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Autore: killian44peeta    10/01/2022    0 recensioni
Da Capitolo 28
- Ha provocato l'effetto farfalla. Un unica scelta che ha già scombussolato l'intero sistema-
-Scusami- faccio, abbastanza seccato, davanti allo stregone albino -Ma di cosa cavolo stai parlando? Effetto farfalla? E come mai anche tu sai e non hai mai fatto niente?-
-Non ho mai potuto. Ma ora tutto è cambiato.-
-Io non vedo nessun cambiamento, se devo dirlo- asserisco con stizza, facendo ruotare nella mia mano il coltello di riserva che avevo, fin dall'inizio, nascosto nella tasca.
"Avrò mandato al diavolo il fucile, la pistola e molto altro, ma almeno questo c'è ancora"
- Te le cedo-
-Cosa mi cedi? Potresti essere leggermente più chiaro invece di farmi scannare la testa con le tue frasi da... Visionario? No, cioè, seriamente! Non sono stupido, magari un po' giù di testa, ma non stupido... Però non ci capisco un fico secco di quello che stai dicendo, davvero. Perciò, vorresti farmi cortesemente il piacere di tradurre?-
Genere: Azione, Fantasy, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yaoi
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Violenza
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Lysander
 

Dopo che Natalie ha chiuso a chiave Logan in uno stanzino, sia io che lei siamo rimasti sdraiati a terra a fissare il soffitto.

Io lo faccio per svuotare la mente dalle troppe cose che si seguono tra di loro.

Lei... Non so perché lo stia facendo, se devo essere sincero, forse vuole capire perché io lo stia facendo.

In ogni caso, non ha minimamente importanza.

Non ho mai avuto uno straccio di giornata così, nemmeno una mezz'ora: stare sdraiato, per una volta, senza fare niente, neppure per dormire, senza stare in allerta ogni secondo... La sensazione mi piace e vorrei che rimanesse tale per un bel po'.

Non avere la maschera mi da una sensazione di leggero nervosismo, probabilmente per mancanza di abitudine, ma allo stesso tempo non mi và di indossarla ancora.

Volto la testa verso la rossa, lanciandole un occhiata, non rapida come al solito, ma più approfondita.

I suoi occhi castani rossicci sembrano immersi nel vuoto, le labbra socchiuse.

Non l'avevo mai guardata attentamente prima di questo istante, forse perché troppo impegnato a non rischiare di perdere la pelle o in generale di non essere catturato e poi, in seguito, eliminato.

Deve sentirsi osservata, difatti si volta a ricambiare l'occhiata e strano ma vero non scappo minimamente dal suo sguardo.

-Cosa?- chiede, mettendosi lentamente sul fianco, con la testa appoggiata al dorso della mano.

-Niente- rispondo, continuando ad osservarla e a rimanere nella posizione senza muovere un muscolo.

Natalie aggrotta leggermente la fronte, ma annuisce appena, un rapido cenno di testa che mi porta ad osservare come i suoi ciuffi di capelli scivolino sulla linea del suo collo, tracciando percorsi incomprensibili.

Mi copro la faccia con il braccio e immagino mentalmente come sarebbero andate le cose nel caso in cui io non fossi finito nel gioco.

Avrei avuto una vita normale... Probabilmente la solita.

E molto probabilmente io e la rossa non ci saremmo mai e poi mai incontrati.

Già... In effetti, pensandoci, non ho idea di dove lei abiti.

Non so niente di lei, mentre lei sa già molto.

Torno ad abbassare il braccio e a guardarla ancora in completo silenzio, con lei che guarda me.

Sembra quasi stia diventando una gara di sguardi.

-Dimmi qualcosa che ti viene in mente- sussurro, strappandole un aria leggermente confusa.

-Qualcosa che mi viene in mente...- ripete pensierosa, mordicchiandosi il labbro con insistenza, facendo varie buffe smorfie.

Dopo qualche serie di secondi silenziosi, lei mi risponde.

-I pancake- sbotta, portandomi a guardarla accigliato.

