Storie originali > Romantico
Segui la storia  |       
Autore: sallythecountess    02/05/2021    0 recensioni
In questo capitolo finale della saga della famiglia Jimenez tutti i nodi verranno al pettine. Juan ritroverà la sua natura oscura e darà inizio ad una guerra che incendierà Los Angeles solo ed esclusivamente per amore di Mina. John dovrà affrontare non solo la fine della sua relazione con il suo amato Ethan, ma un enorme dolore che lo manderà totalmente in crisi e lo costringerà a crescere. I tre ragazzi Jimenez, infatti, si troveranno da soli a combattere con la paura di diventare orfani e inevitabilmente diventeranno adulti.
Genere: Azione | Stato: in corso
Tipo di coppia: Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti | Contesto: Contesto generale/vago
Capitoli:
 <<  
- Questa storia fa parte della serie 'Mìmi'
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
 
Capitolo: la prima volta
Rafa rise per un attimo, ricordando quante paranoie avesse avuto sull’intimità. Aveva ancora qualche dubbio su John, ma lui gli aveva detto chiaro che non pensava più a Ethan “dato che un uomo stupendo occupa ogni mio minuto libero…”
Aveva deciso di fidarsi, di viversi quella storia,sperando che quel dannato biondino non decidesse di sottrargli quel ragazzo prezioso. Era preoccupato per il sesso, e lo aveva detto chiaramente a John. Lo desiderava molto, ma dato che per entrambi era la prima volta aveva paura di non essere all’altezza o di fargli male, così si era documentato e aveva fatto mille acquisti. Avevano deciso che avrebbero sperimentato insieme qualcosa di nuovo, ed entrambi erano abbastanza nervosi.
“Ti desidero talmente tanto amore, che sono certo mi piacerà qualsiasi cosa…” gli aveva detto John, cercando di tranquillizzarlo e lui aveva solo detto che avrebbe trovato il modo per renderlo felice.
“Sono felice Rafy, mi basta anche solo un sorriso per quello…” aveva risposto dolcissimo e Rafa aveva solo sussurrato che era l’uomo più fortunato del mondo.
 Erano riusciti a fissare un appuntamento galante la sera prima della partenza di Rafa per Miami, ma ovviamente un’emergenza lo aveva costretto a ritardare e John lo aveva aspettato fino alle tre di notte, per poi scrivergli “buon viaggio amore” e andare a dormire.
Una volta libero, Rafa aveva provato a chiamarlo parecchie volte, ma aveva realizzato che probabilmente era crollato e ci era rimasto malissimo. Aveva organizzato una cena a lume di candela sul suo terrazzo, e cucinato per ore il giorno prima, chiedendo la consulenza delle sue sorelle, perché in realtà non era poi così bravo. Voleva fare qualcosa di molto speciale, ma era molto perplesso dalla riuscita dei suoi piatti. Si era svegliato prestissimo, per recuperare al mercato dei girasoli, e aveva speso un occhio della testa in candele e oli profumati. Voleva che fosse una notte speciale, e invece lo aveva lasciato solo ad aspettarlo ancora una volta.
Si sentì mostruosamente in colpa, perciò decise di fare una cosa un po’ avventata. Voleva scusarsi, e fargli capire che lui contava davvero per lui, così raccolse tutti i girasoli che aveva per casa, li annodò con una cravatta e formò un enorme mazzo, molto rudimentale ma carino. Pensò di darglielo, ma aveva il volo alle dieci e non poteva aspettare che si svegliasse, così decise di rischiare la sorte e a bussare al citofono di casa Jimenez. Erano le sette del mattino e lui sperava di trovare almeno la domestica, ma rimase immensamente perplesso quando gli aprirono il portone, senza neanche chiedere chi fosse, e capì subito dove doveva andare perché era l’unico appartamento con la porta spalancata.
