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Autore: Khailea    11/06/2021    0 recensioni
La fiction si basa sul gioco Pokémon Ranger Tracce di Luce, riguarderà una mia partita nel gioco ed io descriverò ogni battuta, ogni passaggio e descriverò tutto ciò che vedrò. Potranno venir aggiunte alcune battute o addirittura alcune scene e tutta la serie racconterà anche delle sensazioni dei personaggi.
E' già presente anche la fiction del gioco Pokémon Ranger: Ombre su Almia
Genere: Avventura | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Altri
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Videogioco
Capitoli:
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Nell’esatto momento in cui Raikou raggiunse il bordo del ponte distrutto e spiccò il primo salto ad Alessandra sembrò di volare.
La forza dello slancio fu tale da spingerla momentaneamente verso il basso, poi fu come se fosse diventata parte dell’aria stessa e il suo corpo si fece leggero; la cosa più semplice con cui paragonare quella sensazione sarebbero state le montagne russe.
Era già stata in sella ad un Pokémon, con i vari Staraptor di allenamento all’Accademia Ranger ed i Pokémon di tipo volante che l’avevano aiutata a muoversi per la regione, però con Raikou era totalmente differente.
Lei stava saltando, loro, divenuti un unico corpo ed un’unica mente. La forza del Pokémon la sentiva nelle sue gambe, e lui percepiva il divertimento della ragazza mentre saltarono un’altra parte distrutta. Alla terza lei sollevò entrambe le braccia in aria, urlando entusiasta, arrivando finalmente all’ingresso di Mironda.
-“Vedo ti sei divertita.”- disse Raikou con un velo di allegria nella voce, contenuto solo per via del suo status di Pokémon leggendario.
-E’ stato incredibile! Salterei ogni istante se fossi in grado di far quello fai tu!- rispose la ragazza colpita accarezzando il suo ego.
-“Avrai altre occasioni per farlo, ma ora devo andare. Divisi le nostre ricerche di quegli uomini malvagi saranno più semplici.
-Hai ragione, se c’è qualche Bricconiere nei paraggi non darò nell’occhio più di tanto così.- acconsentì lei scendendo dalla sua schiena. -Grazie, Raikou!-
Con un ruggito il Pokémon si allontanò nella selva, ed in quel momento la Ranger notò un’anziana signora dai capelli castani, vestita con un abito rosa, che la guardava ad occhi spalancati.
-Oh! Non ci posso credere! Sembri proprio l’Eroe di Oblivia redivivo! Quello del racconto! Com’è che faceva? C’era una volta in un’isola della regione di Oblivia, un Eroe.-
-Come scusi?- conosceva la filastrocca di Cocona, ma non le sembrava iniziasse così, la donna però senza fermarsi per spiegarle continuò imperterrita.
-L’Eroe di Oblivia, che aveva il pieno controllo dei misteriosi emblemi, invocò l’aiuto dei Pokémon leggendari e fece ritornare la pace nella regione di Oblivia. E vissero tutti felici e contenti… sì, faceva più o meno così. Non l’hai mai sentita? E’ una storia che conoscono tutti qui.-
-Devo aver sentito altre versioni.- si giustificò la ragazza.
-Beh, quell’Eroe cavalcava Etnei proprio come te adesso…-
-Etnei?-
In base alle città Raikou aveva altri nomi? Però Lucia le aveva detto qualcosa a proposito di altri emblemi, quindi forse era un altro Pokémon leggendario. Se fosse riuscita a battere in una cattura anche lui sicuramente avrebbe guadagnato il suo rispetto!
-Eh? Aspetta, che strano… quello non è Etnei, ma Raikou! Ah, ora che ci penso… qui a Mironda i protagonisti del racconto sono l’Eroe e Etnei, ma ho sentito dire che ogni isola ha un Pokémon diverso nella storia.
-Grazie in ogni caso per il racconto signora, ora devo andare. Buona giornata.-
Proseguendo lungo il sentiero davanti a sé Alessandra raggiunse una piccola cittadina composta da delle basse case in legno sorrette da dei sistemi di palizzate che fuoriuscendo dall’acqua si arrampicavano lungo la parete rocciosa fornendo uno stabile sostegno.
