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Autore: AlbAM    14/11/2021    7 recensioni
Alba e Azaele finalmente si sono ritrovati e la loro storia sembra filare a gonfie vele. Ma la vita non è mai semplice e i problemi sono sempre dietro l'angolo, soprattutto se il protagonista è un diavolo innamorato e talmente sbadato da rischiare di provocare una nuova "Grande Guerra" tra Inferno e Paradiso. Ma che diavolo avrà combinato stavolta Azaele?
La scombinata banda di Demoni e Angeli di Un diavolo a Roma è tornata più in forma e incasinata che mai!
Genere: Azione, Commedia, Dark | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 3

Guai in vista


L'Arcidiavolo Akenet, guardiano del Girone dei traditori, era adagiato svogliatamente sul trono dal quale osservava e valutava l'operato dei suoi demoni. Era alto, come tutti gli Arcidiavoli. Aveva i capelli neri e mossi lunghi fino alle spalle e due occhi completamente neri e profondi. Lungo le braccia spiccavano delle cicatrici risalenti alla Grande Guerra. Alcune di queste si prolungavano fino al petto, nascosto da una maglietta nera senza maniche. Indossava pantaloni mimetizzati grigio verdi e stivali anfibi neri.

Ogni tanto decideva che qualcuno dei suoi batteva la fiacca, fosse vero o meno. Con uno schioccare di dita dava fuoco al malcapitato di turno fino a carbonizzarlo e poi con un altro schiocco lo rimetteva in sesto affinché potesse riprendere il suo lavoro. Non aveva un vero motivo per agire in questo modo se non quello di attraversare l'eternità in modo un po' meno noioso.

Una demone di statura piuttosto bassa, leggermente grassottella e dal viso tondo e simpatico, atterrò a debita distanza dal suo trono e richiamò la sua attenzione con un timido "Ahem!".

Akenet si voltò annoiato "Che vuoi, Palletta?"

La demone cercò di assumere un aspetto più professionale possibile e sottolineò "Sarebbe Adel, Signore".

Akenet le rivolse un sorriso gelido. "Lo so come ti chiami, Palletta!"

La demone impallidì e non osò insistere.

"Allora?" ringhiò Akenet.

Adel fece un piccolo sobbalzo che divertì molto l'Arcidiavolo. Adel era la sua nuova segretaria personale, aveva sostituito la precedente, Esael, che aveva chiesto e ottenuto il trasferimento al Girone dei bugiardi con la scusa di potersi avvicinare al suo fidanzato, ma in realtà perché l'Arcidiavolo, in totale spregio agli accordi contrattuali, l'aveva completamente carbonizzata a causa di un attacco di rabbia incontrollata.

Adel non possedeva né la bellezza né la sicurezza di Esael, ma Akenet aveva deciso di tenerla perché trovava molto piacevole e rilassante approfittare della sua timidezza.

"Ho una comunicazione con priorità alta da Radael, Signore!"

Akenet sbuffò "Se è per confermare che Sael si fa scopare dal biondino bisessuale, puoi rispondergli che nel girone degli adulatori c'è un posto vacante come spalatore di merda. Mi sembrava di essere stato chiaro sul fatto che non frega a nessuno chi scopa, con chi!"

La demone arrossì leggermente imbarazzata. "Oh, no, Signore. Questa è davvero una notizia che vale la pena di senti..."

Le parole le morirono in gola nel vedere l'espressione fredda del suo superiore. "Credevo di aver chiarito che non sei preposta a dare giudizi sull'importanza o meno di una notizia, Adel. Te lo devo spiegare di nuovo?"

Adel rabbrividì arretrando, inciampò sulle pietre vulcaniche e rischiò di cadere."No. Signore. Chiedo scusa, Signore!"

"Bene. Allora, questa notizia?" la esortò Akenet.

"Pare che la fidanzata di Azaele sia incinta, Signore!" annunciò Adel.

Akenet non proferì parola per qualche istante. Si girò a guardare il panorama, rifletté qualche secondo e commentò "L'ultima volta che ci siamo fidati di quell'idiota di Radael siamo andati a cercare l'Alfiere del Male in Louisiana, per poi scoprire che un imbecille umano aveva chiamato il figlio Satan. Tutto ciò mentre dall'altra parte del mondo nasceva Gandhi! Michele e Gabriel ci hanno preso per il culo per quasi un secolo!"