Juan si era appena alzato per allenarsi e aspettava la domestica che dimenticava sempre le chiavi. Quando sentì chiudere la porta, di spalle ruggì in spagnolo “…dovrò riempire un vaso di copie di queste cazzo di chiavi, dato che continui a perderle…” e Rafa morì. Non disse una parola, ma quando quell’enorme omone si girò, si sentì mostruosamente in imbarazzo. Due durissimi occhi neri bellissimi, lo trapassarono letteralmente. Rafa si sentì mortalmente intimorito da quell’uomo, bello come John, ma più alto e almeno due volte più grosso. Aveva i suoi capelli neri e i suoi lineamenti, eppure per quanto si somigliassero, c’era qualcosa di molto diverso nella loro espressione, perché John era l’immagine stessa della dolcezza, mentre l’omaccione tatuato sembrava quasi un killer.
“Quindi?” chiese Juan confuso, ma aveva capito che quel tizio fosse il famoso dottore.
Rafa molto intimorito si presentò, chiese scusa per l’orario e spiegò dei fiori per John, facendolo ridacchiare.
 “…Sì, ci è rimasto parecchio male. Direi che i fiori ci vogliono…”
Stava cercando di essere simpatico in realtà e pensava di essere anche socievole, ma il dottore pensò che stesse provando a fargliela pesare, che fosse risentito, così gli spiegò che un paziente del suo protocollo terapeutico purtroppo era morto quella notte, ed era stata una serata parecchio complicata.
“Provo a svegliarlo, ma non è un’impresa semplice…”gli disse serio, ma Rafa non voleva proprio che lo facesse, perché sapeva che John aveva una giornata lunga.
“C’è almeno un biglietto con i fiori?”chiese Juan, convinto sempre di essere quello amichevole che dà consigli sentimentali, ma mettendo in soggezione Rafa da morire. Il dottore cadde dalle nuvole e gli disse che non ci aveva pensato, ma che ovviamente gli doveva delle scuse, così il signor Jimenez gli disse di seguirlo e strappando un foglio dal suo blocco da disegno glielo porse con una matita, prima di allontanarsi per prendere un vaso per i girasoli.
Rafa scrisse solo “…erano per te e volevo davvero che li avessi. Scusa per la nostra serata romantica andata in fumo, ma è solo rimandata. Sarà ancora più speciale, te lo giuro. Ti penso tantissimo, Rafy” e diede il biglietto ripiegato a Juan, che provò a offrirgli un caffè, ma lui rifiutò perché era piuttosto di fretta così lo salutò e si avviò verso l’ascensore, ma improvvisamente si sentì chiamare.
“Amore mio…”gli sussurrò John stringendolo fortissimo e Rafa sussurrò piano “sei davvero così bello appena sveglio, amore?” facendolo soltanto ridere.
“Ti aspetterò, Rafy, ma tu chiamami…” gli disse John baciandolo e lui giurò che gli avrebbe dedicato ogni minuto libero che aveva.
“…e non ti fare distrarre dai ragazzi seminudi a Miami. Mio zio  Gonzalo dice che è un posto favoloso per conoscere ragazzi sexy e spregiudicati…” aggiunse John incerto, ma Rafa rispose serio “…peccato che io sia già impegnato con uno bellissimo e sexy da morire, che mi ha letteralmente attratto come mai niente nella mia vita…”
Non avevano mai dato una definizione al loro rapporto, e John sorrise in modo bellissimo, ripetendo “ah sei impegnato?” spingendo Rafa a rispondere serissimo “…sono molto impegnato e lo sei anche tu, perché sono parecchio geloso…”
 John annuì soltanto, ma un attimo prima di salutarlo, Rafa gli sussurrò piano “Sarai tutto mio quando tornerò da Miami?”
“Lo sono da quando mi hai raccolto per strada come un gattino randagio…” rispose John con occhi sognanti e poi lo lasciò andare.
Si scrissero per tutta la settimana e il tono delle conversazioni divenne via via più intimo. Aveva iniziato John, ovviamente, perché aveva deciso di provocarlo un po’ e gli aveva inviato una foto con la sua camicia preferita, ma totalmente aperta. Voleva punzecchiarlo, attirare la sua attenzione e ci riuscì benissimo. Così avevano scoperto di avere un’intesa fortissima, anche al telefono. Non parlarono solo di sesso, però, ma di tutto e Rafa gli presentò via telefono le sue tre sorelle, che erano entusiaste di saperlo innamorato pazzo. Perché sì, Rafa ormai sospettava di esserlo, anche se aveva ancora qualche remora ad ammetterlo. Pensò a lui sempre, gli prese persino dei regali, ma si trovò ad affrontare un enorme demone.
