Recensioni per
Come il vento dell'alba
di padme83

Questa storia ha ottenuto 23 recensioni.
Positive : 23
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
12/04/21, ore 15:55

Ciao padme, perdonami per il ritardo mostruoso e se riesco a passare solo adesso! Ho letto subito la fiaba e mi sono presa qualche momento di riflessione per organizzare una recensione quantomeno decente. Poi purtroppo sono subentrate una serie di vicissitudini con cui non ti annoio con la tecnologia, gli impegni di tutti i giorni e ho fatto un po’ fatica a ritagliarmi il tempo giusto a scrivere in italiano e senza fare un minestrone sconclusionato.
Mi sono dovuta ritagliare un po’ di tempo perché in questa storia c’è moltissimo e non volevo lasciarti due righe.
Tra l’altro Ladyhawke e la Bella e la Bestia sono due film a cui tengo particolarmente, perché sono legati alla mia infanzia entrambi.
Bado alle chiacchiere, passiamo alla recensione!
Ho trovato la scelta di Newt nei panni di Philippe molto calzante: intanto perché conosciamo il suo amore per gli animali e questo sicuramente è un punto a suo favore e, in seconda battuta, perché è una persona disinteressata, che fa ciò che è giusto indipendentemente dagli altri. Tra l’altro lo hai reso benissimo: quel ‘è magnifica…’ riferito alla Fenice mentre si trova in chiara difficoltà davanti a un mago come Grindelwald è assolutamente da Newt Scamander!
L’idea che la maledizione venga scagliata alla morte di Ariana (che è innocente e si ritrova in mezzo alle mire dei giovani Albus e Gellert) è davvero splendida: la sua morte è un evento scatenante molto potente e che ovviamente ha conseguenze su tutti meno che su Aberforth, che è altrettanto innocente in quel contesto.
È un bel parallelismo anche con saga di HP, dove la morte di Ariana rappresenta in qualche modo (almeno per come la vedo io) il limita tra il ‘prima’ e il ‘dopo’ per Silente e Grindelwald.
Grindelwald è molto ben caratterizzato nel suo non piegarsi nemmeno davanti a una divinità inferocita e nel fatto che questa sua indole non si scalfisca per quasi tutto il racconto.
Ho trovato anche molto calzante il fatto che sue giovani maghi arroganti, talentuosi e intelligenti come loro non si siano arresi subito all’evidenza, ma ci abbiano messo mesi a rendersi conto che c’era qualcosa sopra di loro, qualcosa che non potevano contrastare né con la magia oscura né con qualcuna delle loro abilità.  Dopotutto cercava l’invincibilità, l’immortalità… ed è ovvio che davanti a una divinità un oggetto potente ma terreno come la Bacchetta di Sambuco, non rimane che un bastoncello come tanti.
Mi è piaciuto molto anche il parallelismo tra il giorno e la notte: se contrapponiamo i due maghi, infatti, associamo di più Albus (come la fenice) al giorno, alla luce, mentre Grindelwald è più oscuro. Per questo una delle cose peggiori, oltre all’essere separati, è il fatto che Grindelwald possa godere solo delle ore diurne mentre Albus solo di quelle notturne. Non so perché ma mi ha dato una strana sensazione di equilibrio, ma può darsi che siano solo mie congetture.
Inoltre è bello vedere come i due sia rapportati agli animali di cui assumono la forma: Grindelwald che mantiene la sua ferocia, la sua potenza anche in forma animali, mentre Silente rimase un animale in qualche modo più nobile.  
Bello anche il modo in cui si alternano, il modo in cui Silente ricalibra gli appunti di Grindelwald, che è più brusco, più disposto sprofondare nelle arti oscure e valicare i limiti, pur di liberarsi. Silente invece intuisce che c’è qualcosa che va oltre a tutto questo, che devono seguire strade diverse per ottenere ciò che bramano. Ed è quello che succede quando se ne va, alla fine.

Sempre insieme, eternamente divisi.
Questo monito implacabile l’ho ritrovato nella fuga disperata che spinge Grindelwald a seguire Silente in Inghilterra, nei pensieri nebbiosi che si schiariscono — manifestazione della potenza della maledizione che li ha colpiti — a mano a mano che si avvicina e nel sentimento quasi di commozione che colma il suo cuore quando finalmente sente le dita dell’altro sfiorare la sua forma di lupo.
Qui rientra in gioco Scamander che dimostra ancora il suo disinteresse e la sua bontà d’animo a un Grindelwald che pensa essenzialmente solo a sé stesso e al proprio interesse per Silente.
Qui, sei stata molto abile a inserire la svolta.
Quando Grindelwald capisce che esistono altri, comprende il proprio egoismo e prova per la prima volta la Gratitudine verso Newt che li ha aiutati, Newt che è una persona buona, altruista. Tutte cose che Grindelwald non è mai stato.
Eppure è grazie a Newt — quindi a una persona esterna al loro due — che Grindelwald capisce che esistono altri e comprende in qualche modo i suoi errori, spezzando definitivamente la maledizione.
La cosa bella è che qui, a differenza che nella Bella e la Bestia, dove il principe deve imparare ad amare, il tema è la comprensione, l’amicizia, il sentimento positivo verso altri e la consapevolezza che esistano altri al di fuori dell’egoismo.
Veramente, hai fatto una lavoro eccezionale sotto tutti i punti di vista e sono rimasta molto colpita da come hai elaborato ogni passo di questa fiaba, intrecciando con molta maestria la Bella e la Bestia e Ladyhawke.
Mi sono piaciute moltissimo anche le note a fine capitolo, i sottili riferimenti e non posso fare altro che dire che il lavoro lunghissimo che hai svolto ha veramente dato i suoi frutti; si vede che ci hai lavorato moltissimo e con estrema attenzione.
Ancora tantissimi complimenti!
A presto e scusami ancora per il ritardo,
Arlie
 