"Michele?" domandò perplessa Adel.

"L'Arcangelo" rispose Akenet voltandosi verso di lei. "Racconta in giro una sola parola di questo e …"

"No, non… non sarebbe professionale!" balbettò Adel indietreggiando ancora e cadendo nel vuoto.

Akenet attese ridacchiando finché Adel ricomparve davanti a lui sbattendo le ali disordinatamente per cercare di mantenersi in volo. "Ha ordini per me, Signore?".

"Vai sulla terra a sincerarti di come stanno le cose e torna solo quando sarai sicura di ciò che devi riferirmi!"

"Sissignore!"

"E cerca di non commettere errori, lo sai che mi diverte sentir urlare i miei sottoposti!" aggiunse minaccioso.

"No, Signore!" rispose Adel tremando.

"Muoviti!" tuonò infine l'Arcidiavolo.

"Sissignore!" rispose Adel sussultando e volando via a zig zag, sotto lo sguardo divertito di Akenet.


#


Alba verso il caffè nelle tazzine, ne porse una a Galletti e si sedette con aria un po' affaticata.

Renzo la scrutò preoccupato "Sei sicura che sia il caso? Il caffè è parecchio irritante per lo stomaco!"

Merlino lo osservava con sospetto dalla credenza restaurata, un regalo dei genitori di Arianna .

Alba sospirò "Sto molto meglio, sono solo stanca e un po' triste!"

"Come mai?" domandò Renzo, sinceramente interessato.

"Quell'idiota del mio ragazzo!" rispose Alba con gli occhi lucidi.

Il collega la osservò stupito. "Pensavo fossi single. Cioè, è questo che si dice di te in azienda perché alle cene di Natale sei sempre venuta da sola!"

Alba sospirò. "Non stiamo insieme da molto. Cioé, in realtà ci conosciamo da secoli... è un po' complicato!"

"É sempre complicato finché non trovi la persona giusta!" commentò Galletti sorridendo.

"Ma lui lo è, però… è anche un cretino!" affermò lei rabbiosamente.

"Siamo tutti un po' cretini Alba, siamo uomini! Mia moglie diceva che restiamo adolescenti fino ai cinquant'anni e poi rimbambiamo direttamente!" rise Galletti. "Però mi amava moltissimo e non avrebbe mai rinunciato a me e neppure io a lei! Se avessimo potuto, avremo vissuto insieme fino alla fine, invecchiando e rimbambendo insieme!" concluse con un sorriso triste.

Alba gli prese una mano e cercò di confortarlo. "Almeno vi siete amati come non capita a tutti!".

Galletti annuì ma ritrasse di scatto la mano. In cucina era appena entrato un ragazzo dai capelli neri e ricci, vestito da marinaio. Il giovane lo osservava minacciosamente e, ne era sicuro, con un bagliore rosso nelle pupille. "Buon pomeriggio!" salutò Galletti gentilmente, cercando di non pensare a quello strano bagliore.

"Lo era!" rispose tagliente Azaele.

Alba si girò sorridendo. "Azaele, sei già tornato!"

"Pare!"

La ragazza si irrigidì "Che cosa sarebbe questo atteggiamento?" ringhiò.

Azaele fece l'errore di provare a replicare, seppure meno baldanzoso di prima "Bé, insomma. Mi pare che sia il vostro atteggiamento ad essere…!"

"Ti pare cosa?" lo aggredì Alba furente, facendo tremare, senza rendersene conto, le tazzine di caffè.

Merlino emise un miagolio di avvertimento a cui Alba non prestò molta attenzione e Azaele cercò di fare rapidamente marcia indietro. "No… cioè non intendevo, volevo solo… temo che tu abbia frainteso!" balbettò il demone notando la scintilla rossa negli occhi della fidanzata e le tazzine che tremavano accompagnate da un sinistro tintinnio. "Oh, quindi sono stata io ad avere frainteso eh, Renzo?".

Galletti assunse in modo piuttosto convincente l'espressione tipica della sfinge, dando così un senso al corso di teatro online che aveva seguito grazie alla piattaforma di “Formazione gratuita 4.0" messa a disposizione dall'azienda (il regalo di Molinesi prima di sparire nel nulla, l'ultima notte dei laboratori).

