunque abbia una laurea da questa università sarà idoneo a diventare eventualmente re. Ma ovviamente la decisione finale del mio coniuge spetterà a me e a mio padre. Lo scopo primario di questo corso non è trovarmi un marito, duca- rispose la ragazza, con fermezza e autorità.

-Quindi potremmo ritrovarci ad affidare il nostro amato regno ad uno straniero senza alcuna preparazione. Interessante decreto- Bastien lanciò una frecciatina dritta contro Max, cosa resa chiara dal fatto che aveva improvvisamente iniziato a parlare inglese, e il ragazzo chiamato in causa dovette far fronte a tutto il suo autocontrollo per non girarsi a guardarlo. Sentiva lo sguardo di tutti i nobili, e vedeva anche quello dei professori e del rettore, su di sé.

Era l’unico non europeo, uno dei due non nobili, e il più isolato in generale nei posti a sedere.

-La preparazione viene da questa università. Ed è aperta a tutto il mondo. Chiunque si trova qui in questo momento ha dimostrato di possedere le abilità necessarie per cominciare questo percorso, ma dovrà dare il massimo per dimostrare di meritarsi la laurea. E questo vale anche per te, Bastien- alla fine Veronika lasciò perdere completamente le formalità, pur restando professionale e composta, switchando senza alcun problema a sua volta la lingua.

Bastien non ribatté, ma lo sguardo torvo dei presenti in direzione di Max non si acquietò.

Veronika si affrettò a cambiare argomento.

-Altre domande?- chiese, riacquistando il sorriso.

Non ce ne furono.

-Perfetto! Vi auguro di passare uno splendido primo giorno. Sarò presente per numerose lezioni ed esami nel corso di questi anni. Non sono una studentessa ma sono comunque desiderosa di migliorarmi per essere una principessa esemplare, quindi spero che riusciremo ad avere un buon rapporto. Ora purtroppo devo andare. Ho delle faccende importanti da sbrigare a palazzo. Buona fortuna a tutti! E arrivederci, professori, e rettore- con un saluto verso di loro e un rispettoso e formale cenno del capo ai professori, la principessa uscì dalla stanza, elegante, perfetta. Memento del motivo principale per il quale Max era lì.

-L’assemblea è aggiornata. Tra venti minuti comincia la prima lezione di economia, siate puntuali- il rettore congedò gli studenti, che comunque aspettarono che tutti i professori fossero andati via per rilassarsi.

Max controllò l’orario, e decise di dirigersi direttamente nell’aula di economia.

Mentre usciva, notò finalmente lo sguardo di Bastien, che lo fissava con odio malcelato. 

Notò anche che tutti i posti accanto a lui erano vuoti, e nessuno sembrava voler intrattenere una conversazione con lui.

In quel momento, mentre attraversava le porte dell’aula, Max si rese conto di una cosa che fino a quel momento non aveva valutato: Bastien era stato isolato. In quel mondo di nobili che dovevano vincere a tutti i costi, essere l’ex fidanzato della principessa, che era stato praticamente abbandonato all’altare, era un’onta incancellabile. E le sue uscite di rabbia, molte delle quali erano finite sul giornale, non lo stavano aiutando affatto a riconquistare il favore del pubblico e dei nobili.

Tutti quelli che erano lì avevano il desiderio di conquistare il re e la principessa. E nessuno avrebbe preso le parti con una persona che chiaramente la principessa non sopportava.

Max aveva a lungo pensato che Bastien fosse il suo maggior rivale, ma ora si rendeva finalmente conto che era solo un poveraccio, per niente abituato a perdere, che aveva perso tutto e non sapeva come comportarsi.

Provò una certa pena per lui. 

Ma non aveva tempo di farsi prendere dall’empatia.

 

Dopo la prima lezione di economia c’era la pausa pranzo, ma Max non aveva tempo da perdere, perché doveva rivedere gli appunti, partecipare ad una lezione di spagnolo su Duolingo, e possibilmente preparasi alla lezione successiva.

Per fortuna si era preparato un’insalata fresca da mangiare a pranzo, in modo da non perdere tempo con la fila alla mensa.

Sì, la mensa era il luogo migliore dove stringere amicizia, ma Max doveva essere preparato, soprattutto quel giorno. Voleva fare una buona prima impressione ai professori. E aveva già avuto troppe difficoltà a seguire economia.