-Hai già fame?-

-No, ma è la prima cosa che mi è venuta in mente-

-Ti piacciono?-

-Solo quelli che cucinava mio fratello insieme alla sua ragazza prima che... beh...- si blocca di netto, assumendo un espressione desolata, quella che sa di brutti ricordi, riscuotendosi -Di smettere di cucinarli.-

-Immagino che non abbia smesso perché si sono mollati.- asserisco, senza però andare oltre nell'ipotizzare e cambiando dunque argomento -Cosa ti piace fare?-

-Leggere, scrivere, ascoltare la musica, guardare ogni genere di serie TV tranne soap opere o programmi tipo Masterchef... giocare a videogame-

-E hai finito col comprare questo gioco per... noia? interesse?-

-Interesse. Fin da subito mi è interessato parecchio per la copertina con...-

-Maximilian Grimm- completo, secco, cercando di non gelarmi sul posto e di nascondere il ritorno del nervosismo, vedendola annuire rapidamente.

-Città che ti interessa di più? Se dovessi scegliere delle mete, dove andresti?- domando, attirando completamente la sua attenzione.

-Perché questa domanda?-

Alzo le spalle -Io me la sono posta chissà quante volte stando qui... e ho realizzato che stare chiuso obbligatoriamente in un posto ti fa desiderare di andare a vedere il mondo.-

-Quindi tu hai già delle risposte per te?-

Annuisco rapidamente -Mi piacerebbe visitare Venezia, Vienna, Parigi, Londra, anche a Praga, Madrid, Mosca, New York, Tokyo e Kyoto, Salisburgo, Atene, Sydney...- mi ritrovai a sorridere appena all'idea -Sono tante mete... che purtroppo, probabilmente non raggiungerò mai neppure volendo-

-Io non ci avevo mai pensato particolarmente, i viaggi non fanno molto per me, non dopo che mi sono trasferita- commenta con un che di nuovamente pensieroso, andando a giocherellare con un proprio ciuffo di capelli per poi rimetterlo sempre e comunque al suo posto originale, andando poi a puntarne un altro spostandolo a destra e manca, concludendo sempre nella stessa maniera, come se preferisse rimettere sempre tutto al suo posto.

"Interessante" penso tra me e me, alzando il sopracciglio.

-Beh, se puoi, nel caso in cui io proprio non riesca ad uscire... visitale per me, se ti viene possibile - lo dico senza nemmeno pensarci troppo, semplicemente la frase mi scivola dalle labbra senza un vero e proprio controllo.

Torna a cadere il silenzio per non so quanto tempo, semplicemente cala e nessuno dei due fa niente per impedirlo.

Non ho assolutamente idea di quante ore passino in quel silenzio: me ne frego perfino del fatto che mi si stiano addormentando le gambe e che abbiano preso a formicolare fastidiosamente.

Non voglio muovermi di un muscolo, non voglio spostarmi da dove sono ora.

Mi ritrovo a guardare l'orologio., anche se non so nemmeno in che momento ho spostato la testa per quanto mi sta salendo la sensazione di sonnolenza.

Il secondo giorno sta per concludersi, lo riesco a vedere perfettamente.

Manca un minuto e mezzo scarso.

Inizio a seguire la lancetta dei secondi: scorre lentamente, concludendo rapidamente il primo cerchio già a metà percorso.

Lo seguo con così attenzione che mi sento come se fossi su quell'orologio: come se ogni ticchettio simboleggiasse un battito del mio cuore, il quale procede estremamente a rilento, mettendomi non ansia, ma una strana calma, quella calma che precede la tempesta, quella calma che è una sottospecie di preavviso e che tu puoi provare a gustarti il più possibile.

E gli ultimi secondi sono quelli più lenti: procedono con ritmo che non sembra possibile come reale.

All'ultimo, istantaneamente chiudo gli occhi, pronto ad avere quella sorta di scarica elettrica che mi dice che la mia Route si è conclusa.

Ma questo non viene fuori da nessuna parte.

Apro gli occhi, preoccupato.

L'orologio mostra chiaramente che il secondo giorno è finito...

Eppure Natalie è ancora affianco a me e ha la stessa mia espressione stampata in faccia.

Cosa significa? Come devo interpretare questa novità?

  
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