Una piccola pala eolica in legno si muoveva spinta dal vento, che soffiava leggero portando la brezza del mare, prima che potesse continuare tuttavia sentì una voce chiamarla.
-Alessandra!-
Davanti a lei un uomo dai corti capelli castani ed i vispi e vivaci occhi marroni correva verso di lei, ad un’andatura lenta ma costante, era vestito con una camicia bianca, dei pantaloni verdi ed una camicia dello stesso colore, che per via dell’ampiezza della pancia non riusciva a stare chiusa.
-Willy!-
Si trattava di un suo collega alla Federazione Ranger, non un vero e proprio Ranger, più un tuttofare sempre pronto ad aiutare chiunque avesse bisogno, e che regalava sinceri sorrisi per migliorare le giornate.
-Eccoti finalmente! Sono io! Willy, il portavoce della Federazione Ranger! E se non ti ricordi di me, ti prego, fai almeno finta!-
-Ahaha ma sì che mi ricordo di te Willy.- rispose la ragazza felice di vedere una faccia conosciuta. -Ti presento il mio Pokémon Compagno, Pichu ukulele.-
-Pichu pichu!-
-Oh, un Pokémon Compagno? Pensavo non ne avessi ancora scelto uno, complimenti e felicitazioni!- disse l’uomo abbassandosi per stringere la zampetta di Pichu.
-Cosa ci fai qui comunque?- chiese la ragazza lasciandolo fare, piaceva a tutti i Pokémon con una facilità disarmante.
-Sono arrivato qui giusto ora con la Nave Federativa. Qui le case sono costruite in pendenza sulla scogliera. Perciò questo villaggio è chiamato Diagonalia. Interessante, vero? La nave Federativa è attraccata al molo qui sotto.-
-Direi di sì, ma perché sei qui?- continuò lei aspettando capisse non voleva al momento aneddoti sul villaggio.
-Eh? Perché io, il portavoce della Federazione Ranger, mi sono imbarcato per venire in un posto lontano come questo? Beh, in realtà…- prima di continuare il viso di Willy si fece rosso come un pomodoro. -Quando ci siamo incontrati l’altra volta nella sala riunioni della Federazione, mi è sfuggito di bocca che non ho molto lavoro da fare e per questo il Prof. Frenesio mi ha affidato un campito. Mi ha chisto di portare la Nave Federativa fino a Oblivia. Anche se non ho ben capito perché.-
Un’idea in realtà lei l’aveva, ma preferì non dirla ad alta voce.
-Ah, giusto! Ho un messaggio per te da parte del Prof. Frenesio. Mi ha detto di dirti che…-
 
 
 
 
 
 
 
 
Qualche giorno prima…
 
All’interno della sala riunioni della Federazione Ranger Willy ascoltava a schiena dritta il professor Frenesio, mentre l’uomo lo introduceva quanto più brevemente gli fosse possibile l’incarico da affidargli.
-Il Top Ranger Primo è venuto in possesso di un’informazione. Sembra che degli strani tizi siano stati avvistati mentre si aggiravano nelle biblioteche della regione. Pare che siano interessati a saperne di più sulle leggende di Oblivia. Ho la netta sensazioni che si tratti dei Bricconieri di Pokémon.- cominciò l’uomo mostrando nello schermo sul terreno una lista di tutti i libri presi.
Willy cercò di leggere quanti più nomi possibili, ma questi svanirono rapidamente prima che potesse anche solo prendere appunti.
-Il libro sulle leggende di Oblivia che stanno cercando non si trova però in alcuna biblioteca, ma nella regione di Oblivia, a Mironda. I Bricconieri non dovrebbero avere quest’informazione, ma non sappiamo ancora per quanto la situazione rimarrà tale. Quindi è meglio se ci sbrighiamo a recuperare il libro. Il titolo di quel libro è… ehi, Willy… annotatelo bene, ok?- disse l’uomo lanciandogli un’occhiata diffidente.
