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Autore: Allen Glassred    06/07/2021    0 recensioni
Christine è una giovane serva, Viktor è un nobile. Il loro primo incontro/scontro avviene per puro caso, dopo che il cocchiere di lui investe accidentalmente la ragazza con la carrozza. In entrambi scatterà qualcosa, ma a differenza di Viktor, Christine non accetterà da subito i sentimenti che prova, e proverà con tutti i costi ad opporvisi, ricordandosi delle origini di entrambi. Una volta che entrambi avranno accettato i loro sentimenti, si presenteranno parecchi ostacoli sul loro cammino: il fratello minore di Viktor torna in città, e non pare intenzionato a permettere questa unione tra nobili e servi. La minaccia di una maledizione antica incombe sulla famiglia Meekhiv, e Christine ritroverà un suo familiare proprio dove meno se lo aspetta. Cosa accadrà? Di che terribile maledizione si tratta? Riusciranno Viktor e Christine a vivere il loro amore alla luce del sole? Spero che la storia vi piacerà! Baci e buona lettura
Genere: Fantasy, Sovrannaturale, Suspence | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Incest, Violenza
Capitoli:
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Non sono trascorse che due sole settimane dalla nascita di Adrian. Alice è partita per un viaggio di cui in pochi conoscono la destinazione, e quelle persone sono solamente Christine e Dimitri: la giovane dama si è accertata che la sua amica non avesse bisogno di lei e che fosse in buone mani, ed il capo degli Opekun glielo ha garantito. Cos' la bionda è potuta partire tranquilla. Invece la situazione a palazzo Meekhiv non è esattamente delle migliori: Viktor ha in fine accettato di crescere il piccolo come fosse realmente figlio suo, facendolo anche conoscere alla sua Natasha. La piccola pare aver preso molto bene l'arrivo del fratellino, e già si vorrebbe comportare come una brava sorella maggiore. Ma la cosa che più preoccupa il giovane conte è Lukas: è certo che stia tramando qualcosa ai suoi danni, non si è ancora arreso al fatto di non avere voce in capitolo, non accetterà mai di rinunciare ai suoi ipotetici diritti su Adrian, anche se il bambino è un Meekhiv a tutti gli effetti ora. Quel giorno il piccolo sta riposando nella sua culla, solo: Felitsiya, alla quale era stato affidato temporaneamente, si è allontanata un istante per badare a Natasha, sfuggita al suo controllo. per puro caso, dal salone in cui il neonato riposa passa anche Lukas, che ovviamente si accorge subito dell'assenza della sorveglianza, o come ama definire lui le domestiche, dei " cani da guardia " preposti ad evitare che si avvicini al suo legittimo figlio. Senza curarsi troppo del fatto che qualcuno potrebbe entrare entra a sua volta in salone, arrivando ad un passo dalla culla: Adrian sta dormendo sereno, ignaro di ciò che accade intorno a lui. Il giovane dai capelli corvini fa un ghigno poco rassicurante, per poi mettere una mano sulla fronte del figlio. " Lo sento: sento in te il potere dei Petrov, mio piccolo Adrian. Sento che int e scorre il potere del Corvo, e presto o tardi farò il modo che tu lo risvegli ". Sussurra, mentre il piccolo apre i suoi bellissimi occhi celesti, ereditati proprio da lui dopo tutto. Il bimbo avverte una presenza a lui sgradita, come se si sentisse minacciato. Di li a poco scoppia in lacrime, mentre Lukas sbuffa, per poi prenderlo in braccio. " No, sta buono. C'è tuo padre qui con te, non ti succederà niente ". Sussurra, mentre il piccolo non pare quietarsi: avverte il potere oscuro del Corvo, e gli da parecchio fastidio a quanto sembra. Pare quasi che abbia risvegliato solo la parte positiva del potere dei Petrov, che non ci sia in lui traccia del potere del Corvo. Alterato dal pianto del neonato Lukas lo fissa gelidamente, per poi usare il suo potere su di lui. " Vuoi stare zitto, sciocco? Nemmeno sai riconoscere il tuo vero padre? Dovrò fare un grande lavoro con te, temo che tu abbia ereditato molti lati del carattere di tua madre ". Sibila, mentre una piuma bianca lo ferisce improvvisamente di striscio, facendolo smettere di esercitare quel potere oscuro. Qualcuno entra nella stanza, per poi prendere finalmente parola.

" Ti do un solo secondo per mettere giù mio figlio ". Sibila, abbastanza alterato. Lukas riconosce il proprietario della voce, e si volta con in braccio il bebè.