Alba non si diede per vinta e continuò "Proprio tu, poi! Dopo quello che hai combinato faresti meglio a chiedermi scusa!".

Azaele cadde dalle nuvole "Io?"

"Fai anche l'ingenuo, ora?" abbaiò Alba sempre più furiosa alzandosi di scatto e uscendo dalla cucina seguita da Merlino che emise un miagolio di disapprovazione nei confronti di Azaele.

"Ma che ho fatto?" domandò Azaele a Galletti che evitò di rispondere fingendo interesse per il settimanale poggiato sul tavolo e aperto su una pubblicità di crema anti-rughe per donne mature.

"Lo sai benissimo!" gridò la giovane sbattendo la porta della sua camera e facendo scoppiare le tazzine sotto lo sguardo esterrefatto di Galletti.

Azaele fece un passo verso la stanza di Alba ma Renzo, lasciando perdere l'idea di dare una spiegazione razionale allo scoppio delle tazzine, lo fermò. "Aspetta! Se posso darti un consiglio, non è il caso di seguirla adesso. Lascia passare un po' di tempo e poi quando ti sembrerà che si sia calmata entra, dille che ti dispiace e chiedile scusa!"

Azaele lo guardò senza capire. "Ma non so nemmeno per cosa!"

"Senti, uno dei segreti per un rapporto felice e lasciare che passi la bufera senza fare polemiche inutili. Vedrai che quando si sarà calmata si scuserà anche lei e così scoprirai che hai combinato per farla arrabbiare così tanto!"

Azaele lo scrutò perplesso. "Con tua moglie funziona?"

"Funzionava!"

Azaele sogghignò" Ah, bé un vero successo, visto che ti ha mollato!"

Renzo si rabbuiò. "Non mi ha mollato, mi è stata portata via!"

"Ah, si? Da chi, da uno che sapeva scusarsi meglio di te?" rispose ironicamente Azaele.

"No, dal cancro! " rispose Galletti.

Azaele si rese conto di non essersi mai sentito così idiota in vita sua. "Scusa, sono stato proprio un coglione!"

"Non fa nulla, non potevi sapere. A proposito, io sono Renzo, un collega di lavoro di Alba" rispose Galletti tendendogli la mano, il demone la strinse e rispose con un sorriso imbarazzato. "Azaele, piacere!"

Galletti gli batté una mano sulla spalla e dirigendosi verso la porta gli diede un ultimo consiglio. "Cerca di fare pace, ha bisogno di tranquillità, oggi non è stata per niente bene, è per questo che l'ho accompagnata a casa".

Azaele cominciò a provare una sgradevole sensazione di pericolo incombente. "Davvero? Ehem, che problema ha avuto?"

"Le ha fatto male il pranzo cinese, le è venuta una nausea terribile e ha vomitato tutto!" rispose Galletti uscendo e salutando con la mano un Azaele a un passo dallo svenire sul pavimento dell'anticamera.

Galletti stava per salire nel taxi 234, quando sentì un boato ed ebbe l'impressione di vedere riflessa nei vetri dei finestrini, un'enorme fiammata uscire dall'appartamento di Alba.

Si girò allibito ad osservare il palazzo.

"A bello, fai pure con comodo, tanto non ciò nulla da fare!" lo apostrofò il tassista.

"Ma non ha sentito quel boato?"

"Quale boato?" domandò perplesso il tassista.

"Quello seguito dalla fiammata! Ma scusi, non ha sentito né visto nulla?"

Il tassista pensò che stava cominciando a diventare vecchio per quel lavoro "Te sei appena fumato 'na canna di quelle buone?" domandò sbuffando.

Galletti concluse che probabilmente aveva bisogno di un po' di ferie, salì in macchina e chiamò il suo responsabile per avvertire che non sarebbe tornato in ufficio fino a lunedì.


#


Azaele osservò sconfortato la porta chiusa della camera da letto dalla quale Alba lo aveva appena buttato fuori, lanciandogli una palla di fuoco grande quanto la vecchia credenza della cucina.

Sospirò e pensò che avrebbe dovuto seguire il consiglio del collega di Alba e aspettare un altro po' prima di provare ad entrare.