Un giorno era da solo con suo padre sul portico, e lui gli disse piano “Ay mi hijo, sei innamorato perso. E’ una cosa a senso unico o posso sperare di avere dei nipoti questa volta?”
Rafa rabbrividì, ma decise di farlo, di sputare l’osso e disse piano “papà…sono innamorato di un ragazzo…”lasciandolo per un attimo senza parole. Aveva parlato con Elena, e da tempo sapeva di suo figlio, ma era certo che non gliene avrebbe mai parlato. Invece lo aveva fatto, e lui era orgogliosissimo. In realtà ci era voluto quasi un anno perché lui accettasse la cosa, e le sue figlie gli avevano fatto un pressing spaventoso, ma adesso era contento di quel momento che avevano avuto e lo strinse con molta forza senza dire una parola.
La settimana scorse abbastanza in fretta, ma quando finalmente poterono rivedersi, Rafa perse letteralmente la testa. John indossava una splendida giacca di pelle nera, e aveva uno sguardo realmente felice. Era riuscito a ottenere il permesso di usare la macchina preferita di suo padre, una Ferrari totalmente nera che gli aveva regalato Mina qualche anno prima, e aveva deciso che avrebbe cercato di sedurlo ad ogni costo.
“Non è legale che tu sia così bello…” gli sussurrò Rafa impressionato un secondo prima di baciarlo, ma lui rispose solo “sono tuo…”facendolo morire.
Iniziarono le coccole nel parcheggio, ma non poterono andare oltre perché Juan gli aveva fatto giurare venti volte che non sarebbe successo nulla “nella sua adorata bambina”.
“La ama più di quanto ami me, quindi morirebbe per qualsiasi traccia di sporco…” spiegò John un po’ dispiaciuto, ma Rafa non disse nulla. Era giusto aspettare e lui aveva volato davvero tanto, quindi gli serviva almeno una doccia. In realtà, però, non riuscì a farla perché arrivati a casa sua John lo sbatté al muro per baciarlo, e dopo pochi minuti erano entrambi nudi. All’inizio fu John a guidare le cose, perché era quello con più esperienza, e Rafa morì per le sue labbra. Si baciarono, toccarono e morsero per molto tempo, provando entrambi moltissimo piacere. Solo dopo un po’ Rafa capì di dover prendere in mano la situazione e fece letteralmente impazzire John, preparandolo per l’amore. Entrò dentro di lui molto piano, fissandolo negli occhi e baciandogli le labbra, e fece l’amore nel modo più sensuale e dolce che riuscisse a immaginare. Aveva paura di fargli male, così fu incredibilmente premuroso, e non lasciò mai prevalere la lussuria sul benessere del suo partner. John era totalmente in estasi, sconvolto dal piacere, ma anche dalla dolcezza di quell’uomo, così gentile.
Rafa fu favoloso, e solo dopo molto tempo riuscirono a tornare calmi e John sul suo petto gli disse che non si era mai sentito tanto bene con nessuno. Entrambi dopo quella prima notte, che si trasformò in un lungo weekend d’amore e coccole, riuscirono ad ammettere quello che provavano. Rafa lo ammise con se stesso, mentre lo guardava dormire, mentre John scrisse solo a sua madre “…io lo amo” facendola morire di gioia.
Rafa versò un paio di lacrime ricordando quei momenti, perché davvero non riusciva a smettere di pensare a lui e adesso l’unica cosa che voleva era sentire almeno la sua voce.
Capitolo: un addio
Sapeva cosa voleva dire, ma non era molto semplice farlo. Vedete al telefono con il signor Jimenez si era offerto di portare il proprio aiuto alla famiglia, e lui aveva accettato. Rafa voleva  mettere insieme una vera e propria equipe di amici e colleghi, e sarebbe andato lui stesso a controllare il cuore della signora Jimenez, che fortunatamente sembrava molto forte, ma prima di farlo voleva sapere cosa ne pensasse John. L’ultima volta che si erano visti, qualche settimana prima dell’incidente di Mina, era stato crudele e molto rigido, ma poi si erano sentiti sempre e lui era mortalmente confuso.
