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Autore: AlbAM    10/10/2021    7 recensioni
Alba e Azaele finalmente si sono ritrovati e la loro storia sembra filare a gonfie vele. Ma la vita non è mai semplice e i problemi sono sempre dietro l'angolo, soprattutto se il protagonista è un diavolo innamorato e talmente sbadato da rischiare di provocare una nuova "Grande Guerra" tra Inferno e Paradiso. Ma che diavolo avrà combinato stavolta Azaele?
La scombinata banda di Demoni e Angeli di Un diavolo a Roma è tornata più in forma e incasinata che mai!
Genere: Azione, Commedia, Dark | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo II


OPS!


Azaele russava come un ghiro dormendo scomposto sul letto in disordine. Michele lo osservò qualche istante con affetto, poi portò alle labbra la sua antica tromba di giovane cherubino, recuperata dagli scatolini del trasloco a casa di Arianna, sogghignò divertito e soffiò talmente forte che le sirene delle navi attraccate a Civitavecchia si sentirono in dovere di rispondere in coro.

"Aaaargh! Non è stata colpa mia lo giuro. Ahia!" urlò Azaele facendo un balzo talmente alto da sbattere contro il soffitto, precipitare di nuovo sul letto, rimbalzare sul materasso e cadere rovinosamente sul pavimento ai piedi di Michele che si piegò in due dalle risate.

Azaele si sedette sul pavimento massaggiandosi la nuca dolorante e lo squadrò irritato "Siamo spiritosi stamattina, eh?"

"Che ci posso fare se hai il sonno più pesante di un orso polare in letargo!" rispose Michele tra una risata e l'altra.

Gli orsi polari non vanno in letargo!” precisò Azaele immusonito.

"Ah, no? Bè, comunque la colazione è pronta e ti avevo già chiamato tre volte inutilmente!"

Azaele sbuffò.

"Dai, che ti ho fatto il cappuccino con la schiuma" lo esortò l'angelo.

Ad Azaele brillarono gli occhi. "Ci hai messo anche la polvere di cacao?"

Michele sorrise. "Ovvio!"


Azaele si stava gustando il cappuccino e il quarto croissant caldo al cioccolato, quando Michele si fece improvvisamente serio. "Non avresti dovuto farlo, sai?"

Azaele si bloccò con il croissant in mano e rispose un po' imbarazzato "Ma... mi era sembrato che tu non lo volessi!"

L'angelo sorrise "Non mi riferivo al croissant, scemo!"

Il demone lo osservò perplesso.

Michele continuò "Scegliere l'Inferno, Aza. Per salvare la mia vita hai rovinato per sempre la tua! Non dovevi farlo!"

Ad Azaele cadde il croissant di mano. "Chi te lo ha detto?" domandò.

"L'ho saputo e basta. Perché hai fatto una cosa tanto stupida?"

Azaele abbassò lo sguardo "Non è stato affatto stupido salvare chi mi ha fatto da padre e da fratello maggiore al posto di chi mi ha abbandonato senza alcuno scrupolo!" rispose rabbiosamente Azaele.

"Tu eri tutta la mia famiglia Michele, non me ne fregava niente di perdere il Paradiso per salvarti. A che mi sarebbe servito vivere lassù senza la tua amicizia, il tuo sostegno e i tuoi scherzi da deficiente? E poi di sicuro prima o poi avrei finito per combinare una qualche cazzata tale da farmi sbattere giù lo stesso!" concluse riprendendo il croissant e addentandolo con soddisfazione.

"Davvero pensi a me come alla tua famiglia?" domandò Michele commosso.

"Lo sai benissimo! Ma se stamattina hai bisogno di conferme, sappi che per me sei il mio integerrimo fino alla nausea, onesto da far schifo e puro di cuore da provocare il latte alle ginocchia, fratello maggiore! Sei il mio punto di riferimento costante e ti voglio davvero un gran bene. A parte questo continuo a preferire fare sesso con Alba, quindi non farti strane idee, non è una dichiarazione d'amore!" concluse strizzandogli l'occhio e ficcandosi in bocca quanto rimaneva del croissant.

Michele rise "Anche perché a questo punto sarebbe un amore incestuoso! E in ogni modo sei troppo basso per i miei gusti!"