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel presente…
 
-Amun! Sì, proprio così. L’autore si chiama Amun, e il titolo è Leggende della regione di Oblivia. L’ho annotato per ben cento volte finché non l’ho imparato a memoria!- esclamò Willy fiero di sé. -E’ il risultato di uno studio che ha portato avanti per tutta la vita ed è anche l’unica copia esistente al mondo! Amun è ormai deceduto molto tempo fa, ma qui a Mironda c’è ancora la sua casa. Il libro dev’essere di sicuro da qualche parte lì dentro! Ah, stavo quasi per dimenticare! Vorrei contattare il Prof. Frenesio per dirgli che sono arrivato a Oblivia sano e salvo, ma il trasmettitore della Nave Federativa s’è rotto. Sai com’è, la nave ha oscillato e c’è caduto sopra del succo di frutta. Potresti contattarlo tu con il tuo Styler?-
-Mi spiace Willy, ma ci sono stati dei problemi.- tentò di dire la ragazza imbarazzata, ma venne preceduta dallo Styler.
-“Impossibile contattare altre regioni finché la Base radio non sarà riparata.”-
A quella notizia Willy la guardò sbigottito. -COSA?! DAVVERO?! Hanno versato del succo anche sulla Base radio?! Quindi non hai potuto effettuare i tuoi rapporti periodici? Il Prof. Frenesio dev’essere molto preoccupato. Speriamo che interpreti il tuo silenzio come nessuna nuova, buona nuova.-
-Lo spero anche io… ma non è sato del succo, sono stati i Bricconieri.- sospirò la ragazza annuendo.
-Oh… va bene, ho capito. Non possiamo aspettarci alcun aiuto dalla Federazione, ma siamo in tre, possiamo comunque unire le nostre forze… a proposito… e Martino dov’è? Al bagno?-
Ormai aveva ripetuto quella storia abbastanza volte da farla sentire un disco rotto, ma non poteva certo tenerlo all’oscuro di quello era successo.
-Martino è stato catturato dai Bricconieri.- disse limitandosi a questa semplice frase, non scendendo nei dettagli, ed invece che sommergerla di domande Willy la guardò fiducioso.
-Sono sicuro che sta bene! E’ un Ranger molto forte, se la starà cavando senz’altro bene. E anche se è stato catturato, di sicuro starà raccogliendo un sacco di informazioni utili! In fondo è un Pokémon Ranger!-
Ed ecco il perché Willy era così importante per la Federazione, era riuscito a strapparle un sorriso anche in quell’argomento buio.
-Ad ogni modo, per il momento facciamo un giro per Diagonalia. E se siamo fortunati, mentre cerchiamo il maniero di Amun, magari riusciamo a scoprire anche qualche indizio su dove sia Martino.-
-Va bene, andiamo.-
-Pichu!-
Non c’erano molte case nei dintorni, ma per evitare di tralasciare alcuni punti la ragazza preferì dirigersi subito verso il molo, in modo poi da risalirlo e chiedere di volta in volta informazioni alle persone in una maniera più ordinata, mentre scendevano la rampa in legno però sentirono alcuni scoppi in cima.
-Eh? Che sta succedendo laggiù?- chiese Willy confuso, riuscendo a scorgere delle persone che si raggruppavano. Cosa ci farà lì tutta quella gente? Andiamo a dare un’occhiata?- senza nemmeno aspettare una risposta Willy corse verso la folla, e così anche Alessandra e Pichu.
Lì notarono che tutti stavano guardando un signore anziano vestito in un completo viola con tanto di cappello a cilindro, i suoi capelli rossi, come i baffetti, erano leggermente opachi e si intravedevano dei ciuffi bianchi, sembrava comunque essere molto conosciuto.
-Trucco e trucchetto, buongiorno! Benvenuti tutti al mio spettacolo di magia! Siete pronti ad entrare in un mondo di fantastico mistero?!-
-Sììì! Vai, facci vedere!- urlarono in coro i bambini in prima fila.
-Alessandra! Uno spettacolo di magia! Vediamo di che si tratta. Potremmo ricavarne qualche informazione importante.- disse Willy curioso e divertito.
