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Autore: heliodor    22/11/2021    0 recensioni
Dopo essere stata costretta a lasciare il suo villaggio, Ryhana viene accolta dai ribelli di Malag come una di loro, trova un posto sicuro in cui stare, degli amici e persino l’amore di Kaleena. Ma l’arrivo di un pericoloso monaco eretico e a causa di un antico e misterioso rituale, la sua vita cambia in modo irrimediabile. Costretta ad allearsi agli spietati Vigilanti, diventerà l’arma decisiva in un conflitto tra forze oscure che dura da millenni e dovrà decidere da che parte schierarsi in questo scontro.
Genere: Avventura, Fantasy, Guerra | Stato: in corso
Tipo di coppia: Slash, FemSlash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Cronache di Anaterra'
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Signore della morte, regina delle bestie
 
Ryhana abbassò la testa, come aspettandosi un attacco che non arrivò. La voce tacque e lei rimase all’ascolto.
Rumore di passi.
“Chi c’è?” chiese.
Nessuna risposta.
“Sono una vigilante” disse, sperando che quello bastasse a spaventare chiunque si trovasse di sopra
“Una vigilante” ripeté la voce.
Devo fare qualcosa, si disse. Non posso limitarmi a restare qui sotto per sempre. Potrebbero esserci altri che stanno per arrivare, compresi le due persone di cui parlava la voce.
“Sto salendo” annunciò prima di affrontare la scala.
“Chi sei?” domandò la voce.
Ryhana tacque fin quando non raggiunse il livello superiore. Tenne la testa bassa per proteggersi dietro lo scudo magico e gettò una rapida occhiata al corridoio.
Era vuoto.
“Mi chiamo Ryhana” disse avanzando nel corridoio un passo alla volta.
“Ryhana” le fece eco la voce. “Un volta conoscevo qualcuno con quel nome.”
Ryhana si accigliò.
La voce proveniva da una delle stanze. Si diresse verso la porta spalancata camminando piegata in due.
“Tu come ti chiami?”
“Una volta” rispose la voce. “Avevo un nome. Credo.”
È folle o mi sta prendendo in giro? Si chiese.
Allungò il collo oltre la porta e gettò una rapida occhiata all’interno. Vicino al giaciglio scorse una figura piegata su sé stessa. Si ritrasse subito temendo di subire un attacco.
“È caldo qui” disse la voce. “Molto meglio della miniera. Sai, ho solo finto di essere morto, ma in verità ero vivo e ho visto tutto. Tutto.”
Ryhana trasse un profondo respiro e si protese con tutto il corpo in modo da trovarsi sulla soglia. La figura era rimasta ai piedi del giaciglio.
Ora che poteva guardarla meglio, notò i vestiti sbrindellati, la pelle ricoperta di pieghe e lividi e le gambe scheletriche che sporgevano da sotto il corpo.
“Non muoverti” disse.
La figura sembrò tremolare. La testa si girò verso di lei rivelando un viso smunto e coperto di sporcizia, le labbra spaccate e sanguinanti e un solo occhio che la fissava sgranato mentre l’altro era così tumefatto da essere chiuso. I capelli erano una massa arruffata e sporca.
“Tu non sei la regina delle bestie” disse sorpreso.
“Mi chiamo Ryhana” disse facendo un passo avanti. “Chi sei tu?”
“Ryhana” disse l’uomo. “Conoscevo una ragazza con quel nome.”
Questo l’hai già detto, pensò.
“Faceva la guaritrice” aggiunse l’uomo.
Ryhana si accigliò. “Una guaritrice?”
“Sì” rispose l’altro annuendo. “Era una guaritrice. Una volta mi ha aiutato. Non ricordo quando. È stato molto tempo fa. Tu la conosci?”
Ryhana scosse la testa.
Sta parlando di me? Si chiese. Lo conosco?
“Come ti chiami?”
“Yush” disse l’uomo. “Tutti mi chiamavano così, al villaggio. È un nome da cane, ma a me piaceva.”
“Yush” ripeté Ryhana. “Io ti conosco. Eri uno dei prigionieri di Sanzir.”
L’uomo urlò, come se quel nome gli procurasse dolore.
“Calmati” disse Ryhana spaventata. “Adesso sei al sicuro.”
“No” disse Yush. “Loro stanno arrivando. Li sento.”
