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Autore: EragonForever    20/04/2017    2 recensioni
L'universo è in pericolo di estinzione, un'antica minaccia sta tornando per rimpossessarsi della conoscenza del Pilastro dell'Equilibrio per piegare l'intera umanità al suo volere. Ma prima dovrà fare i conti con una nuova generazione di Guardiani, sei ragazzi provenienti da dimensioni diverse rinati a nuova vita e divenuti immortali, forti del potere delle Arti Mistiche, dovranno dare fondo a tutta la loro energia per fermarlo. Perchè se la guerra incombe, la nostra umanità non avrà un futuro.
***
Salve gente, questa è la nuova versione appena ristrutturata, spero con il cuore che vi piaccia
Genere: Avventura, Fantasy, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 1: Il Concilio dei Quattro Regni

Shintiel, un luogo maestoso e pieno di misteri e magia, di una bellezza mozzafiato dove gli animali potevano vivere una vita tranquilla, una combinazione mozzafiato di colori e odori frizzanti. Il primo impatto dava l'idea di essere in un eden. Oltre a tutto vi erano anche quattro terre, ognuna abitata da una razza specifica.

I primi abitanti a calcare quelle lande erano stati i Draghi, creature a dir poco maestose e fiere che potevano anche assumere una forma semi umana caratterizzata da corpi muscolosi, occhi da rettile, capelli sbarazzini dalle sfumature che potevano variare dal rosso al giallo e sulla testa avevano delle splendide corna, ovviamente di media grandezza. Vivevano nei Vulcani del Rubino, la zona più vulcanica di Shintiel, dal clima afoso e inospitale per qualsiasi altra specie. Il loro sistema governativo consisteva nella monarchia con la famiglia reale dei Thangarrion, composta dall'attuale sovrano Zanven, la moglie Aralya e i due figli, Eltanin il maggiore e Thuban il minore.

Dopo i Draghi giunsero gli Elfi Silvani che vivevano sugli alberi della magnifica Foresta di Smeraldo, un luogo fertile e rigoglioso dal clima temperato, molto vasta e piena di vita per la sua fertilità. Era un popolo pacifico e anche li c'era la monarchia. Sul trono regnava Eredhon con la moglie Rimbes ed il legittimo erede al trono Daeron. La famiglia Leaphen in se era molto amata e rispettata dai suoi sudditi.

Ma Draghi e Elfi non erano i soli unici abitanti. Poco tempo dopo giunsero i Nani, un popolo di indole alquanto suscettibile e credevano molto nell'onore. Loro invece vivevano sotto terra nelle Grotte del Diamante. Il loro sovrano era Re Markas, un temibile guerriero, sposato con la bella Illakayn da cui aveva avuto numerosi figli e figlie. Anche se vivevano in quel luogo avevano di che vivere, ma una persona normale sarebbe di certo impazzita dopo qualche giorno di permanenza.

Ed infine gli ultimi furono gli Umani, all'apparenza deboli ma pieni di risorse. Si erano stabiliti nelle vaste Pianure del Topazio. La capitale era Hoole ed era governata da Gerala, era un re giusto e amato dal suo popolo, così come Ginevra, la sua sposa. Dalla loro unione erano nati cinque figli, Castiel, Gerrit, Lyanna, Annabelle e il piccolo Fabian. Era un popolo pacifico che non cercava inutili guerre e per questo motivo anche i villaggi vicini si sentivano protetti e al sicuro.

Ogni razza viveva pacificamente tra loro, finchè sul trono dei Draghi non salì Zanven, il fratello minore del re precedente. Esso era tutto l'opposto del sovrano che l’aveva preceduto poichè la sua indole da guerra fondaio aveva causato non pochi problemi. Appena salì al trono dopo l'improvvisa morte del fratello, ruppe tutti i rapporti con gli Elfi compromettendo la loro economia e spostando il suo esercito sul confine per un'imminente conquista. Da quel momento in poi entrambe le razze erano sul piede di guerra.

Poco tempo dopo però anche i rapporti tra Nani e Umani erano fatti tesi da quando i primi erano stati colpiti da una tremenda epidemia che li decimava a dismisura. Sapendo che solitamente coloro che potevano essere soggetti alle malattie erano gli Umani, i Nani li avevano accusati di avergli trasmesso l'epidemia dando inizio a innumerevoli tensioni e ostilità.

