Fanfic su artisti musicali > Pink Floyd
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Autore: cassiana    30/03/2021    2 recensioni
[David Gilmour X Ginger Gilmour]
Una ragazza va a un concerto dei Pink Floyd e fa un incontro che le cambierà la vita.
Genere: Fluff, Romantico, Slice of life | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Altri, David Gilmour
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Disclaimer: ovviamente non possiedo nessuno dei Pink Floyd (sob). Questo è un lavoro di finzione e nulla di quanto raccontato è realmente accaduto. Nessuna diffamazione o calunnia è intesa. I personaggi sono la mia rappresentazione di fantasia delle persone reali, ma non c’è nessuna pretesa di verità dei dati biografici o storici.
Nota: mi è stata fatta una richiesta su TUMBLR e questo è quello che è uscito fuori, spero ti piaccia! Altre note in fondo.



 

Una vertigine di eterno



Lo sapeva, sapeva che non era e non sarebbe mai stata un’altra groupie. Semplicemente Virginia, o Ginger come la chiamavano tutti, era troppo interessata al suo corso d’arte e alla sua carriera di modella per correre dietro a una banda di ragazzotti troppo ebri di ego, donne e rock&roll. Anche se quei ragazzi erano delle rockstar e facevano parte delle band più fighe in circolazione. Se era a quel concerto era unicamente per far compagnia al suo ragazzo, più migliore amico in realtà. Stavano insieme dai tempi del liceo e tra loro si era creato quel tipo di confortevole intimità per cui potevano confidarsi le cose più intime senza aver paura di essere giudicati, ma essere anche mortalmente infastiditi dalla più stupida delle inezie. La passione poi se n’era andata da tempo sostituita da una tiepida amichevolezza. Forse non il rapporto ideale per due ragazzi che avevano solo ventidue anni. Per la verità a Ginger stava cominciando ad andare stretto il Michigan, voleva trasferirsi a New York, fare esperienze del mondo, trovare la Bellezza, fare Arte nel senso più alto della parola. Ma non aveva ancora trovato il coraggio di spiegare le ali.
Si osservò nello specchietto della macchina, sistemò i capelli biondi acconciati in onde morbide e ritoccò le labbra dipinte di rosa carico del rossetto all’ultima moda che le aveva regalato la casa di cosmetici per cui aveva fatto un servizio fotografico per quel pomeriggio: era bella e lo sapeva. Roger, il suo ragazzo, era proprietario di un negozio di abbigliamento in centro e per questo aveva spesso i biglietti gratuiti dei concerti che si tenevano in città e non se ne perdeva uno. Ma era entusiasta di quel concerto in particolare: aveva scoperto i Pink Floyd, una delle più innovative e favolose band inglesi e gliene aveva parlato per ore, così Ginger era davvero curiosa di ascoltare la loro musica.
Lo stadio era gremito e lo spettacolo fu stupendo, i musicisti piuttosto statici in verità, compensavano alla grande abbinando alla musica uno show meraviglioso di luci, filmati sull’enorme schermo dietro di loro, gonfiabili che volavano sopra le teste del pubblico e perfino un vero aereo che si andò a schiantare sul palco facendo sobbalzare e scoppiare a ridere Ginger. Ma ciò che la colpì maggiormente fu la qualità della loro musica, che sapeva essere avvolgente e commovente fino alle lacrime, ma anche dura e disturbante con quelle grida inquietanti emesse da uno dei musicisti. L’altro chitarrista dai lunghi capelli sembrava quasi fuso col proprio strumento da cui sapeva trarre accordi incredibili, aveva una voce roca ma capace di modulare il canto con la più soave delicatezza.
In seguito, a concerto terminato, era stato grazie a un roadie dei Floyd, amico di un amico, che lei e Roger erano potuti accedere al backstage. Ginger stava chiacchierando animatamente quando qualcuno dietro di lei si presentò:

- Ciao, sono David.

Quando lei si voltò fu come percorsa da un brivido: davanti a lei c’era l’uomo più stupendo che avesse mai visto, gli occhi azzurri la osservavano con curiosità, un sopracciglio leggermente più arquato dell’altro e i lunghi capelli castani gli spiovevano sul volto velato da appena un’ombra di barba. Era come se Apollo stesso fosse sceso sulla terra. Il chitarrista le fece un sorriso e Ginger capì di essere perduta, con un senso di vertigine sentì distintamente che la sua stessa esistenza era scivolata dal proprio asse e quando i loro occhi s'incontrarono nacquero stelle e crollarono civiltà. Dopo qualche millennio Ginger riuscì a riscuotersi da quella sorta di malìa e si presentò a sua volta. Ma non ebbero il tempo di proseguire le presentazioni perchè furono raggiunti da Roger e il suo amico, così lei ne approfittò per scivolare via intimidita.
Si rifugiò in uno dei bagni col cuore in tumulto. Lo sguardo del musicista l’aveva trafitta e lei comprese che nulla più sarebbe stato lo stesso, non era solo l’incredibile bellezza del ragazzo ad averla colpita, c’era una qualità d’ineffabilità in lui che lei aveva percepito intuitivamente, quasi fossero entrati in risonanza. Fu in quel momento che si ricordò di Roger e prese la sua decisione: avrebbe rotto con lui e sarebbe partita per New York. Anche se non avesse più visto il musicista quell’incontro era stato per lei catartico, una vera e propria epifania. O forse invece si era semplicemente innamorata perdutamente. Fece un paio di profondi respiri e uscì nel corridoio in cerca di Roger, ma invece incontrò David. Lui per un attimo si bloccò, come sorpreso di trovarla lì. Lentamente le sue labbra si aprirono in un sorrisetto timido, mentre si appuntava nervoso una ciocca di capelli dietro l’orecchio:

- Ti ho..uh, notata prima. Sei la ragazza di quel Pothus, vero? Volevo, volevo sapere se ti, se vi andava di raggiungerci a una festa, domani?

Le parole gli uscirono tutte d’un fiato quasi accavallandosi l’una all’altra. Ginger non potè fare a meno di aprirsi in un incantevole sorriso segretamente deliziata dall’interesse di David.

- Credo che Roger ne sarà entusiasta - abbassò gli occhi e lo guardò da sotto le ciglia - e anche io. Arrivederci, David.

Lo salutò civettuola agitando una mano e si voltò per andarsene ancheggiando appena, senza quasi rendersene conto. David si appoggiò al muro e scosse la testa incredulo, le sue labbra si erano piegate all’insù in un sorriso incontenibile e fece un piccolo gesto di vittoria con il braccio.



Spazio Autrice:

Dunque, dunque, dunque: ho ricostruito la vicenda dal racconto stesso di Ginger e questo è esattamente il concerto al quale si incontrarono per la prima volta: il 28 ottobre 1971 ad Ann Harbour, Michigan! Erano così carini insieme! Anche se adoro Polly mi dispiace tanto per Ginger. Ma sembra che lei sia stata capace di andare avanti piuttosto bene. In realtà non so se ho soddisfatto le aspettative della richiesta, spero di si!
   
 
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