"Yliel era ben più bassa di me prima di diventare un Arcangelo e Aleniel ha più tette che centimetri!" commentò Azaele fingendosi offeso.

Michele gli rivolse uno sguardo malizioso "Adoro le donne piccoline… ma gli uomini mi piacciono alti".

"E con i capelli rossi" aggiunse Azaele

L'angelo ridacchiò "Esatto!".

"Sai, non pensavo che avessi un debole per Razel, però devo ammettere che sarà anche buzzurro, ma con quel petto ampio e peloso è parecchio maschio!" sghignazzò Azaele alzandosi di scatto e scappando dalla cucina.

"Cosa? Ritira quello che hai detto se non vuoi che ti ammazzi, stupido demonietto!" esclamò Michele inseguendolo.

Azaele fece appena in tempo a nascondersi in bagno.

"Ringrazia che sei partito prima! E poi muoviti, o finirai per arrivare in ritardo dalle tue anime, cretino!" gli gridò l'angelo da dietro la porta.

"Ci vediamo a pranzo, idiota?" propose dal bagno Azaele.

"Va bene, deficiente!" rispose Michele sorridendo.


#


La sveglia sul comodino si accese mentre il giornalista leggeva gli articoli di fondo dei quotidiani. Aurora aprì gli occhi, sospirò e si fece coraggio. Era ora di prepararsi e andare a lavoro. I suoi alunni la attendevano per la presentazione dell'ultimo dei murales che decoravano la scuola e non poteva certo deluderli. Sì girò verso il suo compagno, un coetaneo alto ed elegante che dormiva beato.

Sorrise, spense la radio per evitare di disturbarlo, raccolse silenziosamente i vestiti da indossare e si avviò in bagno in punta di piedi. Come tutti i giorni, negli ultimi due mesi, non riuscì ad evitare di osservarsi allo specchio.

Era successo di nuovo! Era sparita un'altra ruga dal suo volto, la fronte era decisamente più distesa e la pelle più elastica!

Sospirò e si infilò nella doccia.

Quando uscì dal bagno sentì immediatamente il profumo del caffè.

Si affacciò sulla cucina e il suo compagno la accolse con un sorriso. "Ben svegliata! Ho fatto il caffè!"

Aurora si appoggiò allo stipite della porta e annunciò "Safet, mi è sparita un'altra ruga! Di questo passo dovrò cambiare identità, sei sicuro che non ci sia modo di evitare questo imbarazzante ringiovanimento fisico?"

Il demone ridacchiò "Temo di no, a meno di non rinunciare ai nostri rapporti… intimi!"

"Per carità, non tromb… ehem, avevo rapporti così soddisfacenti da più di vent'anni! Però si può sapere perché io ringiovanisco un po' ogni volta e tu sei sempre uguale?" domandò la professoressa prendendo la sua tazza e soffiandoci dentro per raffreddare il caffè.

"Normali controindicazioni dell'avere rapporti con un demone affascinante ed elegante!" scherzò Safet sorseggiando il caffè bollente.

Aurora lo osservò ammirata, non riusciva ad abituarsi all'idea che Safet fosse insensibile al calore.

"E poi a dire la verità questo non è il mio vero aspetto! Lo uso solo per darmi un tono più autorevole verso i miei ex studenti e quegli imbecilli degli Arcidiavoli"

"Seriamente?" domandò lei stupita.

Safet rise e di fronte ai suoi occhi mutò in uomo apparentemente sulla quarantina, dai capelli biondo ramati.

"In realtà sono coetaneo del padre di Azaele, siamo entrambi notevolmente anziani ma essendo arcangeli, o almeno lui lo è ancora e io lo sono stato, questo che vedi è il massimo di anzianità che raggiunge naturalmente il nostro fisico!" spiegò lui di fronte ad una allibita Aurora che commentò "Somigli molto di più a Sael!"

"Questo è l'altro dei motivi per cui ho invecchiato il mio aspetto, non volevo che Sael si rendesse conto di essere mio figlio. Era anche lui un mio allievo e temevo di farlo soffrire ancora più di quanto io e Elendiel non avessimo già fatto abbandonandolo nelle mani di quell'inetto del suo tutore. Che poi alla fine lo ha scoperto lo stesso, sempre grazie all'inetto di cui sopra che per una volta temo di dover ringraziare. È bello non dover più mentire a mio figlio!"

