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Autore: rosy03    06/05/2021    2 recensioni
Momenti di vita quotidiana, della mia vita quotidiana, che non hanno il minimo senso.
*Alcune storie partecipano alla Real life challenge di ilminipony sul Forum di Efp*
Genere: Comico, Commedia, Generale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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#Codice01#

Coccodrillo





Quello che mi fa prendere un colpo è il grido di mia madre. Sento la sua voce provenire dal bagno e la prima cosa che mi viene in mente è che si sia dimenticata l’accappatoio. Solita routine.
Lo fa sempre: si dimentica l’asciugamano, i calzini, le mutande, il pigiama o qualsiasi altra cosa e poi, non appena poso le pacche stanche sul divano, mi richiama all’appello pregandomi di portarle quel qualcosa. Per la verità non è qualcosa che mi pesa, non particolarmente almeno.
Sospiro, mi alzo facendo leva con le braccia e quasi mi trascino verso il bagno ma non faccio in tempo a entrare che urla di nuovo il mio nome. La cosa mi fa lievemente innervosire – non c’è bisogno che urli, ti sento.
Quando apro la porta la sua voce stizzita mi aggredisce: «Dov’è il coccodrillo?!»
Trattengo il fiato. È impazzita?
«Il cosa
Faccio scorrere gli occhi sulla sua figura: è ancora vestita il che è strano visto che è chiusa in bagno da dieci minuti, il calore emanato dal termoconvettore l’ha fatta accaldare e di conseguenza le sue guance e le sue orecchie sono rosse, mentre tiene i capelli bruni legati in una crocchia disordinata in attesa di uno shampoo – che tarda ad arrivare a causa di un coccodrillo scomparso a quanto ho capito.
«Il coccodrillo, Rossé» continua a dire, imperterrita. «Dovrebbe stare qui e non c’è. Perché non c’è? Dove l’hai messo?»
Per prima cosa metto le mani avanti. Letteralmente.
Non so di cosa lei stia parlando e già mi sta accusando? È ridicolo. «Ma quale coccodrillo? Qui non c’è mai stato alcun- Oh, quello
Mia madre allarga le braccia e alza il mento, aspettando una mia risposta in merito. Sposto lo sguardo sul bordo della vasca e penso a quanto sia esilarante questa situazione.
Una volta realizzato che l’animale mancate fosse quello di gomma e non un rettile vero e proprio, guardo mia madre trattenendo a stento le risate.
«E io che ne so, non l’ho visto. Se non è qui, potrebbe essere nel bagno rosa*» ipotizzo.
«Cercalo un po’, dai. Se l’ha preso Marianna giuro su Dio che la uccido!»
Ecco qua. Mia madre è una persona istintiva, a differenza mia. Non escludo che non potrebbe avere ragione ma accusare la ragazza che l’aiuta a sistemare casa senza nessuna prova, non mi sembra un atteggiamento corretto. Sono sicura che Marianna l’abbia spostato da qualche parte senza accorgersene.
Chiudo la porta e la lascio parlare da sola; so già che mi toccherà cercare quel maledetto coccodrillo di gomma se voglio che si calmi.
«Ross, ma che è successo?» chiede Thomas, uscendo proprio adesso dalla sua stanza.
Trattengo a stento le risate mentre gli spiego cos’è successo: «Hai visto il coccodrillo che sta in bagno? Mamma non lo trova più.»
«Il cosa
«Il coccodrillo di gomma» rettifico. «Dai, aiutami a cercarlo.»
Mio fratello fa per tornarsene in camera sua ma lo afferrò per il cappuccio della felpa. Ne approfitto perché si è già fatto più alto di me di qualche centimetro, tra un paio d’anni non mi permetterà più di comandarlo a bacchetta.
«Ma’! Ma a che ti serve? Poi lo troviamo, ora non ne ho voglia!» chiede con tono lamentoso e alzando la voce di qualche ottava, in modo che nostra madre dal bagno lo possa sentire.
Neanche a dirlo, la sua risposta arriva immediatamente: «Non me ne frega, il coccodrillo deve stare qua!»
«Si è fissata» dico alzando le spalle.


 

Mezz’ora dopo, Thomas mi guarda mentre chiudo la porta lasciandomi alle spalla la voce di nostra madre. «Trovato?»
Annuisco trattenendo a stento le risate.
«E dov’era?»
«Nel bagno verde. Nella bacinella, in mezzo alle pezze. Marianna l’avrà appoggiato lì e poi si sarà dimenticata di rimetterlo sulla vasca» spiego.
Vedo mio fratello spalancare gli occhi, poi fece una smorfia come fosse offeso. «Mi avete fatto perdere un sacco di tempo» mi fa notare.
«Poverino...» dico, non provando neanche a nascondere il ghigno sulla mia faccia. «Il Signorino non ha potuto giocare al computer.»
Mio avvio in cucina e stranamente Thomas mi segue anziché continuare quel che stava facendo prima che lo interrompessi.
«Senti, ma perché mamma ha rotto tanto per quel coccodrillo?»
«Non lo so» dico, mentre tiro fuori la pentola dalla credenza.
Per la verità gliel’ho chiesto ma mi ha liquidata pregandomi di iniziare a preparare il brodo vegetale così da riuscire a cenare per le otto. Mio fratello sospira stranito per poi andarsene.
Pochi secondi dopo lo sento parlare a voce alta con nostra madre: «Oh, Ma’! Che ha di speciale il coccodrillo?»
«Proprio niente. Deve stare qua e punto
Questa sì che è logica.



 









≈ ≈ ≈

Ma salve ^___^ Dopo secoli che non pubblico qualcosa (a parte quel concentrato di depressione) ecco che torno con una storia alquanto demenziale su un coccodrillo di gomma apparentemente scomparso.
Prima di tutto ci tengo a precisare che è TUTTO vero. Nel senso che mia madre ha cominciato a dare i numeri e la cosa più esilarante è che non ci ha dato ALCUNA spiegazione in merito a quell'assurdo comportamento.
Io boh. Forse non ha voluto dirci il motivo di un tale morboso attaccamento... forse nasconde qualcosa. In ogni caso, io e mio fratello non lo dimenticheremo mai e passeremo il resto della nostra vita a ricordarglielo!
Ah, piccola precisazione: *a casa mia ci sono due bagni che noi chiamiamo “bagno rosa” e “bagno verde” rispettivamente per via delle mattonelle color salmone e degli inserti verdi attorno allo specchio XD
Perchè dire "bagno dove sta la vasca" e "bagno dove sta la doccia" è troppo stancante e noi siamo pigri.
Alla prossima XD

Rosy

 
  
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