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Autore: Mnemosine__    07/07/2024    0 recensioni
Ewan appoggiò la schiena sulla poltrona. "Fingere." Si passò una mano tra i capelli. "Lo hai fatto anche con me." Il principe spostò lo sguardo sul fuoco che scoppiettava nel camino. Aprì e chiuse i pugni, nervoso.
"Non ho avuto scelta." Sussurrò lei.
"Davvero?" Ewan si alzò in piedi di scatto, voltandosi verso di lei. "Mi sembrava di averti chiesto di essere te stessa, con me."
La ragazza lo guardò, disorientata. "Cosa avrei dovuto fare?"
"Parlarmene." Rispose lui, secco.
Lei gli rivolse un'occhiata amareggiata. "E dirti che cosa, esattamente?"
"Non lo so!" Ewan alzò la voce. "Ma ti ho chiesto una cosa, una cosa soltanto, quando ci siamo conosciuti. Niente segreti." Le puntò un dito contro. "Io mi sono aperto, con te, e ora vengo a sapere che mi hai preso in giro tutto questo tempo?"
Lei indietreggiò. "Non provare a paragonarci. Non è la stessa cosa. Tu non..."
"Io non, cosa?" Gridò Ewan.
"Tu non capisci." Lyanna strinse i pugni con forza, ed Ewan vide i suoi occhi inumidirsi.
"Davvero? Credevo mi reputassi abbastanza intelligente da comprendere qualsiasi cosa. Cos'è, che non capisco?"
"Sono una donna!" Urlò lei. "Non sono niente, senza un uomo al mio fianco!"
Genere: Fantasy, Fluff, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Ewan uscì dallo stato di dormiveglia in cui era caduto ed inspirò sonoramente con il naso, aprendo gli occhi per pochi secondi e richiudendoli poco dopo, deciso a tornare a dormire. Probabilmente era ancora notte fonda. Dopo nemmeno un minuto, un altro gemito lo costrinse ad aprire le palpebre. Bettè le ciglia un paio di volte, guardandosi intorno e constatando che sì, a giudicare dal fuoco acceso nel camino, dovevano essere andati a dormire da poco. Si passò una mano sul viso prima di rotolare su un fianco, quando sentì l’ennesimo lamento.
“Lyanna?” Battè le palpebre, alzando il busto e tirandosi a sedere di scatto appoggiandosi su un braccio. Guardò le palpebre della moglie tremare mentre, dalle labbra semischiuse proveniva un mugugno indistinto. “Lyanna?” La chiamò di nuovo, avvicinandosi al suo volto, preoccupato dal respiro sconnesso della ragazza. Deglutì, allarmato, e le sfiorò il volto con la mano libera, non sapendo cosa fare. Sotto la sua mano, poteva sentire perfettamente il battito accelerato del cuore. Avrebbe dovuto chiamare qualcuno?
All’improvviso lei spalancò gli occhi, inspirando con forza dalla bocca aperta. Ewan sussultò, spostandosi appena in tempo per evitare di sbattere la fronte contro quella della moglie quando lei si tirò a sedere di scatto, stringendo le gambe al petto.
“Lyanna, stai bene? Cos’è successo?” Chiese, avvicinandosi di nuovo al viso della ragazza, accorgendosi solo in un secondo momento del suo sguardo perso nel vuoto. Lei mosse la testa verso il basso, respirando in modo irregolare e tremò, quando lui le toccò un braccio. Ewan incrociò i suoi occhi e battè le palpebre, pietrificato dalla sua espressione terrorizzata. “Sono io.” Cercò di addolcire la voce, lasciandole il braccio per potersi muovere. Si liberò dal lenzuolo e si inginocchiò al suo fianco. “Sei al sicuro.” Provò a dire, coprendole le mani con le proprie. “Sono io.” Ripeté, cercando il suo sguardo.
Lyanna cercò di inspirare ed espirare, più volte, ma più ci provava più il suo respiro si bloccava, rendendole complicato accedere all’aria di cui aveva estremamente bisogno in quel momento.
“Respira.”
