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Autore: _Tiki_    06/10/2021    0 recensioni
Raccolta partecipante al Writober2021 indetto da Fanwriter. Le storie saranno a rating variabile e le informazioni saranno tutte a inizio capitolo.
[GerIta]
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_Dispetto: "Feliciano era davvero pessimo a mentire..."
_Sogno: "L’italiano si agitava sempre di più..."
_Paura - "Aveva paura di non riuscirsi"
Genere: Generale, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Shonen-ai, Yaoi | Personaggi: Germania/Ludwig, Nord Italia/Feliciano Vargas
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Storia partecipante al #writober2021 indetto da Fanwriter.it
Prompt 6° giorno: Sogno
Rating: Giallo/Arancione
Titolo: Dream a Little Dream of Me
Parole: 550




Ludwig stava comodamente leggendo un capitolo del libro che aveva comprato pochi giorni prima, accompagnato dalla fievole luce dell’abat-jour della camera da letto. La schiena appoggiata allo schienale, gli occhiali inforcati sul ponte del naso, l’espressione seria, mentre scorreva le parole scure sulle pagine. Accanto a lui Feliciano dormiva tranquillamente, il respiro ritmico, le braccia intorno al suo busto, il volto angelico e pacifico riposava sul suo fianco. A volte il biondo lo sentiva anche biascicare qualche parola sconnessa, ma niente di particolarmente nuovo…
Solitamente si calmava una volta che anche il tedesco si coricava, circondando il suo corpo esile con le sue braccia possenti, e traendolo a sé. Ludwig conosceva il patologico bisogno di affetto dell’italiano; ormai c’era abituato. Quindi non si preoccupò più di tanto quando il castano iniziò a mugugnare parole sconnesse sempre più frequentemente, limitandosi a fargli qualche carezza tra i capelli per tranquillizzarlo. Sorrise anche teneramente quando sentì chiaramente dei piccoli e continui “Doitsu”, il soprannome che gli aveva affibbiato Feliciano e con cui lo chiamava praticamente sempre.
 
Eppure minuto dopo minuto il tedesco iniziò ad accrescere una leggera preoccupazione. L’italiano si agitava sempre di più, strusciando il volto tra la sua maglia, stringendo i pugni confusamente, il respiro fatto più pesante. Il biondo si allarmò, impaurito che il compagno stesse avendo una sorta incubo, non desiderando di vedere il volto angelico dell’italiano contratto dalla paura o con qualche lacrima increspata tra le ciglia.  Così fece per scuotere il castano per una spalla, tentando di svegliarlo e, magari, tranquillizzarlo. Posò velocemente il libro sul comodino, voltandosi leggermente verso il ragazzo. Tuttavia non lo aveva neanche sfiorato che Feliciano mormorò un’altra, interessante, parola.
 
-Lud…- il castano si mosse ancora, cercando una vicinanza maggiore con il compagno, portandogli involontariamente una gamba sopra il busto, abbracciandolo come fosse un koala. Il biondo si immobilizzò, avvampando nel sentirsi chiamare con quel vezzeggiativo; in particolar modo quando Feliciano non smise di ripeterlo, appiccicandosi sempre di più a lui. Ludwig divenne man mano più rosso in viso, nella consapevolezza che il proprio ragazzo utilizzasse il nomignolo solo quando facevano l’amore. E al pensiero che il castano, in quel momento, stesse facendo un sogno erotico su di lui, il tedesco si sentì bruciare dall’imbarazzo. E, forse, perché quei dolci mugugni stavano risvegliando anche in lui un certo desiderio…
 
Il corpo dell’italiano scottava a contatto con il suo, la gamba nuda si stava strusciando contro la sua virilità, creando un frizione davvero difficoltosa da sopportare. Ludwig si tese tutto, cercando di restare fermo e non contribuire a peggiorare la situazione, non sapendo davvero cos’altro fare. Gli dispiaceva svegliare Feliciano… anche perché non avrebbe saputo che dirgli come possibile spiegazione.
 
Ma non c’era verso di farlo smettere, anzi… Ad un certo punto, Feliciano si mise a fare dei veri e propri piccoli gemiti, invocando ancora il nome del proprio compagno, il sudore che gli rendeva la pelle lucida, le dita che si strinsero intorno alla canotta monocolore del biondo, la sua erezione a premergli contro la coscia.
Ludwig non seppe quanto tempo passò prima che il sogno del castano finisse e, finalmente, questo sì calmasse. Tuttavia invece di tornare a dormire pacificamente come poco prima, socchiuse leggermente gli occhi, puntandoli nella sua direzione.
 
-Doitsu…- sussurrò, la voce impastata dal sonno -Perché sei tutto rosso?-
 


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La canzone del titolo è "Dream a Little Dream of Me" dei " The Mamas & The Papas"

Alla prossima,


_Tiki_
   
 
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