Più per la lingua che per i concetti, ma non era consolante.

Si sedette poco fuori dalla mensa su una panchina vicino alla fontana, con il suo piatto e un il quaderno, senza prestare minimamente attenzione all’ambiente circostante.

Quindi quando sentì una voce in tedesco al suo fianco, per poco non fece cadere tutto quanto a terra sobbalzando per la sorpresa.

-Ciao, ti ho visto al… ah! Scusa, ti ho spaventato?- il ragazzo che lo aveva raggiunto capì subito la situazione e si affrettò ad aiutarlo, tenendo in equilibrio il quaderno.

-Oh, salve. No, sì… ero concentrato, scusami… aspetta, lo dovrei dire in tedesco… scusami, ero…- Max andò totalmente nel pallone, ma il ragazzo lo interruppe con una risatina.

-Tranquillo, parlo anche inglese. Sei americano, giusto? Ti ho visto all’esame per la borsa di studio. Mi chiamo Helios, Krüger- il ragazzo che per poco non gli aveva procurato un infarto si rivelò essere il secondo “ritardatario” all’orientamento, il biondino sudato per la corsa. Ora che era più riposato si rivelò essere piuttosto energico, con un grande sorriso brillante quanto i suoi capelli dorati, lentiggini e un’aria molto imbarazzata.

-Sì, mi ricordo. Io sono Max, Max Sleefing- Max gli strinse la mano, recuperando la compostezza, anche se Helios non sembrava un tipo molto formale.

-Scusa se sono piombato così all’improvviso, ma, ecco, non conosco nessuno, e siamo gli unici due non nobili… credo… sì, quell’esame era per i non nobili, quindi insomma, speravo di… conoscerci. Scusa sono un po’… ugh, spero ci sia un corso sulla comunicazione in questa università- il ragazzo seppellì il volto tra le mani, rosso come un pomodoro.

Max ridacchiò, intenerito, e lo invitò a sedersi accanto a lui.

-Credo sia al secondo anno: “Comunicazione formale per la diplomazia”- ricordò poi, pensieroso.

-Grazie al cielo. Non vedo l’ora di arrivare a quel corso allora- Helios giocherellò con una ciocca di capelli, a disagio.

Sembrava un ragazzo molto alla mano, e Max era piuttosto bravo a giudicare le persone, anche se mai quanto lo fosse la sua migliore amica Clover.

Sarebbe stato davvero ottimo riuscire a fare amicizia con qualcuno come lui.

-Io temo più tutto il resto. Le relazioni con il prossimo sono più o meno il mio campo- ammise, aprendosi un po’ ma non troppo.

-Hai esperienza di diplomazia?- chiese Helios, curioso e affascinato.

Max fu quasi in procinto di rivelargli che aveva avuto più di un colloquio con il re di Agaliria, ma decise di non esporsi ancora troppo.

-Anni da cameriere insegnano una cosa o due. E ho fatto anche il babysitter, e l’assistente di un professore universitario... è già qualcosa dai- disse invece. Non era un segreto che venisse da un background tutt’altro che ricco.

-Fighissimo! Scusa la domanda, ma quanti anni hai?- chiese Helios, affascinato.

-Venticinque, compiuti qualche giorno fa. Tu?- 

-Ventitré, ma non ho neanche la metà dell’esperienza lavorativa che hai tu. Dopo il liceo ho iniziato l’università, scienze politiche, proprio qui ad Agaliria, ma il corso basico, diciamo. Mi sono laureato qualche mese fa e ho pensato… dai, proviamo il corso per vip, ed è un miracolo che sia rientrato- Helios, al contrario di Max, non aveva esitazioni ad esporsi. Si vedeva che era molto socievole… e molto solo in quel contesto dove tutti si conoscevano ed erano di classe sociale superiore.

-Solo l’elite entra qui, quindi te lo sei meritato- Max provò ad incoraggiarlo. Tra tutti gli studenti probabilmente era lui a meritare di più di essere lì. Quasi tutti erano nobili con parecchie conoscenze, mentre Max era un mezzo raccomandato, dopotutto (in realtà no perché aveva lavorato un sacco per entrare e nessuno aveva messo nessuna buona parola per lui ma lui pensa di esserlo).

-Vorrei avere la tua sicurezza- Helios non sembrò molto convinto, anche se sorrise caldamente a Max. 