Recensore Junior
15/03/21, ore 21:41

Ciao, cara.
Non so bene da dove cominciare perché in questa storia c’è così tanto (come sempre) che sono un po’ in difficoltà sul decidere da dove iniziare ad esprimere la mia solita, ormai non più stupita, meraviglia. Intanto, trovo che l’idea di trasporre la storia di Gellert ed Albus in questi due AU sia geniale e se l’elaborazione di questo incanto ha richiesto un anno di pensieri e ripensamenti, ti posso dire adesso che ne è valsa la pena. Intanto, premetto che le tue citazioni sono sempre bellissime e centratissime con la storia che andrai a delineare (“Stella sperduta nella luce dell'alba [..]”). Mi è piaciuto moltissimo il parallelismo tra Newt e Philippe e quello tra il falco e la fenice, penso siano veramente calzanti con il canon; non solo per il disinteressato modo d’essere di Newt ma anche, ovviamente, per quanto la fenice ha sempre simboleggiato Albus e lo ha sempre seguito e aiutato e protetto. Bellissima come l’idea di introdurlo perché loro due, costretti a diventare creature nel giorno e nella notte, abbiano la loro “protezione” nella persona che incarna maggiormente questo all’interno di tutta la saga e questo si scorge nella sua meraviglia nel vedere la fenice e nel timore quasi reverenziale che prova verso questa.
Ho trovato anche centrata l’idea di inserire una Dea, un essere superiore che deve poter avere i poteri per battere i due maghi più forti del loro tempo, incapaci di slegarsi da quella maledizione che li ha colpiti per fare espiare loro la più cruda delle ignominie: aver sottratto alla Dea una creatura innocente, morta per la loro arroganza, e trovo molto canon che Gellert, nemmeno di fronte a questa, abbia voluto piegarsi e chinare la testa, così naturalmente incline a non essere soggiogato, a rivendicare per sé – e per Albus – i ruoli di potere; così come trovo IC il fatto che Albus si sia frapposto a Gellert, per salvarlo a costo della sua stessa vita. Adoro poi, come nell’AU, loro due sono destinati a restare vicini, come i loro corpi si chiamino anche se le loro menti animali non ne hanno memoria; come si siano, per anni, scambiati appunti, parole – parole che, come hai detto anche tu, diventano tangibili. Non hanno più suono, non è più l’udito il protagonista; c’è la vista, c’è il tatto, tutto quello che Gellert può avere dell’uomo che ama sono i suoi appunti scarabocchiati nel suo corsivo elegante. Hanno solo una possibilità di vedersi, quando la stella si perde nella luce dell’alba, direbbe Pavese. Loro sono quella stessa stella e nell’alba si trasformano in ciò che rimarrà separato, per sempre, per l’eternità, per la lunghissima volontà della Dea. Sempre insieme, eternamente divisi. Mi è piaciuto anche moltissimo come la deriva sempre più profonda e irreparabile di Gellert nelle arti oscure sia giustificata da questa ricerca incessante di qualcosa, qualcuno, in grado di spezzare questa maledizione infrangibile: Albus rimane adeso ai suoi ideali, come nel canon della conquista del mondo magico (“perdere noi stessi non ci renderà liberi”), ma Gellert no, s’inabissa sempre di più, fino ad arrivare al punto di non ritorno, al punto in cui anche Albus è diventato un ricordo lontano, le sue lettere sono impolverate, rade, concluse. Anche i Doni della Morte, di cui vogliono rintracciare la bacchetta di sambuco per vedere se questa sia in grado di riportarli alla vita – alla vita vera; per questo non cercano gli altri Doni, non vogliono più sconfiggere la morte (bellissimo che sia sotto gli artigli del lupo che Gregorovich si sia dovuto arrendere a lasciarla, trafugata quindi dallo stesso Gellert, in una consonanza con la saga che ho adorato).
Loro si sono allontanati, Gellert ha percorso strade che per Albus avevano obiettivi troppo scuri e densi per poterli accettare: per questo, si sono divisi ma la maledizione li ha voluti di nuovo vicini, in quella corsa di lupo lunga molte notti per arrivare in Cornovaglia e sentire, finalmente, le mani di Albus sul pelo, a contatto con la pelle animale, a rinvigorire il cuore di un amore denso, mai morto, solo accecato da quella maledizione senza fine – per dieci lunghissimi anni, senza lasciargli scampo. Struggente anche il pianto liberatorio dopo che ha corso, per sfogare la sua rabbia e la sua paura, quando ha visto finalmente Albus guarito dalle mani esperte di Newt che è rimasto, fino alla fine, senza avere paura, senza abbandonarli. E Gellert si tuffa su di lui e lo difende, capisce: non è solo lui, solo loro, in cima al mondo. È capace di altro amore, di gratitudine, non è più sconfinato desiderio di potere e buio. La fenice si salva, lo salva: la maledizione è spezzata. Gli occhi di Albus sono di nuovo di fronte a lui ed io sono colma di un turbine di emozioni impazzite perché questa storia è geniale e meravigliosa. L’ho già detto? Lo ridico. Geniale e meravigliosa. Ti faccio i miei più sincerissimi complimenti, davvero: sono felice che tu mi abbia indirizzata proprio qua perché è stata veramente una bellissima lettura ed una bellissima scoperta. Sono ammirata come tu abbia "piegato" la tua OTP a questa storia tanto diversa, trovando per ognuno la sua collocazione e giustificando anche quelle che non ne avrebbero avuta (anche se il Vescovo innamorato di Albus ormai me lo devi!).
Ti mando un abbraccio.

Recensore Master
17/01/21, ore 21:35

Ciao! Mi dispiace infinitamente per il ritardo. Ho letto questa storia un'ora fa e poi ho mangiato, ragionandoci su. Perché questa storia è meravigliosa, ma non avevo dubbi che avrei letto una tua storia meravigliosa. Ma non è solo bella, è ragionata al massimo, è ricchissima di citazioni, ha delle letture a strati, è piena piena piena di dettagli straordinari. Non ho mai visto il film da cui tutto è ispirato mentre la Bella e la Bestia sì, in tante versioni. Ho riconosciuto il riferimento alla Bradley, mi ricordavo che tu la conoscessi molto bene e che l'avessi citata altre volte. Una bella idea che tutto parte da una Maledizione per la morte di Ariana, rappresentata come la purezza per eccellenza. Una maledizione che tortura poi, può render folli. Sono insieme, ma non davvero. Possono comunicare con la scrittura, avere brevi momenti insieme (che non sono mai abbastanza e che rendono la situazione più sofferente) e cominciano a viaggiare ovunque pur di trovare una soluzione. Magnifico come hai riallacciato al canon, la ricerca dei Doni della Morte. Trovano la Bacchetta di Sambuco, ma nulla funziona. Hai descritto perfettamente lo stato d'animo di lenta discesa alla disperazione, il modo in cui Gellert ricorda Albus, sempre baciato dalla luce, è davvero intenso e ti rimane dentro. Vedi vividamente quell'immagine, ti immergi con lui nei suoi pensieri. Gellert sarebbe disposto a tutto, Albus ha acconsentito, ma ora non può più. È una lezione bellissima, tra tutto questo amore che si anela, il fatto che non devono perdere loro stessi mentre cercano la libertà. Avrebbero una nuova prigione, nuove sbarre. Stanno diventando migliori nella forma animale, che umana. Albus l'ha compreso prima e Gellert ha avuto bisogno di più tempo, ma non resiste alla lontananza e al richiamo di Albus. È tutto si chiude in un cerchio, ritorna la scena dell'inizio che si è aperta con uno Newt adorabile. L'hai pennellato benissimo, poche frasi che lo hanno ritrattato così come noi lo abbiamo conosciuto, bucava la pagina (mi ha anche ricordato il vero primo incontro tra Gellert e Newt). Un uomo buono, che vede la bellezza in tutto e tutti, che non può fare a meno di amare e di aiutare. L'amico perfetto, il personaggio che davvero poteva spezzare la loro maledizione e far ritrovare, non solo fisicamente ma anche con il cuore e l'anima, Albus e Gellert. Alla fine dici che soffrono così per un anno, ma davvero sembrano dieci anni per tutta l'intensità descritta. Un linguaggio evocativo, immagini che ti stregano la retina, un ritmo che mai si spezza e che cambia più volte scena senza mai farti sentire spaesato, ma solo con il desiderio di scoprire e di andare avanti.
Ho trovato tutto perfetto, come sempre, complimenti :)
A presto! 

