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Autore: gio194    15/05/2021    1 recensioni
Il protagonista è Sean, un personaggio, un uomo, una coscienza immerso/a in un viaggio “interiore” alla ricerca di risposte su sé stesso/a e sulle persone che ruotano intorno alla sua vita.
Genere: Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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-“Vieni Homes, è in questa stanza.”

-“Dizzy la casa sembra molto spaziosa e arieggiata. Wow!”

-“Ah ma qui ci sono anche due ragazzini e un pappagallo ad assistere. Cosa c’è in questa camera da letto ? Un fenomeno da baraccone? Io non vedo nulla d’interessante.Tutti fuori tranne il pennuto!”

 

-“Perché sei qui dottore. Non mi sembra che avessimo un appuntamento?” 

-“Sean Sean! Quanto tempo caro Sean. Noto che la mia presenza qui non è gradita. Beh posso anche togliere il disturbo se vuoi…”

-“House out, House out.”

-“Ma i pappagalli non dovrebbero soltanto imitare?”

-No Homes, Polly mi legge nel pensiero ed è capace di formulare frasi di senso compiuto. È unico…”

-“Live in the present!”

-“Concordi con lui Sean? A me sembra che tu non stia vivendo il presente, o sbaglio…”

-“Il presente non esiste Homes… il secondo che passa non lo acchiappiamo più.”

-“Secondo me dovresti anche dimenticare non solo ricordare!”

-“Too much remembering and you are overwhelmed, too little remembering and you are alienated.”

-“Vero Polly ben detto…. Mi tocca parlare con un animale. Chi me lo doveva dire che un giorno mi sarei trovato nella stessa stanza con un narcolettico e un pappagallo con un quoziente intellettivo superiore al mio…”

-“Sorprendente, vero Homes? Tu di solito capisci sempre tutto e ora?”

-“Infingardo, finitimo, clitico, I wish you were here!”

-“Va bene, penso sia meglio togliere il disturbo, dato che non vuoi accettare il mio aiuto caro Sean.”

-“Ci siamo sentiti per un anno. Avremmo dovuto rivederci mah…”

-“Tradimento?”

-“Beh non saprei dare una definizione… Io non amo molto le etichette, le categorie preconfezionate. Però se proprio vuoi…”

-“Scaviamo un po’ Sean?  Potresti  spiegarmi cosa provi in questo momento?

-“Quieta rassegnazione. Mi sto crogiolando nella mia delusione e non ne sento più il peso.”

-“Se non è più un fardello insopportabile significa che stai facendo progressi no?”

-“Non proprio. Mi sento come se mi trovassi in un immenso plateau. Vedo il traguardo all’orizzonte ma sono consapevole che è irraggiungibile.”

-“La vostra relazione com’è stata?”

-“Tanto bella quanto deludente!”

-“Consequence… leave me paralysed love…”

-“Ma non smette mai di intromettersi il tuo animale domestico, Sean?

-“Se non ci fosse lui non ricorderei molte cose del passato. Sa a memoria il messaggio che le inviai dopo avere metabolizzato la delusione!”

-“Incredibile, sono curioso di ascoltare.”

 