-È tutta facciata, fidati. Che vuoi fare dopo l’università?- Max decise di cambiare argomento. Era il primo poco convinto delle proprie abilità. E poi era davvero curioso di conoscere le motivazioni che avevano spinto le persone a partecipare a quel nuovo e particolare corso di studi.

-Entrare nel concilio dei ministri. Ho tante cose che vorrei proporre. Soprattutto decreti per i diritti sociali, sai. Contro le discriminazioni di etnia, genere, sessualità…- Helios si interruppe, un po’ a disagio, arrossendo appena. 

Oh… beh, era un motivo decisamente nobile. E chiaramente non indirizzato verso il diventare re sposando Veronika, cosa che Max apprezzava, perché sì, non era geloso, ma già soffriva abbastanza di sindrome da impostore, quindi meno spasimanti aveva l’amore della sua vita, meglio si sarebbe sentito psicologicamente.

-Concordo completamente. Personalmente sono più portato verso decreti ambientali, ma quelli sociali sono ugualmente importanti. Anche se so che legalmente Agaliria è molto progressista- cavalcò l’onda dell’innovazione, anche per mostrare al suo nuovo amico quanto fosse favorevole alla sua idea.

-Beh… sulla carta, ma è un po’ tradizionalista andando a fondo- Helios abbassò lo sguardo un po’ turbato. Max valutò l’idea di rivelargli la propria sessualità, per farlo sentire a suo agio, ma venne fermato da una voce poco distante, che si rivolse a lui, e non era affatto contenta.

-Eccoti, maledetto traditore dello stato e terzo incomodo e… krass, quanto ti odio!- Max non riuscì a non sospirare quando riconobbe la fastidiosa voce di Bastien, che sembrava rivolgersi direttamente a lui.

-Buon pomeriggio, duca Borsche- lo salutò, alzandosi in piedi e sorridendogli formalmente, con un leggero inchino.

-Lascia perdere le formalità! La tua falsità è il lato più irritante di te- Bastien non ricambiò il saluto, e incrociò le braccia, squadrando Max dall’altro in basso.

Max sospirò.

-Preferisco considerarmi cortese piuttosto che falso. Mi dispiace che tu abbia un problema con me, perché l’astio non è affatto reciproco- provò a calmarlo, ma ottenne solo di farlo irritare di più.

-Quindi ti piace rovinare la vita delle persone per sport, eh? O sei solo così ambizioso da non avere alcun ritegno verso le persone a cui rovini la vita nella tua scalata al successo?!- iniziò ad accusarlo, a voce alta, con un dito per aria.

Max si guardò intorno, e notò che oltre a Helios, che era rimasto seduto e fissava i due con preoccupazione come se fosse pronto ad intervenire da un momento all’altro ma non sapesse minimamente come fare, anche altri studenti, tra cui i due fratelli che erano arrivati secondi alla presentazione, erano in ascolto, e osservavano con curiosità nella loro direzione.

Bastien non era mai stato bravo nella discrezione. Max ricordava ancora come avesse rischiato più di uno scandalo a causa della sua bocca larga e del suo temperamento impulsivo. La scenata all’aeroporto di Agaliria, il giorno in cui Max aveva conosciuto il re, era stata il vero motivo che gli aveva fatto perdere il fidanzamento con la principessa.

Ma probabilmente nessuno glielo aveva fatto presente.

O forse era lui a non aver creduto ai fatti, troppo concentrato su sé stesso e su ciò che aveva perso.

-Sono spiacente che tu creda che io ti abbia rovinato la vita. Non ho mai voluto ferire nessuno, e non ho mai avuto alcun interesse nello “scalare al successo”, specialmente a scapito di altri. Voglio solo dare il mio massimo per questo regno- cercò di spiegarsi, con calma.

Si sentiva un po’ in colpa per le condizioni del duca, ma sapeva consciamente di non essere responsabile della sua disfatta, e in ogni caso, aveva salvato Veronika da un matrimonio infelice. Che l’avesse poi sposata lui o no, era felice che non avesse dovuto sposare Bastien, quantomeno.

E poi… era convinto che per certi versi anche Bastien fosse stato salvato da un ruolo troppo grande per lui.