“Come?”
Yush si picchiò la tempia con l’indice scheletrico. “Qui, nella testa. Sono qui. Sempre. Tutte le volte che siamo vicini. Io so dove sono loro e loro sanno dove sono io. Fa male.” Piagnucolò. “Fa molto male.”
“Ti farò passare quel dolore” disse sicura.
Yush la squadrò meravigliato. “Come?”
“Sono la guaritrice, no?”
Lui si accigliò. “Chi sei?”
Stava per rispondere Ryhana quando Yush sgranò gli occhi e gridò.
Ryhana si voltò di scatto e vide l’ombra venire verso di lei. Un attimo dopo era diventata una figura scura che si muoveva a quattro zampe. Due zanne che sporgevano dalle labbra luccicarono per un istante.
Ryhana gridò e si ritrasse un attimo prima che la donna mutaforma la colpisse alla gola con le mani piene di artigli. Alzò il braccio e lasciò partire il dardo.
Il proiettile la centrò alla spalla facendola gemere per il dolore. Nello slancio la raggiunse e la buttò a terra, schiacciandola sul pavimento.
La mutaforma si protese in avanti e spalancò la bocca mostrando due file di denti affilati. Ryhana strinse i denti e l’afferrò per le spalle usando le braccia per tenerla a distanza.
La mutaforma fece scattare la mandibola con un rumore secco. Ryhana sentì il formicolio invaderle le braccia e le gambe moltiplicando le sue forze.
Dietro di lei Yush gridava. “Mi ha trovato. Mi ha trovato. Or verrà anche lui. Verrà anche lui.”
Ryhana piegò il ginocchio e lo piazzò sotto l’addome della mutaforma, per poi usarlo come una leva per sollevarla e scagliarla lontano.
La mutaforma volò attraverso la stanza e sbatté con la schiena contro il telaio della porta, per continuare la corsa fino alla parete di fronte. Rimbalzò indietro e cadde al suolo intontita.
Ryhana si protese in avanti e afferrò la porta, sbattendola in avanti. La mutaforma si alzò di scatto e si protese in avanti. Udì la sua testa che batteva contro la porta.
Si alzò di scatto e poggiò il corpo contro la porta. Dall’altra parte la mutaforma diede un colpo tremendo tentando di sfondarla, ma il legno resistette.
Ryhana si guardò attorno e individuò un baule in un angolo. Yush si era rannicchiato vicino al giaciglio e gemeva silenzioso.
“Yush” disse.
“Lasciamo stare” rispose.
“Yush, devi aiutarmi.”
“No.”
“Devi o moriremo tutti e due.”
“Moriremo comunque. Lui sta per arrivare. Ci troverà e ci farà diventare i suoi nuovi schiavi.”
“No” disse con tono imperioso. “Adesso alzati e aiutami.”
Yush girò la testa verso di lei. “Che succede?” chiese.
“Prendi quel baule” disse indicandolo con un gesto della testa.
Yush guardò nella stessa direzione. “Che vuoi fare?”
“Ci barrichiamo dentro per il momento.”
“Non servirà” rispose l’uomo.
“Prendilo e basta” disse.
Yush obbedì riluttante e spinse il baule verso di lei. Senza staccarsi della porta mise il baule davanti. Era pesante ma non sarebbe bastato a tenere fuori la mutaforma, ma l’avrebbe rallentata dandole un po’ di tempo per pensare.
“Che sta succedendo?” chiese.
“Lui sta tornando” disse Yush rannicchiandosi vicino al giaciglio.
“Chi?”
“Il signore della morte.”
Questo non mi è affatto d’aiuto. “Che cosa vuole da noi?”
“Lui è la morte” rispose Yush.
“E la mutaforma?”
L’uomo le rivolse un’occhiata interrogativa.
“La regina delle bestie” disse Ryhana.
Il viso di Yush sembrò illuminarsi. “Lei lo aiuta, ma non lo serve. Gli procura nuovi schiavi e in cambio chiede solo un tributo. Forse diventeremo anche noi dei tributi, se saremo fortunati.”
“Io non voglio diventare né una schiava né un tributo” disse con tono deciso. “Adesso dimmi come sei arrivato fin qui.”
“Ho camminato” rispose Yush.
“Quanto?”
“Non lo so. Giorni? Lune?”