In pratica le quattro razze erano sull'orlo del conflitto armato, ed infatti le voci erano giunte anche alle orecchie dell'autorità assoluta di Shintiel, ovvero i Guardiani, che avevano il compito di evitare possibili guerre inutili che avrebbero solamente portato a massacri di massa e alla distruzione dell'intera Shintiel. Così una mattina decisero di prendere provvedimenti e convocarono il Concilio dei Quattro Regni nel Palazzo della Pace situato all'interno del Regno di Mezzo. Esso era una struttura di stampo greco-romano con un colonnato all'ingresso e un magnifico portone dorato. L'interno era costituito da un'unica grande sala circolare con degli spalti ai lati. Il soffitto e le pareti raffiguravano la storia di Shintiel con splendidi dipinti di una bellezza unica. Era una stanza elegante e molto illuminata per via di alcune finestre e di un magnifico lampadario di cristallo appeso al soffitto. Non appena i Guardiani fecero il loro ingresso rimasero a bocca aperta per la sua bellezza mozzafiato, essendo la prima volta che vi entravano. Ma poi si ricomposero nel vedere il Concilio riunito. Ognuno dei Sovrani aveva portato con se i legittimi eredi al trono e la propria scorta personale. L'atmosfera era molto tesa e il silenzio regnava sovrano. Mentre i Guardiani avanzavano fino al centro della sala i presenti puntarono su di loro sguardi interrogativi e certi iniziarono a bisbigliare sul perchè fossero stati convocati lì dato che era la prima volta che accadeva. Così non appena i sei ragazzi raggiunsero il centro della sala, una di loro, Dafne, si fece avanti, l'aria seria e dopo un profondo respiro iniziò a parlare.

"Innanzitutto benvenuti al Palazzo della Pace popoli di Shintiel.", esordì.

I diretti interessati si limitarono ad annuire e poi la ragazza continuò.

"Vi abbiamo convocati qui perchè ci sono giunte delle voci riguardo all'atmosfera di tensione che da un po' di tempo impregna l'aria di Shintiel e ci chiedevamo il perchè dato che il nostro compito è quello di evitare ogni possibile conflitto tra le razze, quindi se avrete la cortesia di spiegarci saremo lieti di ascoltarvi.", riprese poco dopo, seria.

A quella richiesta ne seguì un teso silenzio, finchè il Re degli Elfi con un sospiro si fece avanti e parlò.

"Da quando Re Zanven è salito al trono ha rotto ogni rapporto con noi, in questo modo ha compromesso la nostra economia, molti dei nostri scambi principali passavano direttamente dal loro regno, senza di essi, non possiamo nemmeno più commerciare con le altre razze. Infine la cosa che più mi ha sorpreso è il fatto che abbia spostato le sue truppe sui nostri confini, bloccando qualsiasi spostamento da un regno all’altro e allarmando non poco i cittadini delle città limitrofe. Il primo sovrano era una persona valida e rispettosa, che tutti noi ammiravamo moltissimo, e ha sempre cercato di supportarci al meglio, non avrebbe mai cercato di scatenare un conflitto senza prima un valido motivo. Inoltre, questo loro nuovo sovrano è si e no un ragazzo, mi viene difficile immaginare come possa gestire un intero regno.", spiegò, indicando il Re dei Draghi che sbuffò in risposta.

"Tsz, mio fratello non era un re indulgente ma solo e soltanto un dannato pacifista. Noi Draghi siamo sempre stati fieri delle nostre tradizioni e dei nostri costumi, per noi, figli della guerra, dovrebbe essere del tutto inconcepibile il dover abbassare il capo di fronte alle altre specie. Siamo una razza orgogliosa e indomita, per noi il combattimento non è solo un passatempo, ma un’arte da perseguire e perfezionare, e sotto mio fratello invece non abbiamo fatto altro che rammollirci e lasciarci mettere i piedi in testa, come cani. Il suo comportamento per me era inaccettabile. E poi è inconcepibile che il nostro dominio, in quanto signori della guerra, prenda solamente una minima parte di Shintiel mentre invece gli Elfi, razza priva di onore e sempre in pace con il mondo, possieda terre più ampie. Il mio regno deve riottenere il suo splendore, quello che ha perduto sotto mio fratello, con le conquiste, niente di più e niente di meno.", replicò con aria di sfida.

A guardarlo dava l'idea di un vero guerriero. Era molto alto e ben piazzato, corpo muscoloso da grande combattente, la carnagione abbronzata, occhi da rettile color cremisi, capelli purpurei e sbarazzini con tanto di corna che spuntavano ai lati della testa. Vestiva di una semplice armatura di cuoio che evidenziava i suoi addominali. Le possenti braccia erano scoperte, a parte per i bracciali sugli avambracci. Bastava uno sguardo per capire che con lui non c'era da scherzare. Al suo fianco stava Eltanin, il suo erede al trono. A guardarlo non aveva l'aspetto minaccioso del padre, a parte il fisico scolpito per la guerra e i capelli color grano con sfumature oro, ma i suoi occhi dorati trasmettevano più sicurezza e fiducia. Scosse la testa nel vedere l'atteggiamento del padre. Come gli altri, aveva ascoltato in silenzio le sue parole, oscurandosi sempre di più mano a mano che proseguiva col suo discorso, e osservando tetro i rappresentanti delle altre specie. Così lo affiancò.