-Non hai alcun diritto in questo regno! Non sei di Agaliria. Non ti importa niente di Agaliria! Vuoi soltanto fregarmi la ragazza e avere soldi e potere! Credi che non sappiamo che tutta questa baracca è stata messa in piedi solo per te?! È tutta una stupida scusa per…- non aveva tutti i torti, ma ne aveva parecchi, e Max era stanco della sua lingua lunga nei suoi sfoghi impulsivi.

E soprattutto non voleva che il suo unico amico lì dentro pensasse che Max fosse un raccomandato! Non aveva mai voluto il trono! Voleva solo avere il diritto e le capacità per sposare l’amore della sua vita! E sentirsi meno inferiore a lei.

-Duca Borsche, la prego…- lo interruppe, con tono gentile, ma fermo -… capisco che lei sia turbato dalla situazione, ma non può accusare il re e la principessa di favoritismi. Hanno sempre voluto il meglio per il popolo, e si impegnano per rendere sempre migliore questo regno- Max si erse in difesa della monarchia. Non perché fosse necessariamente un monarchico, ma perché sapeva perfettamente che Agaliria fosse l’unico posto al mondo probabilmente dove la monarchia era quella idilliaca che vedi nei film Disney, dove non esiste corruzione né eccessiva differenza sociale ed economica. 

…beh, c’era comunque, ma non a causa di re Manfred e soprattutto della principessa Veronika, che stavano cercando di distruggere questa differenza e basare il potere sulla meritocrazia. 

-Io sono nato, cresciuto ed educato per diventare re, e se tu non fossi esistito, a quest’ora io sarei re! È tutta colpa tua!- come se non l’avesse sentito, Bastien continuò a lamentarsi. Questa volta, però, colpì Max nel segno.

Sia per l’uso delle parole, che per il leggero tremore che aveva assunto la sua voce nel raccontare del suo diritto di nascita.

Max era molto bravo ad empatizzare, era lo psicologo non retribuito del suo gruppo di amici, e il pensiero che già aveva avuto all’inizio della giornata si completò nella sua mente.

Non solo Bastien era un poveraccio, per niente abituato a perdere, che aveva perso tutto e non sapeva come comportarsi. No, Bastien era anche un nobile schiacciato per tutta la vita dal peso delle responsabilità e con un futuro scritto che era stato cancellato senza che lui potesse fare nulla per impedirlo. La sua intera vita era stata basata su uno scopo, e ora che non aveva più tale scopo non sapeva dove aggrapparsi. 

-Diventare re è quello che vuoi davvero?- si ritrovò a chiedere Max, in un sussurro, riflettendo sulle motivazioni che spingevano il duca a comportarsi come un bambino viziato.

E a giudicare dalla reazione di Bastien, che sobbalzò come se Max l’avesse appena accoltellato, aveva colpito nel segno.

-C_cosa stai insinuando?- disse in un sussurro.

-Nulla, mi chiedo solo se il tuo desiderio di essere re sia perché lo desideri, o semplicemente perché non riesci a concepire la tua vita con alcun altro scopo che non sia l’essere re- si spiegò Max, con tranquillità, e anche un certo orgoglio nell’essere riuscito a trovare un modo per aiutare anche Bastien per ripagarlo di essere stato indirettamente complice della distruzione della sua vita.

Vedendo che non ribatteva, ma lo fissava boccheggiando come un pesce fuori dall’acqua, Max lo prese come un invito a continuare.

-Anche lo sposare la principessa Veronika… l’amavi davvero? O ti sei convinto ad amarla per sopportare l’idea di dover passare la tua intera vita con lei dato che non potevi fare altrimenti, costretto dal tuo dovere di nascita?-  Max continuò la psicanalizzazione. Senza malizia e senza alcun desiderio di mandare il cervello del suo interlocutore in pappa, ma con il sincero scopo di aiutarlo a rimettere le sue convinzioni in gioco, convinto che il suo intervento potesse aiutarlo.

E Bastien rimase a fissarlo, ormai neanche più con l’intento di ribattere, ma con espressione vuota e persa.

-Forse questa potrebbe essere un’opportunità per decidere da solo cosa vuoi davvero. Forse non sarai mai re, o forse lo diventerai un giorno comunque, ma pensa che grazie alla decisione del re e della principessa ora sei libero di scegliere il tuo futuro. Non è una bella sensazione, avere in mano la propria vita?- concluse Max, con un grande sorriso incoraggiante ed estremamente sincero, che però non venne recepito dal duca, che sembrò svegliarsi da un sonno quando si rese conto che il discorso era finito.

