Recensioni di Setsuka

Queste sono le ultime cinque recensioni che l'utente ha lasciato nella sezione nell'ambito del programma recensioni.


Recensione alla storia / / - 25/07/16, ore 13:51
Capitolo 1: / /
Ecco qui il giudizio del contest:

Le riletture di tutti i lavori che mi sono arrivati sono state d'obbligo, ma alcuni lavori hanno richiesto una maggiore attenzione, come il tuo.
La prima lettura è stata lineare, sembrava mi trovassi a leggere qualcosa di molto semplice che volesse per lo più evocare una malinconica atmosfera invernale (uno scenario molto bello), ma le ultime frasi mi hanno lasciata spiazzata e confusa, così ho riletto un'altra volta e un'altra volta ancora il tuo racconto ed ho iniziato così a notare i particolari, quei dettagli chiave che conferiscono senso a tutto e non banalizzano un dramma che poteva davvero rendere la storia riciclata e noiosa; a mente fredda non c'è effettivamente qualcosa di particolarmente originale e vivace nelle dinamiche, potrebbe quasi essere un racconto introspettivo, ma è indubbiamente qualcosa di più.
Con un linguaggio maturo (con qualche arcaismo, tipo “le gambe intirizzite” che ho dovuto ricercare sul Treccani tanto è antico e regionale) e sciolto (dopo un primo periodo di cui ero dubbiosa), sensibile, evocativo e capace di incidere sulle emozioni del lettore, crei un'atmosfera intima e ben definita, ma anche caratterizzata da una narrativa apparentemente rilassata dove solo piccole sensazioni toccano come fantasmi la pelle di chi legge, mentre i nervi scoperti di umori “blu” (per essere un po' anglosassoni) creano una scena con suspense volta ad alimentarsi anche se i colori freddi sembrano prevalere, perché sì: la tua scrittura riesce a dipingere questa storia, a creare qualcosa di simile a una natura morta o un semplice paesaggio invernale. E poi un paesaggio senza calore, di intimità gelate, viene acceso da un semaforo che lampeggia, rosso, e da questo elemento narrativo si snoda tutto, l'atmosfera si accende, andando a scontrarsi con violenza – proprio come un'incidente automobilistico – contro la realtà, una realtà che esprimi in quattro periodi asciutti, senza mezzi termini, senza lirismi e senza poi dare ulteriori spiegazioni; potrebbe essere un difetto non spiegare un fatto importante in un testo, ma trattato nel modo giusto – come hai fatto tu – diventa un elemento prezioso, sconvolgente, ma anche di incredibile forza per un testo di apparente serenità che non acquista valore non solo nel contenuto a questo punto, ma anche nello stile.
I personaggi di Tooru e Tobio sono più attori fisici, nonostante si parli dei loro sentimenti non è possibile scavare di più nelle loro storie, ma non la considero in questo caso una mancanza, c'è un concept preciso che la tua storia segue e che rende il tuo tema trattato con originalità e maturità. Potrebbero essere chiunque i protagonisti, ma non è importante perché sono attori/modelli di una rappresentazione ciclica, come un incubo volto a ripetersi come un eco, come la voce di un fantasma a cui non importa più la sua identità, ma solo il suo dramma.

Grammatica, morfologia, sintassi, punteggiatura: 14/15.
Stile: 10/10.
Caratterizzazioni: 8/10.
Originalità: 10/10.
Contenuti: 10/10.
Gradimento personale: 5/5.
Punteggio totale: 57/60.
Recensione alla storia Jar of Hearts - 19/06/16, ore 16:31
Capitolo 7: Capitolo VII
Finalmente è crollato tutto.
Finalmente è un avverbio che non dovrei dire, una parola tabù che non dovrei usare in questa storia, ma non posso che pensarla perché in una situazione simile il momento di rottura è necessario, importante, per ricominciare da zero insieme o separati, ma quel che è certo è che non si può chiedere di continuare a qualcosa che è ormai marcito e che si è gonfiato di rabbia, odio, autocommiserazione, gelosia, violenza, vendetta, possesso, abitudine... continuare sarebbe un modo per ritrovarsi con solo odio e quindi solo bugie di quello che hanno vissuto.
Ho adorato come si è posta Hitoka, finalmente è uscita fuori ed ha detto la verità in faccia ad uno Shouyo - sì egoista - ma soprattutto possessivo, di quella possessività che sfocia in crimine e di cui sentiamo sempre parlare; mi aveva innervosita col suo modo di porsi e speravo davvero in parole ferme e disinnamorate, e - una parte di me - spera avranno percorsi diversi perché ormai mi pare non abbia senso per entrambi stare insieme.