Uscì sul balcone e si alzò in volo riflettendo. Era evidente che la situazione fosse oltremodo grave, gli indizi di una possibile gravidanza di Alba erano passati da uno, il leggero ritardo, a tre. Leggero ritardo, irritabilità e nausea. Per non parlare di quella strana sensazione che aveva provato qualche notte prima abbracciandola e alla quale non aveva voluto dare importanza.

Le soluzioni possibili erano due, proporre ad Alba di interrompere la gravidanza prima che laggiù o lassù se ne accorgesse qualcuno o prepararsi a difendere se stesso e la sua famiglia.

Era certo, infatti, che da entrambe le parti avrebbero cercato di portargli via il bambino (o la bambina).

Laggiù per farne un Alfiere del Male in grado di guidare un esercito di demoni pronti a impadronirsi del mondo degli umani e lassù… bè, ovviamente per assicurarsi che non lo diventasse.

In entrambi i casi lui e Alba avrebbero fatto di certo una brutta fine!

Sospirò sconfortato, gli si spezzava il cuore all'idea di chiedere ad Alba di interrompere la gravidanza. E in effetti anche lui, a pensarci bene, non aveva molta voglia di rinunciare ad aver un figlio!

E che caspita! In fondo che male c'era?

Ok, c'era il piccolo particolare che aveva infranto una Legge Superiore e che al cinquanta per cento rischiava di mettere al mondo una creatura che avrebbe messo in discussione l'equilibrio tra Paradiso, Inferno e Terra. Ma in fondo c'era anche il cinquanta per cento di possibilità che suo figlio fosse un bambino umano come tutti gli altri. Alba era umana no? Era una strega, certo, grazie a lui… però era umana!

E insomma, più ci pensava e più si convinceva che con un po' di attenzione e la giusta educazione, suo figlio non sarebbe stato un problema per l'equilibrio soprannaturale.

Ovviamente doveva prepararsi a difendersi, trovare degli alleati.

Ma quanto a quello era abbastanza tranquillo, sicuramente avrebbe potuto contare su Michele e Sael.

E su Safet.

E probabilmente anche su Razel, a cui in fondo stava simpatico.

E magari anche su Sakmeel e Eowynziel.

Che poi, magari... anche sull'Arcangelo Gabriel… perché no? Tutto sommato non gli era sembrato mal disposto nei suoi confronti, anzi.

Certo non era un gran esercito, ma in fondo anche per battere Sauron erano bastate nove persone! Cioè… più o meno.

"Ma si! Può funzionare!" si disse Azaele. "Devo solo parlarne con qualcuno!"

Azaele scartò subito Michele. Il suo migliore amico era troppo ansioso e sicuramente, gli avrebbe dato del pazzo senza ascoltarlo, era meglio che prima fosse preparato da qualcuno più maturo e razionale.

Safet! Lui si che era la persona giusta!

Era anziano, saggio e posato! Sicuramente avrebbe ascoltato le sue ragioni con calma e senza aggredirlo!


#


"Tu, sei completamente pazzo Azaele!" sbottò Safet battendo un pugno così potente sulla lastra in marmo di Carrara della cucina di Aurora, da spezzarla in due.

"Pazzo, scriteriato e immaturo!". Continuò Safet furioso.

"Il ma… marmo!" balbettò Azaele, indicando la lastra.

"Hai appena messo al mondo il potenziale Alfiere del Male e ti stai preoccupando di una lastra di marmo? Forse aveva ragione Ysrafael quando mi ha suggerito di rinchiuderti in una cella infernale e buttare la chiave, razza di idiota!".

Safet aveva appena finito di gridare quando sentì delle chiavi girare nella serratura dell'ingresso. Immediatamente tamburellò le dita sul marmo rimettendo a posto la lastra prima che Aurora potesse rendersi conto di ciò che era successo.

Azaele non riuscì a trattenere un sorrisetto che gli morì sulle labbra non appena incrociò di nuovo lo sguardo furibondo di Safet.

Aurora entrò in cucina con le buste della spesa e rendendosi conto che qualcosa non andava, poggiò tutto sul tavolo e domandò "Ciao ragazzi, che succede? Cos'hai combinato Azaele?"

Azaele si offese un pochino. "Perché dai per scontato che abbia combinato qualcosa?"

Aurora sorrise affettuosamente. "Ho sbagliato?"

Azaele arrossì e Safet incrociando le braccia ringhiò "Questo imbecille ha messo incinta Alba!"