Recensore Master
05/01/21, ore 18:32

Ciao, era da tanto, troppo, tempo che desideravo visitare il tuo profilo ma ero sempre un po’ titubante e indecisa riguardo a quale storia scegliere, quindi sono stata davvero felice di riuscire a incrociarti nella catena e di poter partire da qui.
Ti anticipo sin d’ora che la mia sarà, molto probabilmente, una recensione davvero priva di un filo logico, ma la ragione è tutta da ricercarsi nella storia meravigliosa che hai scritto e nelle emozioni che hai suscitato in me mentre leggevo degli struggimenti di Gellert — e, più vagamente, di Albus. Ho da sempre adorato Ladyhawke, oltre che La Bella e la bestia, quindi vedere entrambi gli AU inseriti in questa one shot è stato come un regalo di Natale in ritardo, ma non per questo meno apprezzato.
L’idea che loro cadano vittima di questa maledizione a seguito della morta di Ariana è molto IC, così come trovo decisamente plausibile che i due non si siano affatto arresi — nonostante i numerosi momenti di sconforto e la voglia di arrendersi, quanto è struggente la scena di Gellert che si rifugia nella torre più alta e si dispera chiamando in causa tutti gli dei, e Loki e Sigyn? Io veramente non mi riesco a capacitare della tua capacità di farci percepire il dolore provato dai tuoi personaggi, la tua bravura nel farci calare nei loro panni e vivere le loro emozioni, le sensazioni e i dolori, ma anche la gioia nello sfiorarsi e nell’intravedersi.
Bellissima la scelta di far vestire a Newt i panni di Philippe, così come il far trasformare Albus in una fenice, che ben si adatta al canone potteriano e la scelta di farli comunque partire alla ricerca della Bacchetta di Sambuco, nella vana speranza di riuscire a spezzare il sortilegio che li affligge — mostrandoci quanto crudele possa essere per due maghi estremamente dotati come loro, oltre che estremamente convinti dei propri mezzi, l’incapacità di ottenere ciò che vogliono.
Gellert è il personaggio che tratteggi meglio in questa storia, quello con cui abbiamo più occasione di confrontarci e di cui viviamo meglio il tormento e il dolore, proprio come succede con Navarre nel film è lui che non si fida dell’aiutante, quando l’amato è in pericolo di vita, eppure alla fine decide di concedere una possibilità a Newt, e di conseguenza ad Albus, e il magizoologo riesce a far sì che la fenice si curi e che Albus si salvi con lei. L’ultimo periodo è poesia pura, la descrizione dell’abbraccio tra i due e il momento in cjui l’incanto si spezza finalmente mi ha commosso in maniera irrimediabile e sono convinta che adesso Gellert abbia capito e che da qui partirà un nuovo domani per loro due — un domani per cui dovranno sempre ringraziare Newt.
Grazie di aver condiviso questa storia, che aggiungo alle preferite perché lo merita davvero tantissimo.
Alla prossima,
Francy

Recensore Master
02/01/21, ore 15:12

Avevo deciso di iniziare la raccolta di poesie, ma devo ammettere che non ho un animo molto poetico, sono sempre più attratta dalle storie e poi mi è caduto l'occhio su questa... ma che meraviglia! Sei stata eccezionalmente brava a creare un AU verosimile che contenga sia Ladyhawke che Beauty and the Beast con protagonisti i tuoi meravigliosi amanti, e poi devo ammettere che sono anche molto felice che questa storia sia più lunga dei tuoi soliti standard! Tu riesci sempre benissimo anche a sintetizzare e a rendere le emozioni e i sentimenti più intensi anche in poche righe, ma avere una tua storia più lunga è un vero e proprio regalo, che mi sono fatta per festeggiare il nuovo anno!
E' tutto così realistico che sembra avvenuto davvero! Perfetta la parte di Newt che è stato mandato a controllare le due strane bestie che gli Auror stanno cercando con l'intento di nasconderle, come fa sempre lui, per salvarle. Solo che... Newt si imbatte precisamente in Gellert, che in quel momento è in forma umana, e nella sua Fenice, che ovviamente è... vabbè, lo devo proprio dire? E' perfettamente verosimile anche il fatto che una forza più forte della magia sia intervenuta a maledire i due maghi che, nel loro egoismo, hanno lasciato che un'innocente, Ariana, morisse (e così mi ricollego anche alle ultime storie che ho letto!), perciò la Dea della tradizione celtica è una soluzione geniale, e del resto già in altre storie avevi fatto riferimento a luoghi sacri dei druidi e ad altri miti celtici per spiegare il legame inscindibile tra Albus e Gellert. Davvero un'idea molto suggestiva!
E' stato incredibilmente appassionante leggere della maledizione e di tutto ciò che Albus e Gellert hanno tentato per spezzarla, in un certo senso è quasi "giusto" che siano stati puniti proprio con una magia più antica che loro non possono sfiorare, perché ciò che ha causato la morte di Ariana è stata la loro sicumera, la presunzione di poter giocare con i Doni della Morte, di poter superare in astuzia e bravura qualsiasi altro mago. Sempre insieme, eternamente divisi è una maledizione spaventosa, ma in questo caso è anche una sorta di "lezione di vita" per due maghi che finora sono vissuti solo per se stessi e l'uno per l'altro, indifferenti a chiunque altro e al resto del mondo. Mi ha incantata il ricorso a qualsiasi magia conosciuta, addirittura ai Doni della Morte, alla Bacchetta di Sambuco, tutto inutile perché la magia della Dea è molto più antica. Mi sono addirittura venuti i brividi per l'emozione quando Gellert ha invocato gli dei dei suoi padri e hai fatto tutto quel meraviglioso riferimento alla mitologia norrena... io che in questo periodo sono anima e cuore con Vikings ho sentito il battito andare a mille e ora che so che Gellert ha gli antenati vichinghi stai sicura che lo amerò molto molto di più, gli perdonerò tutto.
E Newt... è proprio lui! Con la sua ingenua generosità e il suo amore per tutti gli animali, lui riesce a toccare il cuore di Gellert, rischia la vita per salvare lui e Albus dagli Auror e poi li aiuta, li nasconde, li protegge... e non poteva essere che lui, in effetti, anche questo è stato perfetto. Gellert salva Newt con un incantesimo perché lui ha salvato e curato la Fenice/Albus e questo gesto spezza finalmente la maledizione (almeno così mi è sembrato di capire, nel finale Albus e Gellert sono entrambi umani, ma a questo punto resteranno tali, no?), Gellert comprende quello che Albus aveva già capito, che il mondo non è fatto solo di nemici o di persone da usare, ci sono anche persone come Newt che possono diventare amici, che possono aiutare (ma bisogna anche avere l'umiltà di ammettere che si ha bisogno di aiuto, che non si è invincibili e anche qui Gellert aveva qualcosa da imparare...).
E' stata una storia veramente bellissima, pensa che io in genere non amo molto gli AU perché mi piace che i personaggi siano come li conosco e come ho imparato ad amarli... ma questa non è nemmeno una vera AU, perché tutto quello che hai scritto sarebbe potuto succedere veramente a Albus e Gellert, e Newt ha fatto la sua parte, e nel Mondo Magico anche una maledizione come questa sarebbe stata possibile. Ho sentito questa storia come una possibile variazione nella vicenda di Albus e Gellert e ne sono rimasta affascinata, veramente un capolavoro, so che lo dico spesso parlando delle tue storie, ma qui hai superato te stessa anche per la bravura di conciliare storie e universi diversi in una ff che è totalmente e perfettamente IC e verosimile.
Complimenti, questa è una delle mie prime recensioni del nuovo anno e sono felice di averla fatta a un simile gioiello!
Buon anno e spero di leggere ancora tante storie meravigliose come questa!
Abby