La parte che ha riguardato Kageyama e Oikawa anche è stata dolorosa, Tobio sarà anche disperato, ma l'ho visto ingiusto ed egoista come Hinata; un pugno non lo meritava, ma... anche sì. Tuttavia - nel loro rapporto - sia Tobio che Tooru sbagliano e si stanno ferendo ancora di più, è doloroso vederli così, ma credo - come ho detto all'inizio - che in qualche modo farà loro bene per far nascere un nuovo sentimento che possa essere gioioso e dove entrambi possano essere loro stessi, ho fiducia in questo roseo risvolto.
L'eroe di questo capitolo è comunque Ushijima, mi è sembrato davvero un'orsacchiotto, un gigante buono che dà amore nel modo in cui Tooru e Tobio dovrebbero imparare e mi è persino dispiaciuto per il suo amore a senso unico nel momento in cui abbraccia Tooru e non vuole ascoltare il suo stomaco, perché credo sia questo il vero amore: mettere al primo posto - nel momento necessario - chi ami, rispetto a te stesso. Forse può sembrare persino banale, ma on posso che vederla così e pensare che Wakatoshi ne è una perfetta metafora.
Capitolo sì "mai una gioia", ma pur sempre molto dinamico e con un bel variegato di emozioni che si incontrano, scontrano, ma che mai si mescolano o risultano pesanti, creano semplicemente l'atmosfera giusta per questa storia e per mostrare personaggi cresciuti da rapporti ed esperienze e - per questo - non mi risultano minimamente OOC, ma piuttosto credibili al loro contesto. Brava.
Recensione alla storia Jar of Hearts - 15/06/16, ore 22:24
Capitolo 6: Capitolo VI
Eccomi finalmente a recensire, con ritardo, ma non posso fare altrimenti e forse capirai il perché.
Leggendo non ho notato errori, se c'erano riesci a trasportare così bene emotivamente i tuoi lettori che non lo notano ed entrambe le soluzioni sono la conferma della validità (ed abilità) della tua scrittura.
Ti ringrazio per la risposta in nota riguardo il tradimento completo - per fortuna che leggo le note - aspettavo una risposta da un po' ma non arrivava e credevo ci fosse un motivo interno alla storia, invece... beh... mi vergogno di dire che non c'ho fatto caso e che per questo ho avuto un filtro diverso verso Tobio (e quindi molta più clemenza e solidarietà, anzi, mi è risultato la vera vittima) fin'ora; mi dispiace, mi sento come se avessi detto solo una verità parziale su quello che ho letto.
Mi chiedo se non sia stata la mia mente a scartare il fatto nell'inconscio, era così brutta la notizia che non ho voluto razionalizzarla? (si scherza, eh!).
Ora devo ragionare intorno a quel che ha combinato Tobio, ripensando a come ha vissuto la cosa, ai silenzi, al dolore, all'isolarsi, al voler riflettere... è una somma che dà un risultato vero, ma insensato, ma può essere veramente insensato? No, ti conosco come autrice, prima o poi sarà rivelato il vero motivo che - per adesso - lo stesso Tobio sembra ignorare, ma che mi dà la sensazione anche che - se per Hinata è stata una rivincita sul passato - per lui è stato probabilmente qualcosa di più importante, forse qualcosa legato al rapporto con Tooru, una prova, una voglia di trasformare quell'atmosfera tra loro presente nel primo capitolo, ricordo la loro relazione come una passione tra estranei. Voglio fantasticare e credere nel bellissimo - quanto sincero - "ti amo" di Tobio, che sembra un gesto di semina per qualcosa di nuovo, come se lui fosse l'agricoltore che lanciasse dei semi importanti nell'arido terreno non del presente, ma del passato (quello legato al primo capitolo). Il tradimento c'è purtroppo, non è una violenza (per fortuna, dovrei dire!), le ammissioni senza vere giustificazioni non posso che peggiorare e far male, anche la confessione del tradimento di Oikawa di certo non rende le cose più semplici, eppure - nonostante i tradimenti - quello su cui urlano, soffrono, non posso pensare che sia per ben altro, mi è quasi sembrato evidente in quella parte perché ci sono dei dettagli che non dicono qualcosa e che mi hanno fatto lavorare di creatività e pensare a quale Oikawa abbia detto Tobio il "ti amo", come se vivessero in due universi temporali diversi e non riuscissero ad incontrarsi. Tutta quest'attività emotiva crea indubbiamente un bellissimo scenario angst, aspettavo per questo il confronto tra i due, perché se fin'ora l'angst c'era, c'era anche tensione, c'erano interrogativi, c'erano speranze e niente di definito, mentre il confronto ha generato una violenza. Non si sono toccati, non hanno urlato come bestie, non c'è stato del angry sex (si sarebbero rivolte tante cose altrimenti), però c'è stata violenza; se la verità fa male, usarla come una doccia fredda senza dare spiegazioni, arrabbiandosi come Tobio alla notizia del tradimento, palesando la reciproca non fiducia, esprimendo posizioni opposte e di scontro, desiderando di non vedersi più e non risolvere ma buttare via tutto quello che c'è stato... beh, secondo me è una forma di violenza e i resti creano la scenografia angst che masochisticamente mi delizia.