-Tu… io… oh, sta zitto! Non sai nulla di me! Sei pazzo! Ti odio! Vattene!- iniziò ad additarlo, la voce piena di panico, e ad indietreggiare come se Max potesse in qualche modo infettarlo, prima di scappare via dalla scena (e probabilmente andare ad avere una crisi d’identità in un posto isolato).

Max rimase in piedi confuso e ricapitolando nella sua mente la conversazione appena avuta.

Tutti gli studenti in cortile lo fissavano.

-Ho detto qualcosa di sconveniente?- chiese preoccupato a Helios, che lo fissava a bocca aperta e occhi brillanti, e che distolse lo sguardo arrossendo appena Max si rivolse a lui.

-No! No… è stato… fighissimo- lo rassicurò, giocherellando con una ciocca di capelli.

Max gli sorrise un po’ più tranquillo, e si risedette sulla panchina, tornando al proprio cibo e controllando l’ora per assicurarsi di non essere in ritardo per la successiva lezione. Mancava ancora parecchio per fortuna.

-Immagino che avrai delle domande sul mio rapporto con il duca Borsche, ma ti posso assicurare che sono soprattutto equivoci e incomprensioni- si rivolse nuovamente a Helios, sperando di poter rattoppare qualsiasi idea si fosse fatto di lui a causa di quell’imprevisto.

-Oh, tranquillo, l’ho capito… Cioè… non voglio supporre cose, e sembri uno veramente figo… cioè, come persona… cioè… qualsiasi sia il motivo per cui tu sia qui, e per il quale conosci il duca, o la principessa… io non ti giudico, né sto assumendo nulla… ugh, Helios, datti una calmata… quello che intendo dire è che vorrei essere tuo amico a prescindere da chi tu sia… socialmente intendo… perché mi piace la tua personalità. Ecco, l’ho detto… credo di aver fatto capire il concetto- il giocherellare con i capelli di Helios divenne quasi nevrotico mentre provava a non essere un disastro sociale con il suo nuovo amico. Max lo trovò adorabile.

-Hai fatto capire il concetto. Grazie. A dire il vero sono molto in ansia per tutto. E mi ci vorrebbe davvero un amico. Anche la tua personalità mi piace- Max ridacchiò per il modo di fare di Helios. Gli ricordava appena suo fratello Denny, anche se si vedeva che fossero molto diversi in quanto a personalità (e altezza… Helios è molto più alto).

-Ne sono davvero contento!- esclamò Helios, rassicurato, con un sorriso brillante quanto il sole. E considerando il colore dei suoi capelli e il suo nome, è un paragone azzeccato.

-E comunque, sono qui perché mi sono davvero innamorato di Agaliria- aggiunse poi il ragazzo, mettendo in chiaro di essere davvero affezionato al regno. Lo aveva conquistato interamente il primo momento in cui aveva messo piede lì, anche se era andato per motivi molto controversi la prima volta.

Helios annuì, e non indagò ulteriormente.

Il resto della pausa pranzo passò senza ulteriori imprevisti, ma a Max non sfuggì che le occhiate nella sua direzione non si fermarono, e non erano neanche particolarmente discrete.

La più insistente fu però quella della ragazza francese con il fratello, che lo fissò senza pudore per tutto il tempo, finché non venne richiamata dal fratello per andare a lezione.

-Minerva, se andiamo adesso saremo sicuramente i primi- le disse a voce abbastanza alta perché anche Max lo sentisse. Probabilmente perché la sorella era troppo concentrata e non lo avrebbe ascoltato altrimenti.

-Sicuramente…- rispose lei, molto tra sé.

Max incrociò lo sguardo con lei, e, a disagio, le fece un rispettoso cenno con il capo, al quale lei rispose con un sorrisino e un saluto formale, prima di alzarsi e seguire il fratello.

Max sperò fosse una cosa positiva, ma non ci avrebbe messo la mano sul fuoco.

I nobili sono parecchio imprevedibili.

 

Il resto della giornata procedette bene, ma una volta nel dormitorio, super lussuoso che sembrava uscito da un castello (e Max aveva visitato il castello reale, sapeva di cosa parlava), il ragazzo era mentalmente devastato.