Recensore Master
25/11/20, ore 22:19

Buona sera! ^^
Eccomi qui a recensire una delle storie che tu stessa mi hai suggerito!
Ammetto, come già accennato, che non posso dichiararmi una appassionata del fandom ed è altrettanto vero che non conosco a tal punto questi specifici personaggi per poterne esprimere un vero e proprio giudizio. Posso dirti però che mi è piaciuto tantissimo il modo in cui hai riadattato la storia di LadyHawke a questi personaggi! E non ho potuto che adorare il modo in cui hai unito anche la favola della bella e la bestia!!! E' stato davvero un bellissimo connubio e sei stata bravissima tu nel riuscire a condensare il tutto in così poche parole! Io penso che sarei impazzita! XD non so come tu abbia fatto in poco più di 2000 parole! Complimentissimi!
Mi ha colto un po' in contropiede, invece, la scelta di scrivere in seconda persona! Sono davvero pochissime le storie che mi è capitato di leggere scritte con questa tecnica, ma se in queste altre occasioni non ero rimasta particolarmente colpita dalla stesura, qui invece sono rimasta piacevolmente sorpresa! ^^ Ammetto che personalmente non ho mai scritto e - credo - non scriverò mai in seconda persona perché non mi sento affatto capace di gestire un testo così XD, ma forse è anche per questo che ho particolarmente apprezzato questa shottina ^^ Soprattutto mi è piaciuto il modo in cui la storia si sviluppa piano piano, rivelandosi a poco a poco al lettore.
Mi è piaciuto moltissimo, inoltre, il modo in cui tu sia riuscita a ricreare quell'atmosfera da vera e propria favola... per esempio, non tutto viene descritto nei minimi dettagli e in questo modo non ti perdi in descrizioni che rischiano di essere troppo lunghe e che finirebbero per rallentare la narrazione.
Davvero, è stata una lettura piacevolissima! Mi è piaciuto tantissimo e l'ho trovata estremamente originale! ^^
Ti faccio tanti complimenti e spero vivamente che l'ora tarda e la giornata di studio non abbiano influito troppo nella stesura di questa recensione HAAHAHAH : spero di non aver scritto una recensione troppo sconclusionata '^^
A prestoo!
Carmaux

Recensore Master
23/11/20, ore 16:35

Parentesi che non c'entra nulla con la storia: scorrendo il profilo per trovare le storie che mi hai indicato ho visto una raccolta intitolata "Vorrei cantare il canto delle tue mani" e ci tenevo a informarti che ora per colpa tua sto canticchiando quella canzone di Guccini che mi riduce il cuore in poltiglia ogni volta.

Ma passiamo a questa ^^: l'ho scelta perchè adoro gli AU e mi incuriosiva moltissimo vedere la coppia Albus/Gellert traslata nell'universo di Lady Hawke (lacrimeee).

Newt in veste di Philippe è perfetto, ce lo vedo tantissimo, e ho trovato meravigliosamente canon il fatto che lui, al contrario degli Auror, sia mosso dalla curiosità, dalla compassione, e sia più che altro intenzionato ad aiutare quelle due sfuggenti creature, che si rivelano essere Gellert e Albus. Il fatto che Gellert alla fine della vicenda passi a considerarlo un amico mi ha commossa non poco, come il fatto che gli abbia salvato la vita.
Mi è piaciuto da morire come tu abbia deciso di unire le vicende di Lady Hawke a quelle della Bella e la Bestia (aaaaw, e yess, ho riconosciuto le influenze Shylissiane, nella citazione di Loki e Sigyn. Avevo amato da morire anche la sua AU fiaba riguardante loro due)
Il background che spiega come i due siano stati maledetti si riallaccia al canone della Rowling in maniera perfetta: la morte della fanciulla innocente, il più piccolo risparmiato (immagino si tratti di Abeforth?) con la differenza che questo, invece di renderli nemici mortali, li ha uniti ancora di più, pur separandoli (lo dimostra il fatto che pur litigando e cercando di prendere strade diverse, vi sia un laccio fra i loro cuori che li riconduce inesorabilmente l'uno dell'altro. Adoro e piango.) E la ricerca dei doni assume nuovo significato, non si cerca più una maniera per ingannare la morte, bensì quella di spezzare una maledizione infinitamente più grande di loro (aaaw, ogni qual volta che sento parlare di Dea con la D maiuscola mi torna in mente Le Nebbie di Avalon, come citi anche tu, sebbene non mi ricordi quasi più nulla di quel libro.)
Fino a quel finale struggente e bellissimo, quel groviglio di pelle e di baci tremanti, che mi lasciano sperare che la maledizione si sia finalmente spezzata.
Ma che meraviglia è tutto ciò? **
Sembra un canto, un piccolo racconto di epica, capace di incantare e tenere con il fiato sospeso fino alla fine. Ogni parola è al posto giusto, dando una musicalità pazzesca, che ho trovato solo altre poche volte in un racconto. E complimenti anche per la grafica e per l'impaginazione :)
Ha un che di gotico, e le descrizioni di questa Inghilterra brulla e lontana mi hanno lasciata con uno struggimento addosso (in senso buono) che non ti so spiegare.