Mi sono buttata in quarta sulla parte OiKage del capitolo, ma vorrei tornare indietro e andare all'inizio, quando c'è l'incontro tra Oikawa e Ushijima. A un primo impatto risulta una parte molto fastidiosa, c'è qualcosa di negativo tra loro, c'è qualcosa quasi di disturbante, ma è espressione stessa della scrittura che poi si spiega: è il filtro del loro rapporto dal punto di vista di Tooru che al momento è solo un ragazzo ferito e molto confuso. Ci sono tanto Tooru chiamati all'appello: c'è il Tooru orgoglioso pallavolista, c'è il Tooru che è ancora innamorato di Tobio, c'è il Tooru che non sopporta le idee di Ushijima, c'è il Tooru tradito, c'è il Tooru che ha sempre stimato il suo kohai, c'è il Tooru che ha odiato il genio del suo kohai, quello che abbiamo quindi è inevitabilmente un incerto sentimento corale senza possibilità di razionalizzazione e di risvolti, rimane lì quello che prova, a colorare e rendere più complicato il testo che diventa uno scudo alzato contro il lettore stesso perché, nonostante le esercitazioni di forza, Tooru è debole, vulnerabile, perché non è il tipo strafottente ed egoista che siamo abituati a vedere, questo è Tooru senza corazza, nudo, che può solo arrangiarsi con uno scudo per mantenere un po' di dignità, una faccia, quella che Yachi invece non ha vergogna mostrare e che non nascondendola si fa forte, può continuare... seriamente, mi ha innervosita molto Hinata che si sentiva ferito da lei e che faceva la vittima, è un atteggiamento realistico di una mentalità egoista e maschilista, ma che trovo plausibile in un personaggio come Hinata che - lo so - sta soffrendo, hai trasmesso chiaramente quella sofferenza sincera, ma non per questo lo giustifico o gli sono solidale, da una parte mi sento molto vicina al Tooru che batte i piedi pensando che Hinata non merita un lieto fine.
Che dire, è un universo realistico e complicato quello che muovi e ciò diventa sempre più chiaro capitolo dopo capitolo: la realtà è fatta di personaggi affatto eroici, di codardi, di ipocriti, di stupidi, di inetti e fondamentalmente di egoisti (è una parola che ho ripetuto molte volte in questa recensione); è quindi un universo caotico, bipolare come gli atteggiamenti di Tooru e la tua scrittura svela i personaggi con i loro difetti, ti fa trovare i loro punti deboli facilitando l'empatia, ma non è conciliante col giustificare e non so se sia una cosa voluta o meno, ma perché spero/credo che il testo spinga verso la maturazione di essi (e del plot).
Avevo molto da dire come puoi leggere, avevo da dire perché la storia sta raggiungendo un traguardo importante e si sente, sono le parole a farlo notare nella tensione nei personaggi, nelle belle frasi a cui non si riesce a dare valore (le dichiarazioni di Tobio e Hinata, le volontà di Tooru...) e c'è un clima quasi claustrofobico perché quello che sta accadendo nessuno lo vuole eppure è stato creato e... a me - che amo l'angst - va bene così, aspetto le lacrime da brava masochista.