" Tuo figlio? Piuttosto vorrai dire mio figlio, eh? ". Chiede. L'altra persona, che si rivela essere Viktor, non pare accettare quella risposta, e lancia una seconda piuma, che coglie di sorpresa l'avversario. Senza ulteriori discorsi afferra il bambino, stringendolo a sè per calmarlo. Non appena si ritrova tra le sue braccia, il piccolo Adrian si calma immediatamente, stringendo dolcemente la sua giacca con le manine in cerca di protezione. Ed a quella vista, anche a Viktor Meekhiv sfugge un sorriso, riflettendo un istante: ha preso la decisione giusta in fine, tenendo con sè il piccolo e crescendolo al fianco della sorella e della madre, com'è giusto che fosse. ma la scena non pare invece piacere a Lukas, che da un forte pugno al tavolo che gli sta affianco, nervoso. " Cos'è, adesso vuoi anche portarmi via il figlio? ". Chiede, mentre Viktor non pare perdere la calma. Si gira dandogli le spalle, ignorandolo per un istante. Poi decide di rispondergli a tono.

" Credi forse che averlo generato ti renda suo padre? No, ti sbagli di grosso: un figlio si concepisce con amore, non stuprando la propria sorella. Se non ti ho ancora sbattuto fuori a calci è solamente per non trascinare mia moglie nello scandalo, e per non macchiare per sempre il nome di questo povero piccolo che ha la sola colpa di essere venuto al mondo in una circostanza simile. E' vero, inizialmente stavi per farcela: non lo volevo con me. Ma in seguito ho cambiato idea, e non me ne pento. Quindi ascoltami bene... ". E si volta verso colui che a conti fatti è suo cognato, che lo guarda con astio trattenendo a fatica i suoi poteri: no, non può rivelare ora che lui è il Corvo, rovinerebbe ogni cosa. " Stai lontano da Christine e da Adrian, non è tuo figlio e mai lo sarà. Hai già fatto troppo male, non ti permetterò di farne altro ". Si affrontano con lo sguardo per qualche istante, mentre Lukas fa un ghigno dei suoi, recuperando la sua solita strafottenza.

" Credimi, arriverà il momento in cui pagherai care queste tue parole, e quel giorno io sarò li ad assistere allo spettacolo ". Minaccia velatamente, ma stavolta è Viktor a controbattere con un ghigno di scherno.

" Finalmente ti mostri per il serpente a sonagli che sei, eh? Ma non temere, so bene come difendermi da certi tipi di animali, e so come neutralizzare i loro attacchi ". Il paragone è evidente: gli sta dicendo che se mai oserà attaccarlo, saprà come rispondere.

" Un serpente? Ma come, non erano i corvi gli animali che tanto detestavi? ". Chiede in fine Lukas, ridendo per poi andare alla porta. " Do svidanja, caro fratellino ". Conclude la frase con sarcasmo, per poi uscire. Viktor rimane solo, cullando il piccolo per non farlo svegliare, e con un dubbio che comincia lentamente a ronzargli in testa: che suo zio non fosse il solo da temere? Che sia più vicino al Corvo di quanto non crede?

San Pietroburgo, stessa notte.

Boris pare inquieto, stranamente non riesce a prendere sonno. Strano, eppure solitamente non vede l'ora di dormire: in quel modo non dovrà più spiegazioni sul suo perenne stato di depressione, non dovrà più sentire quel peso che ormai lo opprime da così tanti anni. Chissà, forse è la solitudine a renderlo così agitato: infatti sua moglie e sua figlia sono in viaggio, in visita ai genitori della Contessa. Lui invece ha preferito restare solo con i suoi pensieri e la sua malinconia, e se deve essere sincero la lontananza dalla moglie gli fa bene: in quel periodo è diventata stranamente sospettosa, pur non avendone ragione. Forse se staranno per qualche giorno divisi, in fine si calmerà. Il minore dei fratelli Meekhiv sbuffa innervosito, per poi prendere dalla tasca una cosa che non ha mai buttato: le ciocche dei capelli di Alice. L'unica cosa che ancora lo tiene legato alla sua amata, se cì riflette. Anche se ripensando a come le ha avute, si da mentalmente dello stupido: ah, se solo avesse ammesso prima ciò che provava. Poi riflette: e anche se lo avesse fatto? Cosa sarebbe cambiato, se anche avesse ammesso i suoi sentimenti? Assolutamente nulla. Deve restare al fianco di sua moglie e sua figlia, quello è il suo posto. Eppure riflette: non potrà andare da Alice, ma per una volta potrebbe fare una pazzia? Potrebbe partire e tornare a Mosca, solo per ritornare nel posto in cui lui ed Alice si diedero il primo bacio, ovvero il rifugio in cui da piccolo si nascondeva assieme al fratello? Si, certo che potrebbe: nessuno obietterebbe se decidesse di ritornare li, con la semplice scusa che ne sente nostalgia. Poi riflette: ma è forse uscito di senno? Farsi tutte quelle ore di viaggio per che cosa? Per poi stare peggio? Si, li i ricordi lo assalirebbero senza dubbio, e finirebbe in fine con lo stare peggio di come sta ora. Scuote il capo nuovamente, per poi fare per girarsi ed andarsene nella sua stanza. Ma l'entrata in salone di un suo domestico lo trattiene. " Signore... ". Sussurra, attendendo il permesso di parlare. Boris lo osserva un istante, abbatsanza sorpreso.

