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Autore: Clodie Swan    23/06/2022    1 recensioni
Questa storia partecipa al contest “Manuale di Sopravvivenza Vol.2” indetto da Spettro94 sul forum di Efp
In un lontano impero, da secoli regna incontrastata la dinastia Attlan, avvalendosi dei servigi delle leggendarie guerriere danzatrici, le Onirjn, in grado di uccidere i loro nemici evocando un fuoco dolce e letale. Gokan, uno studioso della Reticenza Ausurpa, la famosa e più antica università dell’Impero, ha maturato la ferrea volontà di scrivere una tesi sul misterioso legame tra le Onirjn e la casata reale Attlan. Da dove hanno avuto origine queste donne? E perché sono totalmente asservite all'imperatore? Gokan sa bene che questa ricerca potrebbe costargli la vita, ma guidato dal suo ingegno, è disposto a rischiare tutto per scoprire la verità in nome dell'amore per la conoscenza e... per Aryn, un'Onirjn di cui è innamorato, destinata ad una vita che non vuole.
La storia, secondo le regole del contest, termina con un cliffhanger. Sarà il giudice a decidere il finale e a decretare se il protagonista sopravvivrà alla prova.
Genere: Avventura, Fantasy, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Il Nodo di Fiamme

 

 

Capitolo 1

 

Gokan strinse le mani al bordo dello scrittoio, dondolandosi il più possibile all'indietro con la sedia per sbirciare dalla finestra, in direzione del palazzo dell'imperatore. Sapeva che era improbabile vederla passare, e che non avrebbe comunque visto granché, se non una figura in rosso, resa minuscola dalla lontananza, eppure non poteva fare meno di continuare a guardare in quel punto, chiedendosi se anche lei stesse pensando a lui...
“Stiamo studiando, signor Shingan?” chiese di colpo una voce alle sue spalle. Gokan si rimise diritto con un tonfo e si ritrovò a fissare l'Augusto Meleket, Capo della Reticenza Ausurpa. Si alzò in piedi e s'inchinò in segno di rispetto.
Un tempo, loro due, erano stati compagni di studi anche se Meleket era di alcuni anni più anziano e gli aveva fatto da tutor nei suoi primi giorni da matricola. Erano anni, ormai, che lo ignorava, preso com'era dal suo ruolo. Forse qualche mese prima, al massimo, gli aveva fatto un cenno in risposta ad un suo saluto. Gokan era certo che non ricordasse nemmeno il suo nome, eppure adesso l'Augusto era lì nella sua stanza senza alcun preavviso, impeccabile nella sua tunica azzurra dalle ampie maniche e con i capelli neri raccolti in una treccia strettissima. D'istinto Gokan si lisciò le vesti e cercò di pettinarsi con le dita, la sua chioma corta arruffata.
Poteva esserci solo un motivo se il rettore si trovava lì.

“Nobile Augusto...” cominciò Gokan chinando il capo.

“Verrò subito al dunque, mio giovane Shingan.” tagliò corto Meleket “Ho saputo del tema che hai scelto per la tua tesi di dottorato. Le Onirjn?Le guerriere danzatrici dell'imperatore?”

“Sì, signore” confermò il giovane “Ho in mente di scriverne la storia: dal mito ai giorni nostri. Penso sia una tematica interessante.”

Meleket rimase impassibile. Posò un breve sguardo sugli appunti sparsi sopra la scrivania e lo guardò con apprensione.

“So che hai chiesto accesso ad alcune sezioni riservate della biblioteca. Sono qui per metterti in guardia. Può essere molto pericoloso. L'imperatore è piuttosto geloso delle sue Onirjn. Oltre ad essere il suo braccio armato, sono anche le sue concubine, come ben saprai.”

“Lo so.” rispose Gokan sforzandosi di non guardare verso la finestra. “Voglio solo onorare l'Impero descrivendo una pagina importante della sua storia e dei personaggi che hanno reso potente la dinastia Attlan.”

“Allora ti consiglio di limitarti solo a questo. Ci sono molte leggende sulle origini di queste donne: vengono definite streghe, demoni, mostri. Tutto questo all'Imperatore non piace. Dovresti quindi limitarti ai fatti conosciuti senza sconfinare nella fantasia e scrivere in modo rispettoso.”