 Non sapeva che John avesse sentito la sua telefonata con Elena, non ne aveva assolutamente idea. Doveva rientrare tardi quella sera, quando lei a pezzi gli aveva scritto perché aveva visto la loro foto sui social. Si era sentito mortalmente in colpa nei suoi confronti, perché Elena stava cercando di avere comunque un figlio, ma tutti i tentativi di inseminazione stavano andando male, e lui sapeva che l’età poteva influire. Sentiva di averle rubato anni preziosi con le sue bugie, e per il bene che le voleva non riuscì a sentirla così straziata dal dolore, così dopo aver provato in mille modi a consolarla, a distrarla, a rassicurarla, incapace di calmarla, le disse una sciocchezza. Le sussurrò piano “Ele, è solo un ragazzino. Una cosa di sesso. Nessuno sarà mai più importante di te…”
Non era vero, e se lui avesse immaginato che il ragazzino era nella stanza accanto e aveva sentito ogni parola, si sarebbe spiegato il suo criptico comportamento. John era letteralmente esploso sentendo quelle parole, ed era fuggito da quella casa con il cuore in diecimila pezzi.
 Ci aveva messo giorni a convincerlo a vedersi, perché John lo aveva scaricato per telefono, senza troppe parole. All’ennesimo “posso almeno guardarti mentre mi dici che non vuoi più vedermi?” di Rafa, John si convinse ad andare ad affrontarlo di persona. Piangeva da una settimana, perciò aveva occhi gonfissimi e occhiaie marcate, perché non dormiva più. Era arrivato in ritardo, con enormi occhiali da sole e con la mascella serrata gli aveva restituito le chiavi senza tante chiacchiere. Si era totalmente chiuso, e alle mille domande di lui aveva risposto solo “non proviamo le stesse cose”, senza neanche guardarlo negli occhi. Rafa provava da una settimana a capire cosa fosse successo, come mai fosse scomparso all’improvviso, scrivendogli solo che era finita. Era ferito da morire, e quell’atteggiamento di John proprio non riusciva a spiegarselo. Provò a prendergli la mano, ad avvicinarsi ma lui non ebbe neanche un momento di tenerezza, neppure quando gli sussurrò con il cuore a pezzi “mi manca tutto di te”. Alzò solo il sopracciglio e ruggì serissimo che al massimo poteva mancargli il suo corpo, confondendolo. Solo quando si erano detti addio, le cose erano cambiate. Distrutto gli aveva chiesto almeno di restare amici, almeno un ultimo abbraccio, perché pensava che John lo stesse lasciando perché aveva capito che si era innamorato e non provava lo stesso, ma non capiva perché lo trattasse così male. Si erano stretti per un attimo e lui accarezzandogli i capelli, aveva sussurrato con il cuore a pezzi “Sarai sempre l’uomo più importante della mia storia, perché neanche immagini il valore che hai avuto nella mia vita. Sei stato il mio vero primo bacio, la mia vera prima volta, e dentro di te sono riuscito a ritrovare me stesso, ragazzo dagli occhi color cielo… ” facendolo letteralmente esplodere. John iniziò a singhiozzare sul suo petto e quando Rafa gli tolse gli occhiali, lo fissò con uno sguardo talmente ferito da spezzargli totalmente il cuore.
“John tesoro perché piangi?” gli sussurrò sconvolto, ma anche speranzoso e lui rispose solo “perché lo sai, proviamo cose diverse…” vergognandosi delle sue lacrime. Provò ad allontanarsi allora, ma Rafa decise di non lasciar perdere, così lo afferrò per il braccio e disse pianissimo “…i sentimenti cambiano John. Non lasciamoci andare. Restiamo amici, almeno. Sentiamoci, andiamo a bere insieme e chissà magari un giorno le cose cambieranno…”
Lui sorrise soltanto, incerto sul da farsi. Ci sperava, voleva con tutte le sue forze che Rafa si innamorasse di lui quanto lo amava, così annuì soltanto, incapace di parlare e scomparve nella folla. Pianse per tutto il tragitto in tram, e fece tenerezza a chiunque, ma ignorava che l’uomo che aveva abbandonato al caffè Ritz stesse morendo esattamente quanto lui.