" Ma che succede? Perchè mi disturbi a quest'ora della notte? ". Chiede, mentre l'altro risponde alla domanda.

" Avete una visita, signore ". Sussurra, mentre la risposta sembra alterare di più il fratello di Viktor.

" E questa sarebbe l'ora indicata? Chiunque sia, caccialo via e digli di tornare domani ". Stringe quei capelli tra le mani, per poi rimetterli in tasca nervoso. Ma qualcuno con il viso celato da un cappuccio fa la sua comparsa dietro al servitore.

" Non avete tempo nemmeno per me, signor Conte? ". Chiede. E' una voce femminile, una che lui è sicuro di riconoscere. Rimane qualche secondo interdetto dalla sorpresa, per poi fare un cenno al servitore di andarsene via, cosa che questi fa nel giro di poco. La misteriosa donna e Boris rimangono soli, e lui le si avvicina, Mette una mano sul suo viso, come a volersi assicurare che non sia un sogno.

" Sei davevro tu...? ". Chiede, quasi temendo la risposta. La donna fa cenno di si, e lui non ci pensa su due volte: le afferra il viso con entrambe le mani, per poi baciarla e facendole cadere il cappuccio, rivelando la sua bellissima chioma bionda. Lei non ci pensa troppo su, e ricambia il bacio per poi staccarsi per riprendere fiato. " Dimmi che non sto sognando... ". Mormora solamente lui, rimanendo ad un millimetro dalle sue labbra e posando la fronte su quella di lei, che a sua volta gli accarezza il viso.

" La dama di compagnia di Alexandria e Felitsiya sono amiche: quando le ha scritto che lei e la sua signora sarebbero partite insieme alla contessina, non ci ho pensato neanche un minuto e sono venuta qui ". Racconta, mentre lui non riesce a resistere e le da un altro bacio.

" La mia Alice ". Sussurra solamente, una volta staccatosi da quel bacio. Lei annuisce, rivelandosi essere proprio lei: Alice. Non appena ha saputo della partenza di Alexandria e della figlia, non ha esitato un istante a partire per San Pietroburgo e raggiungere il suo amato. " Sei pazza, lo sai? E se ti fosse successo qualcosa durante il viaggio? ". Chiede poi il bruno, ma lei scuote il capo.

" Non ce l'avrei più fatta a stare lontana da te, avrei affrontato anche il diavolo se fosse servito a raggiungerti. Non ti ho scritto perchè temevo che la lettera potesse essere intercettata ". Spiega, mentre lui non la lascia andare e la stringe a sè, come avesse paura che sia solo un bellissimo sogno.

" Non mi lasciare ". Le chiede solamente, quasi fosse una supplica. La bionda si stringe a lui, per poi annuire.

" Non vorrei mai lasciarti, ma tua moglie non dovrà mai sapere che sono stata qui ". Risponde, mentre Boris la guarda. Alice ricambia lo sguardo senza dire altro: anche un solo momento insieme a lui sarebbe valso tutte le ore di viaggio che ha fatto.

" Resta con me stanotte. Dimentica tutto il resto, dimentichiamo i nostri ruoli e mia moglie, per una volta nella vita voglio solamente sentirmi felice, sentire il vero amore. Sentirmi vivo dopo quasi cinque anni in cui mi sono sentito morire dentro senza di te ". Commenta lui, mentre Alice arrossisce: beh, una notte non cambierà poi di molto le cose, e Boris ha ragione: per una volta, al diavolo tutto quanto: ci sono solo loro due, ed il loro tormentato amore.

" Va bene, resterò con te questa notte. Non voglio pensare a domani, non in questo momento ". Fa la bionda, mentre lui annuisce, tenendola stretta a sè: certo, non sarà che per un'effimera notte, ma ne è certo: sarà la più felice di tutta la sua vita, accanto alla sua Alice.

" Allora non ci pensiamo ". Conclude il discorso lui, prendendola per mano e facendole cenno di seguirlo. A quanto pare, anche per Boris ed Alice ed il loro tormentato amore non è stata scritta la parola fine.


Salve amici miei! Ecco il capitolo 40, finalmente! * l'autrice si commuove perchè è già a 40 capitoli della storia *. Bene, che ve ne pare? Viktor e Lukas hanno avuto un acceso confronto, mentre il piccolo Adrian pare riconoscere il maggiore dei fratelli Meekhiv come suo padre. Ma che reazione avrà il gemello di Christine? Nel frattempo abbiamo assistito anche ad un nuovo inaspettato incontro tra Boris ed Alice, che per una volta vogliono solo vivere il loro amore. Cosa accadrà ins eguito? Alexandria lo scoprirà? Aspetto pareri e recensioni, intanto vado a scrivere il capitolo 41! Baci
   
 
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