            Voglio rispondere alla tua domanda “come mi aiutavi?” La risposta per me è ovvia: amore. È l’unica soluzione efficace per risolvere qualsiasi tipo di problema. Amore è quando incontri qualcuno e ti batte forte il cuore, ovvio. È quando incroci lo sguardo con quella persona e ti ci immergi. È fin troppo banale “piacersi”, fin troppo superficiale. Il difficile è trovare qualcuno che sappia guardarti dentro, scavando in profondita. Difficile appunto, non impossibile. Quando incontri qualcuno e ci parli per ore, non accorgendoti del passare del tempo, è già un principio di Amore. Amore è quando passi una serata indimenticabile con questa persona, di quelle che vorresti rivivere all’infinito, e poi ti resta l’amaro in bocca perchè non vi siete nemmeno riusciti a salutare, ma speri comunque che in futuro ci si possa rivedere. Certo, poi c’è la bestia nera di Amore: Distanza. Lei è in grado di distruggere anche i legami più saldi, figuriamoci il filo sottile che lega due persone che si sono appena conosciute. Ma poi una delle due persone pensa: “perchè non provare a rinsaldare questo filo tessendolo e farlo magari diventare una corda?” Ma sin dal primo messaggio si presenta un’amica-nemica di Amore: Diversità. Una persona si esprime con fiumi di parole, l’altra con un ruscello di parole. Entrambi timidi, seppur l’uno più “profondo”, l’altra più “free”. Sin dai primi messaggi, le prime difficoltà a capirsi. Eppure c’è qualcosa che va al di là di queste incomprensioni, frutto della non conoscenza. Si tratta della passione che li accomuna: l’allenamento (anche se in realtà c’è anche la musica che li lega). Ad entrambi luccicano gli occhi quando si parla di attività fisica. Quante ore passate a parlare di questo argomento... Ma non solo. Sono due persone con problemi e sofferenze varie, e più o meno li condividono. Dopo i messaggi, si aggiungono le chiamate, poche ma intense. Così ci si comincia a conoscere sul serio, e lei continua a ripetere: “bravo, stai iniziando a conoscermi”, e lui: “bene, lo ripeti da mesi”. Si perchè lui è fatto così, sa essere serio nelle varie situazioni, ma è anche capace di far divertire. Lei si diverte e lo dice pure, perché in fondo cosa c’è di più bello di due persone che sappiano prendere la vita con leggerezza, nonostante essa a volte sia molto pesante e li sovrasti. Lui ride sempre quando lei gli dice: “a me piace zan…no”. Sono entrambi molto ironici, o meglio auto-ironici. Il top è quando lei dice: “sono vecchia”, e lui dice: “sono tutto storto”. A volte sembra quasi che facciano a gara per chi critichi di più se stesso. Lei si infastidisce quando lui la chiama “gioia”, e glielo dice senza peli sulla lingua, come solo lei sa fare: “che è sto gioia?” Per non parlare di quando lui le invia messaggi “sdolcinati” e lei: “che è sto coso, chi l’ha scritto?” Per non parlare delle varie auto-critiche al proprio fisico... le migliori risate. Insomma, i mesi passano, i “buonanotte” di lui e i “bn ntte”di lei aumentano a dismisura, e ci si chiama anche per 1-2 ore. Chi avrebbe mai potuto dirlo che questi due, così distanti e così diversi, si sarebbero mai incontrati e avrebbero condiviso un po’ del loro tempo. Già il Tempo, tiranno che unisce e divide. A un certo punto lui pensa che sia arrivato il momento di rivedersi. In fondo queste due persone si sono fatte delle promesse reciprocamente. Quando lei un giorno gli dice: “tanto prima o poi ti stufi di me”, lui le promette: “io ci sarò sempre per te”. È inutile dire che le promesse sono promesse e vanno mantenute. Rivedersi appunto. I due ne parlano per un anno. Ma le cose vanno diversamente. La corda che li unisce inizia a sfilarsi nel giro di 1-2 mesi. Alla fine subentra lei: Delusione. Lui cerca di capire che cosa non va più e lei non glielo dice. Gli sarebbe bastato anche solo parlarne per poterla “aiutare” e comprendere come ha sempre cercato di fare. Lui è molto giù, ma decide comunque di andare nella città in cui si sono conosciuti l’anno prima... chissà magari potranno incontrarsi o forse no. Non si incontrano. Lui la cerca, ma lei non c’è. Prova un pizzico d’invidia nell’osservare gli sguardi d’intesa e gli abbracci delle altre persone che gli stanno intorno. Ma ciò gli dà anche la “Speranza”. Già perché lui sa che le situazioni possono cambiare da un giorno all’altro, grazie a degli incontri che a lui piace definire “speciali”. Adesso lui le scrive queste parole per un preciso motivo. Vuole che lei un giorno possa guardare negli occhi qualcuno ed “immeggersi” nei suoi occhi, ma che soprattutto questo qualcuno possa guardare dentro di lei, così come ho fatto io.

 

 

-“Finito? Ho quasi perso il filo… La corda si è ‘sfilata’ del tutto ahahah…Che dire? Non è di certo un racconto eufuistico; non è un oratore dotato di facondia…ma devo fare i miei complimenti al pennuto!”

-“Sembra quasi che l’abbia scritto lui, vero? Una performance invidiabile, no?” 

-“Ahahah, eh già! Comunque io vado Sean, ci si vede presto!”

-“Goodbye doc, goodbye ladies, goodbye!”

-“A presto Homes.”

-“Bella prof, ci becchiamo!”

-“E voi due da dove sbucate fuori? Avete ascoltato tutto? Bravi, bravi… Come dite voi: ci becchiamo!”

 

   
 
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