“Ma certo!” esclamò subito Gokan.

“In questo caso ecco i tuoi permessi.” disse Meleket tirando fuori una pergamena e porgendogliela “Ho fiducia in te, conoscendo la tua reputazione immacolata ed il tuo brillante curriculum. La tua tesi verrà presentata in occasione del Giubileo d'Argento dell'Imperatore, per i suoi Venticinque anni di regno. Sua Maestà congederà le Onirjn pronte per l'esilio, dando il benvenuto alle esordienti e nominerà ufficialmente la nuova prescelta destinata a dargli il futuro erede al trono. Hai tre mesi di tempo.”

“Dovrò scrivere la tesi in soli tre mesi?” chiese Gokan allibito.”Ma dovrò fare ricerche e mettere insieme tutto il materiale prima di scriverla e potrebbe volerci molto tempo...”

“Ti consiglio allora di fare qualcosa di semplice. Potresti mettere insieme dei lavori già esistenti e farne una nuova edizione in uno stile più moderno e brillante. All'imperatore piacerebbe sicuramente.”

“Ma...” tentò di protestate Gokan.

“Il nostro incontro finisce qui.” lo fermò Meleket sollevando una mano. “Ricorda bene: sei stato avvertito.” Lo lasciò con quella frase enigmatica e uscì dalla stanza.
 

***
 

Rimasto solo Gokan mise in fretta ordine tra le sue idee e si concentrò sul da farsi. Aveva meno tempo del previsto. Si infilò una veste pulita e stirata color rame e cercò di domare i capelli neri con il pettine. Nonostante fossero lisci e corti, quando la notte prima si era addormentato sui libri, gli si era piegata una ciocca di capelli che non voleva più saperne di tornare giù. Gokan si rassegnò e sperando di essere abbastanza presentabile uscì diretto al palazzo Imperiale.
Si mosse con sicurezza in mezzo al folto gruppo di edifici che formavano la Città Purpurea, nel centro della capitale, l'immenso quartiere in cui risiedeva l'imperatore con la sua corte, si trovavano gli edifici religiosi e la celebre Reticenza Ausurpa, la più antica università dell'Impero. Situata nel punto più alto della città, dominava tutta la vallata circostante e simboleggiava la supremazia dell'Impero. Le case era tutte di colore rosso mentre i tetti erano rivestiti di tegole dipinte di un giallo dorato. Diverse rifiniture che adornavano cornicioni e finestre erano in oro puro, mentre la pavimentazione della piazza era composta da mattonelle di terracotta. Quando scendeva il tramonto tutto si incendiava di rosso e oro e la città sembrava confondersi con il cielo.
Gokan osservò il paesaggio per un lungo momento, ripensando al suo piccolo villaggio in mezzo al verde della campagna, quando i ciliegi fiorivano, il vento sollevava una pioggia di petali e due bambini felici vi correvano in mezzo...Sospirando si alzò e andò a presentarsi ad una porta laterale dove avevano sede gli uffici dell'imperatore. Si annunciò e fu fatto entrare in una stanza luminosa, sontuosamente arredata con mobili laccati in nero su cui erano dipinte a mano decorazioni geometriche e floreali.
 

***

“La Consigliera Barhjusk sarà da lei tra poco.”lo informò un servitore. Gokan annuì e prese posto su una poltroncina rossa, ammirando le librerie colme che arrivavano fino al tetto. La Consigliera dell'Imperatore, Samana Barhjusk era una donna molto istruita, una delle studentesse più brillanti che la Reticenza avesse ospitato e anche dopo la Laurea ed il prestigioso incarico ottenuto, non aveva smesso di studiare per ampliare le sue conoscenze. Gokan era riuscito ad incontrarla e a strapparle quel colloquio, una settimana prima, mentre era assorta a leggere un libro nei giardini dell'Università. Per qualche motivo la donna lo aveva preso in simpatia e aveva accettato d'incontrarlo, a patto che i suoi impegni lo avessero consentito.

“Signor Shingan, eccoci qui.” esclamò una voce squillante in tono di benvenuto.