Lei lo guardò e solo in quel momento sembrò riconoscerlo. “Non riesco a smettere.” Sussurrò, tra un respiro sconnesso e l’altro. Chiuse gli occhi e scosse il capo. Ewan sentì le sue mani tremare sotto le proprie.
“Non devi smettere.” Disse dopo un po’, tenendo la mano sinistra sulle sue e spostando la destra per poterle spostare una ciocca di capelli dal viso e sistemarla dietro il suo orecchio. “Devi solo respirare con me.” Le sfiorò l’attaccatura dell’orecchio con il pollice, sistemando l’indice sotto il suo mento per poterle alzare il volto. “Guardami.” Le chiese, accarezzandole la pelle con il pollice. Inspirò lentamente. “Ci siamo solo noi, qui.” Scandì, continuando a guardarla.
Lei abbassò lo sguardo, forse per poter fissare di nuovo il vuoto, ma Ewan si abbassò per poter incatenare di nuovo i loro occhi. “Guarda me, Lyanna.” Senza distogliere lo sguardo, scivolò lentamente al suo fianco, passandole un braccio attorno alle spalle e sedendosi vicino a lei. Continuò a tenerle le mani, ma con il braccio sinistro la strinse contro il suo petto. “Ascolta i miei battiti.” Le suggerì, facendo pressione sul suo copro per farle appoggiare l’orecchio poco sotto la sua spalla. “E respira con me.” Distolse lo sguardo da quello della moglie solo quando la posizione divenne troppo scomoda per riuscire a mantenerla oltre, ma continuò a guardarla dall’alto, attento. “Sono con te. Non me ne vado.” 
Appoggiò il mento sulla sua testa, respirando lentamente per cercare di darle un ritmo costante da imitare. Quando sentì i respiri della moglie farsi via via più regolari, chiuse gli occhi, sollevato, ma preferì non muoversi, sentendola rilassarsi.
Ewan si era quasi addormentato, quando lei si schiarì la voce. “Mi dispiace.”
“Non è colpa tua.” Tenne gli occhi chiusi.
“Non volevo svegliarti.”
Lui piegò la testa per poter appoggiare la guancia sul capo della moglie. “È passato?”
La sentì annuire.
“Torniamo a dormire, allora.” Suggerì il principe, inumidendosi le labbra ed inspirando il profumo dei capelli di Lyanna, prima di scivolare sul materasso tirando gentilmente anche lei. Appoggiò la testa sul cuscino, facendo passare il braccio sotto il collo di Lyanna e stringendola a sé per farle appoggiare la testa sulla spalla, fermando la propria mano sulla sua schiena. “Svegliami, se succede di nuovo.” Le sussurrò, prima di addormentarsi.
 
*
 
Quando riaprì gli occhi, Ewan fu felice che fosse mattina. Il sole filtrava dalle tende ed il camino era spento. Si leccò le labbra, voltandosi verso la moglie per controllare che stesse bene. Si bloccò, accorgendosi di essere a letto da solo. Si sedette di scatto, guardandosi intorno, ma della ragazza non c’era traccia. Deglutì, scontento, districando le gambe dal groviglio di coperte per dirigersi verso la bacinella d’acqua nella stanzetta adiacente e si sciacquò il viso. Velocemente indossò i propri abiti da lavoro ed uscì dalla camera. Incrociò una cameriera che teneva tra le braccia le lenzuola pulite, probabilmente per il loro letto, e le domandò se avesse visto o meno sua moglie, ma la ragazza scosse la testa, desolata.
Vagò per il castello, chiedendo di tanto in tanto a qualche servitore dove fosse la principessa, ma nessuno fu in grado di rispondergli. Contrariato, Ewan si diresse a fare colazione, sperando di trovarla già al tavolo, ma fu costretto a mangiare da solo.
Fu dalla finestra del suo studio, che dava direttamente sui campi davanti alla scuderia, che vide sir Dridjior seduto sulla staccionata di un recinto e, dietro, il manto grigio di Tylon, così decise di raggiungerlo. Quando fu abbastanza vicino rallentò il passo, notando sull’erba l’abito cremisi di Lyanna.