In sintesi, se non si fosse capito, complimenti **
mi ha fatto davvero piacere passare di qui <3

Benni

Recensore Master
29/10/20, ore 17:35

Ciao cara! Che bello tornare qui e scoprire questi due personaggi in una veste ancora diversa! :D Li sto conoscendo piano piano attraverso i tuoi occhi e ne sono sempre più affascinata.
La storia di LadyHawke è un punto debole per me, motivo per cui ero davvero curiosa di sapere come l’avresti interpretata e soprattutto adattata a quella di Gellert e Albus… e beh, adesso che ho terminato la lettura, direi che le mie aspettative non sono state affatto deluse! *^*
Adoro il modo in cui hai cucito questo mito su di loro, prendendo le caratteristiche dei due protagonisti, la loro vera storia ed esaltandola attraverso di esso. Una cosa che mi ha colpito tantissimo è che, proprio come una favola, tutto il testo sembra pervaso da un’aura magica, mistica, una specie di fulgido stupore che finisce per trascinare il lettore nelle immagini che si stanno delineando innanzi ai suoi occhi, attraverso le parole. Più leggevo, più mi sembrava di non essere innanzi ad una fanfiction, ma ad una leggenda millenaria, segreta, l’epico racconto di questo amore che supera lo spazio, il tempo e perfino la forma tra due giovani colpevoli di aver chiesto sempre di più.
E proprio rispetto a loro, ti voglio fare i complimenti, perché sono due personaggi su cui sinceramente non mi ero mai soffermata tanto e invece mi stanno conquistando sempre di più. Gli amici che vivono in simbiosi e si trasformano in amanti è un topos che (come vedrai nelle mie storie… se vorrai! xD) io amo tantissimo, ma sono proprio loro a colpirmi: sono due maghi potenti, ambiziosi, con un carisma travolgente e il desiderio di squarciare i confini. Solo che mentre in Gellert c’è quella punta di ferocia che è rappresentata benissimo e si sposa alla grande con la figura del lupo, Albus rimane un po' enigmatico, irraggiungibile come una fenice.
Menzione d’onore al personaggio di Newt che qui è tipo la ciliegina sulla torta. La storia sarebbe già stata perfetta senza di lui, ma la sua presenza in una situazione come questa, calza proprio a pennello. Lui che vede la bellezza nelle cose più disparate, si approccia al dramma di questi due esseri con la sua solita delicatezza, arrivando a salvare Silente sul finale.
Un altro piccolo capolavoro!
A presto, Violet :D

Recensore Veterano
07/10/20, ore 11:11

Cara padme,

Ho finalmente letto questo tuo meraviglioso lavoro domenica sera, tutto d’un fiato, quasi trattenendo il respiro, con un senso vorticoso d’ebbrezza, come un volo di rapace in picchiata; poi l’ho riletto, e l’ho riletto ancora. Ed ho lasciato condensare idee che, più che pensieri, sono emozioni – di quelle da vecchia filosofia naturale: sommovimenti tra l’anima e la materia, spiritelli nel sangue.

C’è un bellissimo, sublime senso di spiazzamento, che aleggia in questa storia, o – meglio – che le è sotteso, come un filo che regge un equilibrista virtuoso.

Non ti dico da quanto tempo avessi la finestrella aperta sul mio browser, perché mi ero ripromessa – e credo anche di averti promesso, en passant, imbattendomi in uno dei tuoi post – di passare, di passare il prima possibile. Ahimè, la vita tende a mettercisi d’impegno ed io, ormai, riesco ad opporle resistenza soltanto col supporto di vincoli estrinseci. Però, la morale della favola è che mi sono sollazzata in una lunga attesa, sventolandomi questa storia di fronte al naso come una carotina ben meritata al traguardo, da brava ciuchina col didietro pesante qual sono. Le attese – soprattutto quelle lunghe – creano aspettative. Ed io non so bene neppure che cosa mi aspettassi, da questa tua; quali fossero le famose aspettative, bagaglio pesante di tutto quello che ci si ripromette. Poco importa: sono state superate, doppiate e triplate, senza sforzo. Quello che sicuramente non mi aspettavo era un’opera così squisitamente espressionista – ti prego di passarmi il termine nonostante sia, almeno in una certa misura, inadeguato – che riprendesse ed intessesse così splendidamente i fili narrativi dello spazio AU di riferimento, quelli essenziali, quelli che contano.

C’è una grande potenza simbolica, introspettiva, ed emotiva in ogni riga e – soprattutto – in ogni tua scelta di impostazione e di stile, a cominciare dall’essenzialità ridotta all’osso dell’intreccio e dei personaggi che lo muovono: il buon Albus e il (non così buon) Grindelwald, Newt, e la Dea – la voce della dea, che aleggia presente e ineluttabile, al contempo incorniciando il tutto, rimarcando le linee della struttura  con un filo di piombo che si rivela essere oro.

Ti ho già detto altrove, credo, quanto mi convinca il tuo uso della seconda persona narrante. Pur non amando ripetermi, credo che vada ribadito velocemente, perché la seconda persona è difficile, soprattutto su pezzi di più ampio respiro come questo o  quando sia impostata – in modo per nulla banale – su un’alternanza di “tu”.

I tuoi “tu” sono sempre chiaramente riconoscibili, hanno una voce propria e ben articolata, che cattura e trascina il lettore, con quel tu e dentro quel tu. È un tuffo emotivo vertiginoso; è un’anabasi, questa storia, una risalita – alla piena umanità, ad una versione migliore di sé, a quella completezza che certe anime fortunate (o sfortunate, dipende dai punti di vista) possono raggiungere soltanto insieme ed in relazione col mondo, nella luce della decenza, dell’empatia umana, quell’apertura che dà sostenibilità, nobiltà all’amore romantico, anche quello più assoluto e passionale. Il lettore ha il privilegio di esperire questa anabasi, questa risalita, moltiplicata per due; alla fine, rimane addosso un senso di doppia catarsi. Ed è un’esperienza magnifica, che passa per un racconto in cui si sente la febbre della maledizione, lo spiazzamento – come lo chiamavo poco fa – dell’animalità, dell’alternanza, della separazione forzata e dell’essere insieme inevitabile.

Però, al di là della giostra vorticosa dei “tu”, della catarsi, dello spiazzamento, concedimi anche di espirmere una nota di apprezzamento per il ruolo di Newt che, fuori dal giro di “tu”, è un il perfetto cardine morale e, in fin dei conti, narrativo su cui ruota questa storia, questa risalita.

Così come mi piace quanto tutto l’espressionismo, il simbolismo e l’astrattezza del caso sian ben ancorate ad un tessuto mitologico espanso che tu integri perfettamente, senza soluzione di continuità. Insomma: c’è grande maestria su tutta la linea, in ogni dettaglio tecnico, in ogni tua scelta autoriale; ed il risultato è di grande efficacia, di immenso impatto emotivo.

Mi dispiace di aver aspettato, di questa lunga attesa prima di arrivare finalmente a leggere questo gioiellino, ma ne è valsa sicuramente la pena.