Aurora sorrise "Ne sei sicuro Azaele?"

"Bé, ha un ritardo di alcuni giorni, è molto irritabile e oggi è stata male. Un collega l'ha riaccompagnata a casa prima!"

"Sono solo possibili effetti collaterali, tesoro. Per essere più sicuri bisogna fare almeno un test di gravidanza!" considerò Aurora affettuosamente.

Safet bofonchiò "Tesoro un accidenti, stupido demonietto!"

Azaele arrossì e con un po' di fatica ammise "Il fatto è che l'altra notte mentre abbracciavo Alba, mi è sembrato di sentire qualcosa! Ma ho pensato che forse me lo stavo solo immaginando… perché io… ecco… a me non dispiacerebbe affatto diventare padre!"

Safet spalancò gli occhi!. "Ma che stai dicendo? Razza di idiota!"

Aurora lo sgridò "Ora basta Safet! Di che ti stupisci? Azaele ama molto Alba, è normale che desideri formare una famiglia con lei!"

Si avvicinò ad Azaele e lo abbracciò. "Congratulazioni Azaele! Sono sicura che sarai un bravissimo papà!"

Azaele restituì l'abbraccio e rivolse un sorrisetto soddisfatto a Safet da sopra la spalla della professoressa.

Il Supervisore, sconvolto dallo stupore per la reazione di Aurora, aprì la bocca senza riuscire a emettere alcun suono.

Quando riuscì a riprendersi urlò furente "Ma quali congratulazioni! Ma per la miseria stiamo parlando di un demone infernale e di una strega, non di una coppietta umana fresca di matrimonio! Aurora, per favore, non mettertici anche tu a fare discorsi irrazionali!"

Aurora gli lanciò uno sguardo severo."Safet, forse se smetti di urlare e cominci ad analizzare la situazione con calma…"

"Con, calma?" la interruppe Safet "Ma qualcun altro oltre a me, in questa cucina, si rende conto che stiamo parlando della creatura che potenzialmente potrebbe dare inizio ad un'apocalisse demoniaca? Ci rendiamo conto che stiamo parlando della venuta al mondo del possibile Alfiere del Male, che condurrà i demoni alla conquista del mondo degli umani?".

"Quanto sei melodrammatico, hai visto troppi film dell'orrore!" replicò Aurora cominciando a mettere a posto la spesa.

Safet incredulo di fronte alla nonchalance della compagna commentò. "Aurora, seriamente tu stai dicendo a me, un diavolo infernale, che ho visto troppi film horror?"

"Safet, ti ricordo che tutto sei tranne una creatura spaventosa ed inquietante!" rispose lei osservando con aria concentrata un enorme pomodoro dall'aria appetitosa. "A proposito, ti va un'insalata di pomodori per cena?"

Azaele dovette impiegare tutte le sue energie per trattenere in gola una fragorosa risata, al contrario di Safet che fu colto dal desiderio di appiccare un falò infernale a tutta la spesa, pomodori compresi. Fu solo grazie all'amore che provava per Aurora che si impose di tornare calmo.

"Va bene cercherò di spiegarmi senza alzare la voce" disse avvicinandosi ad Aurora e togliendole di mano le buste della spesa, in modo fermo ma gentile.

"Ora sedetevi tutti e due e provate ad ascoltarmi senza interrompermi, ok?".

Aurora si rese conto di quanto fosse preoccupato Safet e decise di prestargli più attenzione. Fece cenno ad Azaele di prendere posto accanto a lei intorno al tavolo da pranzo e dopo che entrambi si furono seduti invitò Safet a spiegarsi. "Coraggio, ti ascoltiamo!".

Il Supervisore prese posto davanti a loro e cominciò a spiegare. "Come ben sa Azaele, tra i demoni esiste una credenza secondo la quale un giorno, dall'unione tra un demone prescelto e una donna umana, verrà generata una creatura a metà strada tra mondo degli umani e Inferno. Questa creatura, una volta cresciuta guiderà i demoni alla conquista della terra ottenendo finalmente la loro rivincita sulla cacciata dal Paradiso. Gli umani verranno spazzati via e Lucifero avrà finalmente il suo Regno sulla terra".

"Scusa, ma Dio che ruolo avrà in tutto ciò?" domandò Alba perplessa.