“Lyanna, dovresti risolvere questa faccenda una volta per tutte.” Sentì la voce del cavaliere rivolgersi alla moglie. Alzò le sopracciglia, sbalordito, quando sentì il più grande chiamarla per nome. Si leccò le labbra, colpito dalla confidenza che si era preso il cavaliere.
Dietro la sua sagoma, Ewan vide sua moglie distesa per terra, con la schiena appoggiata al corpo del cavallo, accoccolato dietro di lei.
“Se fosse possibile, lo avrei già fatto.” Sentì la voce della moglie, infastidita.
“C’è la tisana che aveva prescritto il medico.” Sir Dridjior aprì e chiuse le spalle. “Quella aiutava, mi pare.”
“Mi intorpidiva la mente, lo sai benissimo.” Rispose lei, piccata. “Non intendo essere più… Ewan.”
Sentendosi chiamare per nome, il principe sobbalzò. Vide il cavaliere voltarsi verso di lui, sorpreso e scendere dal recinto per poterlo salutare.
“Non mi hai svegliato.” Rimproverò la moglie. Non si preoccupò di mantenere un tono formale, vista la confidenza che l’altro aveva con la ragazza.
Lei chiuse gli occhi ed appoggiò la testa sulla schiena del cavallo che, appena si accorse della sua presenza drizzò le orecchie. “Non sono stata – non ho avuto un altro episodio.” Lo guardò. “Volevo evitare di disturbarti ulteriormente.”
Ewan non rispose, ma sbuffò. Ed il cavaliere ebbe il buonsenso di congedarsi, tornando verso il castello.
“Vuoi dirmi cosa è successo?” Chiese, appoggiandosi alla staccionata con le braccia.
La vide abbassare lo sguardo e passare la mano tra la criniera di Tylon, a disagio. “Ho problemi a dormire, te l’avevo già detto.”
“Hai parlato di incubi.” Lui scosse la testa. “Di sicuro quello non lo era. Magari all’inizio, ma… Lyanna, quasi non respiravi.”
Lei si mordicchiò il labbro superiore. “Lo so.” Annuì. Strappò un filo d’erba e lo attorcigliò intorno all’indice. “Quando succede… di solito vengo da lui.”
Per un momento, Ewan pensò si riferisse al cavaliere. Poi guardò la moglie, completamente appoggiata al corpo dell’animale che, docile, l’aveva accolta nell’incavo tra il collo e la spalla. “Oh.”
“È – non lo controllo.” Scosse la testa. “Capita e basta.”
“Cos’è che non controlli?”  Lui piegò la testa di lato, guardandola giocherellare con l’erba.
“La mia mente.” Lei alzò le sopracciglia, combattuta. Abbassò il viso. “A volte la mia mente si sveglia prima del corpo e… succede sempre durante un incubo. Ed io rimango intrappolata in quel – continuo a riviverlo mentre sono paralizzata. Non mi muovo, non respiro, non riesco a svegliarmi.” Sentì la sua voce tremare. “Quando apro gli occhi, finalmente, quella sensazione di terrore non se ne va.” Alzò le spalle. “E spesso, dopo l’incubo arriva l’attacco di panico.” Raccolse una margherita, iniziando a staccare i petali uno per uno. “Ho – può capitare anche quando sono sveglia. Non… succede e basta. Mi blocco completamente.”
“Accade di frequente?” Ewan appoggiò un piede sulla trave più bassa del recinto, piegando il ginocchio.
La vide annuire in silenzio.
“Sai se c’è una causa?”
Lyanna ridacchiò, sconsolata. “Il dottore che mi ha visitata a casa…” Fece una smorfia. “Ha detto che il gentil sesso è troppo suscettibile alle emozioni. E – probabilmente è colpa dell’ansia, dello stress. Non lo so.” Socchiuse le palpebre.
“Ti ha dato una medicina?” Ewan non si sorprese quando lei gli lanciò un’occhiata di fuoco.
“Non la voglio.”
“Si, ho sentito.” Prese un respiro più profondo. “Però, se prendendola eviti di…”
 “Posso dormire in un’altra stanza, se la cosa ti crea disagio. Ma non la voglio.” Lui la guardò, turbato dal tono di voce della ragazza. “Preferisco un attacco di panico rispetto a sentirmi così… manovrabile.” Le tremò il labbro inferiore. “Non voglio.”