"Padre se posso permettermi, un conflitto simile sarebbe molto pericoloso, sia per noi che per loro. Se entreremo in guerra contro gli Elfi ci saranno pessime conseguenze da ambo le parti, non solo economicamente, ma anche in termini di perdite. Uno scontro armato porterebbe solo morte e distruzione per entrambi, e anche noi ne risentiremmo. Ti prego di ripensarci.", mormorò, lo sguardo fisso in quello del padre.

"Ripensarci? Non se ne parla proprio, è giunto il momento di fare vedere a Shintiel chi comanda.", ringhiò il Re Drago, contrario alle parole del figlio.

A quella frase tutti i presenti si adirarono non poco e iniziò un'accesa discussione, ben presto tutta la sala si riempì di urla sovrapposte tra loro. I Guardiani guardarono la scena parecchio sconcertati, dovevano intervenire prima che accadesse il finimondo, così un'altra delle ragazze dalla fluente chioma blu oceano si fece avanti affiancando Dafne con sguardo serio.

"Smettetela, tutti quanti!!!", gridò, chiamando a se l'attenzione dei presenti che si fermarono.

Poi la Guardiana riprese.

"Non è in questo modo che si arriva a un accordo, urlare e sbraitare peggiorerebbe solo la situazione, quindi cerchiamo di calmarci e di risolvere la cosa pacificamente ok?"

Il Re Drago dal canto suo sbuffò con aria annoiata.

"Pacificamente? E come pensate sia possibile una cosa del genere? Noi Draghi siamo i figli della guerra, per noi il mondo inizia e finisce sui campi da battaglia, senza di essi siamo privi di onore, è la nostra natura. Così è sempre stato, fin dall’alba dei tempi, e non potete chiederci di metterla in secondo piano solo per gli inutili piagnistei di uno sparuto gruppo di Orecchie-a-punta! Abbiamo già perso troppo, farò risorgere la mia specie, così come mio fratello avrebbe dovuto fare già tempo addietro, invece che farci ammuffire nelle nostre città.", sbottò.

Eltanin parve nuovamente in disaccordo poiché sapeva bene che se fosse scoppiata una guerra l'intera Shintiel sarebbe stata nel caos totale o peggio, avrebbe potuto persino scomparire, quindi affiancò nuovamente il padre, guardandolo con durezza.

"Padre per favore, dovete cercare di capire, se agirete in questo modo metterete tutti in grave pericolo, Shintiel scomparirà così come tutti quelli che la popolano. Una guerra non è la soluzione, rifletteteci."

Ma Zanven non lo ascoltò, era sordo alle sue parole poiché per lui la sola legge valida era la sua, e mai avrebbe rinunciato al proprio proposito pur di seguire le parole di chicchessia. Sebbene fosse convinto di fare il bene del popolo, così facendo non si era nemmeno reso conto che l’avrebbe inevitabilmente condotto verso il baratro. Uno scontro simile avrebbe significato sconvolgere l’equilibrio di tutta la dimensione, causare morti da ambo le parti e portare alla distruzione di città intere. Non era fatto per restare sul trono, e i Guardiani se ne erano resi conto, dovevano agire alla svelta, così ne parlarono tra loro.

"Allora, che ne pensate?", chiese uno dei ragazzi, gli occhi che ricordavano le foglie novelle a primavera velati di preoccupazione.

Dafne sospirò.

"A quanto pare Zanven non è uno facile e non si decide a ragionare, quindi temo che l'unica cosa da fare sia una sola.", mormorò.

"Intendi ... deporlo?", chiese la Guardiana dai lunghi capelli ramati, piuttosto preoccupata.

Dopotutto, i Guardiani erano l’autorità assoluta non solo di Shintiel, ma anche di tutte le altre Dimensioni, la loro parola era legge. E sebbene non si immischiassero spesso, almeno non in periodo di pace, negli affari politici dei Quattro Regni, volendo potevano ricorrere senza problemi anche a soluzioni incredibilmente drastiche pur di mantenere l’ordine. Nessuno, nemmeno i sovrani in carica, avrebbe potuto contraddirli.

