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Autore: JulietAndRomeo    13/10/2013    3 recensioni
Dal prologo:
-Non indovinerai mai quello che abbiamo visto- disse Pansy.
-Perché, che avete visto Pan?-.
-Malfoy si è dichiarato- rispose Daphne.
Per chi di voi sarà così coraggioso da leggere questo sclero notturno, tutte le informazioni alla fine del prologo.
E adesso: leggete, leggete, leggete! :D
... e recensite se vi va. xD
Genere: Commedia, Generale, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Blaise Zabini, Daphne Greengrass, Pansy Parkinson, Theodore Nott | Coppie: Draco/Ginny, Draco/Hermione, Harry/Ginny, Lavanda/Ron
Note: OOC, What if? | Avvertimenti: Triangolo | Contesto: Nessun contesto
Capitoli:
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Capitolo 31





-Dimmi, mia maligna strega, sei stata tu?-.
-Malfoy, mi stavi per staccare un braccio!-.
Hermione era stata, a tradimento ovviamente, tirata in un angolino buio e aveva riconosciuto il tocco e il profumo del suo assalitore, ancor prima che questi parlasse.
-Sono davvero mortificato, Sua Malvagità, ma ora dimmi: sei stata tu?- ripeté lui.
Hermione capì all’istante quello a cui Draco si stava riferendo, ma saggiare il terreno prima di metterci i piedi sopra non era mai un male.
-Non capisco a che ti riferisci- disse, cercando di capire se nonostante tutto lui fosse allegro o quello che le stava rivolgendo era un rimprovero celato.
-Mi riferisco alla pagina del diario di Ginny- disse lui avvicinadola a sé, con delicatezza e appoggiando il mento sopra la testa della ragazza.
-Come posso essere stata io? Dove avrei potuto trovarlo?- rispose Hermione.
-Allora non siete stati voi a devastare Hogwarts?- chiese Draco, scostandosi sorpreso, per guardarla in viso.
-Ma certo che no, hanno devastato anche la nostra Sala Comune e…- disse Hermione indignata.
-Ok, ok. Ho capito- la interruppe lui ridacchiando. –Cambiando discorso, mi chiedevo se Vostra Malvagità, mi farebbe il piacere di concedermi la sua compagnia per una giornata ad Hogsmeade solo noi due, domenica prossima-.
-C’è qualcosa sotto?- chiese lei, insospettita da quel brusco cambio di argomento.
-No, niente, voglio solo passare del tempo con te… è un male?-.
-No, non è un male- disse lei, sorridendo.
-Eppure mi sembrava ci fosse la tua firma dietro tutto questo- disse Draco.
Hermione non rispose. Cominciò a guardarlo in faccia, mantendo un sopracciglio inarcato e una smorfia scettica. Poi ghignò leggermente, fin quando quel mezzo sorriso inquietante non si trasformò in un vero e proprio sorriso.
-So che stai tentando di fare, ma cambiare così in fretta discorso per confondermi e farmi confessare, non funzionerà. In ogni caso, anche se ti dicessi che sono stata io e che ho coinvolto tutti i miei compagni e architettato un piano che prevedeva l’utilizzo di sosia per sviarvi, non avresti prove per dimostrare niente- rispose lei.
-Oh, allora milady, dovrò arrendermi al fatto che siete più subdola e scaltra di me- rispose lui, facendosi più vicino.
-Assolutamente sì- trillò Hermione, allegra, scostandosi in fretta e allontandosi, ridendo quasi dell’espressione ebete di Draco.
-Hey, mostro, questa cosa doveva finire con me e te, avvinghiati come piovre!- gridò lui, sorridente, vedendola allontanarsi.
-Sono in ritrardo per Divinazione, facciamo la prossima volta!- rispose lei, allungando il passo.
-Ma tu non frequenti Divinazione!- urlò ancora lui, prima di vederla sparire dietro l’angolo.
 