Lui strinse le palpebre, riflettendo sulla sua specifica scelta di parole. “Non mi crea disagio, Lyanna. Voglio solo capire come aiutarti.” Mise in chiaro lui, alzando le mani e tenendole bene in vista. “Non hai visto come mi guardavi… non mi riconoscevi, non rispondevi, non – cazzo, non respiravi. E io non sapevo cosa fare.”
Lei chiuse gli occhi e arricciò le labbra, annuendo mestamente. “Lo so.”
Ewan si appoggiò con le mani sulla staccionata e la scavalcò, sedendosi sulla trave più alta. Quando Tylon alzò di scatto la testa, guardandolo, attento, lui sbuffò. “Hai sul serio un amante.” Ridacchiò contento vedendo gli angoli della bocca della moglie muoversi verso l’alto.
Lei si mordicchiò un labbro. “Mi dispiace davvero tanto.”
“Non devi scusarti. Non è colpa tua.” Il giovane incurvò la schiena. “Se dovesse succedere un’altra volta…” Lasciò la frase in sospeso, guardandola in cerca di una risposta.
“Non ti devi disturbare. Posso cambiare stanza, davvero.”
“Stanotte seguire il mio respiro ha aiutato, no?”
Lyanna aprì la bocca e scosse la testa, costernata. “Ewan, non è necessario. Ci sono abituata…”
“Ho giurato di prendermi cura di te.” Le ricordò. “Sono tuo marito, è uno dei miei doveri. Posso portarti nelle stalle, se aiuta, ma se c’è qualcos’altro che posso fare, basta dirlo.” Alzò la testa.
“Ewan…” Strofinò le nocche in mezzo alle orecchie dell’animale. “Non sei tenuto a farlo.”
“Insisto.” La guardò negli occhi, annuendo alle sue stesse parole.
Lei abbassò lo sguardo ed arricciò le labbra. “Non…”
“Lyanna.”
La ragazza si mordicchiò l’interno della guancia. Inspirò pesantemente, ma annuì.
“Bene.” Lui annuì.
Lei abbassò la testa per nascondere un sorriso. “Non sei abituato a ricevere un no come risposta, vero?”
“Mai successo.” Sorrise.
Lei annuì. “Ho notato.” Si appoggiò alla spalla di Tylon con una mano per alzarsi in piedi. Appena lei si fu stabilizzata sulle proprie gambe, il cavallo fece lo stesso, scrollandosi di dosso la polvere e i fili d’erba che erano rimasti sul pelo.
 “Vuoi fare una passeggiata?” Chiese lei, dopo essersi inginocchiata per raccogliere le scarpe da terra.
“Qui?” Lui alzò un sopracciglio.
La ragazza gli diede le spalle ed aprì le braccia. “C’è abbastanza spazio, no?” Fece qualche passo e Tylon scattò al suo fianco, trotterellando qualche metro più avanti.
Ewan si guardò intorno, poi annuì. “D’accordo.” La seguì, diretto verso gli alberi dall’altra parte del recinto. Guardò la moglie camminare a piedi nudi sull’erba, completamene a suo agio, e nascose un sorriso quando la vide accennare ad un saltello. Lei rise, quando Tylon, trottò dietro di loro solo per tornare da lei e spingerla con il muso, superandola di nuovo. 
“Hai iniziato ad avere questi problemi a sette anni.” Ewan studiò i movimenti del cavallo. “È per questo che tuo padre te lo ha regalato, vero?” Chiese.  
Lei alzò lo sguardo di scatto, incredula. “Come…?”
“Te l’ho detto, sono bravo a notare i dettagli.” Si strinse nelle spalle. “Ogni volta che ti vedo vicino a lui sei completamente rilassata. Ti calma.”
“È vero.” Sussurrò lei.
“È grande e massiccio.” Commentò, quando Tylon gli si avvicinò troppo e scartò all’improvviso di lato.
“Non mi farebbe mai del male.”
“Non a te, certo.” Rallentò il passo, distanziandosi leggermente dalla moglie.