"Si Arya, è l'unica soluzione, se resta sul trono tutta Shintiel sarà nei guai fino al collo.", fece l'altra di rimando.

I suoi compagni si guardarono piuttosto perplessi ma alla fine annuirono, sapendo che era la cosa giusta da fare. Così tutti e sei tornarono al centro della sala e Dafne guardò i Draghi con fermezza.

"Alla fine io e i miei compagni siamo giunti a una conclusione, ovvero che l'attuale sovrano Zanven deve essere deposto facendo salire Eltanin al suo posto in modo che la pace tra Elfi e Draghi venga ripristinata.", disse con decisione.

Il Re Drago a quelle parole sgranò gli occhi, incredulo.

"No, voi non avete il diritto di farlo!", ringhiò, in preda allo shock. Sgranò gli occhi, gocce di sudore che gli coprivano il capo, mentre serrava i pugni attorno ai braccioli del suo trono e osservava i presenti con occhi rossi di follia.

"Invece lo abbiamo eccome, portatelo via.", replicò Dafne, dando ordine ai suoi Angeli presenti di portare via il sovrano.

Zanven dal canto suo si ribellò con tutte le sue forze e alla fine al culmine della disperazione cedette.

"Fermi, vi dirò tutta la verità!", gridò, esasperato.

La Guardiana allora fece cenno di fermarsi e l'ex Re Drago si accasciò in ginocchio in segno di resa.

"Io non sono salito al trono per la volontà della mia gente ... ma con l'inganno. È vero, ho sempre odiato mio fratello per il suo modo di pensare, così ingaggiai Drake, il mio consigliere, per ucciderlo. Dopo divenni Re, essendo il legittimo erede. All'inizio non pensavo a un conflitto nonostante fossi sempre stato amante della guerra, ma Drake mi indirizzò, dicendo che era la cosa giusta da fare. Le tenebre quindi si impossessarono del mio cuore e della mia anima rendendomi quello che sono ora, sono stato manovrato dall'oscurità.", confessò infine.

Tutti i presenti rimasero alquanto sconcertati, soprattutto Eltanin poiché non riusciva a crederci, poi però si fece avanti, raggiungendo il padre e mettendogli una mano sulla spalla.

"Miei Guardiani, come voi stento a credere a una storia del genere ma nonostante tutto voglio farlo. Come nuovo sovrano dei Draghi ho deciso ... di perdonare mio padre per tutto quello che ha fatto, poiché in fondo è pur sempre un membro della mia famiglia e anche se ha fatto tutto ciò causando non pochi problemi contro la sua volontà non avrebbe senso punirlo più del dovuto con l'esilio o con la morte", esordì.

Zanven allora guardò il figlio negli occhi, sorpreso dalle sue parole.

"Figlio ... davvero mi perdoni nonostante tutto?", mormorò, abbassando lo sguardo.

"Si padre, ti perdono.", fece lui, abbracciandolo.

In quel preciso momento l'oscurità che c'era nel suo cuore svanì e i suoi occhi da cremisi tornarono dorati. I Guardiani allora sorrisero.

"Sii felice Zanven, poiché con quel gesto d'amore tuo figlio ti ha liberato dall'oscurità che ottenebrava la tua anima.", gli disse Dafne con un sorriso.

L'ex Re dei Draghi annuì e poi guardò gli Elfi con fare mortificato.

"Immagino che sia opportuno chiedervi scusa per quello che ho fatto ... spero possiate perdonarmi e che i nostri rapporti vengano ripristinati.”

Il Re degli Elfi dal canto suo fu leggermente titubante ma alla fine acconsentì.

"Noi accettiamo le vostre scuse, almeno in questo modo potremo finalmente convivere in pace.", disse infine.

Così Draghi e Elfi si strinsero le mani, segno che l'alleanza tra loro era stata ripristinata. Ma non era ancora finita, c'era un'altra situazione da risolvere, e allora i Guardiani volsero lo sguardo verso Nani e Umani.

"Bene, ora tocca a voi, qual'è il problema che vi affligge?", chiese nuovamente Dafne.

Re Markas allora si fece avanti, il fisico da guerriero che si scolpiva sotto la sua corazza e gli occhi color cioccolato carichi di preoccupazione.

"Da tempo il mio popolo è stato colpito da una terribile epidemia che abbiamo chiamato Sfogo di Fuoco, poiché si manifesta con delle macchie violacee sulla pelle simile alle ustioni, che bruciano il corpo molto lentamente causando forti febbri che poi portano alla morte. Abbiamo provato di tutto ma è incurabile. Come forse saprete, di tutte le razze presenti a Shintiel, solo gli Umani sono solitamente soggetti alle malattie, per cui non possono che essere stati loro, con i continui scambi tra le nostre specie, a trasmetterci tale morbo.", spiegò.