È stato, ancora una volta, un grandissimo piacere,



Sherry

Recensore Master
04/10/20, ore 17:10

Ciao, eccomi qui <3
Io lo sapevo che sarebbe successo, che sarei rimasta spiazzata dopo aver finito questa storia (mi è sempre successo con le tue storie, ma qui in particolare. Ah, anche se non c'è bisogno di specificarlo lo faccio, ma sono spiazzata in senso MOLTO buono). Perché questa storia è bellissima e sono rimasta assolutamente rapita. Amo La bella e la bestia, ma ammetto di non aver mai visto LadyHawke (sì, penso di essere l'unica al mondo, anche se so molto bene di cosa parlo). E giuro, adoro la fusione che hai fatto, perché ne è uscito qualcosa di molto originale ed emozionante. Partendo da Newt, che poi è il personaggio che funge da aiutante, secondo me lo hai reso molto bene, lo trovo molto IC e ce lo vedrei bene ad avere un ruolo del genere. Ma passando ai nostri amanti maledetti: io ho davvero adorato la piega che la loro storia ha preso dal momento che Ariana è morta. Hai ragione, probabilmente è più un what if che un AU vera e propria, l'ho trovata anche molto realistica, nonostante nel mondo di Harry Potter non si faccia mai riferimento a dei o entità del genere (ma tanto è un what if/AU, si potrà pure fare quel che si vuole). Penso non ci sia cosa peggiore che rimanere separati da una persona pur avendola così vicino. Albus e Gellert non possono mai incontrarsi a causa di questa condizione che li porta a trasformarsi in animali. L'egoismo, il non badare al mondo che li circonda li ha portati a questo, e siccome Gellert è di coccio, ci credo che ci abbia impiegato di più a rendersene conto (al contrario di Albus).Il loro è un cercare disperatamente una soluzione, hanno perfino provato con i doni della Morte, ma a poco è servito, perché appunto non è la morte qui la loro nemica. Sono stata malissimo per tutto il tempo nell'immaginarmeli, loro hanno un legame così forte e viscerale che non è bastata questa maledizione a demorderli. Eppure se nemmeno i più grandi maghi mai esistiti hanno potuto far qualcosa, giustamente come potevano sperare che ci fosse un modo?
Newt è un po' al centro di questa vicenda, lui vede la bellezza e l'amore di un loro, che alla fine si trovano e si abbandonano, l'ho riletto più volte e mi sono venute le lacrime agli occhi. Guarda, avevo già il sentore che l'avrei amata e così è stata. Davvero stupenda, sono onorata di averla letta.
A presto :*

Nao

Recensore Veterano
20/09/20, ore 14:42

Ne hai messa parecchia di carne al fuoco sai!
Evcomi qui per lo scambio a catena del giardino di EFP e devo dire che la storia non è affatto male, anche se taluni punti mi sembrano piuttosto confusi...
Ho dovuto leggermi anche le note, ma il riferimento ad Adam e Belle era vagamente chiaro. (Anziché chiamarlo "Bestia" preferisco usare il suo nome)
Il fatto che nemmeno Grindenvald e Silente, assieme possano contrastare la potenza dell'incantesimo della Dea è a dir poco agghiacciante! Se non potranno farlo loro chi potrà? Un certo ragazzino destinato a perdere il naso? Non penso! Sarebbe scontato...e sarebbe altrettanto scontato che sarà "la forza dell'amore" a vincere ogni sortilegio: troppo alla Once Upon a Time 😂😂😂
Ammetto che l'idea del culto della Dea dalle tre facce mi ha incuriosito: credo che me lo aandrò a cercare meglio!
La sola pecca è che la storia, per quanto bella mi pareva un po' troppo confusa...Ma son certo che leggendo i prossimi capitoli si chiarirà meglio!
Alla prossima

Recensore Master
20/09/20, ore 14:13

Ho trovato questa storia estremamente interessante e originale. All'inizio non capivo come potesse essere una storia su Newt con quei due particolarissimi AU!, ma poi ho capito, praticamente è la trama di quelle storie che si applica i personaggi di questa più o meno.
All'inizio ho avuto qualche difficoltà a capire i personaggi visto che tu ti rivolgi sempre in seconda persona singolare a Grindelwald (e forse anche ad Albus?), ma ho capito che erano loro due ad essere maledetti come i protagonisti di Ladyhawke prima che arrivassi a spiegarlo espressamente, quindi credo di aver recuperato. Una maledizione appropriata, eppure una maledizione che li ha legati insieme impedendo quella separazione che sia invece verificata nella loro storia originale. Oppure quella separazione non ci sarebbe stata comunque? Forse nella tua storia la morte della sorella non sarebbe è stata sufficiente a riscuotere Albus? Lui comunque sembra aver leggermente aggiustato il tiro del suo orientamento morale dopo il fattaccio, mentre Grind resta bene alla larga da qualunque accenno di autocritica.
E quindi comincia il peregrinare dei due in cerca di una soluzione. Ho forse letto un cameo alle storie di Shyliss quando hai citato gli dèi norreni? E c'è qualcosa di lei anche in quegli spezzoni alla fine delle frasi: - a meno che, - anche se, ecc, almeno mi pare. O forse è solo un tratto di stile che avete in comune.
Mi è piaciuto molto il modo in cui hai rimaneggiato la storia di ladyhawke perché in effetti un vescovo o un qualunque essere umano probabilmente non avrebbe potuto lanciare una maledizione che i due talentuosi maghi non potessero sconfiggere, e nemmeno la bacchetta di sambuco che in teoria è un dono della morte stessa ha potuto bypassare questa maledizione.
Eppure ogni maledizione dovrebbe avere un significato, insegnare una lezione. È forse questo il caso anche per i due sfortunatati - ma non innocenti - amanti? Newt riesce a rompere la loro maledizione? (Io dico "Newt" ma ovviamente, se è qualcosa di simile alla maledizione della bella e la bestia, è necessaria anche collaborazione e ricettività da parte loro)
Io credo di aver capito che sia riuscito a rompere la maledizione perché parli di "piume e lacrime e poi pelle e capelli e baci tremanti". Se ho capito male, lasciamelo comunque sperare.
Una storia molto bella, un po' intricata ma questo fa parte della sua bellezza.
PS: alla fine ho ascoltato il soundtrack ed è molto bello anche quello, hai scelto bene.
(Recensione modificata il 20/09/2020 - 02:14 pm)

Recensore Master
19/09/20, ore 20:17

Questa storia è un piccolo, grande capolavoro e sono davvero contenta che tu me l'abbia linkata sotto al mio post in cui domandavo letture, perché è davvero meravigliosa. A me piace molto il tuo stile e il tuo modo di usare Gellert e Albus, non mi immagino questi due in altro modo che come li caratterizzi tu e per come li inserisci sulla scena, ma qui credo tu abbia raggiunto uno dei tuoi punti più alti. Ogni volta che ti leggo mi domando se è possibile superarti e mi stupisci tutte le volte. Di tuo ho letto un po' di recente, non ho recensito tutto, e mi dispiace (magari recupererò in futuro), ma sappi che mi piaci davvero moltissimo anche per lo stile, sempre accurato e ricco, quasi barocco oserei dire. Tra le tante autrici che nel corso degli anni ho letto tra Harry Potter e Animali Fantastici tu sei senza ombra di dubbio la migliore. In questo caso specifico ho apprezzato tanto anche la trama, a me piace molto LadyHawke, lo conosco ovviamente e ho amato tanto questa fusion con La bella e la bestia che si sposa altrettanto perfettamente con Ladyhawke, incredibilmente perché io non l'avrei mai detto, e a loro volta questi due film si uniscono altrettanto bene con Silente e Grindelwald, che come li metti ci stanno benissimo.