-Willy, non credo…-
-Oh, ma guarda un po’! Dei nuovi spettatori!- esclamò il mago prima la Ranger potesse allontanarsi. -Che onore! Anzi, se permettete, vorrei che uno di voi mi facesse da assistente. Dunque… quel Pichu così carino con un ukulele in spalla! Prego, vieni qui.-
Anche Pichu ukulele sembrava interessato, e raggiunse subito l’uomo. -Pichu!-
-Che fortuna, Pichu! Uffaaa, volevo fare io l’assistente!- sospirò dispiaciuto Willy, godendosi semplicemente lo spettacolo.
-Bene dunque. Cominciamo! Uno! Due! E al tre… da-daaan!-
Il mago sollevò il proprio cappello rivelando dei fiori all’interno, che scomparvero subito quando se lo rimisero in testa, poi fece comparire delle carte tra le mani che si trasformarono in un elegante bastone con una sfera rossa in cima, poco dopo Pichu cominciò a fluttuare e svanì nel nulla.
-Pichu è sparito!- esclamò Willy strabiliato, ed a giudicare dalla reazione dei bambini non era il solo.
-Wow! Come hai fatto?! E dov’è finito Pichu?-
Prima che l’uomo potesse rispondere qualcun altro arrivò a rubargli la scena. -Quindi tutta questa gente è qui per lo spettacolo di magia di Magoss.- si trattava del dottor Edo, accompagnato dal piccolo Pichu, completamente illeso. -Oggi sembra proprio che ci siano molti più spettatori del solito.-
-Wow! E’ favoloso! Pichu è riapparso laggiù!-
Tutti i bambini si spostarono subito a raggiungere Pichu, che ricevette felice le loro carezze.
-Ehi, Edo! Trucco e trucchetto, buongiorno!- disse il mago sorridendo. -Oggi sono qui con noi anche dei Pokémon Ranger.-
-Oh, ma guarda chi si rivede! Salve, Ranger! Qualche ferita da farmi vedere?-
-No dottor Edo, la ringrazio.- rispose Alessandra gentilmente.
-Eh?! Ma?! Alessandra, conosci questo signore?-
-Sì, l’ho incontrato nell’isola precedente. E’ una persona molto gentile che aiuta chiunque stia male.-
-Oh, mi scusi, non mi sono ancora presentato. Mi chiamo Edo e sono un dottore. Giro per le isole di Oblivia visitando chi ne ha bisogno.-
-Oh, la prego, sono io a dovermi scusare. Mi presento. Sono l’Ufficio federale per le pubbliche relazioni, Willy… sì, nel senso… sono dell’ufficio, non l’ufficio stesso…- disse l’uomo imbarazzato, ma Edo non badò alla sua gaffe.
-Un funzionario della Federazione? Cosa la porta qui a Oblivia?-
Guardandosi era chiaro nessuno dei due pensava fosse una cattiva idea dirglielo, infondo se viaggiava per le isole poteva conoscere molte più cose di altri.
-Siamo cercando la casa di Amun, uno studioso delle leggende di Oblivia, per trovare il suo libro sulle leggende della regione. E’ un tomo unico al mondo e ci potrebbe essere d’aiuto per il nostro lavoro.- spiegò quindi Alessandra cercando di essere chiara.
-Un certo studioso delle leggende della regione di Oblivia di nome Amun… ? Almeno per quanto riguarda i miei pazienti, non c’è mai stato nessuno che si chiamasse a quel modo. Mi spiace di non poter essere di alcun aiuto.- disse dispiaciuto il dottore. -Gli anziani che vivono qui a DIagonalia da sempre potrebbero averlo conosciuto… ma io giro per le isole di Oblivia solo da qualche anno. Il signor Amun deve essere scomparso prima che arrivassi io purtroppo…-
-Non si preoccupi, sono sicura lo troveremo.- rispose la Ranger fiduciosa.
-Vogliate scusarmi, ma un paziente anziano mi sta aspettando. Non che io sia più giovane… ah ah ah. Arrivederci dunque.-
Con un ultimo sorriso il dottore si allontanò, ed a quanto pare anche il mago Magoss aveva finito con le sue magie. -E per oggi è tutto! Grazie per aver assistito al mio spettacolo di magia! Arrivederci alla prossima magia!-
-Alla prossima, signor Magoss!- risposero i bambini salutandolo, tornando ciascuno a casa con le proprie famiglie.
-Bene, ora possiamo proseguire, Willy?- chiese Alessandra scherzosamente.