“Nemmeno a te.” Lei si fermò, facendo schioccare la lingua sul palato un paio di volte, richiamando l’animale. “Abbiamo lavorato, queste due settimane, vero piccolo?” Chiese, grattando il collo del cavallo che si mosse seguendo la sua mano, felice.
Ewan la guardo coccolare l’animale, rimanendo comunque a debita distanza. Lei gli porse una mano, continuando a grattare Tylon con l’altra. “Vieni.”
Il principe deglutì, incerto. Per quanto sembrasse docile, l’animale al garrese era alto almeno due passi[1].
Guardò la moglie. “Hai detto che non gradisce gli altri maschi. Credevo di non dovermi avvicinare.”
Lei ridacchio. “Forza.”
Lentamente, Ewan fece un passo verso di loro. Le orecchie di Tylon si mossero all’indietro, ma non si mosse. Prese la mano della moglie e si lasciò guidare verso il collo del cavallo. L’animale sussultò al contatto, ma dopo un paio di parole gentili da parte della moglie, si rilassò sotto il loro tocco. Il ragazzo sorrise, ammirato.
“Bene.” Lyanna gli sorrise a sua volta, orgogliosa. “Ora sali.”
Il volto di Ewan scattò verso quello della ragazza. “Come?”
“È il mio regalo.” Piegò la testa verso il garrese di Tylon. “Se vuoi ti aiuto, mi dai la gamba e ti tiro su.”
“Non monterò il tuo cavallo geloso a pelo.” Scosse la testa. “Come minimo mi lancia da qualche parte.”
“Non lo farà. L’ho fatto abituare al tuo odore.” Lei passò la mano sulla sua schiena. “Forza.”
“Con cosa?”
Lyanna si strinse nelle spalle. “Potrei averti rubato qualche camicia.”
Ewan alzò gli occhi al cielo. “Mi è bastato poterlo toccare.”
Lei lo guardò con la coda dell’occhio. “Non ho un dono di riserva.”
“Non spettava a te pensarci. Io lì non ci salgo.”
“Giuro che non ti fa nulla. Fate due passi e scendi.”
“Sei…”
“Non ha mai fatto salire nessuno, nemmeno Vinar. Ma si farà montare da te.” Lyanna si passò la lingua sulle labbra. “Ci siamo impegnati tanto.” 
“Nessun cavaliere lo ha mai montato?”
Lei scosse la testa ed Ewan si mordicchiò l’interno della guancia. “Se provo a salire, tu mi dici cos’hai sognato stanotte?” Non si stupì di ricevere un’occhiataccia. “Partorivi, vero?” La guardò, attento.
Lei chiuse gli occhi e fece una smorfia, presa in contropiede. Abbassò la testa e si appoggiò con la fronte sul collo di Tylon, sospirando pesantemente.
Ewan deglutì e mise le mani sulla schiena del cavallo, piegando la gamba destra e saltellando sul piede sinistro per darsi un minimo di spinta. “D’accordo. Fammi spazio.”
Lyanna lo guardo, sorpresa, ma fece qualche passo indietro, posizionandosi davanti al cavallo per impedirgli di muoversi.
“Se muoio, controlla che Esdra non dica cazzate al mio funerale.” Rise, distendendo le braccia per sostenere il peso del proprio corpo, alzando la gamba sinistra e facendola passare sulla schiena di Tylon, fermando il ginocchio poco sopra la sua spalla. Fece un respiro profondo, mentre assumeva una posizione più comoda, constatando che, a differenza sua, quando la moglie montava a pelo la salita non sembrava così tanto difficoltosa.
Sotto di lui Tylon si mosse a disagio.
“Bravo, piccolo. Non tirare la criniera.”
“E come dovrei fare?”
La sentì ridere. “Rimani in equilibrio. E distendi le ginocchia.” Ewan guardò la moglie sistemarsi al loro fianco e spingergli il ginocchio verso il basso tirandolo dal tallone. “Alza la punta del piede.” Gli consigliò. Mentre la gamba si muoveva verso il basso, Ewan sentì la propria schiena distendersi. “Lo senti?” Chiese Lyanna. “Non incurvare le spalle e scivola leggermente più indietro, non stargli sul garrese.”
