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Autore: slanif    26/02/2022    5 recensioni
100 Prompt.
100 Storie.
Alcune collegate, altre no.
Un'infinità di personaggi, anche i più improbabili.
Coppie sia Het che Slash.
[Aggiornamento venerdì]
Genere: Angst, Romantico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash | Personaggi: Vari personaggi
Note: Raccolta | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Più contesti
Capitoli:
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Buongiorno a tutti!
Il progetto era partito con “31 Prompt”, ma poi mi sono resa conto che volevo scrivere ancora tante storie su tanti personaggi diversi, quindi ho deciso di raggiungere le 100 storie, pubblicando appunto 100 Prompt, trattanto epoche e personaggi/coppie (sia Het che Slash) del tutto differenti tra loro.
62 dei Prompt totali sono presi dalle tabelle di Writober2021 sul sito di Fanwriter.it. Potete consultarle a questa pagina.
Essendo un progetto che si è modificato “in corsa”, ho deciso di cambiare il numero dei Prompt solo per una questione di comodità, ma qui sotto vi spiego a cosa fanno riferimento i Prompt, così da potervi chiarire meglio la numerologia delle storie.
  • Le prime 31 fanno parte della lista “PumpNIGHT” (1-31)
  • Le seconde 31 fanno parte della lista “PumpINK” (32-62)
  • Le ultime 38 sono parole generate con un programma online automatico (63-100)
Le storie verranno aggiornato ogni lunedì e venerdì.
Spero che l’idea del progetto sia chiara e... Buona lettura! :)
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Titolo: Speranza
Autore: slanif
Prompt: 2
Personaggio/Coppia: Draco/Astoria
Contesto: Dopo la Seconda Guerra Magica / Pace
Rating: Verde
Parole: 2.044


Il fuoco scoppiettava allegro nel camino di pietra. Le fiamme gialle e arancio sembravano produrre una danza senza fine. Alcuni granelli di cenere volavano nell’aria, trasportando il profumo intenso della legna bruciata.
Seduto sulla sua poltrona di velluto verde, Draco Malfoy contemplava le fiamme con sguardo assente. In mano aveva un bicchiere di cristallo pieno di liquore e la posa era tralasciata. Se l’avesse visto suo padre, probabilmente gli avrebbe intimato di mettersi seduto composto, ma Draco aveva smesso molto tempo prima di preoccuparsi di cosa Lucius Malfoy reputasse giusto o sbagliato. A causa delle sue convinzioni, Draco portava inciso sulla pelle il segno del fallimento, perciò non riteneva che tali convinzioni fossero da seguire alla lettera.
Ripensando al marchio del Signore Oscuro sul suo avambraccio, Draco sentì una fitta al petto.
Se avesse potuto, avrebbe estirpato quelle righe nere con le unghie, grattandole via come si fa con la sporcizia sulla stoffa. Avrebbe inciso la pelle, riga dopo riga, scavando così a fondo che nemmeno un granello di quel simbolo sarebbe rimasto.
Quando suo padre gli aveva detto che era il suo momento di unirsi al Signore Oscuro e ai Mangiamorte, Draco era troppo giovane, debole e soggiogato per capire che stava sbagliando tutto. Che non avrebbe dovuto dar retta a Lucius e che avrebbe invece dovuto ascoltare le rimostranze di sua madre, Narcissa, che aveva cercato in tutti i modi di dire al marito che era troppo giovane per prendere una decisione come quella.
«Eravamo giovani anche noi!» aveva sibilato Lucius.
«Sì, ed eravamo degli sciocchi. Guarda a cosa ci ha portati,» aveva risposto Narcissa.
Quello era stato il primo momento in cui Draco si era reso conto che sua madre e suo padre non la vedevano più nello stesso modo, circa la loro alleanza con Voldermort. Ma non è che si poteva decidere di abbandonare Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato senza pagarne le conseguenze. Così, a prescindere da cosa sua madre pensasse di tutto quello, Draco aveva ricevuto il Marchio ed era diventato un Mangiamorte, al fianco dei suoi genitori.
Il Signore Oscuro, ovviamente, non si era limitato a quello. Gli aveva affidato un compito ingrato e ingiusto, per un ragazzo di appena sedici anni: uccidere il Professor Dumbledore, l’allora Preside di Hogwarts e grande oppositore di Voi-Sapete-Chi.
Draco aveva passato un intero anno a prepararsi, ma quando era giunto il momento non ce l’aveva fatta e questo aveva portato grande disonore sulla sua famiglia, come suo padre non aveva smesso un solo momento di ricordargli.