"Dio manderà sicuramente il suo esercito angelico sulla terra e da ciò scaturirà uno scontro ancora più terribile di quello che terminò con la nostra cacciata dal Paradiso. Sarà l'apocalisse finale, quella che determinerà la fine del Regno dei Cieli o di quello dei Demoni e sicuramente la distruzione totale del Regno degli uomini!"

Azaele sbuffò "Si, ma appunto si tratta solo di una credenza, e poi francamente Safet, ma tu mi ci vedi nel ruolo di prescelto?"

"Questa è una buona domanda, Azaele!" approvò Aurora. "E poi io l'apocalisse me la ricordo un po' diversa!"

Safet annuì. "Lo so. Nelle sacre scritture degli umani si prevede la vittoria del bene sul male! Ma ovviamente io parlo della versione infernale! Quanto al fatto che non ti ci veda come padre della creatura, Azaele, ti faccio una semplice domanda. Ti ricordi le caratteristiche del prescelto?"

"Certo, le sanno tutti: non il più bello né il più forte, ma il più vicino agli uomini per potersi mischiare con una di loro e il più vicino al cielo per non essere notato dagli Angeli fino a che non sarà troppo tardi. Egli sarà il figlio di uno dei sette Guerrieri angelici!”

Azele ridacchiò e commentò “Eddai, Safet, a parte che sono decisamente bello e già questo mi esclude! Poi, vabbé, forse potrei essere abbastanza vicino agli umani, ma certamente non sono così vicino al Cielo!"

Safet non rispose, si limitò a prendere il pacchetto di sigarette di Aurora, ficcarsene una in bocca e tamburellarvi sopra delicatamente con l'indice per accenderla. Aurora gli avvicinò il portacenere.

Azaele continuò il suo discorso "Avanti, sarò anche figlio di due Arcangeli, ma non credo proprio di essere il figlio di uno dei sette Guerrieri. Quelli sono tutti altissimi e biondi a parte...!" Azaele si interruppe un attimo e poi proruppe in un allibito. "Merda!"

Safet lo osservò intensamente.

Azaele balbettò. "Safet… stamattina Gabriel è venuto a parlarmi, lui aveva uno strano atteggiamento protettivo nei miei confronti ed era piuttosto preoccupato per lo stesso motivo per cui sei preoccupato tu e… Oh merda, merda… lui è uno dei sette Guerrieri, l'unico con i capelli neri e ricci, decisamente basso per essere un Arcangelo e anche piuttosto distratto. Nel complesso è mo… molto somigliante a… a me!"

Safet non disse nulla, si limitò a ad aspirare una lunga boccata di fumo dalla sigaretta di Aurora.

"Safet, ti prego dimmi che ho appena detto un mucchio di idiozie!" lo supplicò Azaele.

Safet prese la sigaretta tra indice e medio della mano sinistra, poggiò le mani sul tavolo, con molta, molta calma, buttò fuori il fumo e rispose. "Gabriel è il mio migliore amico da sempre Azaele, è per questo che ho sempre vegliato su di te da quando sei precipitato all'Inferno. L'ho promesso a lui e a tua madre".

"Aspetta, un attimo Safet, stai veramente dicendo che non solo hai sempre saputo chi erano i miei genitori, ma che addirittura sono stati loro a chiederti di farmi da Supervisore infernale?" domandò scandalizzato Azaele.

"Perdonami, se non ti ho mai parlato dei tuoi genitori, ma mi era proibito farlo"

Azaele sentì lacrime calde di rabbia scorrergli lungo le guance. "Sai Safet, io non ce l'ho con Michele perché pur sapendo chi sono i miei genitori, non me l'ha mai detto. So bene che essendo un Angelo non può violare una regola celestiale. Ma tu Safet, tu sei un demone infernale, non hai più l'obbligo di obbedire alle leggi del Paradiso, quindi che motivo avevi per tenermelo nascosto per tutto questo tempo?”

"Mi dispiace, ragazzo, io...” rispose il Supervisore continuando a fumare nervosamente.

Azaele lo interruppe. "Ti dispiace? Safet io ti ho sempre considerato come un padre e ora scopro che mi hai nascosto la verità per millenni!"

Safet era mortificato "Sarò anche un demone, Azaele, ma ho degli accordi e degli impegni da rispettare con i piani alti, lo sai!"