Gokan si voltò e andò subito incontro alla Consigliera Barhjusk che gli strinse la mano con una presa forte ed energica. Era una donna di altezza media, dai modi giovanili, vestita con sobria eleganza e con i capelli neri acconciati in uno chignon alto su cui spiccava uno spillone di giada.

“Consigliera, la ringrazio infinitamente per aver trovato il tempo di ricevermi.”

“Lei è stato fortunato, Shingan, mi si è liberato un posto proprio all'ultimo minuto. Ma ho pochissimi minuti da dedicarle. In questi giorni siamo sommersi da mille impegni.”

“Posso immaginare..”

“Prego, si accomodi.” disse la donna invitandolo a riprendere posto nella poltrona di prima, mentre lei si accomodava alla scrivania di fronte alla finestra.

“Si è fatto fare i permessi dal Rettore come le avevo detto la volta scorsa?”

“Sì eccoli qui.” rispose subito Gokan porgendole la pergamena.

“Molto bene, si direbbe che gli dei l'assistono, Shingan.” commentò compiaciuta la Barhjusk. “Lei vanta una lunga e rispettabile carriera nella Reticenza Ausurpa. Ha conseguito due lauree e ha terminato da poco gli esami per il suo dottorato, oltre ad aver iniziato l'attività di docente e di ricercatore. Leggo che il nostro Augusto Meleket si è già assicurato che tutto verrà svolto nel pieno rispetto dell'autorità imperiale. E lei potrà avere accesso alle sezioni riservate della biblioteca..perfetto! Per quello che mi compete io, come rappresentante dell'Imperatore, posso darle l'autorizzazione a procedere con la sua tesi. Non vedo motivi per ostacolarla.”

“Le sono grato.” disse Gokan sollevato.

“Dunque...le Onirjn? Come mai questo argomento per la sua tesi?”chiese incuriosita la Consigliera.

“Credo siano delle figure molto importanti della nostra storia e di quella dell'Impero.” spiegò Gokan recitando in tono solenne il discorsetto che si era preparato “Ed il mio scopo è onorare l'Impero.”

Per un attimo Samana Barhjusk lo fissò intensamente negli occhi, con il mento posato sulle mani intrecciate, con aria indagatrice come se non gli credesse.

Gokan s'innervosì come quando doveva sostenere gli esami e trattenne il fiato finché la donna non riprese a parlare.

“D'accordo.” concluse “se c'è qualcosa che posso fare per lei...”

Era il momento che Gokan stava aspettando. “Ecco...crede sia possibile avere un colloquio con qualche Onirjn per arricchire la mia tesi?”

La Consigliera lo guardò sorpresa ma gli sorrise. “Vedrò cosa posso fare. Sono certa che sarebbero liete di collaborare, se è per onorare l'impero.”

Pronunciò quel se con uno strano tono, lasciando Gokan a domandarsi cosa intendesse dire.

“C'è qualcuna di loro che desidera incontrare in particolare, signor Shingan?”chiese la Barhjusk sempre affabile.

Gokan deglutì cercando di dissimulare il più possibile. “Non saprei...lei chi mi suggerisce?”

Samana Barhjusk diede uno sguardo rapido ad alcuni fogli che aveva disposto sulla sua scrivania sfogliandoli velocemente.

“Mi corregga se sbaglio, ma lei viene dalla Valle dello Shingan?”

“Sì, è esatto.” confermò Gokan. “Il mio cognome ha origine da essa: è il più diffuso della regione. Quasi tutte le famiglie si chiamano Shingan.”

“Glielo ho chiesto perché una delle Onirjn viene proprio da lì. Potrebbe essere più facile per lei intervistare una sua conterranea? Le Onirjn possono incutere...soggezione.”

“Penso sia un'ottima idea.” replicò Gokan cercando di nascondere la sua gioia.”Sarebbe un buon punto di partenza.”

“Allora le fisserò un colloquio per domani pomeriggio. Si tratta, inoltre, di una delle più anziane, prossima all'esilio e quindi con una maggiore esperienza. Incontrerà la Nobile Onirjn Aryn Ligon.”

  
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