Forse, se Draco ci rifletteva con attenzione, era stato quello il momento in cui aveva cominciato a dubitare delle scelte del genitore, dando finalmente una voce a quei pensieri che l’avevano tormentato per tutti quei mesi e a cui non era riuscito a dare seguito per paura di deludere Lucius e Narcissa.
Tuttavia, anche se nel profondo del suo cuore Draco si era reso conto di aver sbagliato a seguire il volere di suo padre e a non ribellarsi – così come non aveva mai fatto in vita sua, vivendo una vita più da marionetta che da ragazzino – nemmeno lui era potuto chiamarsi fuori da tutto quello e, in una esclation di momenti orribili, Draco si era ritrovato a casa di Bellatrix Lestrange a fissare il volto deformato di Harry Potter, mentre lei gli chiedeva gridando se fosse lui o meno.
«Lo conosci, Draco, avanti. Dimmi se è lui. È Harry Potter? Non possiamo portarlo all’Oscuro Signore senza esserne certi, Draco.»
Se si sforzava, Draco poteva sentire anche a distanza di così tanti anni la voce cantilenante e un po’ folle della donna. Sentiva il calore del fiato di Potter sulle guance e rivedeva il verde spalancato dell’unico occhio buono che gli rimaneva a causa della fattura che qualcuno gli aveva lanciato (e se Draco aveva imparato qualcosa del trio più famoso dei Grifondoro, era che la più brava con gli incantesimi era Hermione, pertanto era quasi certo che fosse opera sua), Draco aveva detto: «Non ne sono sicuro,» perché per quanto avessero litigato in tutti quegli anni, Harry Potter era solo un ragazzo. Un ragazzo della sua età. Un suo compagno di scuola. E qualcuno che, forse, facendo le mosse giuste, avrebbe potuto toglierlo da quell’Inferno e lasciarlo libero dal giogo di Voldemort.
«Come fai a non esserne sicuro?» aveva strillato Bellatrix, furiosa, continuando a puntare la bacchetta alla gola di Potter.
Draco non aveva risposto, ma aveva continuato a fissare Harry negli occhi. L’aveva fatto a lungo e intensamente e in quei lunghi istanti aveva saputo che Harry Potter aveva compreso la sua bugia. Che aveva capito che Draco non l’aveva denunciato.
Non che avesse molta importanza, in realtà, ma Draco non voleva avere altro sangue innocente sulle mani. Nemmeno quello del suo acerrimo nemico.
Così, aveva cercato di sopravvivere giorno dopo giorno, tra l’Oscuro Signore che pretendeva sempre di più e suo padre logorato dall’ansia di non deludere Voldemort.
Erano stati mesi lunghi e solo lo sguardo comprensivo di sua madre l’aveva aiutato ad andare avanti, benché dalla sua bocca non era mai più uscita una rimostranza.
Draco ripensava con dolore e difficoltà a quei momenti. Preferiva far finta che non fossero mai esistiti, che fossero frutto di un terribile incubo, ma c’erano giorni come quello, in cui sedeva davanti al fuoco e la pioggia scendeva incessante fuori dalla villa dove viveva con la sua famiglia, che non ripensarci era impossibile. L’aria puzzava di malinconia e cattive scelte e Draco faceva fatica a non cadere nella loro spirale. Il cielo nero inchiostro era cupo e sonnolento. Tutti dormivano, a quell’ora, e non si sentiva nessun altro respiro se non il suo. Draco Malfoy poteva rimanere solo con i suoi pensieri. Non amava indugiarvi – troppe cose di cui si era pentito negli anni – ma a volte lo riteneva necessario, soprattutto in vista della giornata dell’indomani.
Sarebbe stato il primo settembre, e Draco Malfoy avrebbe dovuto accompagnare suo figlio Scorpius per la prima volta al Binario 9 ¾ nella Stazione di King’s Cross per prendere l’Hogwarts Express che l’avrebbe condotto al suo primo anno alla Scuola di Magia e Stregoneria più famosa del mondo. Si sentiva emozionato e terrorizzato insieme, e lui e Astoria, sua moglie, avevano passato ore a domandarsi come fosse possibile che loro figlio fosse già così grande. Quello che, tuttavia, angustiava davvero Draco, era il pensiero di cosa il nome “Malfoy” avrebbe significato a Hogwarts una volta che Scorpius fosse arrivato.
Draco aveva cercato di redimere il loro nome, ma nessuno aveva dimenticato che erano stati dei Mangiamorte. Nemmeno indossare sempre maniche lunghe e ben abbottonate al polso impediva alle persone di ricordare che lì sotto, da qualche parte, il Marchio dell’Oscuro Signore aleggiava ancora sulla loro pelle.