Avevano ripreso a sentirsi tantissimo, però e Rafa sperava sempre che potesse succedere qualcosa. Ci sperò anche quella sera, aspettando che lui rispondesse con gli occhi chiusi e il cuore a mille. Ignorando che John, come lui, stava rivangando momenti tristi in lacrime.
“Ti disturbo?” gli aveva chiesto con il cuore in gola, perché John sembrava stesse dormendo o piangendo.
Lui disse soltanto di no, e gli chiese se fosse successo qualcosa, ma Rafa sussurrò piano “tesoro…sei triste? Preoccupato?”facendogli venire i brividi.
“Se devo essere sincero stavo guardando le foto del weekend al mare…” rispose un po’ imbarazzato, ma terribilmente onesto, e Rafa capì che stava piangendo evidentemente.
Quella piccola fuga romantica aveva rappresentato tanto per Rafa, era l’ultimo momento che avevano trascorso insieme prima della crisi, ed erano stati felici in modo imbarazzante. Si erano baciati letteralmente per tutto il tempo, e avevano fatto un sacco di sesso.  John aveva scelto una loro foto e l’aveva postata sui social perché voleva ufficializzare quel loro amore che gli sembrava così splendido, ma poi erano nati vari problemi e così l’aveva eliminata.
“Mi piacerebbe un sacco averle, tutte non solo quelle del mare. Sono così pentito di non averti costretto a mandarmi le mille foto che hai fatto in questi sei mesi, perché vorrei tanto rivedere quel tuo sorriso…”aggiunse Rafa tenerissimo e John pensò soltanto “non ti ama, smettila di stare così male” ma non riuscì ad arginare quel calore che gli stava invadendo il petto.
“Senti piccolo, volevo prima di tutto scusarmi per aver preso accordi con tuo padre senza parlarne prima con te. Lui mi ha chiesto cosa ne pensassi dell’ospedale, dei suoi medici, e mi è venuto spontaneo offrire aiuto…”confessò Rafa sbuffando, ma John gli disse piano che non aveva nulla di cui scusarsi.
“E poi…volevo sapere se te la senti di vedermi, se mi sto impicciando troppo. Magari per te è una cosa finita e vorresti che me ne stessi al mio posto a Berlino, invece non ti sto lasciando in pace a vivere un momento così difficile” aggiunse con un sospiro e gli occhi chiusi.
 “Ci mancherebbe…”rispose John con un sorriso e Rafa pensò che fosse ancora più criptico del solito. Stava diventando letteralmente impossibile da capire e lui stava impazzendo dietro ai suoi silenzi e alle mezze frasi.
“Stai facendo una bella cosa Rafa, e te ne siamo tutti grati…” aggiunse, capendo di aver dato una risposta simile a quelle di suo padre, incomprensibile e incompleta.
Rafa era terribilmente confuso, ma gli spiegò che per una persona importante come lui avrebbe fatto qualsiasi cosa, facendolo sorridere e sospirare.
“La verità Johnny è che combatto contro la voglia di prendere il primo aereo e raggiungerti dal primo momento. Ho voglia di vederti, di stringerti e mi spezza il cuore l’idea che tu stia vivendo tutto questo da solo…”
John per un attimo si sentì morire, felice e speranzoso come non mai. Come poteva non essere una dichiarazione d’amore? Però poi ricordò quello che aveva sentito dire a Rafa al telefono con Elena e si disse che doveva davvero smettere di immaginarsi l’amore dove non c’era.
“C’è la mia famiglia e anche Ethan…” confessò John serio, perché gli sembrava scorretto non dire nulla, ma il cuore di Rafa si spezzò e per qualche minuto non fu in grado di rispondere nulla e dovette trattenere le lacrime con tutte le sue forze, ma un paio gli sfuggirono.
“Non è una cosa sentimentale, né fisica. Non siamo tornati insieme e non pensiamo di farlo. Ethan è qui come amico e membro della famiglia…”aggiunse, capendo il significato del silenzio di Rafa, e lui rispose piano che era comprensibile, ma era mortalmente ferito.