"Elendiel era la tua compagna?"

"Si, ma abbandonare Sael ha rovinato il nostro rapporto. Che si sarebbe rovinato comunque visto che agli Arcangeli non è bastato abbandonare i figli, hanno anche deciso di scegliere la castità! Altra cosa alla quale ero totalmente contrario" spiegò Safet scuotendo la testa.

"Davvero?" domandò Aurora colpita.

"Già! É uno dei pochi motivi per cui preferisco essere un demone. Sarò egoista, ma sono felice di potermi innamorare di nuovo!" rispose lui avvicinandosi e baciandole delicatamente i capelli.

"Sei sicuro che i miei cambiamenti non siano dovuti al fatto che mi vorresti più giovane, visto che in realtà sembri un quarantenne?" domandò dubbiosa Aurora.

Safet le rivolse uno sguardo costernato. "Che Sciocchezza. Posso avere qualsiasi donna io desideri anche giovanissima, mi basta volerlo e sarà mia. Se sto con te è perché mi piaci tu!"

Aurora rifletté qualche istante. "Che cosa provi realmente per me, Safet? Cioè, tu non sei umano e oltretutto sei un demone infernale, per quanto la tua sia stata una scelta dettata dal fatto che volevi stare vicino ai tuoi studenti. Come mai non ti mostri né crudele né mostruoso come nell'Esorcista1 o Nel Signore del male2. Voglio dire, secondo qualsiasi religione umana, tu sei uno degli Alfieri del male. È per caso un modo più moderno e politicamente corretto di fare il vostro lavoro?"

"A quale domanda devo rispondere, per prima?"

"Cosa provi per me e davvero non non stai cercando di ringiovanirmi volontariamente?"

"Sono due domande!" scherzò Safet.

"Non stiamo a sottilizzare troppo!" rispose Aurora.

Safet sorrise un po' malinconico.

"Perché pensi che il mio modo di amare sia diverso dal tuo? Il Padre ha creato gli angeli con lo stesso atto d'amore con cui poi ha creato voi. L'amore è un sentimento che conosciamo entrambi grazie a Lui. Ti amo esattamente come mi ami tu, o almeno spero che tu mi ami altrettanto intensamente"

Aurora si emozionò, era da tanto tempo che non si sentiva rivolgere parole d'amore così belle.

"Per quanto riguarda la seconda domanda... no, non sto cercando di ringiovanirti. Sono una creatura immortale che può scegliere di avere molti aspetti e ho volontariamente scelto di sembrare un tuo coetaneo molti millenni prima che tu nascessi per la prima volta, quindi perché dovrei avere problemi con le tue rughe? Piuttosto, sei sicura di non essere tu a desiderare di essere di nuovo giovane?"

La professoressa sospirò "Intendi dire che è solo una questione di libero arbitrio? Che in fondo sono io che sto scegliendo di ringiovanire grazie a te, anche se non ne sono del tutto consapevole?"

Safet sorrise "Esattamente!"

"E per quanto riguarda le altre domande?"

Il demone finì il caffè, lavò la sua tazza e la ripose nello scolapiatti.

"È un discorso un po' più lungo, ma ora non abbiamo molto tempo perché devi andare dai tuoi alunni quindi cercherò di spiegarmi brevemente" disse voltandosi e incrociando le braccia.

"Un tempo, prima della vostra creazione, grazie al libero arbitrio gli angeli avevano la facoltà di scegliere tra opzioni diverse. Tra queste il male non era contemplato perché non esisteva ancora.

Safet si interruppe, sospirò e continuo il racconto.

"Siamo stati proprio noi Angeli ribelli a creare il male a causa della nostra rivolta dettata dalla gelosia di figli primogeniti verso voi secondogeniti. É colpa nostra se avete conosciuto il male ed è per questo che siamo stati condannati a trasformarci in demoni e punire chi di voi lo sceglie consapevolmente”

"Ma questa è la legge del contrappasso!" esclamò Aurora stupefatta.

"Esatto. Ed è anche il motivo per cui nessuno di noi potrà mai essere riammesso in Paradiso, tranne forse Azaele che ha scelto l'Inferno per amore"

"Anche tu hai scelto di rinunciare al Paradiso per amore dei tuoi studenti!" considerò Aurora.