La Guardiana guardò i Nani con preoccupazione, poi sospirò.

"Avete un malato con voi?", domandò Dafne, poco dopo.

"Si, Oriel, mio figlio primogenito, è malato da ieri.", mormorò il sovrano facendo arrivare una barella con il ragazzo sopra per poi poggiarla ai piedi dei Guardiani.

I sei ragazzi allora si chinarono su di lui e lo esaminarono: le macchie violacee si estendevano per quasi tutto il corpo e la sua espressione era sofferente, piena di terrore.

"Dafne, che ne pensi?", esordì una delle sue compagne.

"Ah, non lo so Shea, non ho mai visto un morbo del genere, ma di sicuro non è opera degli Umani.", constatò infine.

"Oh ... e da cosa allora?", domandò Arya, perplessa.

"Purtroppo non ho una risposta, ma fortunatamente conosco una cura.", fece lei di rimando.

"Quale cura?", chiese Markas, speranzoso.

"Si chiama Gocce di Luna e cura qualsiasi morbo.", spiegò Dafne, prendendo alcuni ingredienti ed erbe magiche da una sacca che era sempre solita portare con se, legata in vita.

Un barlume di speranza si riaccese negli occhi dei Nani mentre lei con abile maestria iniziò a preparare la cura, pestando e mescolando gli ingredienti nei vari contenitori per poi mettere il tutto in un'ampolla creando un liquido dorato, al quale aggiunse tre gocce di pura luce bianca dando al liquido lo stesso colore. Soddisfatta del suo operato mostrò il liquido al Re dei Nani per poi versarne tre gocce nella bocca del ragazzo, infine attesero speranzosi. Dopo qualche secondo all'improvviso le macchie sul suo corpo si illuminarono di una luce bianca e iniziarono a regredire fino a scomparire del tutto. Il colorito verdognolo della pelle tornò di un delicato color ambra. Oriel riaprì gli occhi e suo padre lo abbracciò pieno di felicità.

"Grazie miei Guardiani, avete la mia piena gratitudine. E quella del mio popolo."

"E' stato un piacere, ora grazie all'antidoto il tuo popolo starà meglio.", rispose Dafne con un sorriso. Prese quindi un foglio di pergamena, scrivendo velocemente la ricetta e gli ingredienti per guarire la malattia, e consegnandola quindi al sovrano, raccomandandogli di consegnarla ai suoi cerusici.

Re Markas annuì per poi guardare il Re degli Umani e sospirò.

"Noi Nani vi porgiamo le nostre scuse per avervi accusato ingiustamente, spero che possiate perdonarci.", mormorò, mortificato.

Re Gerala dal canto suo annuì senza indugi.

"Si, avete il nostro perdono, e comunque sappiate che tutti noi dovremo essere alleati e non nemici.", disse infine.

Gli altri sovrani annuirono e si strinsero le mani in segno di pace. I Guardiani poterono quindi tirare un sospiro di sollievo dato che alla fine tutto si era risolto per il meglio. Così dopo lo scioglimento della riunione uscirono per poi fare ritorno ad Astrea, ma poco dopo aver varcato la soglia del Palazzo della Pace, videro venire loro incontro uno dei loro Angeli in fin di vita appartenente al seguito di Dafne. La ragazza allora lo prese tra le braccia, preoccupata.

"Che cos'è successo?", domandò.

L'Angelo li guardò con occhi sgranati, il corpo martoriato.

"A ... Astrea è stata attaccata.", fece appena in tempo a dire per poi spirare e dissolversi in una scia di luce.

I Guardiani a quella notizia si guardarono sconvolti e volarono di gran carriera alla volta della loro Sede ma non appena atterrarono per poco il loro cuore non si fermò: Astrea era ridotta a un cumolo di macerie.
 

Angolo dell'Autrice

Salve popolo di EFP, ecco a voi finalmente la stesura definitiva del primo capitolo. Come leggerete la situazione inizia subito a complicarsi con le Quattro Razze in conflitto tra loro, ma fortunatamente alla fine tutto si risolve. Ma il nemico ha fatto la prima mossa. Cosa aspetterà ora ai nostri Guardiani? Lo scoprirete nei prossimi capitoli.

Ringrazio KnightofFire e Vago che mi seguono sempre e Teoth con KakashinoSharingan per i loro preziosi consigli e il loro prezioso aiuto. Detto questo ... alla prossima avventura!

Saluti la vostra EragonForever

   
 
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