Dopo la caduta di Voldemort per mano di Harry, sua madre e lui erano stati graziati e suo padre aveva scontato qualche mese ad Azkaban, per poi tornare a essere un uomo libero. Complice la ricchezza della loro famiglia e le amicizie influenti, non avevano perduto il loro sfarzo, ma certo è che ormai erano mal visti dai più.
Draco aveva fatto del suo meglio per dimostrare di essere cambiato, aiutato per quanto possibile anche da Astoria, che purtroppo era cagionevole di salute e molto fagile; tuttavia, la cosa che davvero lo preoccupava, più che la sua reputazione, era quello che attendeva Scorpius a causa di essa.
Il figlio era tale e quale a lui nell’aspetto – carnagione pallida, capelli biondi quasi bianchi, occhi grigi e un viso appuntito – ma aveva un carattere più gentile e aperto al prossimo. Certo, era pur sempre un Malfoy, pertanto non era particolarmente socievole, ma sapeva distinguere il bene dal male ed era in grado di capire che scegliere il primo era sempre la via migliore. Così, Draco si preoccupava che, una volta giunto a Hogwarts, le persone avrebbero sentito solo “Malfoy” e non sarebbero andate oltre quello. Certo, Scorpuis era in grado di difendersi da solo e di badare a se stesso, ma Draco era stato un bambino orribile, a undici anni, pertanto sapeva benissimo quanto potessero essere cattivi i ragazzini gli uni con gli altri, essendo stato lui stesso un bullo all’epoca.
Sospirò.
Rimanere lì ad angustiarsi non avrebbe portato a niente.
Scorpius conosceva tutta la storia della sua famiglia – anche le parti di cui Draco si vergognava, perché non aveva voluto nascondergli nulla – pertanto era convinto che ce l’avrebbe fatta, a cavarsela. Lui era solo un padre troppo ansioso, ecco tutto.
Fece per alzarsi, ma la voce della moglie lo interruppe: «Bere non ti fa bene, lo sai.»
Draco alzò gli occhi grigi su di lei. Pallida e magra, Astoria era in camicia da notte e avvolta in una vestaglia pesante. «Dovresti essere a letto,» le disse.
La donna sorrise lievemente, accentuando la curva delle occhiaie pronunciate. «È molto tardi, e tu sei ancora qui. Dovrei essere io a dirtelo.»
Draco la osservò sedersi nella poltrona di fronte alla sua e allungare le mani verso il fuoco. Le si vedevano le vene sul dorso e l’anello di fidanzamento e la fede andavano larghi. La sua salute stava peggiorando e nemmeno i più grandi specialisti riuscivano a curarla. Draco sapeva di non avere ancora molto tempo con lei, perciò voleva essere in grado di preparare Scorpius a cavarsela da solo. In tutti gli ambiti.
«So che sei preoccupato,» riprese lei, continuando a fissare il fuoco, che creava ombre scure sul suo viso spigoloso, «ma devi stare tranquillo, Draco. Abbiamo cresciuto un bambino forte e coraggioso. Saprà pensare con la sua testa e farsi conoscere. Dimostrerà al mondo che la famiglia Malfoy non è solo quella che viene raccontata nei bisbigli delle malelingue.»
«Non possiamo cancellare la verità,» obiettò.
Lei si portò le mani in grembo e lo guardò. «Certo che no. Ma guarda noi. Guarda me. Eri un bastardello arrogante, eppure mi sono innamorata di te lo stesso e ci siamo sposati, formando la nostra famiglia, che non sarà perfetta, certo, ma di sicuro è composta da persone che si amano, no?» gli domandò lei, inclinando il capo di lato, mentre i lunghi capelli castani le scivolavano sul petto. Aveva uno sguardo divertito negli occhi chiari e a Draco si strinse lo stomaco a osservarla. Aveva impiegato del tempo a capire di amarla, ed era stato una persona distrutta quando lei si era fatta avanti, ma non aveva mai mollato. Nonostante la malattia che le toglieva le forze, Astoria lo aveva sempre sostenuto e gli aveva dato un figlio meraviglioso che amava con tutto il cuore e con cui sperava di non commettere gli stessi, empi errori di suo padre.
Ogni giorno lottava con l’oscurità dentro di lui, sperando di poter essere un esempio per suo figlio, e non qualcuno di cui, alla fine, si sarebbe vergognato.
Quando Draco si era reso conto di vergognarsi di avere un padre come Lucius Malfoy, che l’aveva obbligato a diventare quello che era – con le scelte e l’educazione di una vita –, il colpo era stato difficile da mandare giù.
«So che sei preoccupato, ma non devi. Scorpius saprà cavarsela.»
«Anche il figlio mezzano dei Potter inizierà la scuola, quest’anno,» disse, anche se non sapeva bene perché fosse importante.