Il demone sospirò. "È vero, però Michele non era un angelo ribelle quindi c'è una differenza sostanziale tra la mia scelta e quella di Azaele. Lui ha, per così dire, scelto il male per salvare il bene. Io invece scegliendo di aiutare i miei ex studenti mi sono schierato con chi aveva creato il male e anche se mi è stato concesso di mantenere le mie ali angeliche, ho perso il Paradiso e il mio nome di Arcangelo. Per sempre. Ma non importa, è più importante stare vicino a mio figlio e a tanti sciocchi come lui!"

Aurora poggiò la tazza di caffè ormai vuota, si avvicinò a Safet e lo abbracciò. Il demone la strinse a sé. Restarono un po' così, in silenzio, fino a che la professoressa non dovette sciogliersi dall'abbraccio e uscire per raggiungere i suoi studenti.


#


Era circa l'una e Azaele, seduto sulle mura del Foro Traiano, attendeva Michele con lo sguardo fisso sullo schermo di uno smartphone, il regalo di Alba per il loro primo mesiversario. Troppo preso dalla visione dell'ultima stagione di Lucifer, non si accorse dell'arrivo dell'amico.

"Hey, cosa guardi con tanto interesse?" domandò l'angelo incuriosito sedendosi accanto a lui.

"Lucifer!" bofonchiò il demone.

"Che?"

"Lucifer… Chloe…" rispose distrattamente Azaele continuando a seguire la puntata.

"Ah, la serie!" disse Michele sedendosi accanto all'amico e allungando il collo verso il piccolo schermo.

"Quella ragazzina chi è?" domandò incuriosito.

Azaele abbandonò per un attimo lo schermo dello smartphone per rispondere all'amico, cogliendo così un movimento d'ali tra le nubi.

"Merda, un Arcangelo!" esclamò mettendosi in tasca lo smartphone e aprendo le ali.

"Bé, e che c'è da agitarsi se la ragazzina è un Arcangelo? A parte che è troppo bassa!" commentò Michele dubbioso.

Azaele lo guardò stranito "Ma non nella serie, lassù!" rispose indicando il cielo di Roma e volando via.

"Aza aspettami, io non vedo nulla!" lo chiamò Michele.

Ma Azaele era già sparito.

"Odio quando si smaterializza!" sbuffò l'angelo concentrandosi per individuare l'aura dell'amico.


Azaele si materializzò sul tetto di un palazzo, a qualche isolato dal Foro Traiano. Si guardò intorno e non vedendo nessuno tirò un sospiro di sollievo. Non che avesse fatto nulla di male o di sbagliato, almeno fino a quel momento, ma per i demoni era sempre meglio evitare incontri ravvicinati con gli Arcangeli.

Immediatamente dopo lo raggiunse Michele. "Si può sapere che ti ha preso? Dove l'hai visto l'Arcangelo e comunque perché mai avrebbe dovuto avercela con te?"

"Ti assicuro che era proprio sopra di noi e stava puntando dritto verso di me!"

"Ma dai, ci sono mille motivi per cui un Arcangelo potrebbe sorvolare Roma, figurati se…"

Non fece in tempo a finire la frase che Gabriel atterrò sullo stesso tetto a pochi metri da loro.

Azaele fece un balzo e si nascose dietro Michele.

Gabriel sorrise divertito e mosse qualche passo verso l'angelo dimenticandosi di chiudere le ampie ali dai riflessi dorati, con il risultato di sradicare alcuni comignoli che rotolarono giù per le tegole.

"Ops! Fermi lì! Anzi, tornate al vostro posto!" ordinò l'Arcangelo alzando l'indice e il medio della mano destra. I camini tornarono immediatamente al loro posto.

Michele non riuscì a trattenere una risatina, Gabriel fece finta di non notarlo e lo salutò gentilmente. "Ciao Michele! Immagino che il demone che si è appena nascosto dietro di te sia Azaele!"

Azaele si fece più piccolo che poté per cercare di restare completamente nascosto dietro la schiena dall'amico che rispose imbarazzato. "Buongiorno Gabriel. Si è lui, ma ti giuro che è solo un po' spaventato per il tuo arrivo improvviso, non ha fatto niente di male per comportarsi così!"