-Ma certo, proviamo a scendere nella parte basse del villaggio. Potremmo incontrare qualche anziano che conosceva Amun.-
Prendendo in braccio Pichu Alessandra annuì dirigendosi nuovamente verso la parte bassa della città, prima di poter chiedere informazioni a qualcuno però Willy la fermò all’ultimo secondo. -Ehi, aspetta un attimo! Senti, visto che siamo qui, ti va di venire a vedere l’imbarcazione con cui sono venuto qui? Parlo della Nave Federativa!-
-Ma dobbiamo ancora chiedere di Amon…-
-Dai, vieni, è da questa parte!-
Willy nemmeno l’ascoltò, e prendendole la mano la trascinò fino al ponte dove era ormeggiata una gigantesca nave in legno dalla prua rossa e le vele piegate. Effettivamente era veramente splendida, e sul fianco si poteva notare il simbolo della Federazione in tutto il suo splendore.
-Allora, cosa ne pensi? E’ così grande che per visitarla tutta ci vorrebbe una vita! Pensa che l’ho pilotata tutto solo fino alla regione di Oblivia!-
-Sul serio?- chiese la ragazza sollevando un sopracciglio sorpresa, eppure non sembrava star mentendo.
-Sembra impossibile, eh? Mi sa che ho solo avuto fortuna, ahahah!-
-Ma no, se ci sei riuscito tutto da solo te la sei proprio cavata.- lo rassicurò lei sorridendogli.
-Bene, la visita alla Nave Federativa è finita. Forza, andiamo a cercare qualche vecchietto che conosca Amun!- esclamò poi Willy, nella speranza stavolta ci riuscissero veramente.
Partendo dalla nave si spostarono verso l’edificio alla loro destra, chiuso al fianco dalla montagna che si alzava, dove un anziano signore stava ammirando il mare.
-Buon pomeriggio, scusi per il disturbo ma stavamo cercando delle informazioni su Amun, saprebbe dirci qualcosa?- chiese subito la Ranger cordialmente.
-Amun? Mmmh… non è un nome completamente nuovo… ma non saprei proprio.-
-Era uno studioso, stiamo cercando un suo libro.-
-Se cercate un posto pieno di libri però, andate all’Antico maniero. Si trova a nord del villaggio. Se non sbaglio, ci viveva un uomo davvero strambo, un tizio solitario che non diceva mai il suo nome… ma non saprei proprio. Però fate attenzione, in quel maniero… ci sono i fantasmi!!!-
-Aaargh!!! I fantasmiii!- urlò Willy spaventato, cercando di ricomporsi quando Alessandra lo guardò. -Eh eh eh. Scherzavo!-
-Certo Willy.-
-Ha detto che ci sono un sacco di libri. Ho una paura da morire, ma che ne dici? Proviamo ad andare all’Antico maniero?-
-Direi potrebbe essere la pista giusta.- annuì l’altra.
-Se andate al maniero, fate molta attenzione! C’è un grande buco sul pavimento, mio nipote una volta c’è caduto dentro.- aggiunse gentilmente l’uomo.
-I buchi sul pavimento non saranno di certo un problema. Ma i fantasmi… non ci sono vero? Quello di prima era uno scherzo, vero?- chiese timoroso Willy.
-Uno scherzo? Forse sì o… forse no!- ridacchiò l’uomo strizzando l’occhio. -Beh, se ci andate lo scoprirete da voi.-
-Grazie di tutto, direi andremo subito a controllare.- disse infine Alessandra allontanandosi, risalendo la rampa di legno fino a tornare in cima, una giovane ragazza dai capelli rossi però la fermò a metà strada.
-Ehi Ranger! Oltre quella grotta c’è una rupe molto ripida. A causa delle numerose frane, al momento l’ingresso è vietato. Volevo solo avvisarti in caso tornassi da queste parti e non ci fosse nessuno ad avvertirti.-
-Oh, grazie mille. Per il momento eviteremo quella strada.- ringraziò la ragazza, arrivando fino all’uscita dalla cittadina. -Allora Willy, sei pronto per i fantasmi?-
-Ma va, sicuramente se l’è inventato. Un gioco per spaventare i bambini.-
-Pichu pichu.-
Procedendo lungo il sentiero davanti a loro i tre arrivarono nei pressi di un bivio, con una strada che procedeva dritto ed una verso nord.