"Non me ne frega un cazzo dei tuoi accordi merdosi!” sbottò Azaele.

Aurora cercò di intervenire per calmarlo, ma Azaele non le diede minimamente retta.

“Lo sai cosa penso Safet? Che da quando ho incontrato Alba, tu e i miei genitori avete cominciato a temere che avrei potuto essere proprio io il famoso prescelto! È anche per questo che quattrocento anni fa lei mi è stata portata via in quel modo, non è così?”

"Adesso non esagerare, se fosse così non vi sareste incontrati di nuovo quattrocento anni dopo!" rispose il Supervisore a disagio.

"Ma comunque, voi eravate preoccupati perché NIENTE È MAI PER CASO. Non è quello che dici sempre? È per questo che tu hai cominciato a sorvegliarmi molto di più da quando hai capito che era tornata! Ammettilo!" lo incalzò Azaele.

"Ammetto che ero un po' preoccupato, a differenza di Gabriel, che…"

"Ah, quindi tu e mio padre ne avete anche discusso! Ecco perché lui è venuto parlarmi!"

Safet non seppe cosa rispondere, Azaele aveva tutte le ragioni per essere così infuriato.

"Avresti dovuto dirmelo! Forse se avessi saputo chi era mio padre, sarei stato più attento! Ora che la frittata è fatta, dimmi Safet, che cosa vuoi che faccia? Che rinunci a mio figlio come hanno fatto i miei genitori?"

Aurora cercò di intervenire per calmarlo "Azaele, sono sicura che Safet non ti chiederebbe mai una cosa del genere! Non è vero Safet?".

Safet abbassò lo sguardo.

Azaele si sporse verso il suo supervisore poggiando le mani sul tavolo. "Non hai nemmeno il coraggio di guardarmi in faccia eh, Safet? Bè, sai che ti dico, non me ne frega un accidente né dell'apocalisse né dell'Alfiere del Male né di tutte le vostre stronzate! Io non butterò via mio figlio, come mio padre e mia madre hanno fatto con me! Mai!"

Terminata la sua sfuriata, il demone aprì le ali e si lanciò fuori dalla finestra della cucina senza salutare.

Aurora guardò Safet. "Quanto c'è di vero in tutta questa storia dell'Alfiere del Male?"

Safet sospirò e schiacciò la sigaretta nel portacenere "Non lo so, Aurora, ma è relativo. Il vero problema è che tutti i demoni infernali ci credono e tu sai che quando tutti cominciano a credere a una cosa, anche la più impossibile, questa diventa vera!"

"Quindi che farai? Non puoi abbandonare i ragazzi, te ne rendi conto vero?"

"Si, me ne rendo conto. Azaele non rinuncerà mai al figlio e questo significa che la sua vita è quella di Alba sono in pericolo. Devo prepararmi a difenderlo, trovare degli alleati e soprattutto devo avvertire Gabriel!" rispose Safet alzandosi per andare a cercare la sua giacca di tweed.

Aurora lo seguì preoccupata e gli domandò ancora "Safet, se non sbaglio una volta mi hai detto che l'invio delle nuove anime sulla terra viene effettuato dai cherubini…"

"Si, esatto!" rispose Safet mentre si infilava la giacca e apriva le ali nere.

"Quindi in Paradiso sanno già che Azaele e Alba…"

"No, non ancora" rispose Safet. "Per il rispetto del libero arbitrio, nessuno sa quali bambini sono stati scelti dalle anime fino alla loro nascita. Perciò, se nessuno si è ancora insospettito per lo stato di Alba, abbiamo abbastanza tempo per prepararci a difendere quei due idioti e il loro bambino!"

"O bambina!" sorrise Aurora.

Safet sorrise a sua volta. "O bambina, hai ragione. Ora però devo cercare Gabriel e parlare con Michele. Ho bisogno del loro aiuto!"

Si chinò per baciare Aurora e volò via anche lui.

Aurora sospirò, tutta quella storia rischiava di diventare realmente pericolosa, se ne rendeva conto perfettamente ed era preoccupata per Safet. Sicuramente era stato scelto per garantire un ponte tra Cielo e Inferno proprio per la sua saggezza e il suo carattere così equilibrato e onesto, ma ora la sua posizione era diventata decisamente rischiosa.



   
 
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