Azaele sentendo il nome del famoso Arcangelo non resistette alla curiosità di dargli un'occhiatina, si sporse leggermente e commentò stupito.

"Davvero quello è Gabriel? Lo facevo più alto!"

Michele alzò gli occhi al cielo, Gabriel invece con un rapido gesto afferrò Azaele per il bavero e lo sollevò da terra commentando divertito "Ha parlato il ranocchietto alto un metro e un cazzo!"

"La… lasciami!" si lamentò Azaele cercando di liberarsi dalla stretta del padre che scrollandolo leggermente replicò "Prima chiedi scusa. E vedi di farlo mostrando rispetto, demonietto impertinente!"

"Chiedo scusa, Signore!" biascicò Azaele, pensando che Arcangeli o demoni che fossero, avevano tutti la spiacevole abitudine di approfittare della loro forza e altezza per sollevarlo in aria e costringerlo ad obbedire.

"Così va meglio!" approvò Gabriel riportandolo a terra senza però lasciarlo andare.

Michele tentò di intervenire, ma Gabriel scosse la testa. "Per favore ci lasci soli?"

Azaele impallidì e Michele cercò di replicare "Gabriel, davvero, non ha fatto nulla di male!"

L'arcangelo alzò un sopracciglio "Ragazzo, pensi davvero che, proprio io, voglia fare del male al ranocchietto?"

"No, certo che no, Signore!" rispose imbarazzato Michele.

"Allora vai! È un ordine!"

"Sissignore!"

"Michele!" piagnucolò Azaele trattenendolo per l'impermeabile. Ma l'angelo aveva ricevuto un ordine da un superiore e non poteva rifiutarsi di obbedire.

"Sta tranquillo, Aza. Ci vediamo tra poco al Mac Donald's di Piazza di Spagna. Ok?"

"Ok!" rispose il demone rassegnato.

Michele scambiò un ultimo sguardo con Gabriel e volò via.

L'arcangelo osservò il figlio che lo guardava preoccupato e fu preso dal desiderio di abbracciarlo e rassicurarlo. Ma non gli sembrava il momento adatto, avrebbe rischiato di essere frainteso.

Lasciò il bavero del giaccone da marinaio di Azaele e gli parlò con gentilezza "Non hai sentito quello che ho detto a Michele? Non ho alcuna intenzione di farti del male!"

"Non è che una punizione debba necessariamente provocare dolore fisico, Signore!" rispose Azaele.

Gabriel si stupì di quella risposta malinconica e decise di rassicurarlo del tutto. "Azaele non sono qui per punirti, né fisicamente né psicologicamente, ok? Voglio solo parlarti da uomo a uomo. Per così dire!".

Azaele lo scrutò perplesso.

"Ho saputo che hai ritrovato la tua ragazza...”

Azaele cominciò ad agitarsi “Stai tranquillo non sono qui per obbligarti a lasciarla! Voglio solo…" Gabriel si interruppe imbarazzato "Voglio solo sapere se state attenti! Mi capisci?"

"Uh, veramente no. Signore!"

L'arcangelo si passò la mano sui riccioli neri, sempre più imbarazzato. "Intendo… quando voi due… quando siete… insomma hai capito, no? Ecco… usate precauzioni?"

Azaele spalancò gli occhi, domandandosi se aveva sentito bene.

Gabriel, rosso per l'imbarazzo, cercò di spiegarsi meglio "Non fraintendere, non è che voglia intromettermi nella tua vita privata… È solo che… quello che voglio dire è che sarebbe un enorme casino se tu e Alba metteste al mondo un erede. Te ne rendi conto vero? Hai ben presente quali sarebbero le disastrose conseguenze che determinerebbe un evento del genere?"

Azaele finalmente capì e sorrise allegramente "Oh, ma se era solo per dirmi questo, non doveva preoccuparsi Signore! Certo che stiamo attenti! Lei ha un macchinino che ogni mese le da il via libera!"

Gabriel impallidì "Ok, ma usate anche altre precauzioni, giusto?”

L'espressione stupita sul viso di Azaele non rassicurò l'Arcangelo neanche un po'.