In questa storia c'è un elemento in più rispetto al tuo solito, anzitutto è molto più corposa della media delle tue storie, in quanto a lunghezza e ad intreccio, che di solito tendono a essere più brevi e questa differenza l'ho apprezzata in modo particolare. Un altro piacevole elemento è stato Newt senza ombra di dubbio. Mi piace molto il suo ruolo in questa storia, per ridurre il mio parere ai minimi termini direi che è tanto IC, giusto per cominciare. Hai fatto bene a cambiare la sua data di nascita, rende la sua presenza molto più verosimile e poi è davvero bello trovarlo a vagare per i boschi e la brughiera in cerca di queste creature magiche che gli auror invece voglino uccidere. Questo è tanto da lui. Ma davvero molto. Non fatico a immaginarmi Newt Scamander che vaga in giro, andando un bel po' contro alla legge, per fare ciò che è giusto. Che la sua presenza avrebbe mutato le sorti di Albus e Geller lo sapevo, non potevi che andare a parare in quel punto se seguivi la trama di Ladyhawke e de La bella e la bestia, mi domandavo però come. Seguendo la narrazione, che si snoda alla scoperta anzitutto di chi è l'IO narrante, che fosse Grindelwald un po' lo avevo sospettato perché il tuo metterlo al centro di tutto, rende lo sviluppo della storia ancora più saldo. Un po' come la bestia che capisce e ritorna a essere umano, Gellert subisce un destino molto simile. Lui e Albus sono da dieci anni in queste condizioni. Come dici tu stessa c'è un'enome differenza tra loro due e Navarre e Isabeau, ed è in questo che La bella e la bestia entra a gamba tesa, andando a dare un senso a questa tua decisione di usare Ladyhawke come trama di base. Lo dici tu molto bene nelle approfondite note autore, Albus e Gellert non sono innocenti, la loro colpa non è amarsi e suscitare la gelosia e il racore del Vescovo. La loro colpa è la morte di Ariana Silente, che sappiamo nel canone aver scavato un solco profondo nell'animo di Silente. Qui succede qualcosa di diverso, di nuovo la protagonista è la trama de La bella e la bestia, una Dea o una strega, un essere sfuggente, di cui non si sa molto. Le cui fila si riallacciano ai miti nordici, in parte anche a Morgana (ho amato il riferimento che tu tanto bene hai spiegato alla fine della storia). Lei è quella che lancia la maledizione, lo fa perché Silente e Grindelwald capiscano e si pentano della loro più grande colpa. L'avidità, la sete di potere... Albus ci arriva prima alla soluzione finale, ma ciò non basta. Serve che tutti e due capiscano e qui arriva Newt. Dall'animo buono, che non vuole ucciderli e che in loro vede qualcosa di meraviglioso. Io ho amato questo riferimento, questo omaggio al personaggio di Newt. Lui vede bellezza in ciò che tutti quanti interpretano come noioso, poco interessante e spesso anche disgustoso. Lui vede della meraviglia in Albus e Gellert, salva Silente ed è questo a cambiare tutto quanto. Il finale è bellissimo, sostanzialmente non romantico, ma quell'abbraccio e la voce della Dea lasciata come ultima frase, sono tutto quello che serve per concludere in bellezza questa storia.

Sono colpita e ammirata, lo dico molto sinceramente. So che per te è stato un periodo tosto quest'ultimo e sono contenta che tu sia riuscita a produrre questa storia bellissima. Gli intrecci non scontati e molto interessanti, al solito ricchi di citazioni anche musicali (The Dark Side of the Moon, su tutte), di rimandi ad Animali Fantastici e a Harry Potter, con la storia di Silente e Grindewald modificata, ma soltanto in pochi dettagli, concordo con te che questo non sia un AU nel vero senso della parola e il "canon divergence" ci sta tutto a mio avviso.

Insomma è stata una lettura piacevole, volevo lasciarti un parere e sono contenta di essermi presa un momento per recensirti.
Alla prossima.
Koa

Recensore Master
16/09/20, ore 22:45

Mwahahahahah, come avevo promesso e con la mia allegra lentezza da bradipo sonnacchioso, eccomi qui a questa tua au.
Lo sai, l’ho adocchiata fin dalla prima volta che l’hai pubblicata e fin dalla prima volta, ammetto, sono rimasta insieme curiosa e perplessa per l’unione di questi universi alternativi che comprendono sia La bella e la bestia che Ladyhawke, perché non riuscivo a capacitarmi di come le due cose potessero combinarsi e aggiungersi anche ai protagonisti di Animali Fantastici…
Beh, alla fine in una fic sola sei riuscita a far collidere tre mondi, tre universi, tre storie e te lo devo dire, non pensavo davvero sarei arrivata ad amare così tanto questa storia.
Partiamo intanto dal fatto che io sono sempre un po’ così davanti alle au, è da pochi anni che ho iniziato a leggerle, ma ancora lo faccio con cautela – in questo caso però, si trattava di una tua storia ed ero abbastanza fiduciosa sul fatto che non avresti mai potuto snaturare niente di personaggi che, in parte, sono anche tuoi. E infatti così è stato.
È un’au fottutamente originale. E scusami il francesismo, ma voglio farti capire quanto diavolo mi sia piaciuto, quanto mi abbia lasciato a bocca aperta questa tua scelta di mescolare il tutto e tirare fuori dal cilindro una storia che se la dovessi riassumere non sarebbe nulla di che, ma quando poi la leggo, semplicemente, mi toglie il fiato.

E detto questo, non volermene a male se la recensione sarà un po’ al lover the place perché sto scrivendo a caldo, ancora super emozionata per quello che ho letto e nel fangirlamento potrei non essere coerente. Ma prometto che cercherò di fare del mio meglio!