Recensione alla storia Jar of Hearts - 05/06/16, ore 19:18
Capitolo 5: Capitolo V
Un altro capitolo molto intenso, questa volta le emozioni di tutti sono palesate e compresse, lanciano segnali di allarme, ci sono gemiti non udibili ma espressi tramite una scrittura che è sempre più sensibile, vicina ai problemi dei suoi personaggi, balzando tra ragione e sentimento, senza mettere nessuno sotto i riflettori dell'accusa. Per quanto io non sopporti Hinata, infatti, ho trovato molto bello che non venisse demonizzato ma piuttosto reso umano perché solo in parte carnefice di una vicenda che - si rende conto lui stesso - non ha senso, non sarebbe dovuta venire a galla, ma che qualcosa ha portato a rovinare tutto, anche se per Yachi c'è speranza, d'altro canto una situazione che può razionalizzare non è detto diventi digeribile e - infatti - non lo è, c'è comunque il dubbio, il principio, l'insofferenza, la menzogna e - soprattutto - l'ego che pretendeva - giustamente - onestà e rispetto da subito, nonostante dei ragazzini delle superiori non potessero altri che essere immaturi e cresciuti solo con il tempo, nel tempo. Ho adorato questa Yachi dall'inizio, ma qui ancor più, perché vedo lei un'umanità a 360°, con le sue luci, le sue ombre, le debolezze, ma soprattutto la forza di combattere prima di tutto il proprio ego; sarebbe stato facile non affrontare Hinata, seguire il principio che dovesse lui cercarla, fare l'offesa, pretendere (giustamente) che lui fosse il primo a darle risposte, invece lei ha provato, ha voluto sentire per poter riflettere e questo - forse - potrebbe risultare una debolezza da parte sua, ma io lo vedo un atto di forza perché non è facile, non c'è un modo giusto per gestire una situazione simile e gestire il dolore, l'offesa, accettare delle parole che non ci piacciono, ma lei l'ha fatto - seppur finendo in lacrime - e questa forza emerge ancora di più nel confronto con Oikawa dove lui, trasportato dal suo lato "oscuro", vorrebbe vedere la fine della loro relazione, vorrebbe Yachi sbagliasse, vorrebbe anche essere come lei ma c'è uno scontro di ragioni ed ego diversi, c'è di fatto che Yachi può contemplare il perdono con il suo cuore ferito nonostante Oikawa reputi Hinata il responsabile e quindi il vero imperdonabile, Tobio potrebbe anche essere perdonato, ma poi - in questa ragione - si contraddice, mentre Yachi no.
Aspettavo il confronto - se così si può dire - tra Kageyama e Hinata, ma mi ha lasciata un po' confusa perché non ho ben capito quanto il tradimento è stato profondo, non ho capito se è stato solo un bacio o c'è stato altro che non ho colto io, ma a prescindere non si può cancellare il fatto che c'è stata un'azione che doveva essere solo che rivolta ai propri partner e... mi sorprende che il povero Tobio (forse non tanto povero) possa avere in fondo effettive responsabilità, mi era sembrato solo che un elemento passivo per lo stupore e la consapevolezza che troppi equilibri si erano rotti, un momento che qui ritorna e si dilata e rende tutto il testo molto grigio: ci sono tante cose sbagliate fatte da tutti, tra non detti, azioni, invidie, gelosie... e mi piace molto come tu abbia la forza di poter scrivere e razionalizzare questo effettivo caos emotivo che coinvolge tutti loro, che li ferisce, ma che li lascia immobili al proprio posto nella speranza che qualcosa cambi. Beh, di fatto Yachi e Oikawa sono quelli che hanno agito, ma in un certo senso anche da parte loro c'è un'immobilità nel non lavorare, non prendere una decisione, non sapere che fare... Yachi tenta col confronto, Oikawa ha optato per la vendetta, ma questo non migliora le cose e - piuttosto - fa emergere il desiderio di una reale dolorosa e lacerante rottura che ferisca tutti, che possa anche distruggere tutto quello che sanno esser prezioso nei loro trascorsi, ma che cosa può valere se c'è il dubbio che si siano vissuti anni di bugie e speranze che un momento di idiozia ha distrutto? C'è una realtà forse da riplasmare, da autenticare, raccogliendo quello che è rimasto di loro stessi, dei veri se stessi.
Il capitolo è davvero una macchia d'olio vicino a un'accendino, pronto per essere un girone infernale, quanto pronto a diventare cenere, ma per cosa? Per rigenerarsi e creare qualcosa di nuovo o ricominciare? Gli interrogativi sono tanti su questa onda di angst, ma confesso che ho bisogno di sapere cosa realmente è accaduto e ho bisogno di leggere di un Oikawa distrutto, non per sadismo, ma perché se parte del suo ego muore io credo potrebbe perdonare Oikawa e... è quello che aspetto.
Complimenti per l'energia che metti nella tua scrittura che sta formando una storia sempre più intensa e che in fatto di angst delizia.
Recensione alla storia Carezze - 04/06/16, ore 23:12
Capitolo 1: Carezze
Un piccolo concentrato di poesia, molto evocativa, crea delle immagini ben nitide e la personalità di Futakuchi emerge in modo molto forte, quasi prepotente, per poi placarsi contro la dolcezza di Aone che è sempre il gigante buono della situazione e - incredibile - quello che ha tatto e romanticismo.
Hai dato un bel valore alle parole di Dalla, ti sei presa un prompt bellissimo e con la tua sensibilità hai colorato di emozioni un piccolo componimento, è una cosa difficile ma in cui sai eccellere. Complimenti!