Le lezioni erano pesantissime, soprattutto perché in un’altra lingua, e sentiva che la sua preparazione era meno sufficiente di quanto pensasse.

Certo, sapeva già tutte le informazioni che avevano dato a lezione di storia di Agaliria, ma era perché era un appassionato di storia e arte, quindi l’aveva studiata con particolare passione. 

Solo che il resto era stato devastante.

E dopo una cena molto frugale in compagnia di Helios, era pronto a rielaborare tutti gli appunti, preparare le lezioni del giorno successivo, e farsi qualche ora di tedesco su Duolingo prima di andare a dormire.

Giuro che questo capitolo non è sponsorizzato da Duolingo, solo che mia madre ci gioca un sacco e mi ha dato ispirazione (e di certo tutta la mia famiglia non è tenuta ostaggio dal gufetto malefico che mi ha minacciato di ucciderli se non lo sponsorizzo in questo capitolo).

Ma meme di Duolingo a parte…

Stava giusto rielaborando gli appunti guidato dalla forza d’inerzia e con gli occhi che quasi si chiudevano, quando un bussare alla finestra lo svegliò del tutto… e quasi gli fece prendere un infarto donandogli il sonno eterno.

Si girò verso la finestra convinto di trovarci Bastien venuto a vendicarsi, ma invece incrociò degli occhi vispi dietro occhiali molto spessi e quasi coperti da una zazzera di capelli castani tenuti a bada da un enorme cappello.

-Manny?!- esclamò, sorpreso, andando immediatamente alla finestra e facendo entrare il proprio ragazzo.

-Come è andato il primo giorno?- chiese lui, entrando con un salto e quasi aggredendo Max, eccitato come un bambino il giorno di Natale.

-Ti ha visto qualcuno? È rischiosissimo venirmi a trovare così, e poi… siamo al terzo piano! Stai bene? Non ti sei fatta male, vero? Ti prego non rischiare così tanto!- Max era di tutt’altro avviso, e iniziò a controllare le condizioni del ragazzo, che ridacchiando tolse la parrucca e gli occhiali, mostrando di essere in realtà una ragazza… beh… la principessa, ad essere precisi.

-Lo sai che sono abile ad intrufolarmi e uscire di nascosto. E poi so perfettamente l’ubicazione delle telecamere, i passaggi segreti, e le camere sono insonorizzate e oscurate, quindi non hai nulla da temere. Allora, come è andata? Mi dispiace per i commenti di Bastien, lo sai com’è fatto! Ugh, avrei voluto ammazzarlo quando ha iniziato ad insinuare. Ma il resto è andata bene? Com’erano le lezioni? Una passeggiata, vero? Tu sei così bravo. Oh, ti sei fatto qualche amico? Sono gentili, vero? Conosco alcuni di quei nobili e la maggior parte di loro sono brave persone molto giuste- una volta rassicurato il ragazzo, Veronika iniziò ad andare da una parte all’altra della stanza, zompettando allegra e cambiando umore così in fretta che per poco a Max non venne mal di testa.

Ma togliendogli anche tutta la stanchezza accumulata, e restituendogli le energie che aveva perso durante quella interminabile giornata.

Era come un dissennatore al contrario.

-È stata una giornata intensa, devo dirlo. Vederti all’orientamento è stato il momento più bello- flirtò, facendole un occhiolino. 

Lei gli sorrise raggiante, ricambiando con un bacio sulla guancia.

-Sono felice che ti abbia fatto piacere! Volevo farti una sorpresa, e incoraggiarti da lontano!- lo strinse forte, per trasmettergli tutta la propria energia.

-È stato davvero rassicurante!- Max la strinse forte a sua volta, felice di poterla vedere finalmente dopo tanto tempo -E mi sono fatto un amico. L’unico non nobile, si chiama Helios Krüger- raccontò poi, sorridendo nel ricordare di avere un nuovo amico.

-Oh, lo conosco! Cioè, non personalmente, ma ho visto un po’ tutte le informazioni degli studenti e lui mi sembra molto gentile. I Krüger sono artigiani da generazioni, hanno un negozio molto caratteristico e sono dei patrioti… forse non è molto carino fare ricerche sulle persone, ma voglio assicurarmi che sia tutto perfetto per questo progetto! Soprattutto per te! Bastien non ti ha dato altri problemi, vero?- Veronika si sedette sul bordo del letto, e incoraggiò Max a fare altrettanto, per parlare con più calma. Max eseguì.