Draco era ritornato in Sala Comune per sfruttare la sua ora di libertà in santa pace. La sua ragazza –perché adesso poteva anche definirla tale- lo aveva per l’ennesima volta messo nel sacco. Scosse la testa ridacchiando tra sé e sé, per poi lanciarsi letteralmente sul divano davanti al camino.
In quel momento si aprì il buco del ritratto, lasciando passare un Harry Potter con un diavolo per capello.
-Harry, stai bene?- chiese il ragazzo, sporgendo la testa oltre la spalliera del divano.
-Stare bene?! Dove sei stato, Draco? Non sai quello che c’è lì fuori?- scattò inviperito Harry.
-Ero con Hermione, che è successo?- domandò nuovamente Draco alzandosi e andando incontro all’amico.
-Il diario di Ginny. Questa volta c’ero menzionato io. Sono lo zimbello di Hogwarts- disse afflosciandosi sul divano, Harry.
Draco non disse nulla, sapeva che Harry avrebbe parlato, ma solo se gli si fossero lasciati i suoi tempi.
-Stava con me per la fama di miglior giocatore di Quidditch del Grifondoro, non perché le piacevo. Nel frattempo, accanto al mio nome, su quel diario c’erano i nomi di altri tre idioti che vedeva, mentre io ero il suo ragazzo. Avrei dovuto saperlo, giusto?-.
Harry alzò gli occhi su Draco. L’espressione colpevole e amareggiata dipinta sul suo volto parlava per lui.
-Ci ha provato anche con te, vero? Per questo le hai detto quella cosa, all’inizio dell’anno. È così?-.
Draco sospirò, chiudendo per un momento gli occhi. Non era colpa sua, Ginny si era rivelata una manipolatrice, ma a lui bruciava parecchio esserci cascato. Si era sentito in colpa per i suoi sentimenti nei confronti di Ginny, adesso si sentiva in colpa per non aver aiutato Harry a rendersi conto prima di quello che era in realtà la sua ragazza.
-Sì. Fammi vedere questa pagina- disse Draco tendendo la mano ad Harry per aiutarlo ad alzarsi.
L’amico l’afferrò e in un batter d’occhio erano già fuori dal buco del ritratto, che percorrevano le scale in discesa, fianco a fianco.
Alla fine della scalinata, dove tutti potevano vederlo, un foglio di pergamena, recitava:

4 Agosto.
La scuola non è neanche iniziata e sono già stressata. Hector vuole vedermi, sabato a Diagon Alley. Di per sé non sarebbe un problema, ci siamo visti un milione di volte, ma c’è Harry a casa nostra e non so come liberarmene… magari sposto l’appuntamento con Hector per quando Harry se ne sarà andato e ritardo anche quello con Chris. Stasera comunque, con la scusa di andare da Lavanda per il suo compleanno, vedo Antony.
 
Oh, Weasley, mi sembra tu sia a buon mercato, è ovvio che ormai hai capito che i prezzi bassi attirano tanti clienti. Ma che penserebbero i tuoi genitori se vedessero una cosa del genere? Non lo sai? Non vuoi immagiarlo neanche lontanamente? Non preoccuparti, ho avuto io la premura di mandare una copia di questo alla tua famiglia. Ad ogni membro della tua famiglia.
 
Draco deglutì un paio di volte, leggendolo, fin quando una piccola mano fredda non si intrecciò alla sua.
-Poteva esserci il tuo nome lì sopra, Malfoy-.
-Io non avrei mai fatto una cosa del genere al mio migliore amico, neanche sotto Imperius-.
-Non mi riferisco al fatto in particolare, Malfoy, mi riferisco al fatto che se questi “fatti” continueranno, prima o poi salterà fuori anche il tuo nome- disse Hermione, stringendogli un po’ di più la mano.
-Quando succederà lo affronterò. In ogni caso sia Harry che gli altri tre sono delle vittime- Draco si girò, notando solo in quel momento l’assenza dell’amico.
-Se stai cercando Potter è in ottime mani- disse Hermione sibillina.
Draco posò gli occhi sulla sua espressione furba e capì che sarebbe stato meglio non sapere.
-Ma tu- iniziò poi, facendo mente locale, -Non dovevi essere a Divinazione?-.
-Ma chi? Io? Assolutamente no, io non frequento Divinazione- rispose con una risatina Hermione. –Una passeggiata nel parco?- chiese poi, ottenendo un cenno del capo dal ragazzo.
-Sai, credevo che voi Grifondoro foste leali e schifosamente buoni- riprese Hermione, mentre camminavano vicini, con le mani unite.
-Ci sono le eccezioni che confermano la regola. Per esempio, voi Serpeverde siete subdoli e meschini…-.
-Non sai quanto!- borbottò Hermione.
-Ma- continuò Draco, ignorando l’uscita della ragazza, -Con voi mi sono divertito a Natale e ho scoperto che anche tu hai un cuore, anche se ti piace vedermi soffrire-.
-Perché dici così?- disse Hermione, senza smentirlo, mentre si sedevano sotto le foglie di un bellissimo albero.
-Beh, tu fuggi con una scusa ogni volta che tento di baciarti, questo è puro sadismo- esclamò Draco.
Hermione rise di cuore, a quella sua battuta e rispose –Hai detto tu che siamo meschini!-.
-Mi respingerai anche adesso?-.
-Non so, prova- rispose.
Draco non le diede neanche il tempo di muoversi. L’afferrò saldamente da sotto le gambe e da dietro la schiena, per sollevarla quel tanto che bastava per poggiarla sulle sue gambe. Le passò le mani attorno alla vita ed Hermione poggiò la testa sulla spalla del Grifondoro, che le diede un bacio sulla tempia.
-Provate a scappare ora, Vostra Malvagità- le disse piano.
-E chi ha detto che voglio scappare?- rispose lei, ruotando il collo, per guardarlo.
Gli posò un piccolo bacio all’angolo della bocca e aspettò che lui ruotasse il viso per far divenire quel bacio infantile un vero e proprio bacio.
Draco non se lo fece ripetere due volte e mentre loro si godevano la tranquillità e la frescura di quel tardo pomeriggio, all’interno della scuola, conversazioni di ben altro genere, venivano portate avanti.
 