“Anche io ho voglia di vederti, comunque…”aggiunse sospirando, perché non poteva mentire: lo amava disperatamente. Rafa sorrise in modo bellissimo e disse piano “sicuro?”
“Beh se non fosse così, non avrei passato le ultime due ore a guardare le nostre foto ascoltando Moon River, non pensi?” confessò onesto e anche piuttosto risentito, perché non capiva con che coraggio si permettesse di mettere in discussione le sue parole.
“Mi vergogno di fare questo discorso adesso, davvero…” rispose Rafa sforzandosi di tenere a bada i suoi sentimenti “…è solo che l’ultima volta a Berlino, ho avuto l’impressione che non fosse una cosa finita del tutto e mi chiedevo se avessimo ancora una speranza, magari…”
“Lo sai, proviamo cose diverse…”aggiunse John, sforzandosi di stare tranquillo, ma tremando come una foglia.
“Lo so, ma per me davvero non è un problema. Io sono disposto a fare finta di niente Johnny, ad aspettare. Se tu non provi quello che provo io, a me va bene, ma dammi una possibilità per far cambiare le cose…” concluse, molto sofferente e John pensò solo “certo, tanto il cuore che si spezza è il mio” ma non disse nulla.
“Comunque non è il momento adatto per parlarne, me ne rendo conto…”sussurrò pianissimo e John lo spiazzò dicendo piano “…te lo ricordi quanto era strana la spiaggia in quel posto? La sabbia era assurda, si attaccava in modo fastidiosissimo e ce la siamo trovata addosso per giorni…”
Rafa sorrise e rispose piano “…è una delle cose a cui penso ancora prima di dormire, se vuoi saperlo. Il mio posto felice è quella spiaggia, totalmente deserta, con solo noi due e Nacho. L’odore di cocco della protezione solare, la tua risata, il rumore delle onde e l’abbaiare del mio stupido cane che ha paura di tutto…  ”
“Ci torneremo allora?” sussurrò John, che non riusciva a capire perché diavolo Rafa non ammettesse di amarlo, e lui disse solo “presto. Appena tua madre starà bene ti porterò via per tutto il tempo che vorrai, mio piccolo girasole…”
“Nacho lo odierà, poverino aveva il terrore delle onde…” aggiunse ridendo e Rafa disse piano “…ma io adoravo il sapore del mare sulla tua bocca…”
“E se io soffrissi Rafa? Se io soffrissi perché i tuoi sentimenti non sono uguali ai miei?”gli chiese John molto triste e lui si ammutolì per un minuto.
“Dovremmo provare a capire qual è la ragione vera della tua sofferenza, ma credo che se non ci fossero altre soluzioni dovrei dirti addio…”aggiunse triste, facendo morire John.
“Possiamo deciderlo in un altro momento, però? Posso chiudere gli occhi cercando di ricordare il tuo sorriso e il tuo sguardo adesso?” gli sussurrò piano e John sorrise e gli diede la buonanotte, ma una volta chiusa la chiamata gli fece una sorpresa. Rafa aveva appena spento la luce quando il rumore di una notifica attirò la sua attenzione. Poi un’altra, un’altra ancora e a un certo punto il suo cellulare sembrava impazzito perché non smetteva di squillare. Così lo prese e sorrise leggendo il nome del mittente di quei messaggi.
“Così stanotte potrai immaginarci meglio…e magari i tuoi sentimenti cambieranno un pochino. A domani…” gli aveva scritto, e c’erano tutte le loro foto in spiaggia, ma anche a Berlino, al cinema, al museo, quelle della cena di San Valentino sul terrazzo e altre foto sul divano con Nacho.
Rafa gli mandò un sacco di cuoricini e gli disse che lo avrebbe sognato certamente, e John sorrise sospirando.   
Nota:
Ciao a tutti! Come promesso eccomi! Adesso sapete cosa è successo tra John e Rafa...che dite, può perdonarlo? O pensate che Ethan debba avere una seconda chance? Vi è piaciuta la loro prima volta? Vi aspetto e grazie per aver letto!
   
 
Leggi le 0 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<  
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Romantico / Vai alla pagina dell'autore: sallythecountess