Il principe eseguì, mantenendo una posizione leggermente diversa da come stava in sella di solito. “Dovete avere lo stesso baricentro. Senti come sei più stabile, così?”
“Non credevo che fosse tanto macchinoso.” Commentò, ma fu costretto ad annuire.
Lyanna fece un paio di passi indietro, annuendo e schioccò la lingua sul palato per indicare a Tylon di seguirla. Quando il cavallo galoppò in avanti, Esdra spalancò gli occhi tenendosi al collo con entrambe le mani. Ad un rimprovero della ragazza, l’animale tornò a camminare, rimanendo comunque scattante. Tenne la testa alta e le orecchie girate verso di lui.
“Qui, piccolo, gira intorno a me.” Lyanna aprì le braccia, tenendo il destro in linea con il posteriore del cavallo, girando su se stessa e seguendo i suoi movimenti, mentre Tylon trottava in circolo.
Il principe alzò le sopracciglia, sorpreso, mentre assecondava i movimenti dell’animale. Lyanna diede un po’ di voce e Tylon parì al galoppo.
“D’accordo. Mi piace.” Ewan sorrise, quando dopo l’ennesimo giro la ragazza lo fece rallentare con la propria voce. La vide ridere. “Lo sapevo.”
Lui si diede lo slancio e scivolò giù dalla schiena di Tylon che, contento di essersi liberato del suo peso, diede un calcio all’aria con il posteriore.
Ewan alzò le sopracciglia. “È stato un piacere anche per me, sai?” Gli gridò dietro, mentre il cavallo galoppava verso gli alberi in cerca di un po’ d’ombra.
Fu felice di sentire la risata della moglie riempirgli le orecchie.  Si voltò verso di lei per poterla guardare. “Ti preferisco così.” Mise le mani nelle tasche dei pantaloni e piegò la testa di lato, osservando l’abito leggero della ragazza che si muoveva sulle sue gambe a causa del vento, lasciando visibile la sua pelle qua e là. 
“Così come?” Lei abbassò lo sguardo e si sistemò una ciocca di capelli dietro l’orecchio.
“Libera. Non sembri una principessa, scalza e con i capelli sciolti.” Strinse la catenina tra le dita, mantenendo la mano nascosta in tasca.
Lyanna arrossì leggermente e arricciò le labbra verso l’interno, cercando di nascondere un piccolo sorriso. Le si avvicinò. “Ma lo sei, quindi immagino sia giusto farti indossare un gioiello adeguato.” Disse sfilando la mano dalla tasca e, tenendo la catena appesa al medio, srotolò la collana, facendola pendolare tra di loro.
“Mi aspettavo una frase del genere.” Lyanna ridacchiò annuendo e chiuse gli occhi. “Anzi, devo dire che sei stato parecchio scontato.”
Ewan alzò gli occhi al cielo. “Tanti anni ad imparare le tecniche di seduzione e mia moglie non le gradisce.”
Lyanna rise di gusto. “Oh, invece apprezzo le tue attenzioni. La mia era una critica costruttiva per la prossima volta.”
“La vuoi la collana o no?” Chiese lui, facendole segno di voltarsi.
“È magnifica.” Lei gli diede le spalle e con la mano con cui non teneva le scarpe si spostò i capelli per permettergli di far passare la catenina davanti al suo viso. Ewan chiuse il fermaglio sul suo collo, sfiorandole la pelle con le dita. “Hai detto che non gradisci i fronzoli, ho solo saldato il castone ad un anellino.”
Lei si voltò verso di lui, tenendo il pendente sull’indice e il medio per poterlo guardare. “Infatti.” Alzò lo sguardo. “Grazie.”
“Siamo sopravvissuti al primo mese insieme.” Lui le sorrise. “Abbiamo ufficialmente terminato la luna di miele.”
“Direi che dovremmo festeggiare.” Annuì la ragazza.
“La signora Olenna ha già predisposto un piccolo banchetto per stasera. Credo che questa volta saremo costretti ad assecondarla sul serio.” Ridacchiò.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
[1] Più o meno 1.80 m.
   
 
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