-Potter, accidenti, sembri regredito allo stato di vegetale!- disse Daphne, mentre caricava l’ennesimo schiaffo per Harry.
-Greengrass puoi continuare a schiaffeggiarmi quanto vuoi, sono stato umiliato e preso in giro per più di un anno intero, dalla ragazza che avrebbe dovuto volermi bene- rispose Harry mogio, ricevendo per tutta risposta un altro schiaffo.
-Ascoltami bene, Potter, se continui a rispondermi con quella voce incolore, giuro su Salazar che ti prendo a schiaffi fino a farti crepare. Una volta che sarai trapassato, ti verrò a cercare all’inferno, per strapparti via l’intestino e giocarci al salto con la corda. Chiaro?- disse la ragazza, afferrandolo per il colletto della camicia in un gesto che di affettuoso non aveva niente.
Harry sembrò come riprendersi, balzò in piedi, con una forza che quando si era lasciato cadere a sedere per terra non aveva, e si allontanò da Daphne.
-Che cosa macabra!-.
Daphne si rimise in piedi con un sorriso soddisfatto.
-Questa minaccia funziona sempre e con tutti. È la più efficace che Hermione abbia mai inventato- disse Daphne. –E adesso ascoltami ben, Potter: quando ero al secondo anno ero innamorata persa di Blaise. Lui è sempre stato uno che non si lascia sfuggire neanche una ragazza, quando ha l’opportunità di averla e io lo vedevo ogni giorno cambiare ragazza e andarne fiero. Mi sentivo ogni giorno tradita e ignorata- continuò lei, sedendosi per terra e appoggiandosi al muro. –Il fatto è che tutti lo sapevano. E tutti mi prendevano in giro. Io, Hermione e Pansy non siamo state sempre amiche, anche se siamo sempre state compagne di stanza, e ogni sera quando tornavo in stanza, con gli occhi rossi, pronta per scoppiare in lacrime, loro si giravano dall’altro lato e facevano finta di non vedere. Non sapevo se essergliene grata perché comprendevano la vergogna di piangere in loro presenza o detestarle perché evitavano di consolarmi e aiutarmi. Un giorno l’ennesima fiamma di Blaise mi umiliò. Io sono sempre stata un tipo piuttosto calmo, detesto la violenza e preferisco ridurre la vita sociale delle persone ad un niente, piuttosto che picchiarle a sangue. Ma Pansy non era dello stesso avviso, chiamò quella tizia e le mollò un gancio destro che ancora l’intera Serpeverde ricorda. Hermione la fece diventare lo zimbello del dormitorio. Ti dico questo per dirti che anche se quella poco di buono di Ginny Weasley ti ha umiliato, i tuoi amici non ti abbandoneranno. La storia che ti ho raccontato non è proprio il paragone migliore che potessi fare, ma è quella che si avvicina di più a tutto quello che sta succedendo-.
Harry non parlò per qualche minuto. Rifletteva e si era accorto che nonostante tutto Daphne aveva ragione. La prova era Ron, che appena scoperto di sua sorella, era andato a cercarlo per stargli accanto, anziché cercare di giustificare Ginny. La prova era anche Draco, che era davvero preso dalla ragazza, ma non aveva perso un attimo a domandarsi se avesse dovuto preoccuparsi per lui o meno, l’aveva fatto e basta.
-Sono un demente-.
-Assolutamente sì. Adesso andiamo, abbiamo lasciato per troppo tempo Malfoy ed Hermione da soli- rispose la ragazza, alzandosi e spolverandosi i vestiti.
Harry sorrise e s’incamminò in fretta accanto a lei.
-Allora, sei ancora presa da Zabini?-.
Per tutta risposta, Daphne gli tirò uno schiaffo sulla nuca.









Eccomi tornata, con un capitoletto... ultimamente ho avuto un sacco da fare tra scuola guida e scuola e non ho avuto il tempo di respirare... ripsonderò alle vostre recensioni domani, perché al momento non sono neanche in casa e mi sembra brutto occupare il computer per tanto tempo, un bacio a tutti e alla prossima!
Juliet :D
   
 
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