"No, Signore. Perché?" domandò ingenuamente il demone gettando Gabriel nello sconforto più totale.

"Azaele, lo sai come è chiamato quel macchinino dai cherubini incaricati di festeggiare l'invio di nuove anime sulla terra?".

"No, signore!" rispose Azaele cominciando a preoccuparsi.

"Lietoevento!" concluse Gabriel mestamente.


Michele aveva da poco preso posto ad uno dei pochi tavoli liberi all'interno del Mac Donald's quando fu raggiunto da un Azaele totalmente sconfortato.

"Che è successo? Gabriel ti ha sgridato per qualcosa?"

Il demone si lasciò cadere su una sedia e sospirò "No, non ancora… a dire il vero mi è sembrato addirittura preoccupato per me!"

Michele sorrise, forse Gabriel stava cercando finalmente di avvicinarsi al figlio.

"Non c'è niente da sorridere Michele!" si lamentò Azaele "Temo di essere nella merda fino al collo!"

"Perché?"

"Il fatto è che io e Alba, potremmo essere stati un po' troppo… fiduciosi nella tecnologia umana!"

"Che vuoi dire?"

"Temo che Alba possa essere incinta!"

Michele impallidì così tanto che tra il suo viso e l'impermeabile bianco che indossava, non si notava praticamente più alcuna differenza. "Te l'ha detto Gabriel?"

"No, no… però le precauzioni che abbiamo usato potrebbero non essere state… sufficienti!"

"Santo cielo, Aza, ma tu e Alba siete adulti o no... che accidenti vi passa per la testa?"

Azaele non seppe cosa dire, si limitò ad assumere un'espressione imbarazzata.

Michele cercò di mantenere la calma "Ok, ragioniamo. Per caso hai notato se ultimamente era un po' irritabile, se ha un ritardo o, peggio ancora, se le capita di avere la nausea e vomitare, sopratutto la mattina?"

Azaele rispose con sicurezza. "A parte un leggero ritardo, ma quello ci sta, ogni tanto capita anche alle donne più regolari, direi che non ho notato nessuna delle altre cose che hai elencato!"

Michele sospirò di sollievo "Ok, idiota, allora mi sento di dire scampato pericolo! In ogni caso vedete di stare più attenti le prossime volte!"

Azaele mise la mano in tasca è tirò fuori una scatola dal contenuto inequivocabile. "Come già fatto!" esclamò soddisfatto.


#


Alba era chiusa da una ventina di minuti nel bagno delle impiegate quando Galletti decise di bussare delicatamente alla porta e domandare "Va tutto bene?".

Dopo qualche istante sentì girare la chiave nella toppa e un'Alba dall'aspetto distrutto si affacciò sulla porta.

"Santo cielo, ti accompagno immediatamente a casa!" propose Galletti preoccupato.

"Si, è meglio!" acconsentì Alba. “Porca miseria giuro che è l'ultima volta che compro il pranzo dal cinese qua sotto!”

Galletti rise "Te l'avevo detto che era meglio fare un chilometro in più e andare alla Grande Muraglia! Lì si, che cucinano bene! Dai, appoggiati a me, andiamo a prendere la tua macchina, così ti accompagno e poi ritorno in Taxi"

D'accordo, grazie!” gemette Alba appoggiandosi al braccio del collega.

Mentre attraversava il corridoio che portava all'ascensore incrociò lo sguardo preoccupato di Sael che stava facendo due chiacchiere alla macchinetta del caffè con Eowynziel e Radael, uno degli ex coinquilini del demone. Alba gli sorrise debolmente per rassicurarlo.

"Che ha la ragazza di Azaele?" domandò Eowynziel.

"Credo che le abbia fatto male il cibo cinese che ha mangiato a pranzo! Gli umani a volte sono troppo delicati!" rispose Sael dispiaciuto.

Radael sogghignò è commentò "Sissì, certo. Sicuramente è stato il cinese a farle venire le nausee!"

Sael e Eowynziel lo guardarono perplessi.

"Scusa, che vorresti dire?" domandò seccato Sael.

"Niente, niente!" rispose Radael continuando a sogghignare.




Nota 1: L'Esorcista (1973) di William Friedkin

Nota 2: Il Signore del Male (1987) di John Carpenter

   
 
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