Ryhana aveva tenuto il conto del tempo passato con Grenn e gli altri. Da quando era stata trovata nel santuario, era passata una Luna e mezzo più qualche giorno.
“Hai camminato per sessanta giorni” disse. “Che cosa hai visto?”
“Ombre” rispose Yush. “Mi seguono ovunque. A volte le vedo persino nei sogni che faccio.” Sollevò le mani come se cercasse di afferrare qualcosa. “Tu le vedi?”
Scosse la testa.
“Strano, c’eri anche tu quando i demoni vennero a prenderci.”
“Demoni?”
Dall’esterno giunse un grido soffocato. Ryhana trasalì e temette che la mutaforma stesse per entrare nella stanza e si preparò a combattere.
“È arrivato” disse Yush piagnucolando. “Il re della morte è qui. Viene per il tizio che avete sotterrato. E per noi.”
Ryhana lo fissò accigliata. “Tu ci hi visti seppellire Sofion?”
Yush annuì con foga. “Vi ho seguiti fin da quando siete arrivati.”
“Come sapevi che stavamo venendo qui?”
Yush si toccò la tempia con l’indice. “Te l’ho detto, io li sento. E ho sentito anche te.”
“Senti” iniziò a dire.
Un rumore si passi pesanti oltre la porta la fece sussultare di nuovo. Seguì il rumore che si allontanava lungo il corridoio, verso le scale.
“Sta andando via” disse staccandosi dalla porta. “La mutaforma è scesa di sotto.”
“Lui l’ha chiamata a sé” disse Yush.
“Io non ho sentito niente. È la nostra occasione per andare via.”
Voleva uscire da quella stanza e dalla locanda e poi correre ad avvertire Grenn che la mutaforma era lì.
Loro sapranno che cosa fare, si disse.
“No” disse Yush scuotendo la testa. “Non è una buona idea.”
Ryhana concentrò le forze e spostò il baule allontanandolo dalla porta. Si voltò verso l’uomo. “Vieni con me. Ti porterò al sicuro.”
“Non esiste un posto sicuro. Il re della morte mi troverà ovunque. Lui sa che siamo qui.”
“Se non vuoi venire, resta nascosto qui dentro. Cercherò di tornare presto con qualcuno che ci aiuti.”
Yush reclinò la testa all’indietro ed emise una risata rauca. “Lui sta arrivando. Lui sta arrivando lui sta…”
Ryhana aprì la porta e si gettò nel corridoio, un dardo magico pronto a partire e lo scudo nell’altra mano. Rimase accucciata, le orecchie tese a percepire ogni più piccolo rumore.
A parte il suo respiro e la voce di Yush, non sentì altro. Si raddrizzò e percorse il corridoio fino alle scale. Gettò un’occhiata di sotto e notò una figura che sembrava attendere in piedi.
Dannazione, si disse ritraendosi. C’è qualcun altro.
Tornò a sporgersi per guardare meglio. La figura era ancora girata di spalle e sembrava fissare un punto sulla parete opposta della sala.
Non mi ha sentita, si disse rinfrancata. Devo trovare un altro modo per scendere o attendere che si allontani.
La figura si mosse, girandosi con bacino verso di lei.
Ryhana fece per ritrarsi indietro ma si bloccò.
Il viso di Sofion fissò le scale con espressione assente.
Sofion, pensò. Che cosa ci fa qui?
Lo stregone aveva ancora i segni sulla gola lasciatigli dalla mutaforma. L’espressione era serena e gli occhi, chiari e spalancati, fissavano il vuoto davanti a sé.
Non è morto, si disse, il cuore che le martellava nel petto. Khefra e Grenn devono essersi sbagliati e lo hanno seppellito per sbaglio.
Il mantello e i vestiti dello stregone erano pieni di terriccio che si era accumulato anche ai suoi piedi.
Forse può aiutarmi, si disse. Insieme possiamo raggiungere gli altri e salvarci tutti.
Si mosse verso le scale cercando di non fare rumore, ma un passo fece scricchiolare il legno di un gradino. Ryhana si fermò all’istante, mentre Sofion sollevò gli occhi verso di lei.
“Sono io” sussurrò. “Ryhana.”
Sofion spalancò la bocca ed emise un grido acuto, simile a quello di un animale ferito.

 
  
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