Come dicevo, adoro il modo in cui sei riuscita a mescolare Harry Potter, a Ladyhwake e a trovare anche uno spazietto per la bella e la bestia, per di più il tutto, mantenendo comunque l’ambientazione magica e tutto quello che ne deriva, creando quindi un canon divergence in cui le chicche di ogni libro e fiaba non mancano: e troviamo infatti i riferimenti ai doni della morte e la fenice, troviamo il lupo, la bestia, la biblioteca, la maledizione e perché no, sei perfino riuscita a dare spazio anche agli dèi nordici – tanto per non farti mancare niente. E non dimentico il legame che li unisce e che ritroviamo sempre in ogni tuo scritto e che è ormai il tuo biglietto da visita.
Il tutto, in mano d’altri, ne sarebbe probabilmente uscito come un pastone con troppa carne al fuoco, mentre tu, nel tuo solito stile elegante, sei riuscita a dar vita a una storia particolare e particolareggiata, costruendola quasi come un puzzle, intervallato da citazioni dei film che non hanno fatto altro che farmi amare ancora di più questa fic.
E proprio la costruzione narrativa è, secondo me, un punto di forza di questa fic (oltre alla tua capacità di muovere e far vivere Albus e Grindelwald. Mi piace molto infatti che inizi come tuo solito con una poesia e poi ti butti subito nel pieno della storia, quando Newt è già stato catturato ed è proprio da questo punto che poco alla volta torni indietro (in quello che credo fosse un sogno-ricordo di Grindelwald), poi di nuovo al presente, per riallacciarti al passato dei due maghi e quindi portare il tutto alla risoluzione.
È una fic fatta a singhiozzo, lasciami passare il termine, in cui non tutto è spiegato e molto viene lasciato sottinteso, ma è un sottinteso visibile, che si nasconde tra le frasi, tra i simbolismi, tra le pause da un paragrafo all’altro e che se normalmente mi avrebbe pesato, grazie alla particolarità del tuo stile non ne sento affatto la mancanza. Perché anche non dire in questo caso, rende tanto – e poi perché, come sempre, la tua bravura sta nell’interpretare e portare alla luce i sentimenti e le emozioni e il legame tra questi due personaggi anche quando questo è spezzato-ma-mai-del-tutto. E infatti racconti la loro storia d’amore, come hai sempre fatto, solo in circostanze diverse (e con la speciale partecipazione di Newt, cosa di cui non smetterò mai di ringraziarti perché l’ho trovato perfetto nelle vesti che gli hai dato un po’ tanto Philippe e un po’ anche Belle (!)) – travagliata, dolorosa quando non stanno insieme, oscura e appassionata. E, a proposito di oscurità, che bello averla ritrovata anche qui quando Grindelwald decide che deve superare quei confini che invece per Albus devono restare invalicabili. Che bello ritrovare la lotta tra le loro due morali, l’inevitabile separazione e il dolore che ne deriva e che si tramuta anche in dolore fisico. Quanto amo quest tipo di angst, drammatico e romantico – che semplicemente riconferma ancora una volta come questi due non possono essere separati, tanto che perfino la maledizione li ha voluti insieme.

Tra l’altro, credo di avertelo detto ormai un milione di volte, il mio scetticismo verso la seconda persona è sempre piuttosto alto, ma quando la usi tu io mi sciolgo, perché tutto è perfetto, perché sai scegliere sempre le parole giuste, il tono giusto, le pause giuste (e in un paio di frasi anche l’assenza di virgole ha fatto sì che l’impatto della frase arrivasse in un certo modo, con una forza e un pathos che costruisci a meraviglia). Ma ormai, davvero, che ti parlo a fare del tuo stile quando lo sai che lo amo e che ogni volta che ti leggo mi sembra di ascoltare una meravigliosa aria, dove tutto è musica e nulla stona – nemmeno il titolo. Nemmeno il finale. OH, il finale! Mamma mia il finale!
L’ho dovuto rileggere un paio di volte perché non ero sicura, eh, ma con quella tua ultima nota sulla frase pronunciata dalla dea, ho deciso che sì, Albus è tornato umano, perché Gellert ha salvato Newt (grazie!) e perché grazie a Newt che ha visto in loro la bellezza, anche lui è stato capace di ritrovarla. E io boh, mi sciolgo a tutto questo.

Credo sia la tua fic più lunga (in termini di capitolo) che io abbia mai letto e sinceramente spero tu possa scriverne altre, perché l’ho adorata in ogni sua parte, mi ha emozionata e mi ha tenuta incollata dall’inizio alla fine con una curiosità morbosa. Inoltre, forse è perché è grazie a te che ho iniziato a conoscere questi due pg, è stata una delle prime volte in cui non avevo alcun dubbio su quello che stesse accadendo, sul perché, sulla loro caratterizzazione e sulla storia in generale e questo mi ha permesso di godermela fino in fondo, senza un “oh no, non ho capito la reference” perché qui le ho colte TUTTE! God bless you! <3

Recensore Master
10/09/20, ore 20:06

Cara padme,

ci ho messo una vita a passare perché sapevo che avrei avuto milioni di cose da dirti. La bella e la bestia è la mia fiaba preferita. Quella che ho difeso e ho scritto più volte, quella che è parte di me. Tu qui l’hai rielaborata in maniera fantastica e originale, sfruttando un bellissimo film che amo e ho visto, boh, penso diecimila volte e lo hai fatto aderendo al canone, mescolando i mondi. I Nightwish con quei versi – Pavese con tutti i versi – e poi la struggente maledizione che non si risolve, le bestie condannate a cercarsi e a ritrovarsi sempre, l’aiuto insperato del Philippe Gaston che diventa Newt. È tutto perfetto – anche la delicatezza con cui omaggi i miei adorati Loki e Sigyn e il Ragnarok che li ha inghiottiti e che non permette a Gellert di essere ascoltato.
Adesso seguiranno una serie di considerazioni che sembreranno brevi incisi, ma è solo perché ho troppissime cose da dire e mi hai dato gioia. Ti ho letta e ho trovato che ogni parola fosse una dichiarazione d’amore per loro e una perfetta interpretazione della fiaba e del film, in una veste che dimostra che quando c’è l’originalità, quando c’è la forza di pensiero, scrivere della Bella e la Bestia ha un senso se si ha qualcosa in più da dire e tu ce l’avevi.

Il modo in cui hai reinterpretato la maledizione è stupendo. A essere punita è la superbia, esattamente come nella fiaba. I due maghi più potenti della loro generazioni, resi più potenti da quel flusso che li unisce e che è un tuo headcanon, il vincolo mentale che li rende amanti e complici a trecentosessanta gradi, suscita invidia nella dea. E qui ti devo citare Platone e il mito dell’anima gemella – com’era? Ah, sì. Gli dèi invidiosi dividono l’anima, che era completa, in due metà, come di una mela. Destinate, queste, a non ritrovarsi, forse solo a sfiorarsi. Spiegare tutto questo nel giro di una breve shot era difficile. La trama di Ladyhawke è complessa, ma hai tagliato lì dove non era funzionale alla tua storia, salvando l’essenza – Newt che diventa aiutante e salva la fenice, così come Philippe si prende cura di Isabeau falco ferita e apprende della maledizione. Gellert è un perfetto dark! Navarre; a dispetto de capitano della guardia è un mago accorto e non certo privo di macchie, ma nemmeno Albus lo è.

Il tema della conoscenza è uno dei miei preferiti in assoluto e lo hai sposato magnificamente col tema della Bella e la Bestia: nella ricerca di un modo per spezzare la maledizione, l’acume magico, che è ciò che rende Albus e Gellert due potentissimi maghi, viene meno. La scienza non può nulla – rende superbi, e i due trovano sfogo nella natura animale che li rappresenta e attira su di loro gli Auror. Questo per dire che pur essendo una AU, in verità l’adesione al canone potteriano scintilla nel buio. Cara Padme, quando ti leggo trovo affinità tra il tuo sentire e il mio. E sei una delle autrici più talentuose, profonde e sensibili che io abbia mai conosciuto. Grazie, per avermi fatto leggere una storia come questa.
Con immensa stima e immenso affetto,
Shilyss

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