Astoria ridacchiò. «Ho sentito,» disse, con un luccichio divertito negli occhi. «Magari diventeranno amici.»
Draco sbuffò cercando di trattenere una risata, mentre lasciava cadere la testa su una mano. «Sarebbe davvero il colmo, mh?»
«Magari Albus e Scorpius dimostreranno al mondo che i pregiudizi sono stupidi e che bisogna andare avanti.»
Draco la guardò per un lungo momento prima di dire con affetto: «Come ho fatto a meritarmi una moglie come te?»
Astoria si alzò e, con un passo, gli fu davanti. Chinandosi verso di lui, gli posò un dolce bacio su una tempia, mentre i lunghi capelli gli solleticavano una guancia. Quando si stacco, lo guardò e con un sussurro gli disse: «Perché, in fondo, sei un brav’uomo, Draco.» E così dicendo, si allontanò.
Draco la sentì salire le scale e aprire e chiudere la porta della loro camera da letto.
Lui, però, rimase lì ancora un po’ a fissare le fiamme, mentre nel suo cuore in tumulto sbocciava la speranza che i loro figli – le nuove generazioni – fossero capaci di dimenticare gli sbagli e le scelte dei padri e di essere amiche.




Vi lascio l'elenco dei personaggi e delle coppie che saranno presenti nella raccolta. Sono in ordine alfabetico e non di apparizione.


[Personaggi Presenti: Aberfort Dumbledore (Aberforth Silente), Alastor Moody, Albus Dumbledore (Albus Silente), Albus Severus Potter, Andromeda Black, Angelina Johnson, Ariana Dumbledore (Ariana Silente), Argus Flitch (Argus Gazza), Arthur Weasley, Astoria Greengass, Bellatrix Lestrange, Bill Weasley, Blaise Zabini, Bloody Baron (Barone Sanguinario), Cedric Diggory, Charity Burbage, Charlie Weasley, Cho Chang, Dean Thomas, Colin Creevey (Colin Canon), Dolores Umbridge, Draco Malfoy, Dobby, Dudley Dursely, Edward "Teddy" Lupin, Filius Flitwick (Filius Vitious), Fleur Delacour, Frate Grasso, Fred Weasley, Fred II Weasley, Garrick Olivander, Gellert Grindelwald, George Weasley, Gilderoy Lockhart (Gilderoy Allock), Ginny Weasley, Grattastinchi, Hannah Abbott, Harry Potter, Helena Ravenclaw (Helena Corvonero), Hermione Granger, Horace Slughorn (Horace Lumacorno), Hugo Weasley, Irma Pince, James Potter, James Sirius Potter, Kingsley Shacklebolt, Kreacher, Lavanda Brown, Lee Jordan, Lily Evans, Lily Luna Potter, Lucius Malfoy, Luna Lovwgood, Marietta Edgecombe, Merope Gaunt, Minerva McGonagall (Minerva McGrannitt), Moaning Myrtle (Mirtilla Malcontenta), Molly Weasley, Mundungus Fletcher, Narcissa Malfoy, Neville Longbottom (Neville Paciock), Nicholas de Mimsy.Porpington (Nick-Quasi-Senza-Testa), Nymphadora Tonks (Ninfadora Tonks), Oliver Wood (Oliver Baston), Original Character, Pansy Parkinson, Parvati Patil (Calì Patil), Percy Weasley, Peter Pettigrew (Peter Minus), Petunia Dursley, Pix, Ponoma Sprout (Pomona Sprite), Poppy Pomfrey (Poppy Chips), Regulus Black, Remus Lupin, Rita Skeeter, Rolanda Hooch (Rolanda Bumb), Rolf Scamander, Ronald Weasley, Rose Weasley, Rubeus Hagrid, Scorpius Malfoy, Severus Snape (Severus Piton), Sir Cadogan, Sirius Black, Sybill Trelawney (Sibilla Cooman), Ted Tonks, Theodore Nott, Tom Riddle, Tom Riddle Senior, Vernon Dursley, Victoire Wealsey, Viktor Krum, Winky]

[Coppie Presenti: Arthur/Molly, Bill/Fleur, Blaise/Theodore, Cedric/Cho, Charlie/OC, Dean/Ginny, Draco/Astoria, Draco/Harry, Draco/Pansy, Fred/Hermione, Gellert/Albus, George/Angelina, George/Lee, Harry/Ginny, James/Lily, Lucius/Narcissa, Neville/Hannah, Remus/Ninfadora, Rolf/Luna, Ron/Hermione, Scorpius/Albus, Sirius/Remus, Ted/Andromeda, Teddy/Victoire, Tom/Merope, Viktor/Hermione]
   
 
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