E raccontò il problema sopraggiunto a pranzo, perché non aveva segreti con Veronika. Si dicevano sempre tutto senza alcun problema.

Dopo l’inizio un po’… beh… chi ha letto Corona Crew lo sa… la comunicazione tra i due era perfettamente cristallina, anche quando qualcosa da dire sembrava superfluo o imbarazzante.

E Max adorava poter parlare così liberamente con la donna che amava, anche se non stavano ancora ufficialmente insieme per non causare uno scandalo.

Anche se pubblicamente era stato confermato che i due fossero amici, e che si erano conosciuti durante i mesi passati dalla principessa a Harriswood, in incognito.

Era stata un’informazione necessaria da dare, dato che Bastien aveva sollevato un polverone.

Anche se Max non era poi così famoso nel web… per ora.

-Sei davvero incredibile, Max. L’hai proprio rimesso al suo posto! E sono sicura che il sorrisino di Minerva fosse positivo. La conosco bene, lei e il fratello sono molto in gamba. Probabilmente come me ha apprezzato il modo in cui hai rimesso Bastien al suo posto- a fine racconto, Veronika era estasiata, e sorrideva maleficamente divertita dalla figuraccia del suo ex.

-Non volevo rimetterlo al suo posto, volevo solo aiutarlo a vedere le cose da un’altra prospettiva- si difese Max, che aveva sempre le migliori intenzioni.

Veronika lo guardò con affetto.

-Lo so, liebling. Sei troppo buono per questo mondo- gli diede un dolce bacio a fior di labbra -E sarai il re migliore di Agaliria… non dire a mio padre che l’ho detto- appoggiò poi la testa sulla sua spalla, godendosi la sua compagnia.

Max le accarezzò dolcemente i capelli, guardandola con un affetto indescrivibile.

La conosceva da poco meno di due anni, e avevano passato insieme dei momenti davvero assurdi. Avevano superato ostacoli che sembravano giganteschi ed erano solo all’inizio del lungo viaggio che li avrebbe, forse, portati verso il lieto fine.

E a volte Max si chiedeva se valesse davvero la pena inseguire quel lieto fine non assicurato per cinque anni.

Ma ogni volta che qualche dubbio si infilava prepotentemente nella sua testa cercando di fargli cambiare idea, veniva immediatamente eliminato al solo guardare Veronika. Perché Max non aveva mai amato così tanto una persona, e non avrebbe mai amato così tanto una persona che non fosse lei.

Se esisteva un’anima gemella, da qualche parte, Max era certo che Veronika fosse la sua.

E avrebbe lottato con tutte le sue forze per tenerla nella sua vita.

Non aveva mentito, a Helios. Max era davvero innamorato di Agaliria.

…ma anche e soprattutto della sua principessa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(A.A.)

Ah, questo capitolo fa proprio schifo, uff. È in cantiere da circa tre mesi (sì, doveva uscire prima dello speciale Ferren) quindi non riuscivo più a lavorarci, ed è troppo importante per cancellarlo e basta. Spero mi perdoniate per quanto è scritto male.

Ci saranno altri capitoli anche più brevi delle cronache di Agaliria, volevo giusto introdurre alcuni nuovi personaggi e la dinamica generale. Come avrete probabilmente intuito, Helios sarà un personaggio importante, ed infatti lo troverete nel seguito, mentre Bastien spunterà fuori di tanto in tanto a rompere le scatole.

Volevo pubblicare questo capitolo prima di Natale ma questo periodo l’ispirazione è sottoterra, complice anche il covid che ha raggiunto la famiglia e pertanto molta solitudine e ansia in quarantena. Spero che il capitolo vi sia piaciuto.

E chi aspetta il seguito di Corona Crew… il prologo verrà pubblicato il 1 Gennaio. Si ricomincerà l’anno con il botto.

Spero davvero di riuscire a finirlo per allora ma sono positiva di sì. Sarà piuttosto breve dopotutto.

Comunque buone feste in ritardo, spero abbiate passato un buon Natale! 

Un bacione e alla prossima (che spero sarà anche prima del primo Gennaio con Laboratorio di Filmmaking ma non posso promettere nulla) :-* 

 

 

 

   
 
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