Stando ad un cartello alle loro spalle c’era Diagonalia e dritto le rovine d’alba, non sembrava esserci però alcuna indicazione del maniero. Notando un uomo fermo vicino al cartello Alessandra si avvicinò sperando potesse aiutarli.
-Scusi, stiamo cercando un vecchio maniero, sa se è da queste parti?-
-Non ne so nulla ragazzina, scusa ma sono impegnato. Passeggiare per la Via di Mironda è il mio lavoro.- rispose fieramente il signore, ma infastidita l’avesse chiamata ragazzina Alessandra non poté trattenersi dal lanciargli una frecciatina.
-Non penso sia un vero lavoro.- borbottò infastidita.
Come dici? Non esiste un lavoro del genere?-
-Lasciamo stare… buona giornata.- disse spazientita la ragazza, decidendo di proseguire verso nord.
Il sentiero sterrato tagliava l’ampia foresta che li circondava, dove dei Pokémon si muovevano sereni nonostante la loro presenza. Uno di questi, dalla pelle verde con una lunga coda, e che stava correndo su due zampe, attirò l’attenzione della ragazza che si avvicinò subito per catturarlo.
Il Pokémon tentò di attaccarla lanciandole contro una manciata di foglie affilate, ma lei fu abbastanza rapida da schivarle e riuscì a disegnargli abbastanza cerchi attorno per catturarlo.
Il suo nome era Treecko, “Gruppo: Erba- Poké Tattica: Erba- Mossa: Taglio 1”, “Scatena una serie di foglie taglienti intorno a sé.”.





Lungo la via ne incontrarono anche un altro paio, e presto videro il sentiero interrompersi davanti ad un imponente cancello di bronzo, unico passaggio per superare un alto muro in pietra, che al momento però era chiuso con un gigantesco lucchetto.
-In questi casi, non c’è che una soluzione. Eliminazione manuale dell’ostacolo! Altrimenti detta: abbattimento!- urlò Willy facendola allontanare, spostandosi di qualche passo indietro per prendere la rincorsa. -Ostacolo… eliminato!- con un urlo si lanciò contro il cancello, cadendoci rovinosamente sopra senza spostarlo di un centimetro. -Ah ah ah, che fallimento! Ma soprattutto, che maleeee! Eppure a un mio amico Ranger riesce sempre così bene…-
-Willy, tu hai altre qualità, non dovresti correre certi rischi!- lo rimproverò subito la ragazza.
-Bene, di qui non si può entrare. Che facciamo adesso?- chiese l’altro senza scoraggiarsi.
-Bella domanda… non penso di essere in grado di arrampicarmi. Non ci sono appigli, e la roccia è troppo fragile.- sospirò lei guardandosi attorno, Pichu nel frattempo sembrava aver notato qualcosa alle loro spalle, e si avvicinò chiamandoli.
-Pichu!-
-Che c’è Pichu? Ti è venuta fame?- chiese Willy guardandolo. -A dire il vero anch’io è da prima che ho un languorino…-
-Pichu pichu!-
-Eh? Non centra nulla la fame?-
-Penso abbia trovato un passaggio.- intervenne Alessandra prima Pichu diventasse rosso dalla rabbia.
-Dici che se giriamo di là forse possiamo entrare dal lato? Sai che anch’io stavo pensando esattamente la stessa cosa? Chi ha tempo non aspetti tempo! Proviamo subito!- esclamò l’uomo soddisfatto, superando i due attraverso il fogliame.
Scuotendo la testa con un piccolo sorriso Alessandra si avvicinò a Pichu, accarezzandogli la testa.
-Ottimo lavoro Pichu.- disse lodando il suo impegno, facendogli tornare un po’ il buonumore.
-Pichu!-
-Menomale che sto cominciando a capirti, altrimenti saremmo rimasti a parlare di panini e merenda per chissà quanto ahaha.-
-Pichu pichu…-
-Va bene va bene, forza seguiamolo, prima si perda da qualche parte.-
   
 
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